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Cos’è l’ISEE e come si calcola

Ogni anno milioni di italiani devono presentare l’ISEE per accedere a bonus, agevolazioni, rette scolastiche ridotte e prestazioni sociali. Eppure pochissimi sanno davvero cos’è l’ISEE, come si calcola e cosa include. Risultato: molti pagano di più del necessario perché non ottimizzano la propria situazione, altri commettono errori che portano a sanzioni. Questa guida spiega tutto in modo chiaro.

Nota: questo articolo è divulgativo. Per situazioni specifiche, consulta un CAF o un commercialista.

📌 Articolo in breve
L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) misura la situazione economica del nucleo familiare combinando redditi e patrimonio. Si calcola ogni anno presentando la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) tramite CAF, patronato o online su INPS. È obbligatorio per accedere a bonus, rette agevolate, assegno unico, Reddito di Inclusione, borse di studio e molte altre prestazioni sociali. Valido dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Indice

  1. Cos’è l’ISEE
  2. Come si calcola l’ISEE
  3. Cosa include l’ISEE: redditi e patrimonio
  4. La scala di equivalenza: perché conta il numero di persone
  5. Come si presenta la DSU e si ottiene l’ISEE
  6. I diversi tipi di ISEE
  7. A cosa serve l’ISEE nel 2026
  8. Gli errori più comuni nella DSU
  9. Domande frequenti

Cos’è l’ISEE

L’ISEE — Indicatore della Situazione Economica Equivalente — è uno strumento introdotto in Italia nel 1998 per misurare la situazione economica delle famiglie in modo standardizzato. È il parametro usato dallo Stato e dagli enti pubblici per stabilire chi ha diritto a prestazioni sociali agevolate e in che misura.

L’idea di fondo è semplice: non tutti hanno la stessa situazione economica, e non sarebbe giusto applicare le stesse tariffe a chi guadagna 15.000 euro e a chi ne guadagna 80.000. L’ISEE permette di modulare i costi delle prestazioni pubbliche — dalle rette degli asili nido alle tasse universitarie, dai bonus energetici alle mense scolastiche — in base alla reale capacità economica di ogni famiglia.

Il risultato del calcolo è un numero espresso in euro che rappresenta la situazione economica “equivalente” del nucleo familiare. Più è basso, più la famiglia ha accesso a agevolazioni maggiori.

Come si calcola l’ISEE

La formula dell’ISEE combina due elementi principali — reddito e patrimonio — e li divide per un coefficiente che tiene conto della composizione del nucleo familiare:

ISEE = (Reddito + 20% del Patrimonio) ÷ Scala di Equivalenza

Vediamo ogni componente nel dettaglio.

Il reddito

Si considera il reddito complessivo di tutti i componenti del nucleo familiare nell’anno precedente (per l’ISEE 2026 si usano i redditi del 2024). Include:

  • Redditi da lavoro dipendente e autonomo
  • Pensioni e assegni previdenziali
  • Redditi da fabbricati (rendite catastali degli immobili)
  • Redditi da capitale
  • Alcuni trasferimenti pubblici (come il Reddito di Inclusione)

Il patrimonio

Il patrimonio si divide in:

  • Patrimonio immobiliare — valore degli immobili di proprietà calcolato ai fini IMU, al netto del mutuo residuo e con una franchigia per la prima casa (attualmente 52.500 euro, aumentata di 2.500 per ogni figlio dopo il secondo)
  • Patrimonio mobiliare — saldi dei conti correnti, depositi, titoli, fondi di investimento, azioni. Si usa la giacenza media annua dei conti correnti (non il saldo a fine anno). C’è una franchigia di 6.000 euro aumentata di 2.000 per ogni componente aggiuntivo del nucleo

Solo il 20% del patrimonio totale viene aggiunto al reddito per il calcolo — non il 100%. Questo perché il patrimonio è una riserva, non un reddito corrente.

Cosa include l’ISEE: redditi e patrimonio

Uno degli aspetti più importanti — e più fraintesi — dell’ISEE è capire esattamente cosa viene incluso nel calcolo e cosa no.

Cosa è incluso

  • Tutti i redditi dichiarati nel 730 o nel modello Redditi dell’anno di riferimento
  • I redditi esenti da IRPEF (come alcuni assegni di invalidità)
  • La giacenza media dei conti correnti e depositi bancari/postali
  • Il valore degli immobili di proprietà (calcolato ai fini IMU)
  • I titoli di Stato, obbligazioni, azioni, fondi di investimento
  • Il valore di riscatto delle polizze vita

Cosa NON è incluso

  • Il TFR non ancora percepito (accantonato in azienda o nel fondo pensione)
  • I premi di produzione e gli arretrati soggetti a tassazione separata
  • Alcune indennità specifiche (come le indennità di accompagnamento per disabili gravi)
  • I trasferimenti pubblici destinati a specifiche categorie (molti bonus non concorrono all’ISEE)

Un errore comune è pensare che i soldi sul conto corrente non vengano considerati nell’ISEE. Vengono considerati — attraverso la giacenza media annua, non il saldo a fine anno. Se a gennaio hai 50.000 euro e li spendi tutti entro marzo, la giacenza media dell’anno sarà comunque significativa.

La scala di equivalenza: perché conta il numero di persone

Non sarebbe giusto confrontare la situazione economica di una persona sola con quella di una famiglia di cinque persone usando gli stessi parametri — un reddito di 30.000 euro vale molto di più per un single che per una coppia con tre figli.

La scala di equivalenza è un coefficiente che tiene conto del numero e delle caratteristiche dei componenti del nucleo familiare. Il valore base è 1 per un singolo componente. Si aggiunge:

  • +0,57 per il secondo componente
  • +0,41 per il terzo componente
  • +0,35 per il quarto componente
  • +0,35 per il quinto e successivi componenti

Con maggiorazioni aggiuntive per:

  • Figli minori di 3 anni: +0,20 per ciascuno
  • Nuclei con 4+ figli minori: +0,35 aggiuntivo
  • Disabili nel nucleo: maggiorazioni variabili dal +0,50 al +1,0 a seconda della gravità
  • Nuclei monoparentali: +0,20

Esempio: una famiglia di 4 persone (coppia + 2 figli) ha una scala di equivalenza di 1 + 0,57 + 0,41 + 0,35 = 2,33. Se il loro ISEE grezzo (reddito + 20% patrimonio) è 46.600 euro, l’ISEE finale è 46.600 ÷ 2,33 = 20.000 euro.

Come si presenta la DSU e si ottiene l’ISEE

Per ottenere l’ISEE devi presentare la DSU — Dichiarazione Sostitutiva Unica — il documento in cui dichiari la situazione economica del tuo nucleo familiare. La DSU è valida dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentata.

Ci sono tre modi per presentarla:

  1. Online sul sito INPS — accedi con SPID, CIE o CNS all’area personale INPS, compila la DSU precompilata (dal 2020 molti dati vengono precompilati automaticamente dall’Agenzia delle Entrate) e invia. Il risultato ISEE viene pubblicato entro pochi giorni
  2. Tramite CAF (Centro di Assistenza Fiscale) — il servizio è gratuito. Porti i documenti necessari e il CAF compila e invia la DSU per te. Tempi più lunghi rispetto al canale online, soprattutto nei periodi di punta (gennaio-marzo)
  3. Tramite patronato o commercialista — simile al CAF, con eventuale costo per il commercialista

I documenti che potrebbe servirti avere a portata di mano anche con la DSU precompilata:

  • Codici fiscali di tutti i componenti del nucleo
  • Saldi e giacenze medie dei conti correnti al 31 dicembre dell’anno precedente
  • Valore degli immobili di proprietà (visura catastale o calcolo IMU)
  • Saldo dei mutui residui al 31 dicembre
  • Valore di azioni, titoli, fondi di investimento al 31 dicembre
  • Certificazioni di disabilità se presenti nel nucleo

I diversi tipi di ISEE

Non esiste un solo ISEE — esistono diverse tipologie per situazioni specifiche:

ISEE ordinario

Il più comune. Basato sui redditi e patrimoni dell’anno precedente. Valido per la maggior parte delle prestazioni sociali.

ISEE corrente

Permette di aggiornare l’ISEE in corso d’anno se la situazione economica è cambiata significativamente rispetto all’anno precedente — ad esempio in caso di perdita del lavoro, riduzione del reddito superiore al 25%, o variazione significativa del patrimonio. È uno strumento importante per chi ha subito un peggioramento economico improvviso.

ISEE universitario

Specifico per le prestazioni universitarie (tasse, borse di studio, alloggi). Ha regole particolari per i figli che studiano fuori sede o che hanno un nucleo familiare diverso da quello anagrafico.

ISEE minorenni con genitori non conviventi

Per i figli minori i cui genitori non vivono insieme (separati, divorziati) esistono regole specifiche che tengono conto anche della situazione economica del genitore non convivente.

ISEE socio-sanitario

Per l’accesso a prestazioni socio-sanitarie come RSA, assistenza domiciliare, centri diurni. Ha criteri di calcolo parzialmente diversi dall’ISEE ordinario.

A cosa serve l’ISEE nel 2026

L’ISEE è richiesto per un numero enorme di prestazioni e agevolazioni. Le principali nel 2026:

  • Assegno Unico Universale — l’importo varia significativamente in base all’ISEE. Con ISEE sotto 17.090 euro si riceve l’importo massimo; sopra 45.574 euro si riceve l’importo minimo
  • Bonus INPS — bonus nido, bonus asilo, bonus mamme: tutti legati all’ISEE
  • Rette asili nido e scuole d’infanzia comunali — la retta varia in base all’ISEE del nucleo familiare
  • Tasse universitarie — le università statali modulano le tasse in base all’ISEE. Sotto certi livelli le tasse sono azzerate o molto ridotte
  • Borse di studio universitarie — l’accesso dipende dall’ISEE e dall’ISPE (indicatore solo patrimoniale)
  • Bonus energia e gas — sconti automatici sulle bollette per chi ha ISEE sotto determinate soglie
  • Reddito di Inclusione (REI) e altre misure di sostegno al reddito
  • Mensa scolastica — la retta varia in base all’ISEE nei comuni che applicano tariffe differenziate
  • Esenzione ticket sanitario — per alcune categorie, l’esenzione dipende dall’ISEE
  • Mutuo prima casa under 36 — la garanzia statale per i mutui al 100% richiede un ISEE sotto 40.000 euro

Gli errori più comuni nella DSU

Dimenticare di dichiarare conti correnti secondari

Molte persone dimenticano conti correnti poco usati, libretti postali o conti online aperti anni fa. Tutti devono essere dichiarati. L’INPS incrocia i dati con l’Anagrafe dei Rapporti Finanziari e gli errori vengono rilevati — con conseguente decadenza delle agevolazioni ricevute e possibile sanzione.

Usare il saldo finale invece della giacenza media

Un errore frequente: si dichiara il saldo del conto al 31 dicembre invece della giacenza media annua. Sono due cose diverse. Se a fine anno il conto è quasi vuoto ma per 10 mesi ha avuto 30.000 euro, la giacenza media è molto più alta del saldo finale.

Non includere tutti i componenti del nucleo familiare

Il nucleo familiare ISEE non coincide sempre con quello anagrafico. I figli a carico che studiano fuori hanno regole specifiche. I coniugi separati di fatto ma non legalmente possono creare situazioni complesse. In caso di dubbio, è meglio consultare un CAF.

Non presentare l’ISEE corrente in caso di peggioramento economico

Se hai perso il lavoro o il tuo reddito è calato significativamente rispetto all’anno precedente, l’ISEE ordinario (basato sui redditi dell’anno scorso) non riflette la tua situazione attuale. L’ISEE corrente permette di aggiornarlo e accedere a maggiori agevolazioni.

Domande frequenti sull’ISEE

L’ISEE si rinnova automaticamente?

No. L’ISEE non si rinnova da solo — devi presentare una nuova DSU ogni anno. Scade il 31 dicembre di ogni anno indipendentemente da quando è stata presentata. Se hai un’ISEE in corso di validità e vuoi accedere a una prestazione dopo il 31 dicembre, devi presentare una nuova DSU.

Cosa succede se dichiaro dati falsi nell’ISEE?

Dichiarare dati falsi nella DSU è un reato penale (falso in atto pubblico) oltre a comportare la decadenza delle prestazioni ricevute e l’obbligo di restituirle con interessi e sanzioni. L’INPS effettua controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate, le banche e il Catasto. Non vale la pena rischiare.

I soldi donati o trasferiti prima della DSU riducono l’ISEE?

In teoria sì — se trasferisci denaro prima di presentare la DSU, la tua giacenza media si riduce. Ma attenzione: l’INPS e l’Agenzia delle Entrate possono risalire ai trasferimenti significativi. Operazioni che sembrano finalizzate a ridurre artificialmente l’ISEE possono essere contestate come dichiarazione infedele.

L’ISEE tiene conto dei debiti?

Parzialmente. Il mutuo residuo per l’abitazione principale viene sottratto dal valore dell’immobile ai fini del calcolo del patrimonio immobiliare. Altre forme di debito (prestiti personali, carte di credito, finanziamenti) non vengono detratte dal patrimonio nel calcolo standard dell’ISEE.

Quanto ci vuole per ottenere l’ISEE dopo aver presentato la DSU?

Con la DSU precompilata online su INPS, l’ISEE è disponibile quasi immediatamente — entro 24-48 ore. Tramite CAF i tempi sono più lunghi: da qualche giorno a due-tre settimane nei periodi di punta come gennaio-marzo, quando tutti rinnovano l’ISEE per le prestazioni dell’anno.

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