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Buono fruttifero per minori: quanto diventa a 18 anni il regalo a figli e nipoti, con calcolatore

Il buono fruttifero per minori di Poste Italiane, il “Buono dedicato ai minori”, rende il 5% lordo annuo fisso fino al 18° compleanno del bambino. Il tasso vale per i buoni sottoscritti con le condizioni in vigore dal 22 settembre 2026. Lo può regalare qualsiasi maggiorenne, nonni e zii compresi, a un bambino che non abbia ancora 16 anni e mezzo, da 50 euro in su. Con 1.000 euro regalati a un neonato, secondo i coefficienti ufficiali, a 18 anni il ragazzo incassa 2.213,74 euro netti. Più sotto trovi un calcolatore che usa la tabella del Foglio Informativo.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonti: pagina del Buono dedicato ai minori su poste.it, Foglio Informativo e Scheda di sintesi della serie TF118A260922 (condizioni dal 22 settembre 2026), pagine “Per i più piccoli” e “Piccoli e Buoni” di Poste Italiane.

📌 Articolo in breve
• Rendimento 5,00% lordo annuo fisso per i buoni della serie TF118A260922, in vigore dal 22 settembre 2026.
• Intestato solo al minore, da 0 a 16 anni e 6 mesi; scade al 18° compleanno.
• Lo può comprare qualsiasi maggiorenne in ufficio postale (cartaceo); online e in forma dematerializzata solo genitore o tutore.
• Da 50 euro e multipli, nessun costo di acquisto né di rimborso.
• Interessi tassati al 12,50%, niente imposta di successione, bollo esente se i buoni del ragazzo valgono in tutto fino a 5.000 euro.
• Prima dei 18 anni si incassa solo con l’autorizzazione del giudice tutelare, e il tasso scende allo 0,50%.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. Quanto rende il Buono dedicato ai minori
  2. Quanto diventano 1.000 euro a 18 anni, età per età
  3. Calcolatore del Buono minori
  4. Chi può regalarlo e come si compra
  5. I soldi sono del bambino: il nodo del giudice tutelare
  6. Tasse, bollo e ISEE
  7. Regalo una tantum o piano Piccoli e Buoni
  8. Le alternative per i risparmi di un minore
  9. Domande frequenti

Quanto rende il Buono dedicato ai minori

Sulla pagina ufficiale del Buono dedicato ai minori Poste riporta una tabella senza sorprese: 5,00% di rendimento effettivo annuo lordo per ogni periodo di possesso, da 1 anno e 6 mesi fino a 18 anni. Il periodo di possesso va dal giorno dell’acquisto al compimento della maggiore età di chi è intestato il buono. Il tasso è “predefinito e fisso”: resta al 5% anche se negli anni successivi i tassi di mercato scendessero.

Il meccanismo concreto sta nel Foglio Informativo della serie TF118A260922, emesso da Cassa Depositi e Prestiti. Il buono non paga cedole. Alla scadenza il valore nominale viene moltiplicato per un coefficiente, scelto in base al bimestre in cui cade il 18° compleanno: la Tabella A ne elenca 99, da aprile-maggio 2028 fino all’ultimo, che vale per tutti i compleanni dal 1° agosto 2044 in poi. Ogni coefficiente lordo è 1,05 elevato al numero di bimestri diviso sei: li abbiamo ricontrollati uno per uno.

Al netto dell’imposta sostitutiva del 12,50% sugli interessi, la stessa Tabella A indica rendimenti netti tra il 4,38% annuo (per chi compie 18 anni nella primavera 2028) e il 4,56% (per i bambini più piccoli).

I buoni ordinari della nostra guida ai buoni fruttiferi postali rendono meno: il Buono minori paga di più perché i soldi restano fermi fino alla maggiore età.

Quanto diventano 1.000 euro a 18 anni, età per età

La tabella qui sotto applica i coefficienti ufficiali a un buono da 1.000 euro comprato a novembre 2026, per un bambino nato a novembre dell’anno indicato. Le colonne “netto” sono già depurate del 12,50% sugli interessi, mentre il bollo non c’è: con 1.000 euro si resta sotto la soglia di esenzione.

Età del bambino all’acquisto Scadenza (18° compleanno) Coefficiente lordo Valore lordo Incasso netto
Neonato (nato nov. 2026) novembre 2044 2,38712870 2.387,13 € 2.213,74 €
3 anni novembre 2041 2,07892818 2.078,93 € 1.944,06 €
6 anni novembre 2038 1,79585633 1.795,86 € 1.696,37 €
8 anni novembre 2036 1,62889463 1.628,89 € 1.550,28 €
10 anni novembre 2034 1,47745544 1.477,46 € 1.417,77 €
14 anni novembre 2030 1,21550625 1.215,51 € 1.188,57 €
16 anni e 5 mesi (nato giugno 2010) giugno 2028 1,08471463 1.084,71 € 1.074,13 €

Calcolo nostro: valore nominale × coefficiente della Tabella A del Foglio Informativo TF118A260922 per il bimestre del 18° compleanno; netto = coefficiente netto ufficiale (12,50% sugli interessi).

Tre esempi. Una nonna che regala 1.000 euro alla nipotina appena nata le lascia, alla maggiore età, 2.213,74 euro netti: gli interessi lordi sono 1.387,13 euro, il fisco ne trattiene 173,39. Uno zio che mette 500 euro su un nipote di 10 anni vedrà il buono arrivare a 738,73 euro lordi e 708,89 netti in otto anni. Un padrino che regala 1.000 euro a una ragazza di 16 anni e 5 mesi, nata a giugno 2010, fa appena in tempo: il buono scade a giugno 2028 e paga 1.074,13 euro netti. A dicembre sarebbe già tardi: compirebbe 16 anni e mezzo proprio nel mese dell’acquisto, e il regolamento lo esclude.

📝 Nota della redazione
La Tabella A nasconde un dettaglio. I coefficienti sono calcolati, scrive la nota 3 del Foglio Informativo, “ipotizzando che il buono sia sottoscritto” il 22 settembre 2026, e il valore di rimborso dipende solo dal bimestre del 18° compleanno. Per i compleanni dal 1° agosto 2044 in poi c’è un unico coefficiente, 2,38712870, pari a 107 bimestri al 5%. Chi compra a novembre 2026 per un neonato tiene il buono 18 anni pieni, ma riceve il coefficiente di 17 anni e 10 mesi: il rendimento effettivo sulla durata reale scende a circa il 4,95% lordo. Per tutti gli altri bambini l’effetto è opposto: chi compra dopo il 22 settembre ottiene lo stesso coefficiente in meno tempo, e il rendimento effettivo sale un po’. Per questo il calcolatore qui sotto, che usa i coefficienti ufficiali, non coincide con un banale “5% composto per 18 anni” (che darebbe 2.406,62 euro lordi invece di 2.387,13).

Calcolatore del Buono minori

Inserisci importo, mese e anno di nascita del bambino e il valore dei buoni che ha già. Il calcolatore considera l’acquisto nel mese in corso, prende il coefficiente della Tabella A per il bimestre del 18° compleanno e mostra lordo, tasse, bollo stimato e incasso netto.

🧮 Quanto vale a 18 anni il Buono dedicato ai minori

Serve solo per stimare il bollo, dovuto se i buoni superano 5.000 euro in tutto. Lascia 0 se non ne ha.

ℹ️ I risultati forniti sono stime indicative basate sui dati inseriti e sui parametri vigenti alla data di pubblicazione. Per calcoli ufficiali fai riferimento all’Agenzia delle Entrate o a un professionista abilitato.

Il calcolatore vale per i buoni della serie in vigore dal 22 settembre 2026. Con nuove condizioni, i buoni già comprati terranno i loro coefficienti. Per un controllo ufficiale Poste mette a disposizione, nella sezione Per i più piccoli, un simulatore che chiede importo e data di nascita del minore.

Chi può regalarlo e come si compra

Il buono si intesta soltanto al minore: niente cointestazioni, né con un adulto né con un fratello. Poste ricorda nelle FAQ che il divieto vale per tutte le emissioni dal 5 ottobre 2003. Il beneficiario deve avere da 0 a 16 anni e sei mesi; restano esclusi anche i ragazzi che compiono 16 anni e mezzo proprio nel mese dell’acquisto. Chi lo paga può essere chiunque sia maggiorenne: genitori, nonni, parenti, amici.

Le strade per comprarlo però sono due e non sono aperte a tutti allo stesso modo. Il buono cartaceo si compra in ufficio postale da qualsiasi adulto, pagando in contanti oppure con assegni bancari, circolari, vaglia cambiari o assegni di traenza intestati al minore. Servono documento e codice fiscale di chi compra, più codice fiscale e un documento del bambino (anche il certificato di nascita, pure in fotocopia).

Il buono dematerializzato, invece, esiste solo sul conto: va collegato al Libretto di risparmio dedicato ai minori intestato al bambino e lo può sottoscrivere solo il genitore che esercita la responsabilità genitoriale o il tutore. Lo si compra in ufficio postale, su poste.it o con l’App Poste Italiane, pagando dal proprio Libretto Smart o conto BancoPosta, oppure direttamente dal Libretto Minori. Un nonno che vuole il regalo “digitale” deve passare dai genitori o dal piano Piccoli e Buoni.

Si parte da 50 euro e si sale per multipli di 50, fino a 1 milione al giorno per sottoscrittore. Acquisto e rimborso sono gratuiti; l’unica spesa è 1,55 euro per duplicare un buono cartaceo.

I soldi sono del bambino: il nodo del giudice tutelare

Una volta comprato, il buono è del minore. I genitori non possono incassarlo a loro piacimento: il Foglio Informativo richiama l’articolo 320, comma 4, del codice civile e stabilisce che prima dei 18 anni il rimborso è possibile solo con un provvedimento di autorizzazione del giudice tutelare, e solo allo sportello.

C’è anche una penalizzazione economica. In caso di rimborso anticipato non si applica il 5%, ma il tasso della Tabella B: 0,50% nominale annuo lordo. Nei primi 18 mesi non si riceve nessun interesse, solo il capitale. Secondo la Tabella C del Foglio Informativo, 1.000 euro rimborsati dopo 5 anni valgono 1.025,25 euro lordi (1.022,09 netti), dopo 10 anni 1.051,14 lordi (1.044,75 netti).

In anticipo il cartaceo si incassa tutto insieme, il dematerializzato anche in parte (50 euro e multipli). Alla scadenza il buono smette di fruttare dal giorno dopo il 18° compleanno. Il dematerializzato viene accreditato da solo sul libretto a cui è collegato. Il cartaceo invece va portato in ufficio postale dal ragazzo ormai maggiorenne entro dieci anni dalla scadenza stampata sul fronte, altrimenti si prescrive e i soldi finiscono al fondo istituito presso il Ministero dell’Economia.

Tasse, bollo e ISEE

Gli interessi pagano l’imposta sostitutiva del 12,50%, come i titoli di Stato, invece del 26% dei conti deposito. La trattiene Poste al rimborso, e i coefficienti netti della Tabella A ne tengono già conto. I buoni sono esenti dall’imposta di successione.

Sull’imposta di bollo la Scheda di sintesi della serie è precisa: nessun bollo se il valore complessivo dei buoni dell’intestatario non supera 5.000 euro, altrimenti si paga lo 0,20% annuo sul capitale investito. Per un bambino che ha ricevuto un solo regalo da 1.000 euro il problema non si pone. Diverso il caso di chi accumula: 10.000 euro investiti per un neonato pagherebbero, in 18 anni, circa 360 euro di bollo (0,20% per 18 anni, calcolo nostro), che riducono l’incasso netto da 22.137,38 a circa 21.777 euro. Il Foglio Informativo aggiunge una tutela: se il bollo, in caso di rimborso anticipato, facesse scendere il netto sotto il capitale versato, la differenza viene restituita. Per gli altri prodotti vedi l’imposta di bollo su conto corrente e conto deposito.

Per chi chiede prestazioni sociali: buoni fruttiferi, libretti postali e titoli di Stato sono esclusi dal patrimonio mobiliare dell’ISEE fino a 50.000 euro complessivi per nucleo familiare, in base all’articolo 1, comma 183, della legge 213/2023 richiamato dallo stesso Foglio Informativo.

Regalo una tantum o piano Piccoli e Buoni

Chi preferisce mettere da parte poco alla volta può usare il Piano di Risparmio Piccoli e Buoni. Si scelgono rate da 50 euro e multipli, con cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale, e l’addebito il 5 o il 27 del mese. Ogni rata compra in automatico un Buono minori dematerializzato. Si possono aggiungere rate extra, cambiare importo o sospendere il piano. I buoni vengono emessi fino ai 16 anni e mezzo del ragazzo e, quando compie 18 anni, il loro valore viene accreditato sul suo libretto.

Per attivarlo il bambino deve avere un Libretto di risparmio dedicato ai minori, mentre l’adulto che paga deve essere titolare di un Libretto di risparmio postale o di un conto BancoPosta, da cui partono gli addebiti. Si sottoscrive nell’ufficio postale dove si ha il conto o libretto, con il numero del libretto del minore: è una strada aperta anche ai nonni.

Un avvertimento sui conti: ogni rata compra un buono alle condizioni dell’emissione in vigore quel giorno. Chi attiva ora un piano da 50 euro al mese non ha la garanzia del 5% per tutti i prossimi 16 anni. Ogni buono emesso tiene il suo tasso, le rate future seguiranno le condizioni che Cassa Depositi e Prestiti fisserà: per questo non diamo una cifra “finale” del piano, sarebbe una proiezione su tassi che nessuno conosce.

Le alternative per i risparmi di un minore

Il Buono minori ha senso quando i soldi possono restare fermi fino ai 18 anni. Se servono prima, o se si vuole tenere liquidità a disposizione, Poste propone il Libretto dedicato ai minori, che si apre gratis e cambia fascia in automatico (IO Cresco fino a 12 anni, IO Conosco da 12 a 14, IO Capisco da 14 a 18). Sul libretto si può attivare il Deposito Supersmart Minori: 182 giorni, da 500 euro, 3,25% annuo lordo a scadenza, purché la scadenza cada prima dei 18 anni.

Fuori dalle Poste ci sono conti deposito e titoli di Stato (i BTP oscillano di valore prima della scadenza): il confronto è nell’articolo conto deposito, BTP o BOT: il rendimento netto a confronto. Per chi ha già buoni ordinari in scadenza c’è anche il Buono Rinnova Prima, che però è intestato a un adulto e non ha il vincolo dei 18 anni.

Le famiglie con figli in arrivo nel 2027 possono affiancare al regalo dei nonni anche il contributo del fondo natalità.

Domande frequenti

Chi può comprare un buono fruttifero per un nipote?

Qualsiasi maggiorenne: nonni, zii, padrini, amici di famiglia. In ufficio postale si compra il buono cartaceo intestato al nipote, portando un proprio documento, il proprio codice fiscale e il codice fiscale e un documento del bambino.

Fino a che età si può fare il Buono dedicato ai minori?

Fino a 16 anni e 6 mesi del bambino. Non lo si può comprare per chi li ha già superati, né per chi compie 16 anni e mezzo proprio nel mese dell’acquisto.

Quanto vale un buono minori da 1.000 euro a 18 anni?

Dipende dall’età del bambino al momento dell’acquisto. Con le condizioni in vigore dal 22 settembre 2026, 1.000 euro comprati a novembre 2026 per un neonato diventano 2.387,13 euro lordi e 2.213,74 netti; per un bambino di 8 anni 1.550,28 netti; per uno di 14 anni 1.188,57 netti.

I genitori possono incassare il buono del figlio?

Solo con l’autorizzazione del giudice tutelare, come prevede il Foglio Informativo richiamando l’articolo 320 del codice civile. Anche con l’autorizzazione, chi rimborsa prima dei 18 anni riceve lo 0,50% nominale annuo invece del 5%, e nulla di interessi nei primi 18 mesi.

Il buono per minori si paga di tasse?

Sì, il 12,50% sugli interessi, trattenuto al rimborso; niente imposta di successione. Il bollo dello 0,20% annuo scatta solo se i buoni del ragazzo superano complessivamente 5.000 euro.

Si può fare online?

Sì, ma solo il genitore o il tutore, in forma dematerializzata, da poste.it o dall’App Poste Italiane, con un Libretto Smart o un conto BancoPosta abilitati e il Libretto Minori del bambino.

Cosa succede al buono quando il ragazzo compie 18 anni?

Il buono scade e smette di produrre interessi dal giorno successivo. Se è dematerializzato, capitale e interessi netti vengono accreditati in automatico sul libretto collegato. Se è cartaceo, il ragazzo lo incassa in ufficio postale; ha dieci anni dalla data di scadenza stampata sul titolo, poi il diritto al rimborso si prescrive.

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