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iPhone rubato o smarrito: cosa fare nella prima ora

Con un iPhone rubato o smarrito la differenza tra recuperarlo e perderlo per sempre si gioca nei primi sessanta minuti, e non dipende dalla velocità con cui si reagisce ma dall’ordine in cui si fanno le cose. C’è un comando in particolare, che sembra il più risolutivo di tutti, che se usato per primo regala il telefono a chi l’ha preso. Ed è quello che la maggior parte delle persone tocca per istinto.

📌 Articolo in breve
Il primo comando da usare è la Modalità smarrito, non l’inizializzazione. E soprattutto non va mai scelta l’opzione che rimuove il dispositivo dall’account: è quella che toglie il Blocco attivazione e rende il telefono rivendibile. Poi si recupera il codice IMEI, si sporge denuncia e si chiede all’operatore il blocco dell’IMEI, che è cosa diversa dal blocco della SIM. La Protezione dispositivo rubato, che va attivata prima che serva, aggiunge un ritardo di sicurezza di un’ora sulle operazioni critiche quando il telefono si trova fuori dai luoghi abituali.
🗓️ Ultimo aggiornamento: settembre 2026. Le procedure descritte seguono la documentazione ufficiale Apple su Dov’è e sulla Protezione del dispositivo rubato.

Indice

  1. L’errore che regala il telefono al ladro
  2. Cosa fare, nell’ordine
  3. Blocco IMEI e blocco SIM non sono la stessa cosa
  4. La denuncia: a cosa serve davvero
  5. La funzione da attivare prima che serva
  6. Le truffe che arrivano dopo
  7. Domande frequenti

L’errore che regala il telefono al ladro

Quando ci si accorge che il telefono non c’è più, la reazione naturale è pensare ai dati: le foto, le conversazioni, l’app della banca. Si apre Dov’è da un altro dispositivo e si cerca il comando che cancella tutto. Fin qui va bene. Il problema è quello che compare subito dopo l’inizializzazione: l’opzione per rimuovere il dispositivo dal proprio account.

Quel comando serve quando si vende un telefono, perché toglie il Blocco attivazione e permette a un nuovo proprietario di configurarlo. In caso di furto fa esattamente lo stesso lavoro, ma a favore della persona sbagliata: trasforma un telefono bloccato e invendibile in un telefono pulito e rivendibile a prezzo pieno. È il motivo per cui in caso di furto quel pulsante non va toccato mai, e il perché è lo stesso, ribaltato, che spieghiamo nella guida su come cancellare i dati dall’iPhone prima di venderlo.

Il Blocco attivazione, finché resta attivo, rende quel dispositivo poco più che un pezzo di vetro e alluminio per chiunque non abbia le tue credenziali. È la protezione più efficace che hai, e va difesa.

Cosa fare, nell’ordine

Il primo passo è aprire Dov’è da un altro dispositivo Apple o dal sito di iCloud e attivare la Modalità smarrito. Fa quattro cose insieme: blocca il telefono con il codice, sospende le carte salvate nel portafoglio digitale, mostra sullo schermo un messaggio con un numero di contatto e continua a segnalare la posizione quando il dispositivo si connette a una rete. È la mossa che tiene aperte tutte le opzioni successive, perché non chiude nulla in modo definitivo.

Il secondo passo è cambiare la password dell’account Apple da un altro dispositivo, insieme a quelle dei servizi più sensibili: posta elettronica prima di tutto, perché è la chiave che permette di reimpostare quasi tutto il resto, e poi home banking e app di pagamento. Se il telefono era il tuo secondo fattore di autenticazione, questo è anche il momento di verificare di avere un metodo alternativo per accedere ai servizi che lo richiedono, altrimenti ci si ritrova chiusi fuori dai propri account nel giorno peggiore possibile.

Il terzo passo è recuperare il codice IMEI, il numero di quindici cifre che identifica in modo univoco quel telefono e non la SIM. Se non è stato annotato prima, si trova sulla scatola originale accanto al codice a barre, oppure accedendo alla pagina del proprio account Apple da browser, nella sezione dei dispositivi collegati, dove per ciascuno compaiono numero di serie e IMEI.

Solo alla fine, se si è ragionevolmente certi che il dispositivo non tornerà indietro e se i dati sono sensibili, si valuta l’inizializzazione da remoto. E anche in quel caso il dispositivo resta associato all’account: nessuna rimozione, per il motivo detto sopra.

Blocco IMEI e blocco SIM non sono la stessa cosa

Questa confusione fa perdere tempo prezioso a moltissime persone. Chiamare l’operatore e chiedere di bloccare la SIM impedisce che qualcuno faccia chiamate e traffico dati a tue spese, e va fatto, ma non tocca minimamente il telefono: chi lo ha in mano può infilarci dentro un’altra scheda e usarlo normalmente.

Il blocco dell’IMEI è un’operazione diversa, e agisce sull’apparecchio. Una volta segnalato come rubato, quel telefono viene rifiutato dalle reti mobili, indipendentemente dalla scheda che ci si inserisce dentro. È la richiesta che va fatta esplicitamente al proprio operatore, in genere allegando gli estremi della denuncia, ed è per questo che il numero IMEI va recuperato subito.

Due limiti di cui è giusto essere consapevoli. Il primo è che il blocco IMEI ha effetto sulle reti che lo applicano: un telefono bloccato in Italia può ancora funzionare in paesi che non partecipano allo stesso circuito di segnalazione, ed è la ragione per cui i dispositivi rubati finiscono spesso all’estero. Il secondo è che il blocco IMEI non impedisce l’uso del telefono in wi-fi. Per questo resta il Blocco attivazione la difesa più solida, non il blocco di rete.

Azione Chi la fa Cosa blocca
Modalità smarrito Tu, da Dov’è L’uso del telefono e i pagamenti, mantenendo la posizione
Blocco della SIM L’operatore Traffico e spese a tuo carico, non l’apparecchio
Blocco dell’IMEI L’operatore, con denuncia L’accesso dell’apparecchio alle reti mobili
Blocco attivazione Automatico, se Dov’è era attivo La riconfigurazione del telefono da parte di chiunque altro

La denuncia: a cosa serve davvero

La denuncia si presenta a qualsiasi ufficio di Polizia di Stato o Carabinieri, portando con sé il codice IMEI e il numero di serie del dispositivo. Serve per tre ragioni concrete, nessuna delle quali è la speranza che il telefono venga ritrovato.

La prima è che è il presupposto pratico per chiedere all’operatore il blocco dell’IMEI. La seconda è che serve a qualsiasi richiesta di indennizzo: sia le polizze dedicate ai dispositivi sia le coperture furto abbinate ad alcune carte di credito la richiedono come documento di base, e senza denuncia la pratica non parte nemmeno. Le condizioni delle coperture Apple e le relative franchigie le abbiamo messe in fila nell’articolo su quanto costa AppleCare+ e quando ha senso.

La terza è la protezione da quello che potrebbe succedere dopo. Se il telefono viene usato per commettere reati, o se la tua identità viene usata per aprire servizi, avere una denuncia datata al momento del furto è la prova che quel dispositivo non era più nella tua disponibilità. Sul portale della Polizia di Stato dedicato ai reati informatici, il Commissariato di PS online, si trovano anche le indicazioni per le segnalazioni relative a truffe e frodi collegate.

La funzione da attivare prima che serva

Esiste uno scenario che il Blocco attivazione da solo non copre, ed è il più diffuso nei furti in città: il ladro ha osservato la vittima digitare il codice di sblocco prima di sfilarle il telefono di mano. Con il codice in mano, storicamente, era possibile cambiare la password dell’account e disattivare Dov’è in pochi minuti, prima ancora che il proprietario si rendesse conto dell’accaduto.

Apple ha risposto con la Protezione del dispositivo rubato, che introduce due livelli aggiuntivi quando il telefono si trova in un luogo diverso da quelli abituali. Il primo è che alcune operazioni richiedono l’autenticazione biometrica e non accettano più il codice numerico come alternativa. Il secondo è un ritardo di sicurezza di un’ora sulle operazioni più critiche — cambiare la password dell’account, uscire dall’account, disattivare la protezione stessa — al termine del quale serve una seconda autenticazione biometrica.

Quell’ora è precisamente il tempo che serve al proprietario per accorgersi del furto e attivare la Modalità smarrito. È una funzione che va abilitata nelle impostazioni di Face ID e codice, e ha senso attivarla ora, perché nel momento in cui serve non è più possibile.

Le truffe che arrivano dopo

Nei giorni successivi a un furto arriva quasi sempre un messaggio. Può essere un SMS, una email o una notifica che imita quelle di sistema, e il testo è una variazione di “il tuo iPhone è stato individuato, accedi qui per vedere la posizione”. Il link porta a una pagina identica a quella di accesso all’account Apple, e serve a farsi consegnare le credenziali.

Il motivo per cui insistono è chiaro: con le tue credenziali possono togliere il Blocco attivazione, e il telefono passa da invendibile a vendibile. È una truffa costruita su misura per il momento in cui sei più disposto a fidarti di qualsiasi speranza. La regola è secca: nessuna comunicazione legittima chiede di inserire le credenziali del proprio account partendo da un link ricevuto in un messaggio, e la posizione di un dispositivo si controlla solo entrando da soli nell’app Dov’è o digitando a mano l’indirizzo di iCloud.

La meccanica di queste esche è la stessa che abbiamo descritto per i finti negozi e i falsi avvisi di consegna nell’articolo sulle truffe che girano al lancio del nuovo iPhone: cambia il pretesto, non il meccanismo. E se il telefono non torna, la sostituzione apre l’altro capitolo, quello dei costi: ne abbiamo parlato confrontando canali e prezzi nella guida all’iPhone ricondizionato.

Domande frequenti

Devo inizializzare subito il telefono rubato?

No, non come prima mossa. Prima si attiva la Modalità smarrito, che blocca il dispositivo e sospende i pagamenti mantenendo la localizzazione. L’inizializzazione si valuta dopo, e senza mai scegliere la rimozione dall’account.

Dove trovo l’IMEI se non ho più il telefono?

Sulla confezione originale, accanto al codice a barre, oppure accedendo da browser alla pagina del proprio account Apple, nella sezione dei dispositivi: per ciascuno sono indicati numero di serie e IMEI.

Il blocco IMEI rende il telefono inutilizzabile ovunque?

Sulle reti mobili che applicano la segnalazione sì. Non impedisce però l’uso in wi-fi, e non ha necessariamente effetto in tutti i paesi. La protezione più solida resta il Blocco attivazione legato all’account.

Serve la denuncia anche se non spero di riaverlo?

Sì. È il presupposto per il blocco dell’IMEI presso l’operatore, è richiesta da qualsiasi copertura assicurativa e ti tutela se il dispositivo viene usato impropriamente dopo il furto.

Se il telefono è spento i comandi funzionano lo stesso?

I comandi restano in coda e vengono applicati appena il dispositivo si riconnette a una rete. Impostare la Modalità smarrito su un telefono spento ha quindi senso: agisce alla prima riaccensione con connessione attiva.

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