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Prima prova maturità 2026: le tracce uscite oggi (analisi e consigli)

Prima prova maturità 2026: le tracce sono uscite stamattina alle 8:30 e come ogni anno hanno riservato qualche sorpresa. Per la tipologia A il Ministero ha scelto Cesare Pavese e Vitaliano Brancati; per la B sono arrivati Giuseppe Saragat, Piero Bianucci e Frank Furedi; per la C i temi dell’incanto e della fatica. In questo articolo trovi l’elenco completo delle sette tracce con un’analisi di ciascuna e qualche consiglio su come orientarsi nella scelta.

📌 In breve
La prima prova scritta dell’esame di maturità 2026 si è svolta mercoledì 18 giugno. Il Ministero ha proposto 7 tracce: A1 Pavese (Passerò per Piazza di Spagna), A2 Brancati (I piaceri), B1 Saragat (Assemblea Costituente 1946), B2 Bianucci (comunicazione scientifica), B3 Furedi (i confini), C1 l’incanto (Husmann), C2 la fatica (Calabresi). Gli studenti hanno avuto 6 ore per scegliere e sviluppare la traccia preferita.

Indice

  1. Come funziona la prima prova 2026
  2. Tipologia A — Analisi del testo
  3. Tipologia B — Testo argomentativo
  4. Tipologia C — Tema di attualità
  5. Quale traccia scegliere
  6. Come strutturare il tema in 6 ore
  7. Domande frequenti

Come funziona la prima prova 2026

La prima prova scritta è uguale per tutti gli indirizzi scolastici: che tu faccia il liceo scientifico, il classico, il tecnico o il professionale, il tema d’italiano è lo stesso. Il Ministero pubblica le tracce alle 8:30 del mattino e gli studenti hanno tempo fino alle 14:30 — sei ore in tutto — per consegnare il proprio elaborato.

Le tracce sono sempre sette, divise in tre tipologie. La tipologia A prevede l’analisi di un testo letterario (un brano in prosa e un componimento poetico). La B chiede di sviluppare un testo argomentativo a partire da documenti forniti, su temi che spaziano dall’ambito artistico a quello scientifico, passando per quello storico-politico — quest’ultimo è sempre presente per legge. La C propone due temi di attualità su cui esprimere la propria opinione con argomentazioni strutturate.

Non esiste una risposta “giusta”: la commissione valuta la capacità di argomentare, la correttezza grammaticale, la coerenza e l’originalità del pensiero. Scegliere una traccia che si conosce bene conta molto più di inseguire quella che sembra più “facile” a prima vista.

Tipologia A — Analisi del testo

Le due tracce di tipologia A chiedono di analizzare un testo letterario fornito dal Ministero: comprenderne il significato, individuarne le scelte stilistiche e collocarle nel contesto storico-culturale dell’autore. È la tipologia preferita dai liceali classici e linguistici.

Traccia A1 — Cesare Pavese, Passerò per Piazza di Spagna

La prima traccia di tipologia A propone una poesia di Cesare Pavese tratta dalla raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (1950), l’ultima che lo scrittore compose prima di togliersi la vita. Il componimento è dedicato all’attrice americana Constance Dowling, di cui Pavese era innamorato senza essere corrisposto. Il testo racconta un addio consumato tra i vicoli di Roma: il poeta immagina di tornare a Piazza di Spagna sapendo già che l’altra persona non ci sarà più.

Per l’analisi è importante conoscere il concetto pavesiano di mito: un’immagine o un evento del passato che si ripete identico, fissando il destino del poeta. In questa poesia il mito è l’eterno ritorno dell’assenza — la piazza c’è, il sole c’è, ma lei non c’è più. Lo stile è volutamente scarno: versi liberi, immagini quotidiane, tono basso che amplifica il dolore invece di gridarlo. Chi conosce Pavese riconosce immediatamente la firma. Chi non lo conosce può comunque ragionare sul rapporto tra paesaggio urbano e stato d’animo, un territorio fertile per qualsiasi liceo.

Traccia A2 — Vitaliano Brancati, I piaceri

La seconda traccia di tipologia A ha sorpreso molti studenti: Vitaliano Brancati non è tra gli autori più studiati nei licei, e questa scelta ha spiazzato chi si aspettava i soliti giganti del Novecento. Il brano proposto è tratto da I piaceri (Bompiani, 1964, pp. 5–8), un’opera uscita postuma — Brancati morì nel 1954. Si tratta di una riflessione sul valore della memoria come custode dell’identità personale: i ricordi non sono solo il passato, ma ciò che dà senso al presente.

Brancati è noto soprattutto per il cosiddetto “gallismo” — la critica ironica alla virilità maschile siciliana — ma in questo testo il registro è diverso, più meditativo e intimo. Per l’analisi conviene concentrarsi sulla struttura argomentativa del brano e sulle scelte stilistiche: la prosa di Brancati è precisa, quasi chirurgica. Chi non conosce l’autore non è necessariamente svantaggiato: la traccia si presta a essere affrontata anche partendo dal testo fornito, senza un bagaglio pregresso.

Tipologia B — Testo argomentativo

La tipologia B è la più articolata: il Ministero fornisce uno o più documenti di partenza (un articolo, un saggio, un discorso) e chiede di costruire attorno a essi un testo argomentativo coerente. Tre tracce disponibili, di cui una obbligatoriamente in ambito storico-politico.

Traccia B1 — Ambito storico-politico — Giuseppe Saragat, Discorso all’Assemblea Costituente (1946)

La traccia obbligatoria in ambito storico-politico propone un brano del discorso pronunciato da Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente nel 1946, in occasione del suo insediamento alla presidenza. È un documento di grande intensità civile: Saragat parla della democrazia non come sistema astratto, ma come modo di stare tra le persone — “la democrazia è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo”, afferma. Sullo sfondo c’è ancora il peso del fascismo e della guerra: l'”eredità di miserie e di dolori” di cui parla è quella che l’Italia appena liberata deve smaltire per ricostruirsi.

Per chi ha studiato il periodo della Resistenza e della nascita della Repubblica, questa traccia offre molto materiale. Le domande del Ministero chiedono di identificare quali siano “gli altri doveri” che sovrastano l’Assemblea e di spiegare il legame tra democrazia e relazioni umane. È una traccia impegnativa sul piano storico, ma aperta anche a riflessioni più generali su cittadinanza e valori costituzionali.

Traccia B2 — Ambito scientifico e tecnologico — Piero Bianucci, Te lo dico con parole tue

La seconda traccia di tipologia B è in ambito scientifico e tecnologico e propone un brano tratto da Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire di Piero Bianucci, giornalista e scrittore scientifico tra i più noti in Italia. Il tema è il rapporto tra scienza e comunicazione: come si rende accessibile un contenuto tecnico senza tradirne la sostanza? Bianucci riflette sul linguaggio come strumento di avvicinamento tra sapere specialistico e pubblico comune.

È una traccia attualissima in un’epoca in cui la disinformazione scientifica è un problema concreto. Chi ha interessi in ambito STEM o ha seguito il dibattito sulla comunicazione durante la pandemia ha molto su cui costruire. Il testo argomentativo richiesto deve partire dai documenti forniti, ma può allargarsi a esempi personali e di attualità: è lo spazio dove chi sa ragionare per connessioni può fare la differenza.

Traccia B3 — Ambito socio-economico — Frank Furedi, I confini contano

La terza traccia di tipologia B propone un brano tratto da I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere di Frank Furedi, sociologo ungherese-britannico noto per le sue analisi sulla cultura del rischio e sulla società contemporanea. L’argomento è provocatorio: in un’epoca che celebra l’abbattimento dei confini — fisici, culturali, identitari — Furedi sostiene che i limiti siano invece necessari per costruire identità, comunità e senso di appartenenza.

È una traccia che si presta a un confronto di opinioni: si può concordare con Furedi, contestarlo parzialmente o sviluppare una posizione più sfumata. L’importante è argomentare con coerenza. Chi ha seguito il dibattito sulla globalizzazione, sui flussi migratori o sulla crisi delle identità nazionali ha molto materiale su cui lavorare. Attenzione a non scivolare in posizioni politiche non supportate da argomenti: la commissione valuta la solidità del ragionamento, non la posizione ideologica.

Tipologia C — Tema di attualità

Il tema di attualità è la tipologia più “libera”: non ci sono documenti da analizzare, solo una domanda aperta su un tema contemporaneo. Il rischio è cadere nella banalità; chi la sceglie deve avere idee chiare e sapere come strutturare un’argomentazione originale con esempi concreti.

Traccia C1 — L’incanto — Wenke Husmann, Funziona a meraviglia (Internazionale, gennaio 2026)

Il primo tema di attualità ruota attorno al concetto di incanto. Il testo di partenza è un articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann, pubblicato sulla rivista Internazionale nel gennaio 2026 con il titolo Funziona a meraviglia. Husmann parte dall’osservazione dell’aurora boreale per interrogarsi su una domanda fondamentale: gli adulti riescono ancora a stupirsi? La capacità di meravigliarsi di fronte ai fenomeni del mondo — naturali, scientifici, artistici — è qualcosa che si perde crescendo, o si può coltivare deliberatamente?

È una traccia riflessiva, quasi filosofica. Non richiede conoscenze tecniche particolari, ma una buona capacità introspettiva e di costruire ragionamenti originali. Il rischio è scivolare nel generico (“lo stupore è bello e importante”) senza mai portare esempi concreti o prendere una posizione netta. Chi riesce a collegare il concetto di incanto a esperienze specifiche — un libro, uno scoperta scientifica, un momento di vita vissuta — produce un testo molto più memorabile di chi resta nel vago.

Traccia C2 — La fatica — Mario Calabresi, Alzarsi all’alba

Il secondo tema di attualità affronta il concetto di fatica, attraverso un brano tratto da Alzarsi all’alba di Mario Calabresi, giornalista e già direttore di La Stampa e Repubblica. Calabresi riflette sul valore della fatica come forma di crescita personale — e sul paradosso di una società che invece insegue scorciatoie, risultati immediati e zero sforzo. La fatica è qui intesa non come sofferenza da evitare, ma come condizione necessaria per costruire qualcosa di solido: una competenza, un carattere, una relazione.

È probabilmente la traccia più accessibile delle due di tipologia C, perché chiunque abbia vissuto l’esperienza della fatica — fisica, scolastica, emotiva — ha un punto di partenza concreto da cui costruire il tema. L’errore da evitare è scrivere un elogio generico della fatica senza interrogarsi su quando la fatica ha un senso e quando invece è solo sofferenza inutile. Il tema più interessante non è “la fatica fa bene” ma “come riconoscere la fatica che vale la pena di sopportare”. Chi sviluppa questa contraddizione scrive qualcosa di maturo.

Quale traccia scegliere

La regola d’oro è sempre la stessa: scegli la traccia su cui hai più cose da dire, non quella che sembra più corta o più semplice. Leggile tutte prima di decidere — anche se ci vuole venti minuti, ne vale la pena. Una traccia che conosci bene vale sempre più di una che sembra comoda ma su cui rimani a corto di argomenti dopo mezza pagina.

Quest’anno la A1 su Pavese è una buona scelta per chi studia al liceo classico o linguistico e conosce la poetica dell’autore. La A2 su Brancati è più rischiosa: l’autore è meno noto e il testo richiede attenzione anche senza un bagaglio pregresso. Per la tipologia B, la B1 su Saragat è per chi ha studiato bene il periodo costituente; la B2 su Bianucci è accessibile a tutti; la B3 su Furedi è interessante ma richiede di saper gestire un argomento divisivo con equilibrio. Per la tipologia C, la C2 sulla fatica (Calabresi) è quella con più punti di aggancio concreti — quasi tutti hanno una storia di fatica da raccontare.

In ogni caso, qualunque traccia tu scelga, dedica i primi 30-40 minuti a pianificare la struttura su una brutta copia. Chi inizia a scrivere subito di solito si perde a metà elaborato.

Come strutturare il tema in 6 ore

Sei ore sembrano tante, ma spariscono in fretta se non le gestisci bene. Ecco una scaletta realistica che funziona per tutte le tipologie.

Nei primi 20 minuti leggi tutte le tracce con calma, senza fretta. Poi dedica altri 10 minuti a scegliere e 30-40 minuti a fare una scaletta dettagliata su carta — introduzione, tesi, argomenti principali, conclusione. Questa fase è la più importante: un tema ben pianificato si scrive quasi da solo.

Dalla prima all’ultima ora e mezza scrivi la prima stesura senza fermarti a correggere — l’obiettivo è avere il testo completo. Nelle due ore successive rileggi, aggiungi esempi, raffina le argomentazioni e migliora le transizioni tra i paragrafi. L’ultima mezz’ora è solo per la revisione grammaticale finale: punteggiatura, accenti, eventuali cancellature.

Un elaborato di 4-5 pagine scritto bene vale sempre più di 8 pagine affrettate. La commissione legge tutto, ma valuta la qualità del pensiero, non la quantità di parole.

Domande frequenti

A che ora escono le tracce della prima prova maturità 2026?

Le tracce vengono distribuite nelle aule alle 8:30. In contemporanea vengono pubblicate anche sul sito del Ministero dell’Istruzione e su tutti i principali siti di informazione scolastica.

Si possono usare dizionari durante la prima prova?

Sì, è consentito l’uso del dizionario di italiano. Non sono ammessi dizionari bilingue né dispositivi elettronici di alcun tipo.

Quante pagine deve essere il tema di maturità?

Non esiste un numero minimo o massimo di pagine obbligatorio. In genere un elaborato ben sviluppato si attesta sulle 4-6 pagine scritte a mano. L’importante è che sia completo nelle sue parti: introduzione, sviluppo argomentativo e conclusione.

Cosa succede se si sbaglia la traccia a metà elaborato?

Se te ne accorgi in tempo puoi ricominciare con un’altra traccia — non c’è alcuna penalizzazione formale. Ovviamente il tempo perso non si recupera, quindi meglio scegliere con cura prima di iniziare.

La prima prova è uguale in tutti gli istituti italiani?

Sì. A differenza della seconda prova, che cambia per ogni indirizzo scolastico, la prima prova d’italiano è identica in tutta Italia: stesse tracce, stesso giorno, stessa ora.

Dopo l’esame, ti servirà anche saper scrivere un buon CV: ecco la nostra guida su come scrivere un curriculum vitae perfetto nel 2026.

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