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Gemini Notebook (ex NotebookLM): cos’è, come funziona e come usarlo in italiano

NotebookLM, lo strumento di Google che risponde alle domande partendo solo dai documenti che gli carichi, dal 16 luglio 2026 si chiama Gemini Notebook. È lo stesso prodotto, con gli stessi notebook già creati e lo stesso funzionamento di base: si caricano PDF, link, video di YouTube o file audio e si ottengono risposte con le citazioni del punto esatto da cui vengono. Intorno sono cambiate parecchie cose: i limiti d’uso, il rapporto con i piani Google AI che hanno preso il posto di NotebookLM Plus, l’arrivo dei notebook dentro l’app Gemini e una serie di formati nuovi, dalle overview video ai quiz. Abbiamo letto l’annuncio ufficiale, le pagine del centro assistenza e il listino italiano per rimettere ordine in tutto questo.

📌 Articolo in breve
NotebookLM ora si chiama Gemini Notebook e si apre da notebook.google: i vecchi indirizzi rimandano lì. Resta gratuito e funziona in Italia e in italiano. Senza abbonamento si hanno fino a 100 notebook con 50 fonti ciascuno; con Google AI Plus (4,99 euro al mese) i limiti raddoppiano, con AI Pro (21,99 euro) diventano 500 notebook da 300 fonti. Dal 2 settembre 2026 l’uso non si misura più a numero fisso di domande o podcast al giorno, ma con un limite che si ricarica ogni 5 ore fino a un tetto settimanale. Le overview audio si generano in italiano; le overview video “cinematografiche” e la modalità interattiva degli audio sono solo in inglese.
✅ Aggiornamento ottobre 2026
Questa guida è stata riscritta da zero. La versione precedente parlava di NotebookLM Plus incluso in Google One AI Premium “a circa 22 euro al mese”: quel piano oggi si chiama Google AI Pro e i vantaggi di Gemini Notebook esistono anche nel piano più economico, AI Plus. Abbiamo aggiornato nome, indirizzo, limiti (cambiati il 2 settembre 2026), fonti supportate e funzioni del pannello Studio.

ℹ️ Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Fonti: annuncio di Google “NotebookLM is now Gemini Notebook” del 16 luglio 2026, centro assistenza di Gemini Notebook (pagine su piani, limiti, fonti, overview audio e video, lingue), listino Google AI con l’Italia selezionata.

Indice

  1. Cos’è Gemini Notebook, il nuovo nome di NotebookLM
  2. Cosa cambia con il nuovo nome
  3. Come iniziare: il primo notebook
  4. Quali fonti si possono caricare
  5. Il pannello Studio: overview audio, video, quiz e presentazioni
  6. Gratis o a pagamento: limiti e piani Google AI
  7. L’app per smartphone e i notebook dentro Gemini
  8. Come usarlo davvero: studio, lavoro, documenti di casa
  9. Domande frequenti

Cos’è Gemini Notebook, il nuovo nome di NotebookLM

Gemini Notebook è un assistente di ricerca che lavora sui materiali forniti da chi lo usa. La differenza rispetto a un chatbot come Gemini o ChatGPT sta tutta qui: invece di rispondere attingendo a ciò che il modello ha imparato in addestramento o a una ricerca sul web, risponde basandosi sulle fonti caricate nel notebook, e accanto a ogni affermazione mette una citazione cliccabile che porta al passaggio originale. Se l’informazione non c’è nei documenti, il centro assistenza lo dice chiaramente: lo strumento non potrà fornire una risposta.

Google lo ha presentato al Google I/O del 2023 con il nome di Project Tailwind; poi è diventato NotebookLM e, secondo l’annuncio del cambio di nome, oggi lo usano più di 30 milioni di persone e oltre 600.000 organizzazioni. Il 16 luglio 2026 Josh Woodward, che guida Google Labs e l’app Gemini, ha comunicato il nuovo nome. Nella pagina ufficiale del prodotto la domanda “Gemini Notebook è lo stesso prodotto di NotebookLM?” ha una risposta secca: sì, e tutti i notebook esistenti restano accessibili.

Funziona in Italia ed è disponibile in più di 80 lingue, italiano compreso. Serve un account Google e l’età minima prevista nel proprio Paese; alcune funzioni, come le presentazioni, le infografiche e le overview video cinematografiche, sono riservate ai maggiorenni. Per un’introduzione all’assistente principale di Google c’è la nostra guida Gemini AI: cos’è, come funziona e come usarlo.

Cosa cambia con il nuovo nome

Per chi lo usa ogni giorno, il cambio più visibile è l’indirizzo: il sito ora è notebook.google e i vecchi indirizzi notebooklm.google e notebooklm.google.com rimandano automaticamente alla nuova versione. Anche il centro assistenza ha cambiato indirizzo. Il funzionamento di base, invece, non cambia: fonti a sinistra, chat al centro, pannello Studio con i formati da generare.

Il senso dell’operazione, secondo Google, è portare i notebook fuori dall’app separata. I notebook creati in Gemini Notebook compaiono già nell’app Gemini e si sincronizzano: rinominarne uno, aggiungere una fonte o cambiare le istruzioni personalizzate in un’app si riflette nell’altra. L’arrivo dei notebook in AI Mode, la modalità di ricerca conversazionale di Google, per ora non riguarda l’Italia: il centro assistenza esclude lo Spazio economico europeo e la funzione è solo in inglese.

La terza novità dell’annuncio è tecnica. Ogni notebook ottiene un “computer cloud sicuro” che permette a Gemini Notebook di scrivere ed eseguire codice, per fare analisi di dati sulle fonti caricate, per esempio su un foglio di calcolo. A luglio la funzione era attiva per gli abbonati Google AI Ultra e per alcuni clienti Workspace, e Google aveva annunciato l’estensione agli abbonati Pro sul web nelle settimane successive.

Come iniziare: il primo notebook

Non serve installare nulla. Si apre notebook.google nel browser, si accede con l’account Google e si crea un nuovo notebook. Un notebook è un contenitore dedicato a un argomento: conviene averne uno per esame, uno per progetto di lavoro, uno per le pratiche di casa, perché le risposte attingono solo alle fonti del notebook aperto. All’interno si possono anche selezionare singole fonti, se si vuole che la chat ne consideri solo alcune.

Il primo passo è aggiungere le fonti, con il pulsante dedicato nella colonna di sinistra: si trascina un PDF, si incolla un link, si sceglie un file da Google Drive. C’è anche una casella di ricerca che trova fonti sul web o nei file di Workspace a partire da una domanda. Una volta caricate, si scrive nella chat come con qualsiasi assistente. Le domande specifiche funzionano meglio di quelle generiche, ed è lo stesso centro assistenza a suggerirlo: quando un notebook contiene molte fonti, Gemini Notebook recupera prima i passaggi più pertinenti e poi costruisce la risposta, quindi nominare il documento o l’argomento preciso aiuta.

La lingua delle risposte si imposta da Impostazioni, alla voce Lingua di output: vale per la chat, le guide di studio e le overview audio. Di default viene usata la lingua scelta nelle impostazioni dell’account Google, quindi chi ha l’account in italiano di solito non deve toccare nulla.

Quali fonti si possono caricare

L’elenco si è allungato rispetto ai primi tempi. Il centro assistenza indica PDF, file Word (docx), PowerPoint (pptx), file di testo e Markdown, CSV, ePub, Documenti, Presentazioni e Fogli Google, immagini nei formati più comuni, file audio come MP3 e WAV, pagine web, video pubblici di YouTube, testo incollato e gli ebook acquistati su Google Play Libri, per ora solo in formato testo. Le chat fatte con un notebook dentro l’app Gemini diventano a loro volta una fonte di contesto.

Limite per singola fonte Valore
Testo fino a 500.000 parole
File caricati dal computer fino a 200 MB, nessun limite di pagine
Presentazioni Google fino a 100 slide
Fogli Google fino a 100.000 token

Fonte: centro assistenza Gemini Notebook, “Aggiungi o scopri nuove fonti”, consultato a ottobre 2026.

Un dettaglio pratico che cambia il modo di lavorare: i file importati da Google Drive si aggiornano da soli. Secondo il centro assistenza si sincronizzano ogni pochi minuti, quindi se si corregge un documento su Drive la versione nel notebook segue. Se invece il file viene cancellato o si perde l’accesso, la fonte diventa inattiva: continua a contare nei limiti ma non viene più usata nelle risposte. Un PDF protetto contro la copia non si può importare, e note a piè di pagina e commenti dei file Google non vengono letti.

Il pannello Studio: overview audio, video, quiz e presentazioni

Il pannello Studio è la parte che ha reso famoso lo strumento. Da lì si generano, a partire dalle fonti, formati diversi dalla semplice risposta in chat, e il lavoro avviene in background: mentre un’overview si prepara si può continuare a fare domande.

Le overview audio sono la funzione più nota: conversazioni tra voci sintetiche che spiegano il contenuto dei documenti. Oggi ci sono quattro formati. “Approfondimento”, quello predefinito, è la classica conversazione tra due conduttori; “Riepilogo” usa una sola voce e riassume i punti chiave in meno di due minuti; “Critica” fa commentare a due voci un testo come un saggio o un progetto; “Dibattito” mette i conduttori su posizioni opposte. Si possono generare in oltre 80 lingue, quindi anche in italiano, e si può aggiungere un’istruzione per concentrarsi su un tema. Due limiti però riguardano chi non lavora in inglese: la scelta della durata (più breve, predefinita, più lunga) e la modalità interattiva, in cui si interrompono i conduttori con la voce per fare domande, sono disponibili solo in inglese.

Le overview video trasformano le fonti in un filmato narrato. I formati sono tre: “Esplicativa”, strutturata e dettagliata; “Breve”, di circa 60 secondi; “Cinematografica”, la più ricca, che però è solo in inglese e solo per maggiorenni. Per le esplicative si può scegliere uno stile grafico tra Classico, Lavagna, Acquerello, Anime e altri. Google avverte che la generazione può richiedere anche più di 30 minuti.

Accanto a questi ci sono le mappe mentali, i report (dalla guida di studio al briefing fino alle nuove panoramiche interattive, solo sul web), le flashcard e i quiz con tre livelli di difficoltà, le infografiche e le presentazioni, che si possono mostrare direttamente o condividere in PDF. Tutto ciò che viene generato con i modelli di immagini e video di Google porta una filigrana invisibile SynthID; sulle immagini e sui video c’è anche una filigrana visibile, che gli abbonati AI Pro e Ultra possono disattivare.

Gratis o a pagamento: limiti e piani Google AI

NotebookLM Plus non esiste più come prodotto a sé. I vantaggi a pagamento arrivano con i piani Google AI, con un piano Workspace idoneo o, per le aziende, con le licenze Google Cloud. La versione senza costi resta completa nelle funzioni: cambiano i numeri.

Il cambiamento più importante è recente. Dal 2 settembre 2026, per gli account personali, Gemini Notebook non conta più un numero fisso di domande e di overview al giorno, ma usa un limite “a calcolo” che tiene conto della complessità della domanda, della lunghezza della chat, del numero di fonti e delle funzioni usate. Il limite si ricarica ogni 5 ore fino a un tetto settimanale. Il consumo si controlla da Impostazioni, voce Utilizzo, e il pannello Studio mostra prima di generare quanto costerà un’overview. Se il limite è finito, sul web si può scegliere “Genera più tardi”: l’overview viene preparata in un secondo momento, anche dopo un paio d’ore, con una notifica quando è pronta. Le cifre giornaliere fisse (50 domande e 3 overview audio al giorno nel piano gratuito) che si trovano ancora in alcune guide, e in qualche pagina di assistenza non aggiornata, appartengono al sistema precedente.

Piano Prezzo in Italia Notebook Fonti per notebook Limite d’uso
Senza piano 0 euro 100 50 standard
Google AI Plus 4,99 euro/mese 200 100 2 volte lo standard
Google AI Pro 21,99 euro/mese 500 300 4 volte lo standard
Google AI Ultra (20 TB) 99,99 euro/mese 500 500 5 volte AI Pro
Google AI Ultra (30 TB) 219,99 euro/mese 500 600 20 volte AI Pro

Fonti: pagina dei piani di Gemini Notebook, pagina sui limiti di utilizzo e listino Google AI per l’Italia, consultati a ottobre 2026. Google indica tutti i limiti come “soggetti a modifica”.

Oltre ai numeri, i piani a pagamento aggiungono la condivisione avanzata dei notebook, un accesso più ampio ai modelli Gemini e l’arrivo anticipato delle nuove funzioni. La chat personalizzata e le statistiche sull’uso dei notebook condivisi, invece, sono disponibili per tutti. Va ricordato che AI Plus e AI Pro non sono abbonamenti a Gemini Notebook: includono anche l’app Gemini, lo spazio cloud (400 GB per Plus, 5 TB per Pro) e altri servizi. Cosa cambia nell’app Gemini con ciascun piano, compreso il recente taglio dei modelli nel gratuito, è spiegato in Gemini gratis cambia: cosa resta in ogni piano; il piano più economico è descritto in Google AI Plus a 4,99 euro: cosa include.

Per gli universitari c’è un’offerta da conoscere. Google offre agli studenti maggiorenni idonei, in oltre 140 Paesi fuori dagli Stati Uniti, un anno di Google AI Plus senza costi, che in Gemini Notebook significa limiti doppi; l’offerta si attiva entro il 31 dicembre 2026 e al termine dell’anno si rinnova a pagamento se non la si disdice.

Sulla privacy, il centro assistenza è esplicito: i dati caricati non vengono usati per addestrare Gemini Notebook, a meno che non si invii un feedback, nel qual caso Google può rivedere l’intera interazione. Per gli account Workspace e Workspace for Education caricamenti e domande non vengono esaminati da revisori umani né usati per addestrare i modelli, nemmeno con il feedback.

L’app per smartphone e i notebook dentro Gemini

Gemini Notebook ha un’app per Android, da Android 10 in su, e per iPhone e iPad, disponibile anche in Italia. Google la definisce ancora una versione in anteprima: consente di fare domande sulle fonti, ascoltare le overview audio anche offline, ripassare con flashcard e quiz, vedere infografiche e presentazioni, e condividere verso il notebook un sito, un PDF o un video di YouTube aperto sul telefono. Alcune funzioni sono limitate rispetto alla versione web, che Google stessa consiglia per l’esperienza completa. A settembre Google ha annunciato la conversazione vocale in tempo reale con i notebook e un registratore audio per le lezioni nell’app mobile.

L’altra strada è l’app Gemini. I notebook compaiono nel menu laterale di Gemini e si può chattare con loro anche da lì, ma con una differenza da tenere a mente: in Gemini Notebook le risposte si basano solo sulle fonti, mentre in Gemini possono includere anche la ricerca sul web e altri strumenti. Inoltre i contenuti del pannello Studio, dalle overview audio alle presentazioni, si generano solo in Gemini Notebook. I notebook condivisi con altre persone non compaiono in Gemini.

Come usarlo davvero: studio, lavoro, documenti di casa

Lo studente universitario è l’utente ideale. Si crea un notebook per esame, si caricano dispense, slide del docente e registrazioni delle lezioni, e si usa la chat per farsi spiegare i passaggi oscuri con il rimando alla pagina esatta. Prima della prova si generano flashcard e quiz, magari a difficoltà crescente, e un’overview audio da ascoltare in treno. Con il limite delle 50 fonti del piano gratuito, un esame con molte letture può richiedere di unire i file o di dividerli in due notebook.

Nel lavoro il vantaggio sta nella tracciabilità. Chi deve leggere un bando, un capitolato o una serie di contratti può chiedere “quali sono le penali previste?” e controllare subito la clausola citata, invece di fidarsi di un riassunto. Un avvocato, un commercialista o un consulente usano lo stesso schema, con un’avvertenza che Google scrive nero su bianco: le risposte possono contenere errori e per consigli medici, legali o finanziari serve un professionista. La citazione serve proprio a verificare. Chi lavora con Gmail e Documenti può affiancare le funzioni di Gemini dentro Workspace, spiegate in come usare Gemini in Gmail e Google Docs.

C’è poi un uso domestico, meno raccontato e molto pratico. Un notebook con il regolamento di condominio, il contratto d’affitto, i manuali degli elettrodomestici e le condizioni dell’assicurazione diventa un archivio a cui chiedere “chi paga la sostituzione della caldaia?” o “entro quando va disdetto il contratto?”. La risposta arriva con il rimando al documento. Il limite, ovviamente, è che Gemini Notebook sa solo quello che c’è nei file: se il contratto è vecchio o manca un allegato, la risposta sarà incompleta, e lo strumento non andrà a cercarlo altrove.

Domande frequenti

NotebookLM esiste ancora?

Sì, con un altro nome. Dal 16 luglio 2026 si chiama Gemini Notebook: è lo stesso prodotto, i notebook creati prima restano accessibili e i vecchi indirizzi notebooklm.google portano automaticamente a notebook.google.

Gemini Notebook è gratis?

Sì. Senza abbonamento si possono creare fino a 100 notebook con 50 fonti ciascuno e usare tutte le funzioni principali, comprese le overview audio e video, entro un limite d’uso che si ricarica ogni 5 ore fino a un tetto settimanale. I piani Google AI aumentano notebook, fonti e limite d’uso.

Cos’era NotebookLM Plus e dove è finito?

Era la versione con limiti più alti, inclusa nell’abbonamento che si chiamava Google One AI Premium. Oggi non esiste come prodotto separato: i limiti più alti arrivano con Google AI Plus (4,99 euro al mese), Google AI Pro (21,99 euro, il piano che ha preso il posto di AI Premium, come spieghiamo in che fine ha fatto Gemini 2.5 Pro) e Google AI Ultra.

Le overview audio funzionano in italiano?

Sì, Gemini Notebook le genera in oltre 80 lingue e usa di default la lingua dell’account Google. In italiano sono disponibili i quattro formati (Approfondimento, Riepilogo, Critica, Dibattito), mentre la scelta della durata e la modalità interattiva, in cui si fanno domande a voce ai conduttori, per ora sono solo in inglese.

Quanti documenti posso caricare?

Nel piano gratuito 50 fonti per notebook, ognuna fino a 500.000 parole o 200 MB se caricata dal computer. Con AI Plus si sale a 100 fonti, con AI Pro a 300, con AI Ultra a 500 o 600 a seconda del piano.

Google usa i miei documenti per addestrare l’intelligenza artificiale?

Secondo il centro assistenza no: le fonti e le domande non vengono usate per addestrare Gemini Notebook, a meno che non si invii un feedback, nel qual caso Google può esaminare l’interazione. Per gli account Workspace i contenuti non vengono mai esaminati da persone né usati per l’addestramento.

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