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Come funziona un conto corrente

Lo usi ogni giorno per pagare, ricevere lo stipendio e fare bonifici. Eppure la maggior parte delle persone non sa davvero come funziona un conto corrente: come vengono calcolati i costi, cosa succede ai soldi che ci tieni, quali diritti hai e quali errori ti costano soldi senza che tu te ne accorga. Questa guida spiega tutto — dalle basi al confronto tra conto corrente tradizionale e online, fino a cosa fare per non pagare più del necessario.

Nota: questo articolo è divulgativo e non costituisce consulenza finanziaria.

📌 Articolo in breve
Un conto corrente è un contratto con una banca che ti permette di depositare denaro, effettuare pagamenti e prelevare in qualsiasi momento. I costi principali sono il canone mensile, le commissioni sulle operazioni e il bollo dello Stato (34,20€/anno). I conti online costano mediamente il 70% in meno dei conti tradizionali. I soldi sul conto sono garantiti fino a 100.000€ dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Indice

  1. Cos’è un conto corrente e come funziona
  2. Cosa fa la banca con i tuoi soldi
  3. I costi reali del conto corrente
  4. IBAN, BIC e SWIFT: cosa significano
  5. Conto online vs conto tradizionale
  6. La garanzia dei depositi: fino a quando sei protetto
  7. Il conto cointestato: come funziona e rischi
  8. I 5 errori più comuni sul conto corrente
  9. Domande frequenti

Cos’è un conto corrente e come funziona

Un conto corrente è un contratto tra te e una banca (o un istituto di pagamento) che ti permette di depositare denaro, effettuare pagamenti, ricevere accrediti e prelevare in qualsiasi momento senza preavviso. Il termine “corrente” indica proprio questa disponibilità immediata — a differenza del conto deposito, dove il denaro è vincolato per un periodo.

Tecnicamente, quando depositi denaro sul conto corrente, non stai mettendo i tuoi soldi in una cassaforte con il tuo nome. Stai prestando denaro alla banca, che diventa proprietaria di quei soldi e ti riconosce un credito equivalente. La banca, in cambio, si impegna a restituirteli in qualsiasi momento tu lo richieda e a gestire i pagamenti per tuo conto.

Questa distinzione non è solo teorica: ha conseguenze pratiche importanti. Se la banca fallisce, i tuoi soldi rischiano di non esserti restituiti integralmente — ecco perché esiste il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che garantisce fino a 100.000 euro per correntista per istituto.

Cosa fa la banca con i tuoi soldi

La banca non tiene i tuoi soldi fermi in un caveau in attesa che tu li richieda. Li reinveste — principalmente erogando prestiti, mutui e finanziamenti ad altri clienti a tassi di interesse più alti di quelli che riconosce a te. Questa differenza tra tasso attivo (quello che applica ai prestiti) e tasso passivo (quello che paga sui depositi) si chiama spread bancario ed è la principale fonte di guadagno delle banche.

In Italia nel 2026, la maggior parte dei conti correnti ordinari non paga interessi sui depositi — o paga tassi simbolici dello 0,01-0,1%. Nel frattempo, la stessa banca eroga mutui al 3-4% e prestiti personali al 7-12%. La differenza è il margine di interesse della banca.

Questo sistema si basa su un principio chiamato riserva frazionaria: le banche non tengono in cassa tutto il denaro depositato dai clienti, ma solo una frazione (la riserva obbligatoria, fissata dalla BCE). Il resto viene prestato. Funziona perché statisticamente non tutti i clienti ritirano tutti i soldi nello stesso momento. Quando questo accade in modo massiccio — come durante le crisi bancarie — si verifica la cosiddetta “corsa agli sportelli” (bank run).

I costi reali del conto corrente

Molti correntisti non conoscono il costo reale del proprio conto. Lo scoprano solo quando cambiano banca o confrontano l’estratto conto annuale. I costi principali:

Canone mensile o annuale

La voce di costo più visibile. Varia da 0€ (conti online gratuiti) a 8-15€/mese per i conti tradizionali. Alcuni conti azzerano il canone al raggiungimento di certi requisiti: accredito stipendio, saldo minimo mantenuto, utilizzo di carta di credito. Leggi sempre le condizioni — spesso il conto “gratuito” diventa a pagamento se non rispetti i requisiti.

Commissioni sulle operazioni

Bonifici, prelievi, pagamenti F24, giroconti — ogni operazione può avere un costo. I conti tradizionali applicano commissioni da 0,50€ a 2€ per bonifico; i conti online spesso offrono bonifici SEPA gratuiti. Un correntista medio con 3-4 operazioni al mese può spendere 10-20€/anno solo in commissioni.

Imposta di bollo

Lo Stato italiano applica un’imposta di bollo di 34,20€ annui su ogni conto corrente con giacenza media superiore a 5.000€. Non è la banca che ti fa pagare questa cifra — è un’imposta fiscale obbligatoria che la banca raccoglie per conto dell’Erario. È la stessa per tutti, indipendentemente dalla banca scelta.

Commissioni sul fido

Se il conto ha un fido (la possibilità di andare in rosso), vengono applicate commissioni di utilizzo e interessi passivi sull’importo utilizzato. I tassi sul fido sono spesso molto alti — 8-15% annuo — rendendolo uno degli strumenti di credito più costosi disponibili.

Costo totale annuo medio

Secondo le rilevazioni di Banca d’Italia, il costo medio annuo di un conto corrente tradizionale in Italia nel 2025 era di circa 80-120€ all’anno (canone + commissioni + bollo, escluso il fido). Un conto online ben scelto può costare 34,20€ all’anno — solo l’imposta di bollo obbligatoria.

IBAN, BIC e SWIFT: cosa significano

Tre acronimi che compaiono su ogni estratto conto e che molti usano senza capire cosa significano:

IBAN

L’IBAN (International Bank Account Number) è il codice che identifica univocamente il tuo conto corrente a livello internazionale. L’IBAN italiano è composto da 27 caratteri: IT + 2 cifre di controllo + codice ABI (banca) + CAB (filiale) + numero di conto. Viene usato per tutti i bonifici SEPA (Area Euro e paesi aderenti).

BIC/SWIFT

Il BIC (Bank Identifier Code), noto anche come codice SWIFT, identifica la banca specifica (non il singolo conto). È composto da 8 o 11 caratteri e viene richiesto per i bonifici internazionali fuori dall’area SEPA. Per i bonifici all’interno dell’area SEPA, l’IBAN da solo è sufficiente.

Conto online vs conto tradizionale

La differenza tra un conto corrente tradizionale (con sportello fisico) e uno online non è solo il canale di accesso — è spesso una differenza sostanziale di costi e servizi.

Caratteristica Conto tradizionale Conto online
Canone medio 5-15€/mese 0-2€/mese
Bonifici SEPA 0,50-2€ cad. Spesso gratuiti
Sportello fisico ✅ Sì ❌ No (o limitato)
Apertura conto In filiale, giorni Online, minuti
Assistenza Allo sportello + telefono Chat, email, telefono
Garanzia depositi ✅ 100.000€ ✅ 100.000€

I conti online costano meno perché non hanno filiali fisiche da mantenere — il risparmio sui costi operativi viene trasferito parzialmente al cliente. La garanzia dei depositi è identica: anche i conti online di banche regolamentate sono protetti fino a 100.000€.

In Italia, i conti online più diffusi nel 2026 includono Hype, N26, Revolut, Buddybank e i conti digitali delle banche tradizionali (Intesa Sanpaolo Smart, UniCredit Mobile Banking). Per chi non ha esigenze di operatività allo sportello fisico, un conto online è quasi sempre la scelta più economica.

La garanzia dei depositi: fino a quando sei protetto

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) è il sistema di garanzia italiano che protegge i correntisti in caso di fallimento di una banca aderente. La garanzia copre fino a 100.000 euro per correntista per istituto.

Punti importanti da sapere:

  • Il limite di 100.000€ è per banca, non per conto. Se hai due conti nella stessa banca con 80.000€ ciascuno, la garanzia copre comunque solo 100.000€ totali in quella banca
  • Se hai conti in due banche diverse, ogni conto è garantito separatamente fino a 100.000€
  • I conti cointestati hanno una garanzia di 100.000€ per ogni intestatario — un conto cointestato tra due persone è garantito fino a 200.000€ totali
  • In caso di eventi straordinari (vendita prima casa, matrimonio, divorzio, pensionamento), la garanzia temporanea sale a 200.000€ per 12 mesi
  • La garanzia non copre azioni, obbligazioni o fondi di investimento detenuti tramite la banca

Il conto cointestato: come funziona e i rischi

Un conto cointestato è un conto condiviso tra due o più persone. Esistono due modalità operative principali:

  • A firma disgiunta — ogni cointestatario può operare autonomamente: fare bonifici, prelevare, pagare senza bisogno del consenso dell’altro. È la modalità più comune tra coniugi e conviventi
  • A firma congiunta — ogni operazione richiede la firma di tutti i cointestatari. Meno pratico ma più sicuro contro operazioni unilaterali non concordate

Il rischio principale del conto cointestato a firma disgiunta: in caso di conflitto o separazione, ciascun cointestatario può prelevare l’intero saldo senza il consenso dell’altro. La banca non può impedirlo perché entrambi sono titolari. Dal punto di vista fiscale, il conto cointestato viene considerato intestato al 50% a ciascun titolare per il calcolo dell’ISEE e per le dichiarazioni patrimoniali.

I 5 errori più comuni sul conto corrente

1. Non confrontare i costi prima di aprire il conto

La differenza tra un conto costoso e uno economico può essere di 80-100€ l’anno. In 10 anni sono 800-1.000€. Vale la pena dedicare 30 minuti a confrontare le offerte su comparatori come SosTariffe o Facile.it prima di scegliere.

2. Tenere troppa liquidità sul conto corrente

Il conto corrente non è uno strumento di risparmio — è uno strumento di pagamento. Tenere cifre elevate sul conto mentre l’inflazione erode il potere d’acquisto è una delle forme di perdita di ricchezza più silenziose. Una regola pratica: tieni sul conto corrente solo 1-3 mesi di spese, e sposta il resto su strumenti che rendono almeno quanto l’inflazione. Per approfondire, leggi il nostro articolo su come funziona l’inflazione e quello su come investire i primi risparmi.

3. Non leggere il documento “Informazioni Europee di Base” (SECCI)

Prima di aprire un conto, la banca è obbligata per legge a fornirti questo documento standardizzato che riassume tutti i costi in modo trasparente e comparabile. La maggior parte delle persone non lo legge. È invece il documento più utile per capire cosa stai firmando.

4. Ignorare le notifiche di modifica contrattuale

Le banche possono modificare unilateralmente le condizioni del conto (canoni, commissioni) con un preavviso di 60 giorni. Se non sei d’accordo, hai diritto di recedere senza penali entro quella finestra. Molti ignorano queste comunicazioni e si ritrovano a pagare di più senza saperlo.

5. Non attivare l’autenticazione a due fattori

La sicurezza del conto online dipende quasi interamente dalla protezione dell’accesso digitale. L’autenticazione a due fattori (codice SMS o app di autenticazione oltre alla password) riduce drasticamente il rischio di accessi non autorizzati. La maggior parte delle truffe bancarie online sfrutta l’assenza di questo secondo livello di protezione.

Domande frequenti sul conto corrente

Posso avere più conti correnti?

Sì, non c’è limite al numero di conti correnti che puoi aprire in Italia. Avere conti in più banche diverse può essere utile per diversificare la garanzia dei depositi (se hai più di 100.000€), separare le spese personali da quelle professionali, o sfruttare le offerte promozionali di apertura.

Cosa succede al conto corrente se la banca viene acquisita?

In caso di fusione o acquisizione bancaria, il contratto del conto corrente continua normalmente con la nuova banca. L’IBAN rimane valido, le domiciliazioni attive continuano a funzionare, il saldo è intatto. Potresti ricevere una comunicazione con le nuove condizioni contrattuali, che hai il diritto di accettare o rifiutare (recedendo senza penali entro i termini indicati).

È vero che il fisco vede i movimenti del conto corrente?

Sì. L’Agenzia delle Entrate ha accesso all’Anagrafe dei Rapporti Finanziari, che raccoglie i dati di tutti i conti correnti italiani inclusi saldo e movimenti aggregati annuali. Questi dati vengono usati per i controlli fiscali — in particolare per identificare discrepanze tra i redditi dichiarati e la movimentazione bancaria. Non si tratta di un monitoraggio in tempo reale di ogni singolo pagamento, ma di un accesso ai dati aggregati disponibile in caso di verifica fiscale.

Quanto tempo ci vuole per un bonifico?

I bonifici SEPA (tra banche europee in euro) vengono eseguiti entro la giornata lavorativa successiva all’ordine. I bonifici istantanei (SEPA Instant) arrivano entro 10 secondi, h24 e 7 giorni su 7, ma possono avere un costo aggiuntivo (solitamente 0,50-1€). I bonifici verso Paesi extra-SEPA richiedono 2-5 giorni lavorativi e hanno costi più elevati.

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