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Tetto ai prezzi dei carburanti: dove conviene il pieno a ottobre 2026

Ultimo aggiornamento: settembre 2026

Il tetto ai prezzi dei carburanti di Eni, con la benzina a 1,99 euro e il gasolio a 2,19 euro al litro, è partito il 28 settembre ed è già stato raccontato come uno sconto per tutti. Non lo è. È una scelta commerciale di una sola compagnia, vale sulla sua rete e non obbliga nessun altro distributore; IP ha annunciato qualcosa di simile ma senza dire né quanto né dove, Q8 per ora è solo oggetto di una trattativa del governo. E a complicare il conto arriva il 6 ottobre, quando scade il taglio fisso dell’accisa sul gasolio e al suo posto dovrebbe subentrare l’accisa “mobile”, che però è tutt’altro che uno sconto garantito. Vediamo dove conviene davvero fare il pieno a ottobre, con i numeri dei prezzi ufficiali.

📌 Articolo in breve
Eni ha fissato un prezzo massimo di 1,99 €/l per la benzina e 2,19 €/l per il gasolio sui carburanti commercializzati da Enilive, dal 28 settembre per 30 giorni, prorogabili fino a fine anno. SOCAR ha annunciato un limite ai prezzi sulla rete IP, ma senza fissare una cifra: sarà applicato «progressivamente». Con i prezzi medi self del MIMIT del 29 settembre 2026 (benzina 2,126 €/l, gasolio 2,335 €/l) un pieno da 50 litri al tetto Eni costa 6,80 euro in meno a benzina e 7,25 euro in meno a gasolio rispetto alla media. Dal 6 ottobre il taglio dell’accisa sul gasolio fissato per legge finisce: l’eventuale sconto successivo dipende da un decreto MEF-MASE che, al momento in cui scriviamo, non è stato pubblicato e il cui importo non si conosce in anticipo.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. Cosa ha deciso Eni, parola per parola
  2. IP e Q8: cosa c’è di ufficiale e cosa no
  3. Quanti distributori sono coinvolti davvero
  4. Quanto si risparmia su un pieno: i conti
  5. Dal 6 ottobre: cosa sono le accise mobili
  6. Come trovare i distributori al tetto
  7. Domande frequenti

Cosa ha deciso Eni, parola per parola

Il punto di partenza è il comunicato Eni del 25 settembre 2026. Il testo dice che Eni «ha fissato un limite massimo (price cap) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 €/l per il gasolio e a 1,99 €/l per la benzina», circa 17 centesimi sotto i livelli medi di quei giorni. Il tetto parte dal 28 settembre, dura inizialmente 30 giorni e può essere esteso fino alla fine dell’anno «in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti».

Trenta giorni contati dal 28 settembre portano al 27 ottobre, una data che però il comunicato non scrive. Chi pianifica i rifornimenti del mese deve quindi tenere presente che la prosecuzione dopo fine ottobre non è promessa: è una possibilità legata al mercato. C’è poi una frase che quasi nessuno ha ripreso: il tetto, scrive Eni, «è correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore». L’agevolazione in vigore quando il tetto è partito è il taglio sul gasolio che scade il 5 ottobre. Eni non ha spiegato cosa succede ai 2,19 euro se dal 6 ottobre l’accisa torna a salire, ed è la prima cosa da ricontrollare la prossima settimana.

Terzo dettaglio, pratico. Il comunicato parla di «limite massimo», non di un prezzo fisso: un distributore Eni può legittimamente stare sotto 1,99. E non specifica se il tetto valga per il self, per il servito o per entrambi. Nei dati ufficiali del primo giorno, che abbiamo scaricato ed esaminato (li trovi più avanti), il prezzo al tetto compariva quasi soltanto al self.

IP e Q8: cosa c’è di ufficiale e cosa no

Su IP circolano due cifre, «300 distributori su 3.400» e «tetto a 1,99 anche su IP», che nel comunicato ufficiale non ci sono. Il comunicato di SOCAR, la compagnia azera che da maggio controlla Italiana Petroli, datato 27 settembre 2026, annuncia la decisione di «fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti». Ma aggiunge che «il valore dei prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera» e che il limite «verrà applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio IP». Per le stazioni Esso e per gli altri operatori che si riforniscono da IP, le modalità sono ancora «da studiare».

Tradotto: IP non ha comunicato un prezzo massimo unico, né un elenco o un numero di impianti coinvolti. Lo stesso comunicato indica una rete di «oltre 4.500 punti vendita a marchio IP». Il numero di 300 impianti che ha fatto il giro dei giornali non trova riscontro nella fonte ufficiale, quindi non lo riportiamo come dato. Chi ha un IP sotto casa deve guardare il prezzo esposto, distributore per distributore, senza dare per scontato di trovare 1,99.

Su Q8 la situazione è ancora più aperta. Al 28 settembre, secondo fonti di Palazzo Chigi riprese dalle agenzie, il governo stava verificando «a livello diplomatico» la disponibilità del gruppo kuwaitiano che controlla Q8 in Italia a seguire la stessa strada. Non c’è un comunicato della compagnia né un annuncio ufficiale della Presidenza del Consiglio con cifre e date. Finché non arriva, alle pompe Q8 vale il prezzo deciso come sempre dal singolo impianto.

Quanti distributori sono coinvolti davvero

Qui abbiamo fatto un lavoro diverso dal solito: invece di ripetere le stime circolate, abbiamo scaricato l’anagrafica ufficiale degli impianti attivi del MIMIT, estrazione del 28 settembre 2026, e li abbiamo contati per bandiera. Gli impianti attivi in Italia sono 23.964, non «circa 20.000». Quelli a bandiera Agip Eni sono 4.451, quelli Api-Ip 4.121, quelli Q8 2.907. Eni pesa quindi per il 18,6% della rete, IP per il 17,2%: insieme il 35,8%. Con Q8 si arriverebbe al 47,9%.

Bandiera Impianti attivi Quota sulla rete Tetto annunciato
Agip Eni 4.451 18,6% Sì: benzina 1,99 €/l, gasolio 2,19 €/l, dal 28 settembre per 30 giorni
Api-Ip 4.121 17,2% Annunciato un limite «progressivo», senza cifra né elenco impianti
Q8 2.907 12,1% No, solo verifica del governo con il gruppo
Tutte le altre (Esso, Tamoil, pompe bianche e altri) 12.485 52,1% No
Totale 23.964 100%

Fonte: anagrafica impianti attivi MIMIT, estrazione del 28 settembre 2026; elaborazione thequestion.it. La bandiera indica il marchio esposto, non chi decide il prezzo: molti impianti sono gestiti da operatori indipendenti.

Poi abbiamo guardato i prezzi. Il file ufficiale dei prezzi in vigore alle 8 del mattino del 28 settembre, cioè il primo giorno del tetto, conteneva 3.857 prezzi self della benzina di impianti Agip Eni: 861 erano già a 1,99 euro o meno, il 22%. Per il gasolio self, 881 su 3.861, il 23%. Non è un giudizio sull’adesione, perché a quell’ora molti gestori non avevano ancora aggiornato il cartello: è la fotografia di una partenza graduale, e il motivo per cui conviene controllare il prezzo prima di mettersi in coda.

Lo stesso file racconta altre due cose. Al servito il tetto quasi non si vedeva: tra i prezzi Eni della benzina servita aggiornati il 27 o il 28 settembre, solo 29 su 2.032 erano a 1,99 o meno. E sotto il tetto non c’era solo Eni: 243 impianti di altre bandiere vendevano già la benzina self a 1,99 euro o meno, 310 il gasolio a 2,19 o meno. Il tetto Eni è un riferimento comodo, ma non è per forza il prezzo più basso della zona.

📝 Nota della redazione
Il tetto si è già visto nella media nazionale. Secondo il MIMIT il prezzo medio self sulla rete stradale è passato da 2,152 a 2,126 euro per la benzina e da 2,369 a 2,335 euro per il gasolio tra il 28 e il 29 settembre: meno 2,6 e meno 3,4 centesimi in un giorno, senza nessuna variazione di accisa in mezzo. È l’effetto di quasi un quinto della rete che abbassa i listini tutto insieme. Quanti concorrenti si allineeranno lo diranno le rilevazioni dei prossimi giorni.

Quanto si risparmia su un pieno: i conti

Per i conti usiamo i prezzi medi nazionali in modalità self pubblicati dal MIMIT con aggiornamento del 29 settembre 2026: benzina 2,126 €/l e gasolio 2,335 €/l sulla rete stradale, 2,180 €/l e 2,383 €/l sulla rete autostradale. Il confronto è con il tetto Eni pieno: 1,99 e 2,19 euro. La differenza al litro è di 13,6 centesimi per la benzina e di 14,5 centesimi per il gasolio sulla rete ordinaria.

Prendiamo tre serbatoi tipici: 40 litri per una city car, 50 per una compatta, 60 per una familiare o un SUV medio. Abbiamo rifatto tutti i conti moltiplicando i prezzi ufficiali per i litri, senza arrotondamenti intermedi.

Pieno Media self MIMIT Al tetto Eni Risparmio Risparmio vs media autostrade
Benzina 40 litri 85,04 € 79,60 € 5,44 € 7,60 €
Benzina 50 litri 106,30 € 99,50 € 6,80 € 9,50 €
Benzina 60 litri 127,56 € 119,40 € 8,16 € 11,40 €
Gasolio 40 litri 93,40 € 87,60 € 5,80 € 7,72 €
Gasolio 50 litri 116,75 € 109,50 € 7,25 € 9,65 €
Gasolio 60 litri 140,10 € 131,40 € 8,70 € 11,58 €

Prezzi medi self MIMIT, rete stradale e autostradale, aggiornamento del 29 settembre 2026. Il risparmio è calcolato rispetto alla media, non rispetto al distributore più economico della tua zona.

Messa così sembra poco, ed è in effetti meno dei 17 centesimi indicati da Eni: quel numero era calcolato sui «livelli medi» di pochi giorni prima, e nel frattempo la media nazionale è già scesa. Su base mensile però la cifra si fa sentire. Una famiglia che fa due pieni da 50 litri di benzina al mese risparmia 13,60 euro rispetto alla media; un pendolare a gasolio che fa un pieno da 60 litri a settimana, quattro pieni al mese, arriva a 34,80 euro. Per capire quanto pesa il carburante sul costo complessivo dell’auto, il nostro calcolatore del costo annuo dell’auto permette di inserire il proprio prezzo al litro.

Dove il tetto conta di più: le Regioni

La media nazionale nasconde differenze locali. Nei prezzi medi regionali del MIMIT aggiornati al 29 settembre 2026, la provincia autonoma di Bolzano ha il gasolio self più caro, 2,365 €/l, e la Calabria la benzina self più cara, 2,150 €/l. Le Marche sono le più economiche su entrambi: 2,302 per il gasolio e 2,101 per la benzina. Il vantaggio del tetto va quindi da circa 11 centesimi al litro nelle Marche a oltre 17 centesimi sul gasolio a Bolzano.

Area Benzina self Distanza dal tetto 1,99 Gasolio self Distanza dal tetto 2,19
Provincia di Bolzano 2,148 € 15,8 cent 2,365 € 17,5 cent
Calabria 2,150 € 16,0 cent 2,359 € 16,9 cent
Sicilia 2,138 € 14,8 cent 2,351 € 16,1 cent
Lombardia 2,126 € 13,6 cent 2,345 € 15,5 cent
Lazio 2,113 € 12,3 cent 2,318 € 12,8 cent
Marche 2,101 € 11,1 cent 2,302 € 11,2 cent

Fonte: MIMIT, prezzi medi per Regione e Provincia autonoma (escluse autostrade), aggiornamento del 29 settembre 2026.

Un pieno di gasolio da 60 litri a Bolzano, pagato al tetto invece che alla media provinciale, costa 10,50 euro in meno (141,90 contro 131,40 euro). Lo stesso pieno nelle Marche fa risparmiare 6,72 euro (138,12 contro 131,40). Chi vive in una zona dove i prezzi sono già bassi guadagna meno dal tetto, e trova più facilmente un distributore di altra bandiera che vende allo stesso prezzo.

Dal 6 ottobre: cosa sono le accise mobili

Il secondo pezzo del mese riguarda solo chi va a gasolio, almeno per ora. Il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, in vigore dal 18 settembre, fissa l’accisa sul gasolio usato come carburante a 572,90 euro per mille litri fino al 25 settembre e a 622,90 euro dal 26 settembre al 5 ottobre. Secondo il comunicato del Consiglio dei ministri n. 189, lo sconto vale 12,2 centesimi al litro nella prima fase e 6,1 nella seconda, IVA compresa. I dettagli di questa discesa a scalini li abbiamo già spiegati nell’articolo su quanto scende l’accisa sul gasolio e perché il pieno torna a salire.

Il decreto si ferma al 5 ottobre compreso e non contiene una riga sulle accise mobili. L’annuncio è arrivato a voce, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri del 16 settembre, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Il 5 ottobre non si va a zero perché interviene nuovamente il meccanismo delle accise mobili». Da quella data, ha aggiunto, il governo «tornerà a riversare i maggiori proventi fiscali dello Stato per abbassare il più possibile il costo dei carburanti alla pompa». È un impegno politico, non una norma con una cifra scritta.

Come funziona il meccanismo

L’accisa mobile non è una novità del 2026: è prevista dall’articolo 1, commi 290 e 291, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Quando il prezzo internazionale del greggio sale, lo Stato incassa più IVA sui carburanti di quanto aveva previsto. Se si verificano le condizioni fissate dal comma 291, il ministro dell’Economia, d’intesa con quello dell’Ambiente e della sicurezza energetica, può firmare un decreto che abbassa l’accisa usando quell’extra-gettito. Niente decreto, niente sconto.

Il punto che molti articoli saltano è che ogni decreto fa storia a sé. Quello dell’8 maggio 2026 ha usato 191,2 milioni di maggior gettito IVA di aprile e ha abbassato per dodici giorni, dall’11 al 22 maggio, le accise di benzina, gasolio, GPL e metano. Il decreto del 27 luglio 2026 ha usato 20,5 milioni del maggior gettito di giugno e ha coperto due giorni, il 28 e il 29 luglio, solo per il gasolio. Importo, durata e carburanti cambiano ogni volta, perché dipendono da quanta IVA in più è entrata nel mese di riferimento.

Per questo i titoli che parlano di «sconto garantito dal 6 ottobre» sono fuorvianti. Al momento in cui scriviamo non risulta pubblicato un decreto MEF-MASE per il periodo che parte il 6 ottobre, e nessuno può dire in anticipo se il taglio sarà di pochi centesimi, se riguarderà anche la benzina o quanti giorni durerà. C’è anche lo scenario peggiore: se il decreto non arriva in tempo, dal 6 ottobre l’accisa sul gasolio torna a 672,90 euro per mille litri, cinque centesimi in più rispetto alla fase attuale. Con l’IVA fanno 6,1 centesimi al litro, cioè 3,05 euro in più su un pieno da 50 litri. Avevamo analizzato un bivio simile ad agosto nel pezzo su cosa succede se il taglio delle accise non viene prorogato.

Periodo Accisa gasolio (€/1.000 l) Sconto IVA inclusa Base giuridica
18-25 settembre 2026 572,90 12,2 cent/l DL 162/2026, art. 1
26 settembre-5 ottobre 2026 622,90 6,1 cent/l DL 162/2026, art. 1
Dal 6 ottobre, senza decreto 672,90 nessuno aliquota ordinaria
Dal 6 ottobre, con accisa mobile da stabilire variabile, non noto in anticipo decreto MEF-MASE ex art. 1, c. 290, L. 244/2007

Cosa significa per chi fa il pieno? Che il tetto Eni e le accise mobili vanno letti insieme. Se dal 6 ottobre l’accisa sul gasolio risale di 6,1 centesimi, la media nazionale del gasolio tende a salire di conseguenza; se Eni mantiene i 2,19 euro, la distanza tra i suoi impianti e la media si allarga. Se invece Eni ritocca il tetto per via del legame con l’agevolazione fiscale, i conti della tabella cambiano. Al momento in cui scriviamo, nessuna delle due cose è scritta da qualche parte.

Come trovare i distributori al tetto

Lo strumento più affidabile resta quello pubblico. Il portale Osservaprezzi carburanti del MIMIT e la relativa app mostrano il prezzo comunicato da ogni singolo impianto, con la bandiera e l’ora dell’ultimo aggiornamento. I gestori sono obbligati per legge a comunicare le variazioni, quindi il dato viene dalla stessa fonte usata per calcolare le medie ufficiali. Il funzionamento dell’app lo abbiamo raccontato nella guida su Osservaprezzi Carburanti.

Il metodo che usiamo noi è semplice e richiede un minuto prima di partire.

  1. Cerca la tua zona e seleziona il carburante (benzina o gasolio) in modalità self.
  2. Ordina per prezzo e guarda i primi risultati: se trovi un impianto Eni a 1,99 o 2,19, controlla l’ora dell’ultimo aggiornamento.
  3. Confronta con i due o tre impianti più vicini di altre bandiere: in molte zone qualche pompa bianca vende già sotto il tetto.
  4. Al distributore verifica il prezzo esposto sulla colonnina, che è quello che paghi, e scegli il self se vuoi il prezzo al tetto.

Due trappole da evitare. La prima è il servito: nei dati del primo giorno il prezzo a 1,99 compariva quasi esclusivamente al self, e al servito la differenza al litro può mangiarsi tutto il vantaggio. La seconda è l’autostrada: la media autostradale self del 29 settembre era 2,180 euro per la benzina e 2,383 per il gasolio, sopra quella della rete ordinaria. Se il tuo percorso passa accanto a un impianto al tetto appena fuori dal casello, conviene fermarsi lì. Per il resto valgono le abitudini che abbassano i consumi in qualsiasi stagione, raccolte nella guida su come risparmiare carburante.

Un’ultima considerazione sul calendario. Chi va a gasolio e ha il serbatoio mezzo vuoto ha un motivo in più per fare il pieno entro il 5 ottobre, quando il taglio da 6,1 centesimi è ancora certo. Dopo, dipende dal decreto sulle accise mobili. Chi va a benzina, invece, al momento non ha nessuna scadenza fiscale in vista: per lui conta solo trovare l’impianto giusto.

Domande frequenti

Il tetto di 1,99 euro vale in tutti i distributori Eni?

Eni lo ha fissato sui carburanti commercializzati da Enilive, cioè sulla sua rete. Il comunicato parla di prezzo massimo, quindi un impianto può stare anche sotto. Nei dati MIMIT della mattina del 28 settembre non tutti gli impianti Agip Eni avevano già aggiornato il cartello: prima di fare il pieno conviene controllare il prezzo su Osservaprezzi o sulla colonnina.

Il tetto vale anche al servito?

Il comunicato Eni non lo specifica. Nei dati ufficiali del primo giorno il prezzo al tetto compariva quasi solo al self: tra i prezzi Eni della benzina servita aggiornati il 27 o il 28 settembre, appena 29 su 2.032 erano a 1,99 euro o meno. Se vuoi il prezzo al tetto, scegli il self.

Anche IP vende la benzina a 1,99 euro?

Non c’è una cifra ufficiale. SOCAR ha annunciato un limite ai prezzi sulla rete IP, da applicare progressivamente e con valori stabiliti «in base alle diverse esigenze» della filiera. Alcuni impianti IP possono essere scesi a livelli simili, ma va verificato impianto per impianto.

Quanto dura il tetto Eni?

Trenta giorni dal 28 settembre, con possibilità di estensione fino alla fine del 2026 in base al mercato e agli approvvigionamenti. Il comunicato non indica una data di fine esatta, né garantisce la proroga.

Dal 6 ottobre ci sarà di sicuro uno sconto sulle accise?

No. Il governo ha annunciato che interverrà il meccanismo delle accise mobili, ma lo sconto richiede un decreto del ministero dell’Economia con quello dell’Ambiente, e il suo importo dipende dal maggior gettito IVA disponibile. Senza decreto l’accisa sul gasolio torna all’aliquota ordinaria di 672,90 euro per mille litri, 6,1 centesimi al litro in più IVA compresa rispetto alla fase attuale.

Le accise mobili riguardano anche la benzina?

Possono riguardarla, ma dipende dal singolo decreto. Quello dell’8 maggio 2026 ha ridotto le accise di benzina, gasolio, GPL e metano; quello del 27 luglio 2026 solo il gasolio. Il taglio attuale previsto dal decreto-legge 162/2026 riguarda solo il gasolio.

Conviene fare benzina da Eni anche se è più lontano?

Dipende dalla distanza. Su un pieno da 50 litri di benzina il tetto fa risparmiare 6,80 euro rispetto alla media nazionale self del 29 settembre. Se per raggiungere l’impianto fai una deviazione di diversi chilometri, una parte del risparmio se ne va in carburante e tempo; e spesso a poca distanza c’è un’altra pompa con un prezzo simile.

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