I vaccini Covid aggiornati per il 2026 hanno ricevuto il via libera europeo con una nuova composizione pensata per la variante attualmente prevalente, in vista della campagna vaccinale autunnale. L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha approvato l’aggiornamento sia di Comirnaty (Pfizer-BioNTech) sia di Spikevax (Moderna), i due vaccini a mRNA più utilizzati in Italia dall’inizio della pandemia.
La nuova formulazione dei vaccini Comirnaty e Spikevax è stata adattata alla variante LP.8.1, in linea con la raccomandazione periodica che l’EMA fa ogni anno per allineare i vaccini al ceppo virale circolante più diffuso al momento della campagna autunnale. Vediamo cosa cambia rispetto alle formulazioni precedenti, chi dovrebbe considerare la vaccinazione e quando è prevista la distribuzione in Italia.
Indice
- Cosa ha approvato l’EMA
- Perché i vaccini Covid vengono aggiornati ogni anno
- Chi dovrebbe considerare la vaccinazione autunnale
- Quando arriva in Italia e come si prenota
- Le altre novità approvate insieme ai vaccini Covid
- Un anno di aggiornamenti: cosa è cambiato dal 2023 a oggi
- Domande frequenti
Cosa ha approvato l’EMA
Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA ha dato parere positivo all’aggiornamento della composizione di Comirnaty e Spikevax, adattandoli alla variante LP.8.1, discendente della più ampia famiglia Omicron che ha caratterizzato la circolazione del virus negli ultimi periodi. Si tratta della stessa procedura, ormai consolidata, con cui l’EMA rivede periodicamente la composizione dei vaccini a mRNA per mantenerli allineati al ceppo circolante prevalente, in modo concettualmente simile a quanto avviene ogni anno con il vaccino antinfluenzale.
L’approvazione europea è il passaggio che precede la distribuzione nei singoli paesi membri, dove poi sono le autorità sanitarie nazionali — in Italia il Ministero della Salute, sentito il parere dell’Istituto Superiore di Sanità — a definire i dettagli operativi della campagna vaccinale: chi può accedervi gratuitamente, in quali strutture e con quali priorità.
Perché i vaccini Covid vengono aggiornati ogni anno
Il virus SARS-CoV-2 continua a evolversi, e le varianti che circolano cambiano composizione genetica nel tempo, riducendo progressivamente l’efficacia di un vaccino tarato su un ceppo più vecchio nel prevenire l’infezione (mentre la protezione contro le forme gravi di malattia tende a restare più stabile nel tempo). Per questo motivo, dal 2023 in poi l’EMA ha adottato per i vaccini Covid un meccanismo di revisione periodica simile a quello già in uso da decenni per l’influenza stagionale, con l’obiettivo di massimizzare l’efficacia contro il ceppo effettivamente in circolazione al momento della campagna vaccinale.
Questo aggiornamento non richiede di ripartire da zero con gli studi clinici completi: si basa su un meccanismo regolatorio semplificato, già validato per le versioni precedenti del vaccino, che consente di aggiornare la sola sequenza genetica bersaglio mantenendo la piattaforma tecnologica a mRNA già ampiamente testata negli anni precedenti su milioni di dosi.
Chi dovrebbe considerare la vaccinazione autunnale
Le raccomandazioni delle autorità sanitarie italiane, in linea con quelle della maggior parte dei paesi europei, continuano a concentrare la priorità della vaccinazione autunnale su alcune categorie a maggior rischio di forme gravi di malattia: le persone over 60, chi convive con patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, renali, oncologiche), il personale sanitario e sociosanitario, e le donne in gravidanza, per le quali la vaccinazione viene generalmente discussa caso per caso con il proprio ginecologo.
Per la popolazione generale sana e più giovane, la raccomandazione tende invece a essere più sfumata: le forme gravi restano statisticamente meno frequenti in questa fascia, e la scelta di vaccinarsi diventa più una valutazione individuale da discutere con il proprio medico, tenendo conto anche di eventuali esposizioni professionali o familiari a persone più fragili.
Un caso specifico che merita attenzione riguarda chi convive stabilmente con persone anziane o fragili senza esserlo direttamente: pur non rientrando personalmente nelle categorie prioritarie, la vaccinazione può essere consigliata anche in questi casi come misura di protezione indiretta, riducendo la probabilità di trasmettere l’infezione a chi in famiglia rischierebbe conseguenze più serie. Lo stesso ragionamento vale per chi lavora a stretto contatto con il pubblico in ambienti chiusi e affollati, dove l’esposizione ripetuta aumenta statisticamente il rischio di contrarre e trasmettere l’infezione anche a persone vulnerabili incontrate solo occasionalmente.
Quando arriva in Italia e come si prenota
Dopo il via libera europeo, la tempistica di arrivo delle dosi aggiornate nelle singole Regioni italiane dipende dal Piano Nazionale Vaccini definito dal Ministero della Salute, generalmente comunicato nelle settimane successive all’approvazione EMA. Storicamente, l’avvio della campagna autunnale si è concentrato tra fine settembre e ottobre, in coincidenza con l’inizio della campagna antinfluenzale, per permettere in molte Regioni la co-somministrazione dei due vaccini nella stessa seduta.
La prenotazione segue generalmente gli stessi canali già in uso per le campagne precedenti: portale regionale della sanità, farmacie aderenti o prenotazione diretta presso il medico di base, a seconda dell’organizzazione scelta dalla propria Regione di residenza.
Le differenze organizzative tra Regioni restano un elemento da non sottovalutare: alcune Regioni hanno scelto negli anni scorsi di affidare la somministrazione principalmente alle farmacie di comunità, altre preferiscono concentrare le vaccinazioni nei centri ASL o negli ambulatori dei medici di base, con tempi di attesa e modalità di prenotazione che possono variare sensibilmente da un territorio all’altro anche a parità di categoria di rischio del paziente.
Le altre novità approvate insieme ai vaccini Covid
Nella stessa sessione di valutazione, l’EMA ha dato parere positivo anche ad altri due prodotti farmaceutici rilevanti: la riformulazione degli inalatori Trixeo e Riltrava Aerosphere, che adottano un nuovo propellente a minor impatto ambientale mantenendo l’efficacia terapeutica per i pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva e asma, e l’approvazione di Yeytuo (lenacapavir), un nuovo farmaco per la profilassi pre-esposizione contro l’HIV che si aggiunge alle opzioni già disponibili in questo ambito.
Un anno di aggiornamenti: cosa è cambiato dal 2023 a oggi
Per capire il significato di questo aggiornamento, aiuta guardare al percorso compiuto negli ultimi anni. Dal 2023 in poi, l’EMA ha rivisto la composizione dei vaccini Covid a mRNA con cadenza sostanzialmente annuale, seguendo l’evoluzione delle varianti dominanti: dalla formulazione adattata a XBB.1.5 a quella successiva mirata su JN.1 e le sue discendenze, fino ad arrivare oggi alla versione per LP.8.1. Ogni passaggio ha richiesto lo stesso tipo di valutazione regolatoria semplificata, che si basa sul principio consolidato per cui la piattaforma tecnologica a mRNA resta la stessa e cambia solo la sequenza genetica bersaglio, un approccio concettualmente vicino a quello già rodato da decenni per il vaccino antinfluenzale.
Quello che è cambiato nel tempo, più che la tecnologia in sé, è stata la percezione pubblica della vaccinazione Covid: mentre nei primi anni post-pandemia l’adesione alle campagne di richiamo restava relativamente alta anche nella popolazione generale, negli anni successivi si è progressivamente concentrata quasi esclusivamente sulle categorie a rischio, un fenomeno osservato in modo simile in gran parte dei paesi europei. Le autorità sanitarie hanno adattato di conseguenza la comunicazione delle campagne, riducendo l’enfasi generalista e concentrando le risorse informative proprio sulle fasce di popolazione per cui il rapporto tra beneficio e rischio resta più favorevole secondo i dati epidemiologici raccolti negli anni.
Questo contesto storico aiuta anche a inquadrare correttamente l’aggiornamento più recente: non si tratta di una misura emergenziale o di una novità dirompente, ma della prosecuzione di un processo di manutenzione regolatoria ormai consolidato, che si ripete sostanzialmente ogni anno con l’obiettivo di mantenere il vaccino allineato al ceppo virale più diffuso al momento della campagna autunnale.
Domande frequenti
Il vaccino aggiornato è obbligatorio?
No, in Italia la vaccinazione Covid resta su base volontaria, raccomandata con priorità per le categorie a maggior rischio di forme gravi di malattia.
Posso fare il vaccino Covid insieme a quello antinfluenzale?
In molte Regioni italiane è prevista la co-somministrazione nella stessa seduta, ma la disponibilità operativa varia da territorio a territorio: conviene verificare con il proprio medico di base o il portale sanitario regionale.
Chi ha già fatto dosi precedenti deve rifarle con il vaccino aggiornato?
Le raccomandazioni sanitarie generalmente indicano la dose aggiornata come richiamo annuale per le categorie a rischio, indipendentemente dal numero di dosi ricevute in passato, ma è una valutazione da discutere con il proprio medico in base alla situazione individuale.
Il vaccino aggiornato protegge anche da varianti diverse dalla LP.8.1?
I vaccini a mRNA aggiornati tendono a mantenere una protezione crociata parziale anche verso varianti correlate, anche se l’efficacia più alta resta quella mirata sul ceppo per cui il vaccino è stato specificamente adattato.
Il vaccino aggiornato è disponibile anche per i bambini?
Le indicazioni pediatriche vengono valutate separatamente dalle autorità sanitarie e possono variare rispetto a quelle per gli adulti: per i più piccoli la raccomandazione va sempre discussa con il pediatra di riferimento, che valuta il singolo caso in base a eventuali condizioni di salute pregresse.
