L’ETA Regno Unito è l’autorizzazione elettronica che serve a un cittadino italiano per salire su un aereo diretto a Londra, Edimburgo o Manchester: costa 20 sterline, vale due anni e senza di quella la compagnia aerea non ti fa imbarcare. Fino a febbraio 2026 chi partiva senza averla richiesta se la cavava lo stesso, perché era in corso un periodo di tolleranza. Quella fase è finita, e il controllo adesso avviene al gate in Italia, non alla frontiera britannica.
L’ETA per il Regno Unito è obbligatoria per gli italiani dal 2 aprile 2025, ma la tolleranza è finita il 25 febbraio 2026: da allora i vettori hanno l’obbligo di negare l’imbarco a chi non ce l’ha. Dall’8 aprile 2026 il costo è salito da 16 a 20 sterline. Vale due anni, consente ingressi multipli e serve anche ai neonati. L’ETIAS europeo e il sistema EES, che molti confondono con l’ETA, non riguardano i cittadini italiani.
Indice
- Cos’è l’ETA e da quando serve davvero
- Quanto costa e quanto dura
- Come si richiede, passo per passo
- Chi non ne ha bisogno
- ETA, ETIAS ed EES: tre cose diverse
- Gli errori che fanno perdere l’aereo
- Domande frequenti
Cos’è l’ETA e da quando serve davvero
ETA sta per Electronic Travel Authorisation. Non è un visto: è un permesso digitale collegato al numero di passaporto, che il Regno Unito chiede ai viaggiatori dei Paesi finora esenti da visto — tra cui l’Italia — prima ancora che mettano piede su un aereo. Chi lo ottiene può entrare più volte nell’arco della sua validità, restando al massimo sei mesi per viaggio.
La data che conta è duplice, ed è qui che nasce quasi tutta la confusione. L’obbligo formale esiste dal 2 aprile 2025, come ricorda il Consolato Generale d’Italia a Londra. Ma per quasi un anno ha funzionato una fase di tolleranza: chi si presentava all’imbarco senza autorizzazione veniva fatto partire lo stesso, e gli agenti di frontiera britannici chiudevano un occhio. Il 25 febbraio 2026 quella tolleranza è finita per tutti gli 85 Paesi interessati.
Cambia soprattutto chi paga il conto se qualcosa va storto. La sanzione non colpisce il passeggero, colpisce il vettore: una compagnia che imbarca qualcuno privo di ETA rischia una multa per ogni persona trasportata. Ecco perché il controllo si è spostato a monte, in partenza. Un addetto al gate di Fiumicino o Malpensa che non trova l’autorizzazione associata al tuo passaporto non ha margine di trattativa, e il biglietto resta a terra insieme a te.
Va aggiunto un dettaglio che gli italiani continuano a sottovalutare, perché è cambiato con la Brexit e non tutti se ne sono accorti: per il Regno Unito la carta d’identità non basta più, né quella cartacea né quella elettronica. Serve il passaporto, ed è al passaporto che l’ETA viene agganciata. Se il documento è vicino alla scadenza conviene sistemarlo prima: i tempi di rilascio del passaporto variano parecchio da questura a questura, e rifare l’ETA su un documento nuovo significa pagarla una seconda volta.
Quanto costa e quanto dura
Il prezzo è cambiato da poco e in molte guide online si legge ancora la cifra vecchia. Fino al 7 aprile 2026 l’ETA costava 16 sterline; dall’8 aprile 2026 costa 20 sterline, un aumento del 25% deciso dal governo britannico insieme al ritocco di altre tariffe di ingresso. Al cambio di questi mesi sono poco più di 23 euro a persona.
La validità è di due anni dalla data di rilascio, oppure fino alla scadenza del passaporto se questa arriva prima. Nel frattempo si può entrare e uscire quante volte si vuole. Il calcolo cambia parecchio a seconda di quante persone viaggiano e di quanto spesso, e vale la pena farlo prima di storcere il naso sulla cifra.
| Chi viaggia | Spesa iniziale | Costo per viaggio se si va 4 volte in 2 anni |
|---|---|---|
| Una persona sola | 20 £ (circa 23 €) | circa 5,80 € a viaggio |
| Coppia | 40 £ (circa 46 €) | circa 11,60 € a viaggio |
| Famiglia con 2 figli minorenni | 80 £ (circa 93 €) | circa 23,20 € a viaggio |
La riga della famiglia è quella che sorprende di più, perché non esistono esenzioni per età. Un neonato di tre mesi ha bisogno della sua ETA esattamente come un adulto, e va pagata per intero. È una differenza netta rispetto al sistema europeo ETIAS, che invece esenta minorenni e over 70, e spiega perché diverse famiglie si sono trovate a fare i conti al banco del check-in.
Come si richiede, passo per passo
La richiesta si fa solo online, in due modi: con l’app ufficiale UK ETA, scaricabile da App Store e Play Store, oppure dal sito del governo britannico all’indirizzo gov.uk/eta. Servono il passaporto fisico — non una scansione o una foto salvata nel telefono, perché va letto il chip o inquadrata la pagina dei dati — un indirizzo email a cui si ha accesso e una carta di pagamento.
La procedura chiede i dati anagrafici, una fotografia del volto scattata al momento e qualche domanda su eventuali precedenti penali o rifiuti d’ingresso passati. Nella maggior parte dei casi la risposta arriva in pochi minuti, con una mail di conferma. Il consiglio ufficiale, però, è di muoversi con almeno tre giorni lavorativi di anticipo: quando la pratica finisce in verifica manuale i tempi si allungano, e non c’è nessuna corsia prioritaria da comprare.
Una volta approvata, l’ETA è legata elettronicamente al passaporto. Non arriva nessun documento da stampare e non c’è nulla da mostrare in aeroporto: il sistema della compagnia la trova da solo interrogando il numero del passaporto. Conservare comunque la mail di conferma è una precauzione ragionevole, soprattutto se si viaggia con un documento appena rinnovato.
Poi c’è il capitolo dei siti non ufficiali, su cui il Consolato è insolitamente esplicito: sconsiglia di affidarsi ad agenzie o associazioni non governative trovate sul web. Cercando “ETA Regno Unito” su un motore di ricerca compaiono in alto diversi portali che assomigliano a siti istituzionali, applicano una commissione e a volte chiedono 60 o 70 euro per un servizio che al governo britannico ne costa 23. Non sono truffe nel senso stretto — l’autorizzazione poi arriva davvero — ma è denaro buttato. Il criterio è semplice: se l’indirizzo non finisce in gov.uk, non è il sito ufficiale. Vale la stessa attenzione che serve per riconoscere un sito truffa in generale.
Chi non ne ha bisogno
Non tutti gli italiani devono richiederla, e le eccezioni sono più frequenti di quanto sembri. Chi ha un titolo di soggiorno britannico valido è già coperto: vale per i connazionali con settled status o pre-settled status ottenuti tramite l’EU Settlement Scheme dopo la Brexit, e per chi ha un regolare visto di lavoro o di studio. Anche i doppi cittadini italo-britannici sono fuori, a condizione che viaggino con il passaporto del Regno Unito o dell’Irlanda.
| Situazione | Serve l’ETA? |
|---|---|
| Turista italiano con passaporto italiano | Sì |
| Neonato o minore italiano | Sì, una a testa, prezzo pieno |
| Residente in UK con settled o pre-settled status | No |
| Studente o lavoratore con visto britannico valido | No |
| Doppio cittadino che viaggia con passaporto UK o irlandese | No |
| Scalo senza uscire dall’area transiti | In teoria no, ma leggi sotto |
L’ultima riga merita un chiarimento, perché è quella che crea più guai. Chi fa scalo in un aeroporto britannico e non attraversa il controllo passaporti è formalmente esente. Il problema è pratico: la compagnia che ti imbarca in Italia non sempre distingue tra un transito airside e un ingresso vero, e in caso di dubbio applica la regola più prudente, cioè ti chiede l’ETA. Su un volo con scalo a Heathrow, spendere 20 sterline per non giocarsi la coincidenza resta la scelta più sensata.
ETA, ETIAS ed EES: tre cose diverse
Sono tre sigle che si somigliano, riguardano tutte i controlli di frontiera e vengono mescolate di continuo, anche da chi vende servizi di assistenza ai viaggiatori. Per un cittadino italiano solo la prima comporta qualcosa da fare.
| Sistema | Chi riguarda | Quando | Cosa deve fare un italiano |
|---|---|---|---|
| ETA (Regno Unito) | Viaggiatori esenti da visto diretti in UK, italiani compresi | In vigore, controlli pieni dal 25 febbraio 2026 | Richiederla e pagare 20 £ |
| ETIAS (Unione Europea) | Cittadini extra-UE esenti da visto che entrano in Europa | Ultimo trimestre 2026 | Nulla |
| EES (Unione Europea) | Cittadini extra-UE alle frontiere esterne Schengen | Avvio graduale da ottobre 2025, a regime dal 10 aprile 2026 | Nulla, ma mettere in conto le code |
L’ETIAS è il gemello europeo dell’ETA britannico: partirà nell’ultimo trimestre del 2026, costerà 20 euro, varrà tre anni e sarà gratuito per gli under 18 e gli over 70. Riguarda gli americani, i canadesi, i giapponesi o i britannici che vengono in Europa, non chi in Europa ci vive già. Nessun italiano dovrà mai richiederlo per andare in Spagna o in Grecia.
L’EES è un’altra cosa ancora: registra impronte digitali e immagine del volto degli extra-UE al passaggio delle frontiere esterne dell’area Schengen, sostituendo il timbro sul passaporto. Anche qui gli italiani non devono fare nulla, ma l’effetto lo sentono comunque. Nei mesi di rodaggio la registrazione ha allungato parecchio i tempi ai valichi e in diversi scali europei si sono formate code lunghe, tanto che le compagnie hanno cominciato a consigliare di arrivare in aeroporto con un margine più ampio del solito. Se un ritardo di sistema fa perdere la coincidenza, restano validi i diritti sul rimborso del volo previsti dal regolamento europeo.
Gli errori che fanno perdere l’aereo
Il più diffuso è aspettare l’ultimo giorno. La procedura è veloce e questo genera un falso senso di sicurezza, salvo poi finire nella minoranza di pratiche che vanno in verifica manuale e restano ferme 48 o 72 ore. Chi parte il venerdì e chiede l’ETA il giovedì sera sta scommettendo su un’automazione che di solito funziona, ma non sempre.
Il secondo errore è dimenticarsi di qualcuno. Le richieste vanno fatte una per persona, e nell’app si compilano in sequenza: capita di completarne tre su quattro e di non accorgersene fino al gate, perché la mail di conferma arriva per ciascuna richiesta e in mezzo alle altre non si nota l’assenza.
Il terzo riguarda il passaporto rinnovato dopo aver ottenuto l’autorizzazione. L’ETA è legata al numero del documento: cambiando passaporto va rifatta e ripagata, anche se i due anni non sono ancora trascorsi. Chi ha il documento in scadenza entro pochi mesi farebbe bene a rinnovarlo prima e richiedere l’ETA dopo, non il contrario.
C’è infine chi dà per scontato che l’autorizzazione garantisca l’ingresso. Non è così, ed è scritto a chiare lettere nella documentazione britannica: l’ultima parola resta all’ufficiale di frontiera, che può chiedere di dimostrare il motivo del viaggio, la disponibilità economica o il biglietto di ritorno. Con un soggiorno turistico ordinario non succede quasi mai, ma il margine di discrezionalità esiste ed è bene saperlo. Per i viaggi più lunghi o con spostamenti frequenti, vale la pena valutare anche una assicurazione di viaggio adeguata, dato che dopo la Brexit la tessera sanitaria europea copre le cure nel Regno Unito in modo più limitato di prima.
Domande frequenti
Quanto costa l’ETA per il Regno Unito nel 2026?
Venti sterline a persona, circa 23 euro. Il prezzo è salito l’8 aprile 2026: prima erano 16 sterline, e diverse guide online riportano ancora quella cifra.
Quanto tempo prima va richiesta?
La maggior parte delle domande viene approvata in pochi minuti, ma l’indicazione ufficiale è di lasciare almeno tre giorni lavorativi. Non esiste una procedura d’urgenza a pagamento.
L’ETA serve anche per i bambini?
Sì, per tutti, neonati inclusi, e al prezzo pieno. A differenza dell’ETIAS europeo non ci sono esenzioni legate all’età.
Vale anche per Scozia, Galles e Irlanda del Nord?
Sì. L’ETA copre tutto il Regno Unito, oltre a Jersey, Guernsey e all’Isola di Man. Per la Repubblica d’Irlanda, che è nell’Unione Europea, non serve nulla.
Ho la carta d’identità elettronica, posso andare a Londra?
No. Dopo la Brexit il Regno Unito accetta solo il passaporto per i viaggiatori italiani, e l’ETA viene collegata proprio al numero di passaporto.
Se cambio passaporto devo rifare l’ETA?
Sì, e va pagata di nuovo. L’autorizzazione resta agganciata al vecchio documento e non si trasferisce su quello nuovo.
Devo stampare qualcosa da mostrare in aeroporto?
No, l’ETA è solo elettronica. La compagnia la verifica interrogando il numero di passaporto, anche se conservare la mail di conferma non guasta.

