Il recupero del PUK della CIE, la carta d’identità elettronica, si fa dall’app CieID con uno smartphone dotato di NFC, ma solo se al Comune, quando hai chiesto la carta, hai lasciato un numero di cellulare o un indirizzo email: la richiesta parte in pochi minuti e il codice si vede dopo 48 ore. Se invece il PUK ce l’hai e hai dimenticato soltanto il PIN, basta l’app per impostarne uno nuovo, senza attese. E se non hai lasciato contatti, o non ricordi quali, puoi andare in qualsiasi Comune, non per forza il tuo, e chiedere di aggiornarli e di ristampare i codici.
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Abbiamo letto sul portale della CIE del Ministero dell’Interno (cartaidentita.interno.gov.it) le pagine sul recupero del PUK in italiano e in inglese, la pagina sui codici PIN e PUK, le domande frequenti della sezione Assistenza, le pagine sull’app CieID, sul Software CIE e su “Entra con CIE” ai livelli 1, 2 e 3.
PIN e PUK della carta d’identità elettronica sono due codici di 8 cifre: le prime 4 stanno nella ricevuta che il Comune consegna alla richiesta, le ultime 4 nella lettera che arriva insieme alla carta. Se hai il PUK e hai dimenticato il PIN, ne imposti uno nuovo dall’app CieID o da computer con il Software CIE. Se hai perso il PUK ma avevi lasciato cellulare o email al Comune, la funzione “Recupero PUK” dell’app te lo restituisce dopo 48 ore; altrimenti vai in un Comune qualsiasi e chiedi la ristampa. Tre PIN sbagliati di fila bloccano la carta per i servizi online (si sblocca con il PUK), dieci PUK sbagliati la bloccano per sempre.
Indice
- Dove si trovano PIN e PUK della CIE
- Tre situazioni, tre strade
- PIN dimenticato ma PUK in mano: nuovo PIN in pochi minuti
- PUK perso: il “Recupero PUK” nell’app CieID
- Nessun contatto lasciato: la ristampa in Comune
- Quante volte si può sbagliare PIN e PUK
- Se il telefono non ha l’NFC
- Domande frequenti
Dove si trovano PIN e PUK della CIE
Alla carta d’identità elettronica sono legati due codici di sicurezza, che funzionano come quelli della SIM del cellulare. Il PIN (numero di identificazione personale) serve per usare la carta come “chiave” nei servizi online di INPS, Agenzia delle Entrate e degli altri enti che mostrano il pulsante “Entra con CIE”. Il PUK (codice di sblocco) serve a sbloccare il PIN e a sceglierne uno nuovo. Come spiegano le domande frequenti del portale CIE, sono entrambi lunghi 8 cifre.
Nessuno dei due arriva intero in un solo foglio, ed è qui che nasce gran parte dei problemi. Le prime 4 cifre di PIN e PUK sono stampate nell’ultimo foglio dei moduli che l’impiegato del Comune (o del Consolato, per chi vive all’estero) consegna alla fine della richiesta. Le ultime 4 cifre arrivano dopo, nella lettera di accompagnamento dentro la busta con la carta, spedita all’indirizzo scelto: casa, Comune o altro recapito. Per avere i codici completi bisogna mettere insieme le due metà, come indica anche la pagina ufficiale sui codici di sicurezza.
Succede spesso che la busta della carta venga conservata e la ricevuta del Comune finisca nella carta straccia, o il contrario. Prima di avviare qualunque procedura conviene quindi cercare entrambi i fogli: chi li trova ha già risolto. Un dettaglio utile: il PIN si può cambiare (e chi l’ha cambiato non lo troverà più scritto da nessuna parte), mentre il PUK non si può modificare, resta quello stampato.
Chi passa alla CIE dopo lo SPID di Poste diventato a pagamento deve partire da qui.
Tre situazioni, tre strade
Le procedure ufficiali dipendono da cosa hai ancora in mano.
| Situazione | Cosa fare | Tempi |
|---|---|---|
| PIN perso, PUK in mano | Nuovo PIN dall’app CieID o dal Software CIE | Subito |
| PUK perso, contatti lasciati | “Recupero PUK” nell’app CieID | 48 ore |
| Nessun contatto lasciato | Qualsiasi Comune: contatti e ristampa codici | Dipende dal Comune |
| 10 PUK sbagliati | Serve una carta nuova | Tempi del rilascio |
Tre esempi. Maria, 68 anni, ha la lettera con la carta e la ricevuta del Comune nella cartellina dei documenti, ma tre anni fa aveva cambiato il PIN e non lo ricorda più: è nel primo caso, le basta l’app CieID e il PUK ricomposto dai due fogli. Giorgio ha buttato la ricevuta del Comune, quindi gli mancano le prime 4 cifre di entrambi i codici; quando ha fatto la carta, però, aveva dato il numero di cellulare: è nel secondo caso, avvia il recupero dall’app e dopo due giorni ha di nuovo il PUK. Anna non ha più nessun foglio e, al momento della richiesta, non aveva lasciato né email né telefono: per lei la strada è lo sportello, in un Comune qualsiasi.
PIN dimenticato ma PUK in mano: nuovo PIN in pochi minuti
È il caso più semplice. Le domande frequenti del portale indicano la procedura nell’app CieID, l’app ufficiale gratuita del Ministero dell’Interno, disponibile per Android 6.0 o successivi e per iOS 13 o successivi: si sceglie dal menu la voce «Sblocca carta», si inserisce il PUK e si imposta un nuovo PIN. L’operazione avviene sulla carta stessa, letta dal telefono con l’NFC: il portale spiega che il PIN, una volta cambiato, è memorizzato solo sulla tua CIE. Per questo nessuno, nemmeno il Comune, può “dirti” il PIN che avevi scelto tu.
La stessa procedura vale se hai sbagliato il PIN tre volte e la carta si è bloccata per i servizi online: anche qui si sblocca con il PUK e si sceglie un PIN nuovo. La pagina inglese del portale colloca queste funzioni nella sezione “Gestione carta” dell’app, dove si trova anche la funzione «Cambia PIN», quella da usare se il PIN lo conosci e vuoi solo sostituirlo con uno più facile da ricordare. I nomi delle voci possono cambiare leggermente da una versione all’altra dell’app: conviene aggiornarla prima di cominciare.
Chi non ha uno smartphone adatto può fare la stessa cosa da computer, con il Software CIE (il programma da installare per leggere la carta, scaricabile dalla pagina ufficiale del Software CIE) e un lettore di smart card “contactless”, cioè senza contatto, capace di leggere la carta. Il portale indica che il programma ha una funzione dedicata per sbloccare la carta e reimpostare il PIN.
PUK perso: il “Recupero PUK” nell’app CieID
Se il PUK è perso del tutto, o anche solo una delle due metà, il Ministero prevede la funzione “Recupero PUK” nell’app CieID. C’è però una condizione: funziona solo per chi, al momento della richiesta della carta, ha comunicato al Comune o al Consolato un indirizzo email o un numero di cellulare. Valgono anche i contatti inseriti in seguito, quando si sono attivate le credenziali CIE di livello 1 e 2 (ne parliamo più sotto). I passaggi indicati dalla pagina ufficiale sul recupero del PUK sono questi:
- scarica l’app CieID, o aggiornala all’ultima versione, su uno smartphone con NFC;
- dal menu dell’app scegli la voce “Recupero PUK”;
- avvicina la carta al telefono quando richiesto;
- inserisci il numero di serie della carta, stampato in alto a destra sulla CIE;
- inserisci l’email o il cellulare che avevi dato al Comune;
- dopo 48 ore ricevi un SMS o una email per completare la procedura e vedere il PUK.
L’attesa di 48 ore è voluta: il Ministero la motiva con “ragioni di sicurezza”, in modo che un eventuale malintenzionato in possesso della carta non possa ottenere il codice all’istante. In quei due giorni non si può presentare una seconda richiesta, quindi è inutile ripetere l’operazione se la notifica tarda: conviene invece controllare la cartella della posta indesiderata.
Prima di iniziare c’è un controllo da fare sul telefono. Le domande frequenti avvertono che il recupero del PUK funziona solo se sullo smartphone è attivo un blocco schermo, cioè un codice di sblocco o il riconoscimento biometrico (impronta o volto). Senza, l’app non permette il recupero.
Quando finalmente vedi il PUK, scrivilo e conservalo con cura, insieme alla carta o in un posto sicuro di casa: il portale ricorda che serve per impostare il nuovo PIN. Da lì in poi si torna al caso precedente: «Sblocca carta», PUK, nuovo PIN.
Se non ricordi quale email o quale numero avevi lasciato, il portale indica che si possono recuperare entrando nell’area riservata del sito della CIE. Chi ha cambiato numero di telefono o indirizzo email può aggiornarli dall’area riservata, accedendo con il livello 3 (quello con la carta e il PIN), oppure allo sportello del Comune.
Nessun contatto lasciato: la ristampa in Comune
Chi non ha lasciato i contatti, o non li ricorda, deve andare presso qualsiasi Comune e chiedere l’aggiornamento dei contatti e, se necessario, la ristampa dei codici PIN e PUK. Non serve tornare nel Comune che ha rilasciato la carta.
Conviene portare con sé la carta d’identità elettronica stessa e, nei Comuni che lavorano solo su appuntamento, prenotare prima. Il portale non indica un costo per la ristampa dei codici né tempi precisi: orari, prenotazioni ed eventuali diritti di segreteria dipendono dal singolo Comune, quindi è meglio chiedere all’anagrafe prima di presentarsi.
Per chi deve ancora richiedere la carta, magari perché ha in tasca quella di carta, che non vale più dal 3 agosto 2026 come spiegato nella guida sulla carta d’identità cartacea non più valida, il consiglio è uno: allo sportello dai sia il cellulare sia l’email. Costi e tempi del rilascio sono nella nostra guida su come richiedere la carta d’identità elettronica.
Leggendo in fila le pagine del portale CIE abbiamo notato due punti da conoscere prima di cominciare. Il primo: il “Recupero PUK” dipende interamente dai contatti dati allo sportello anni fa; chi ha cambiato numero nel frattempo e non può accedere all’area riservata con la carta finisce comunque in Comune. Il secondo: le domande frequenti elencano il recupero del PUK tra le operazioni per cui serve il PIN, mentre la pagina con la procedura passo passo non lo chiede. Chi ha perso entrambi i codici e trova la strada chiusa nell’app non deve insistere a tentativi: lo sportello del Comune resta la soluzione indicata dal Ministero. Per qualsiasi dubbio c’è l’assistenza del portale, all’indirizzo cie.cittadini@interno.it o al numero 06 4298 5699.
Quante volte si può sbagliare PIN e PUK
Qui la differenza tra i due codici è netta. Dopo 3 PIN sbagliati di fila la carta si blocca e non permette più di accedere ai servizi online. Non è grave: si sblocca con il PUK, dall’app CieID o dal Software CIE, impostando un PIN nuovo.
Con il PUK il margine è più largo ma l’errore è definitivo. Dopo 10 PUK sbagliati di fila la carta si blocca in modo irreversibile per l’autenticazione online. Il portale precisa che resta valida come documento di riconoscimento, per esempio in banca, in viaggio o alle Poste, ma per avere un nuovo PUK e tornare a usarla su internet bisogna chiedere l’emissione di una nuova carta, pagando di nuovo il rilascio.
| Codice | Errori di fila | Cosa succede |
|---|---|---|
| PIN | 3 | Blocco, si sblocca con il PUK |
| PUK | 10 | Blocco definitivo online, serve una carta nuova |
Se non sei sicuro del PUK, non andare a tentativi: ricomponilo dai due fogli (prima le 4 cifre della ricevuta, poi le 4 della lettera) o chiedi il recupero.
Se il telefono non ha l’NFC
L’NFC è la tecnologia che permette al telefono di leggere il chip della carta appoggiandola sul retro, la stessa usata per pagare con lo smartphone. Senza NFC le strade cambiano a seconda di cosa devi fare.
Per cambiare o sbloccare il PIN con il PUK, l’alternativa ufficiale al telefono è il computer con un lettore di smart card contactless e il Software CIE installato. Per il recupero del PUK, invece, il portale indica solo l’app CieID su smartphone con NFC: chi non ce l’ha può farsi aiutare da un familiare con un telefono adatto e con il blocco schermo attivo (la procedura descritta dal portale chiede la tua carta e i contatti che hai dato tu al Comune) oppure andare in Comune per la ristampa.
Per entrare nei servizi online, infine, l’NFC non è indispensabile. Il portale spiega che con uno smartphone senza NFC si possono attivare le credenziali CIE di livello 1 e 2: nome utente e password, più un codice via SMS o una conferma dall’app CieID. Per attivarle senza leggere la carta servono il codice fiscale, il numero di serie della CIE e alcune cifre della prima metà del PUK, quella stampata sulla ricevuta del Comune, e bisogna aver lasciato almeno il numero di cellulare. Molti servizi pubblici, come quelli citati dal portale (INPS e Agenzia delle Entrate), accettano questo tipo di accesso. Il livello 3, quello con la carta appoggiata al telefono e il PIN, resta il più sicuro e serve per le operazioni più delicate.
La logica dei livelli è la stessa dello SPID, come spiega la guida su come funziona lo SPID; per alcune pratiche INPS c’è anche il modulo SR212, senza identità digitale.
Abbiamo scelto i 5 migliori smartphone per fascia di prezzo, con pro e contro di ciascuno.
Domande frequenti
Dove trovo il PIN della carta d’identità elettronica?
Il PIN è di 8 cifre ed è diviso in due: le prime 4 sono nell’ultimo foglio dei moduli consegnati dal Comune al momento della richiesta, le ultime 4 nella lettera di accompagnamento arrivata con la carta. Vanno unite nell’ordine. Se nel frattempo hai cambiato il PIN, vale quello nuovo e non è scritto da nessuna parte: se non lo ricordi, si reimposta con il PUK.
Quante volte posso sbagliare il PIN della CIE?
Tre volte di fila. Al terzo errore la carta si blocca per i servizi online e va sbloccata con il PUK dall’app CieID («Sblocca carta») o da computer con il Software CIE, scegliendo un PIN nuovo. Il PUK invece si può sbagliare al massimo 10 volte di fila: dopo, il blocco online è definitivo.
Posso recuperare il PUK senza NFC?
Dall’app no: il “Recupero PUK” chiede di avvicinare la carta a uno smartphone con NFC. Le alternative sono usare il telefono di un familiare che ce l’ha, inserendo la tua carta e i tuoi contatti, oppure andare in un Comune qualsiasi a chiedere la ristampa dei codici.
Devo tornare al Comune che mi ha fatto la carta?
No. Il Ministero dell’Interno indica che ci si può rivolgere a qualsiasi Comune per aggiornare email e cellulare e, se serve, ristampare PIN e PUK. Orari, appuntamenti ed eventuali costi vanno chiesti all’anagrafe del Comune scelto.
Il PIN della CIE è lo stesso per INPS, Agenzia delle Entrate e Fascicolo sanitario?
Sì. Il PIN è legato alla carta, non al singolo servizio: è lo stesso codice per INPS, Agenzia delle Entrate e tutti gli altri siti che offrono “Entra con CIE” con lettura della carta (livello 3). Con le credenziali di livello 1 e 2, invece, si entra con nome utente e password, senza PIN.
Ho sbagliato il PUK 10 volte: la carta d’identità vale ancora?
Sì, come documento di riconoscimento resta valida fino alla scadenza. Non funziona più, però, per accedere ai servizi online: per avere un nuovo PUK bisogna chiedere una nuova carta d’identità elettronica.
