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Assegno di invalidità che diventa pensione di vecchiaia: le madri chiedono l’anticipo con una nuova istanza INPS

Con il messaggio n. 3527 del 2 novembre 2026 l’INPS ha aperto una domanda dedicata per la trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia delle madri: chi ha l’assegno calcolato con il sistema contributivo può chiedere lo sconto sull’età legato ai figli, 4 mesi per figlio, con l’istanza “Richiesta benefici lavoratrici madri – Trasformazione AOI in Pensione di Vecchiaia”. Il punto delicato è la scadenza: entro il mese precedente la data in cui la pensione partirebbe senza sconto.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Abbiamo letto il messaggio INPS n. 3527 del 2 novembre 2026, il messaggio INPS n. 2124 del 26 giugno 2026 e la circolare INPS n. 53 del 5 marzo 2025.

📌 In breve
Dal 2 novembre le madri con assegno di invalidità contributivo hanno una domanda apposita per chiedere il beneficio figli quando l’assegno diventa pensione di vecchiaia.
Il beneficio è un anticipo di 4 mesi per figlio, fino a 16 mesi, oppure in alternativa un calcolo dell’assegno più favorevole.
La domanda va fatta entro il mese precedente la decorrenza della pensione calcolata senza sconto: dopo il beneficio non si recupera.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Cosa cambia

L’assegno ordinario di invalidità (AOI), spiegato nella guida alla pensione di invalidità 2026, al raggiungimento dei requisiti diventa pensione di vecchiaia d’ufficio, senza domanda. Ed è questo il problema: la legge 335/1995 (articolo 1, comma 40, lettera c) dà alle madri nel contributivo uno sconto sull’età, ma secondo la circolare 53/2025 il beneficio “non opera d’ufficio” e va chiesto con la domanda di pensione, che qui non c’è.

Il messaggio 2124 di giugno aveva indicato un ripiego: la domanda di trasformazione dell’assegno, con il beneficio e il numero dei figli scritti nelle note. Il messaggio 3527 lo sostituisce con un’istanza specifica.

Figli Anticipo età In alternativa
1 4 mesi coefficiente +1 anno
2 8 mesi coefficiente +1 anno
3 12 mesi coefficiente +2 anni
4 o più 16 mesi coefficiente +2 anni

Fonte: circolare INPS 53/2025, paragrafo 8.

Le due strade si escludono: l’anticipo fa uscire prima, il coefficiente maggiorato alza un po’ l’assegno (vedi i nuovi coefficienti di trasformazione).

Chi riguarda

Le madri con assegno di invalidità liquidato nel contributivo: chi ha il primo contributo dal 1996, o chi aveva scelto il calcolo contributivo. Secondo il messaggio 2124 la scelta non si può più fare al momento della trasformazione.

Per le contributive pure l’assegno diventa vecchiaia a 67 anni (67 e 1 mese nel 2027, 67 e 3 mesi nel 2028) con 20 anni di contributi e una pensione almeno pari all’assegno sociale, oppure a 71 anni (71 e 1 mese nel 2027) con 5 anni di contributi effettivi. I dettagli sono nella guida ai requisiti della pensione di vecchiaia.

La scadenza, con un esempio

Il messaggio 2124 dice che l’istanza va presentata “entro il mese precedente la data di decorrenza della pensione di vecchiaia, individuata senza tenere conto del riconoscimento del predetto beneficio”. Per il settore privato la vecchiaia decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si raggiungono i requisiti.

Laura, nata il 15 marzo 1960, ha l’assegno contributivo, 22 anni di contributi e due figli (esempio e calcoli nostri). Senza sconto le servono 67 anni e 1 mese, raggiunti il 15 aprile 2027: pensione dal 1° maggio 2027. Il mese precedente è aprile, quindi l’istanza va presentata entro il 30 aprile 2027, meglio con anticipo.

Con 8 mesi di sconto, applicato al requisito dell’anno in cui si matura il diritto, nel 2026 le bastavano 66 anni e 4 mesi, compiuti il 15 luglio 2026: la pensione partirebbe dal 1° agosto 2026, data già passata. Il messaggio 2124 prevede proprio questo caso: l’assegno viene revocato da quella data, le rate pagate si compensano con la pensione dovuta e l’eventuale differenza va alla lavoratrice. La data esatta la fissa l’INPS.

Anna, nata il 20 giugno 1961 con un figlio, senza sconto arriverebbe a 67 anni e 3 mesi il 20 settembre 2028: pensione dal 1° ottobre, istanza entro il 30 settembre 2028. Con 4 mesi in meno il requisito scende a 66 anni e 11 mesi, raggiunti il 20 maggio 2028: pensione dal 1° giugno 2028.

Senza istanza nei termini, avverte l’INPS, il beneficio non si ottiene né con la trasformazione d’ufficio né con una successiva ricostituzione della pensione.

Come presentare l’istanza

Al 2 novembre l’istanza si presenta su inps.it con SPID almeno di livello 2, CIE, CNS o eIDAS, nell’area tematica delle domande di pensione, alla voce “Nuova prestazione pensionistica” > “Pensione di vecchiaia”. In alternativa con un patronato o chiamando il Contact center: 803 164 da rete fissa, 06 164164 da cellulare. Chi ha l’assegno e lavora in proprio deve fare anche la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo all’INPS.

Domande frequenti

Ho già fatto domanda con le note, come diceva il messaggio 2124: devo rifarla?

Il messaggio 3527 non lo dice: conviene chiedere conferma al patronato o al Contact center prima della scadenza.

Lo sconto vale anche per la vecchiaia a 71 anni?

Secondo la circolare 53/2025 l’anticipo si applica sia ai 67 sia ai 71 anni del contributivo; il messaggio 2124 non fa eccezioni per chi arriva dall’assegno di invalidità.

Se sono nel sistema misto posso chiederlo?

No, il beneficio è solo per il contributivo, compreso chi lo aveva scelto prima della decorrenza dell’assegno.

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