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Scadenze fiscali 16 giugno 2026: cosa pagare e come farlo

Scadenze fiscali 16 giugno 2026: il 16 giugno è una delle date più affollate del calendario fiscale italiano. In un solo giorno scadono IMU, IVA periodica, contributi INPS per autonomi e artigiani, ritenute alla fonte e molto altro. Chi sbaglia la data rischia sanzioni dal 15% in su. Questa guida elenca tutto quello che c’è da pagare, con gli importi stimati e il metodo corretto per farlo.

📌 Articolo in breve
Il 16 giugno 2026 scadono: IMU prima rata, IVA mensile relativa a maggio, contributi INPS per artigiani e commercianti (I rata), ritenute alla fonte operate dai sostituti d’imposta, imposta di bollo su fatture elettroniche del I trimestre e IRES per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare. Tutti i pagamenti si effettuano con modello F24. Chi non riesce a pagare entro il 16 giugno può ricorrere al ravvedimento operoso entro 14 giorni con una sanzione ridotta all’1,5%.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. IMU: prima rata entro il 16 giugno
  2. IVA mensile e trimestrale
  3. Contributi INPS per autonomi, artigiani e commercianti
  4. Ritenute alla fonte (sostituti d’imposta)
  5. Imposta di bollo su fatture elettroniche
  6. IRES e altri tributi societari
  7. Come pagare: modello F24
  8. Cosa succede se si paga in ritardo
  9. Domande frequenti

IMU: prima rata entro il 16 giugno

La scadenza più conosciuta del 16 giugno è l’IMU — Imposta Municipale Propria. Entro questa data va versata la prima rata, calcolata come il 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno in base alle aliquote deliberate dal Comune per il 2025 (quelle 2026 vengono rese note spesso troppo tardi, quindi si usano le precedenti per l’acconto).

L’IMU si paga su tutti gli immobili diversi dalla prima casa, con alcune eccezioni: terreni agricoli, immobili rurali strumentali, e prime case classificate in categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A/9). Se hai un appartamento al mare, un garage non pertinenziale alla prima casa, un negozio, un capannone o un terreno edificabile, l’IMU è dovuta.

Il calcolo parte dalla rendita catastale, rivalutata del 5%, moltiplicata per il coefficiente di categoria (160 per abitazioni, 80 per uffici, 55 per negozi) e poi per l’aliquota comunale. Se non hai già calcolato l’importo, puoi usare il calcolatore IMU 2026 per avere la stima in pochi secondi. Il pagamento avviene con modello F24, usando i codici tributo specifici per tipo di immobile (3912 per abitazione principale di lusso, 3918 per altri fabbricati, 3916 per terreni).

IVA mensile e trimestrale

Il 16 giugno 2026 scade anche il versamento dell’IVA relativa al mese di maggio 2026 per i contribuenti in regime mensile. Chi ha liquidato l’IVA di maggio con un saldo a debito deve versarlo entro questa data tramite F24 con il codice tributo 6005.

Per i contribuenti in regime trimestrale, la scadenza del 16 giugno non riguarda l’IVA in senso stretto — il loro prossimo appuntamento è il 16 settembre per il secondo trimestre. Tuttavia, se hai scelto il regime trimestrale con liquidazione a maggio per motivi specifici, verifica con il tuo commercialista la scadenza esatta.

Va ricordato che l’IVA mensile si calcola sulla differenza tra l’IVA sulle vendite (a debito) e quella sugli acquisti (a credito) del mese. Se il risultato è negativo (credito IVA), non si versa nulla e il credito si riporta al mese successivo o si compensa con altri tributi in F24.

Contributi INPS per autonomi, artigiani e commercianti

Il 16 giugno è anche la scadenza per il versamento della prima rata dei contributi fissi INPS per artigiani e commercianti. Questi contributi sono dovuti indipendentemente dal reddito effettivo — si chiamano contributi sul reddito minimale e si pagano anche se si guadagna meno del minimale stabilito dall’INPS (circa 18.415 euro per il 2025).

L’importo annuale per gli artigiani è di circa 4.460 euro, per i commercianti circa 4.515 euro (dati 2025, soggetti ad aggiornamento annuale). La prima rata di giugno copre circa il 40% del totale. Il resto si paga in settembre e novembre come saldo sulla quota eccedente il minimale, se il reddito effettivo è stato superiore.

Anche i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa, freelance) versano i contributi ma con una logica diversa: vengono calcolati sul reddito effettivo e si pagano insieme all’IRPEF, non il 16 giugno. Il 16 giugno riguarda principalmente artigiani e commercianti con contribuzione fissa.

Ritenute alla fonte (sostituti d’imposta)

Chi ha dipendenti o collaboratori deve versare il 16 giugno le ritenute alla fonte operate a maggio 2026 su stipendi, compensi a professionisti, redditi assimilati e rendite. Si tratta dell’IRPEF che il datore di lavoro ha già trattenuto dalla busta paga dei dipendenti e che ora deve girare all’Erario.

I codici tributo per le ritenute sui dipendenti sono diversi da quelli per i professionisti: 1001 per le ritenute sui redditi da lavoro dipendente, 1040 per i compensi a professionisti. Entrambi si versano con F24 entro il 16 del mese successivo a quello in cui la ritenuta è stata operata, quindi maggio si paga entro il 16 giugno.

Imposta di bollo su fatture elettroniche

Il 16 giugno 2026 scade il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2026 (gennaio-marzo). L’imposta è di 2 euro per ogni fattura senza IVA (esente, esclusa, fuori campo) di importo superiore a 77,47 euro. La scadenza è stata spostata negli anni: oggi il termine per il I trimestre è appunto il 16 giugno.

Il versamento avviene tramite F24 con codice tributo 2501. L’importo dovuto è visualizzabile direttamente nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, che calcola in automatico le fatture soggette a bollo e l’importo complessivo. Se l’importo dovuto per il I trimestre è inferiore a 5.000 euro, è possibile rinviarlo al versamento del II trimestre (16 settembre), ma solo se questa soglia non viene superata.

IRES e altri tributi societari

Le società di capitali (SRL, SPA) con esercizio coincidente con l’anno solare devono versare il 16 giugno il saldo IRES 2025 e il primo acconto IRES 2026. L’IRES è l’imposta sui redditi delle società, con aliquota attualmente al 24%. Il saldo viene calcolato sulla dichiarazione dei redditi (modello Redditi SC) relativa all’esercizio 2025, mentre il primo acconto 2026 si calcola con il metodo storico (100% dell’IRES versata nel 2025) o con il metodo previsionale (stima del reddito atteso per il 2026).

Insieme all’IRES, il 16 giugno scade anche l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) per i soggetti che la devono ancora versare — ricorda che i lavoratori autonomi senza dipendenti sono stati esonerati dall’IRAP negli ultimi anni, ma le società la devono ancora versare nella maggior parte dei casi.

Come pagare: modello F24

Tutti i tributi del 16 giugno si pagano con il modello F24. Ci sono tre modi per presentarlo: tramite home banking (qualunque banca offre questa funzione, cerca “F24” nell’area pagamenti), tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio gratuito con accesso SPID o CIE), o tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF).

Attenzione: i soggetti titolari di partita IVA non possono più presentare F24 in forma cartacea agli sportelli bancari o postali — devono farlo obbligatoriamente in via telematica. Chi non ha partita IVA può ancora pagare allo sportello, ma il servizio di home banking è più comodo e immediato.

Se hai più tributi da pagare il 16 giugno, puoi inserirli tutti nello stesso F24, riga per riga con il codice tributo corretto. L’importo totale verrà addebitato in un unico movimento dal conto corrente.

Cosa succede se si paga in ritardo

Chi non riesce a pagare entro il 16 giugno non è perduto. Il meccanismo del ravvedimento operoso permette di regolarizzare il pagamento in ritardo con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie (che partono dal 30%). Se paghi entro 14 giorni dalla scadenza (quindi entro il 30 giugno), la sanzione è dell’1,5% dell’importo dovuto più gli interessi legali giornalieri. Tra 15 e 90 giorni la sanzione sale al 1,67%.

Superati i 90 giorni le sanzioni aumentano progressivamente. Vale sempre la pena pagare anche in ritardo piuttosto che non pagare affatto: il Fisco incrocia i dati e i debiti non prescritti vengono recuperati con interessi e sanzioni molto più alte nel tempo.

Domande frequenti

Cosa scade il 16 giugno 2026?

IMU prima rata, IVA mensile di maggio, contributi INPS per artigiani e commercianti (I rata), ritenute alla fonte operate a maggio, imposta di bollo su fatture elettroniche I trimestre, IRES e IRAP saldo 2025 e primo acconto 2026 per le società.

La prima casa paga l’IMU il 16 giugno?

No. La prima casa è esente dall’IMU tranne nei casi di abitazioni classificate come lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9). Se la tua abitazione principale è un appartamento normale, non devi nulla il 16 giugno per l’IMU.

Posso pagare l’F24 di giugno il 17 se il 16 è domenica o festivo?

Sì. Se il 16 giugno cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, la scadenza si sposta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Per il 2026 verifica il calendario: il 16 giugno è un martedì, quindi la scadenza è confermata al 16 giugno.

Chi non ha partita IVA cosa deve pagare il 16 giugno?

Principalmente l’IMU, se possiedi immobili diversi dalla prima casa. I dipendenti senza partita IVA non hanno obblighi diretti per IVA, INPS autonomi o ritenute alla fonte — questi oneri sono a carico del datore di lavoro o del professionista.

Come si calcola l’IMU se ho comperato casa a febbraio 2026?

L’IMU si calcola in proporzione ai mesi di possesso. Se hai acquistato a febbraio, per la prima rata di giugno calcoli l’IMU relativa ai mesi da febbraio (o marzo, se l’acquisto è avvenuto dopo il 15 febbraio) a giugno. Ogni mese viene conteggiato per intero se il possesso dura almeno 15 giorni nel mese.

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