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Monopattini elettrici 2026: targa e assicurazione obbligatorie, come funziona

I monopattini elettrici sono diventati soggetti a due nuovi obblighi che cambiano davvero le regole del gioco per chi ne possiede uno: la targa identificativa, obbligatoria dal 16 maggio 2026, e l’assicurazione RC, obbligatoria dal 16 luglio 2026. Chi circola ancora senza aver regolarizzato la propria posizione rischia sanzioni concrete, ma la procedura per mettersi in regola è più semplice di quanto sembri.

📌 Articolo in breve
Dal 16 maggio 2026 ogni monopattino elettrico deve avere una targa identificativa (costo una tantum di 8,66 euro), dal 16 luglio 2026 anche l’assicurazione RC obbligatoria (tra 25 e 150 euro l’anno). La targa è collegata al proprietario, non al mezzo. Chi non si adegua rischia sanzioni da 100 a 400 euro. Per i monopattini in sharing è il gestore del servizio a essere responsabile, non l’utente.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza legale o assicurativa personalizzata. Verifica sempre le procedure e i costi aggiornati sul portale del Dipartimento dei Trasporti o presso la tua compagnia assicurativa.

Indice

  1. Perché sono arrivati questi obblighi
  2. La targa: come richiederla e quanto costa
  3. L’assicurazione RC: come funziona
  4. Le sanzioni per chi non si adegua
  5. Cosa cambia per i monopattini in sharing
  6. Le altre regole già in vigore
  7. Domande frequenti

Perché sono arrivati questi obblighi

La diffusione dei monopattini elettrici negli ultimi anni ha portato con sé un aumento significativo di incidenti stradali, spesso senza possibilità per le vittime di identificare il responsabile in caso di sinistro con fuga, dato che i mezzi non avevano alcun sistema di identificazione univoco. La riforma introduce quindi due strumenti complementari: la targa, che permette di risalire al proprietario del mezzo in caso di infrazione o incidente, e l’assicurazione, che garantisce un risarcimento alle vittime anche quando il responsabile non è in grado di pagare di tasca propria. La scelta di scaglionare le due scadenze, prima la targa e due mesi dopo l’assicurazione, è stata motivata da ragioni tecniche: senza un identificativo univoco del mezzo, le compagnie assicurative non avrebbero potuto emettere polizze verificabili.

La targa: come richiederla e quanto costa

La targa per monopattini è un contrassegno identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile, con una combinazione alfanumerica univoca assegnata al momento della registrazione. Va applicato sul monopattino in modo visibile, generalmente sul manubrio o sulla pedana secondo le indicazioni del produttore. Il costo è di 8,66 euro, versato una tantum al momento della richiesta, che si effettua online tramite il portale del Dipartimento dei Trasporti. Un dettaglio importante: la targa è collegata al proprietario e non al singolo monopattino, quindi chi possiede più mezzi deve comunque richiedere un contrassegno per ciascuno, ma il procedimento di registrazione anagrafica va completato una sola volta.

L’assicurazione RC: come funziona

Dal 16 luglio 2026 l’assicurazione di responsabilità civile è obbligatoria per la circolazione su strada. Il costo annuo varia tra 25 e 150 euro a seconda della compagnia, delle garanzie incluse e, in alcuni casi, dell’età del conducente o della potenza del mezzo. La polizza copre i danni causati a terzi (pedoni, altri veicoli, cose) durante la circolazione, sullo stesso principio della RC auto ma con massimali generalmente più contenuti. Le principali compagnie assicurative italiane hanno attivato prodotti dedicati nei mesi precedenti l’entrata in vigore dell’obbligo, spesso abbinabili anche a garanzie accessorie come il furto o i danni al mezzo stesso, non obbligatorie ma disponibili come opzione. Il meccanismo ricorda da vicino quello già visto per le scatole nere delle auto: anche qui alcune compagnie iniziano a proporre sconti a chi accetta un dispositivo di tracciamento della velocità e degli spostamenti.

Le sanzioni per chi non si adegua

Circolare senza targa o senza assicurazione espone a sanzioni amministrative che vanno da 100 a 400 euro, oltre al possibile fermo del mezzo da parte delle forze dell’ordine fino alla regolarizzazione della posizione. A differenza di altre infrazioni del Codice della Strada, qui la contestazione avviene tipicamente con controllo diretto su strada, dato che non esiste ancora un sistema di verifica automatica paragonabile a quello delle telecamere per le auto. Questo non significa che il rischio sia basso: nelle grandi città i controlli mirati sui monopattini sono aumentati proprio in coincidenza con l’entrata in vigore dei nuovi obblighi.

Cosa cambia per i monopattini in sharing

Per chi utilizza i servizi di sharing (i monopattini a noleggio diffusi nelle grandi città), la responsabilità di targa e assicurazione ricade sul gestore del servizio, non sul singolo utente. Gli operatori di sharing hanno già provveduto a registrare le proprie flotte e a stipulare polizze collettive, quindi chi noleggia un monopattino tramite app non deve fare nulla di diverso rispetto a prima. La distinzione riguarda esclusivamente i monopattini di proprietà privata, acquistati per uso personale.

Le altre regole già in vigore

Targa e assicurazione si aggiungono alle regole già previste dal nuovo Codice della Strada 2026: casco obbligatorio per i minorenni, divieto di circolazione sui marciapiedi, limite di velocità di 20 km/h su strada e 6 km/h nelle aree pedonali, divieto di trasportare passeggeri. Il mancato rispetto di queste regole resta sanzionabile indipendentemente da targa e assicurazione, e le sanzioni si possono cumulare in caso di più infrazioni contestate contemporaneamente.

Come scegliere la polizza giusta

Il mercato assicurativo per i monopattini si è mosso rapidamente nei mesi precedenti l’obbligo, con offerte che vanno dalla semplice copertura RC di base, sui 25-30 euro l’anno, fino a pacchetti più completi che includono furto, danni accidentali e assistenza in caso di incidente, che possono superare i 100-150 euro annui. Per chi usa il monopattino solo occasionalmente, ad esempio nel weekend o per tragitti brevi, la polizza base è generalmente sufficiente e rispetta comunque l’obbligo di legge. Chi invece lo usa quotidianamente per andare al lavoro, con un’esposizione al rischio più alta, può valutare le coperture accessorie con un ragionamento simile a quello già visto per le polizze di responsabilità civile di altri mezzi: il costo aggiuntivo va confrontato con il valore di sostituzione del mezzo stesso.

Un elemento da verificare con attenzione prima di sottoscrivere è la copertura territoriale: alcune polizze economiche limitano la validità al solo territorio italiano, mentre chi viaggia spesso all’estero o vive vicino al confine potrebbe aver bisogno di un’estensione alla copertura europea, generalmente disponibile a un piccolo sovrapprezzo.

Il quadro degli incidenti che ha motivato la riforma

I dati raccolti dalle strutture ospedaliere italiane negli ultimi anni mostrano un aumento significativo degli accessi al pronto soccorso legati a incidenti con monopattini elettrici, concentrati soprattutto nelle grandi città e tra i giovani conducenti. Una parte rilevante di questi incidenti coinvolge pedoni investiti su marciapiedi o aree pedonali, proprio le situazioni che la nuova normativa cerca di prevenire con il divieto esplicito di circolazione in quelle aree e con l’introduzione dell’identificabilità tramite targa. Il legislatore ha inoltre tenuto conto del fatto che, prima della riforma, in caso di incidente con fuga del conducente non esisteva alcuno strumento efficace per risalire al responsabile, lasciando la vittima priva di qualsiasi possibilità concreta di risarcimento.

Domande frequenti

Devo assicurare anche un monopattino vecchio, comprato anni fa?

Sì, l’obbligo riguarda tutti i monopattini elettrici in circolazione su strada pubblica, indipendentemente da quando sono stati acquistati.

La targa va rinnovata ogni anno?

No, la targa è un pagamento una tantum legato alla registrazione del proprietario e del mezzo. È l’assicurazione RC, invece, a dover essere rinnovata annualmente come per un veicolo tradizionale.

Posso usare il monopattino solo in giardino o proprietà privata senza targa?

Sì, gli obblighi di targa e assicurazione riguardano esclusivamente la circolazione su suolo pubblico. Su proprietà privata non è richiesto alcun adempimento.

Cosa succede se vendo il monopattino targato?

Va effettuato un passaggio di proprietà tramite il portale del Dipartimento dei Trasporti, in modo che la targa risulti collegata al nuovo proprietario e non a chi ha venduto il mezzo.

La targa è visibile e rovina l’estetica del monopattino?

È un adesivo di dimensioni contenute, pensato per essere visibile ma non invasivo. La maggior parte dei modelli in commercio ha già uno spazio dedicato sul manubrio o sul corpo centrale, indicato dal produttore proprio per l’applicazione del contrassegno.

Serve un’assicurazione diversa se uso il monopattino anche per lavoro, ad esempio per consegne?

Sì, l’uso professionale del monopattino, ad esempio per servizi di consegna a domicilio, richiede generalmente una polizza specifica con massimali più alti rispetto alla RC base per uso privato, perché il rischio di incidente aumenta con l’intensità d’uso. Le principali piattaforme di food delivery che utilizzano rider su monopattino hanno già integrato questi requisiti nei propri contratti di collaborazione.

Un minorenne può guidare un monopattino elettrico targato?

Sì, dai 14 anni in su con il casco obbligatorio fino ai 18 anni, ma la targa e l’assicurazione restano intestate a un adulto responsabile (genitore o tutore), che risponde civilmente in caso di incidente causato dal minore alla guida del mezzo.

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