Le segnalazioni di frode informatica in Italia sono passate da circa 240.000 all’anno nel 2020 a oltre un milione nel 2025, e la Polizia Postale indica nell’intelligenza artificiale generativa il fattore che sta accelerando questa crescita nel 2026. Non parliamo più solo di email sospette scritte male: le nuove truffe usano voci clonate, video deepfake e messaggi scritti in un italiano perfetto.
Riepilogo: cosa cambia con l’IA nelle truffe online
Indice
- Perché l’IA ha cambiato le regole del gioco
- Le tre truffe segnalate dalla Polizia Postale nel 2026
- Siti clone creati con l’IA: l’avviso di settembre 2026
- Tre segnali che restano validi
- Cosa fare se sospetti una truffa
- FAQ
Perché l’IA ha cambiato le regole del gioco
Fino a pochi anni fa, uno dei consigli più ripetuti per riconoscere una truffa era osservare la qualità del testo: errori grammaticali, traduzioni automatiche goffe, un tono innaturale erano segnali quasi infallibili. Gli strumenti di intelligenza artificiale generativa hanno azzerato questo vantaggio: chiunque, con un abbonamento gratuito a un chatbot, può oggi generare un’email di phishing in un italiano corretto e stilisticamente convincente in pochi secondi.
Il salto di qualità più preoccupante riguarda però l’audio e il video. La clonazione vocale richiede oggi pochi secondi di campione audio — spesso reperibile da un video pubblicato sui social di un familiare — per generare una voce sintetica sufficientemente simile da ingannare al telefono un genitore o un nonno in una chiamata concitata (“sono in difficoltà, ho bisogno di soldi subito”). È l’evoluzione tecnologica della classica “truffa del finto nipote”, ma con un livello di credibilità che prima non era tecnicamente alla portata di un truffatore comune.
Le tre truffe segnalate con più insistenza dalla Polizia Postale nel 2026
La Polizia Postale ha diffuso diversi allarmi mirati nel corso dell’anno, che conviene conoscere uno per uno perché seguono copioni molto specifici.
Truffe che impersonano le Forze dell’Ordine. Circolano messaggi e comunicazioni che utilizzano il nome della Polizia per rubare dati personali o denaro: la vittima riceve un messaggio in cui viene informata di aver visionato materiale illecito online, viene invitata a fornire giustificazioni per evitare l’avvio di un’indagine, e riceve infine una richiesta di pagamento per “chiudere la pratica”. Nessuna forza dell’ordine chiede mai pagamenti di questo tipo via email, SMS o messaggistica.
Truffe delle agenzie di viaggio false. In vista della stagione estiva sono comparsi siti web che si spacciano per agenzie di viaggio regolarmente autorizzate, con pacchetti vacanza a prezzi fortemente scontati rispetto al mercato: la vittima paga in anticipo un soggiorno che non esiste, spesso tramite bonifico diretto, un metodo di pagamento che rende quasi impossibile recuperare la somma.
Truffe sentimentali potenziate dall’IA. Il classico “romance scam” (relazione online costruita nel tempo per chiedere infine denaro) oggi si avvale di chatbot che sostengono conversazioni credibili 24 ore su 24 e, in alcuni casi, di immagini o brevi video generati artificialmente per rendere più credibile l’identità fittizia del presunto partner.
Siti clone creati con l’IA: l’avviso della Polizia Postale di settembre 2026
Il 25 settembre 2026 la Polizia Postale ha pubblicato un nuovo avviso, intitolato “Siti clone e intelligenza artificiale: attenzione alle truffe”. Il testo conferma il quadro descritto sopra: gli strumenti di IA vengono usati per produrre audio che replicano la voce di un familiare, video deepfake che copiano il volto di personaggi famosi e messaggi di phishing “potenziato”, privi di errori grammaticali e adattati al profilo della vittima.
La parte nuova riguarda i siti. Secondo l’avviso, i sistemi di IA permettono di creare pagine false graficamente identiche o molto simili alle originali, con loghi, immagini e testi di aziende, istituti di credito, enti e servizi online. Lo scopo è sempre lo stesso: far inserire credenziali di accesso, dati personali o informazioni bancarie. A questi siti si arriva da un link contenuto in un’email, in un SMS, in un messaggio sui social o in un’app di messaggistica, ma la Polizia Postale avverte che possono comparire anche tra i risultati di una ricerca online. Cercare il nome della propria banca e cliccare sul primo risultato, insomma, non è una garanzia.
I consigli dell’avviso sono tre e conviene seguirli alla lettera. Prima di inserire qualsiasi dato va controllato l’indirizzo del sito lettera per lettera, perché una piccola variazione nel nome, una lettera diversa o un carattere aggiunto possono nascondere una pagina contraffatta. Non bisogna fidarsi dell’aspetto: una grafica curata, un logo conosciuto e contenuti che sembrano autentici non dimostrano che il sito sia quello ufficiale. E in caso di dubbio non si usa il link ricevuto e non si inseriscono dati: si raggiunge il servizio digitando l’indirizzo ufficiale nel browser oppure aprendo l’app ufficiale.
Per gli altri controlli che si possono fare su una pagina sospetta c’è la nostra guida su come riconoscere un sito truffa. Se invece il messaggio con il link è seguito da una telefonata o da una videochiamata di un presunto agente che invita a “mettere al sicuro” i soldi, il copione è quello della truffa del finto poliziotto su WhatsApp, dove spieghiamo anche in quali casi la banca rimborsa.
Tre segnali che restano validi anche contro le truffe con l’IA
Nonostante la qualità tecnica sia aumentata, alcuni principi di base restano solidi e vanno applicati con ancora più rigore proprio perché non ci si può più fidare della “qualità” del messaggio come indizio.
Primo: qualsiasi richiesta di denaro urgente, anche se arriva con la voce di una persona che riconosci, va sempre verificata attraverso un secondo canale indipendente — richiama tu stesso quella persona su un numero che conosci già, non rispondere semplicemente alla chiamata sospetta o al numero da cui è arrivata. Secondo: nessun ente pubblico, banca o corriere chiede mai dati sensibili, password o pagamenti urgenti tramite link ricevuti via SMS o messaggistica istantanea. Terzo: se un’offerta di viaggio o un investimento sembra nettamente più conveniente della media di mercato senza una ragione chiara, è quasi sempre un segnale d’allarme, indipendentemente da quanto professionale appaia il sito o il messaggio.
Cosa fare se sospetti di essere stato vittima di una truffa con l’IA
La prima azione, entro le prime ore, è contattare la propria banca per bloccare eventuali bonifici ancora in corso di esecuzione o segnalare l’operazione come fraudolenta. Subito dopo va sporta denuncia alla Polizia Postale, che dispone di reparti specializzati proprio nella gestione di frodi informatiche e nella tracciabilità dei flussi di pagamento digitali. Conservare screenshot, registrazioni delle chiamate se disponibili, e ogni comunicazione ricevuta è fondamentale per la successiva indagine.
FAQ
Come faccio a riconoscere una voce clonata con l’IA al telefono?
Non esiste un metodo infallibile all’ascolto: la tecnologia attuale può riprodurre timbro e intonazione in modo molto convincente. Per questo il consiglio principale non è “ascoltare meglio” ma verificare sempre tramite un secondo canale indipendente prima di inviare denaro, qualunque cosa dica la voce al telefono.
Dove posso segnalare una truffa online alla Polizia Postale?
Attraverso il portale del Commissariato di P.S. Online, raggiungibile dal sito ufficiale della Polizia di Stato, oppure recandosi direttamente presso un ufficio della Polizia Postale più vicino.
Come capisco se il sito della mia banca è un clone fatto con l’IA?
Dalla grafica non si capisce, ed è proprio l’avvertimento della Polizia Postale del 25 settembre 2026: loghi, immagini e testi possono essere identici agli originali. L’unico elemento affidabile è l’indirizzo, da leggere lettera per lettera. Nel dubbio non usare il link ricevuto: digita tu l’indirizzo ufficiale nel browser oppure apri l’app ufficiale della banca.
I miei dati sui social possono essere usati per clonare la mia voce?
Sì, video pubblici con audio (reel, storie, video di compleanni o eventi familiari) possono fornire il campione necessario a un sistema di sintesi vocale per generare una voce simile alla propria; per questo motivo vale la pena limitare la condivisione pubblica di contenuti video con audio di familiari anziani o particolarmente esposti a questo tipo di raggiro.
Per proteggerti meglio online, leggi anche le nostre guide su cos’è il phishing e come riconoscerlo e su come riconoscere un sito truffa. Per segnalazioni ufficiali, fai riferimento al Commissariato di P.S. Online della Polizia Postale.

