AppleCare+ viene presentato nei negozi come un’estensione di garanzia, ma nei documenti contrattuali di Apple è un’altra cosa: una polizza assicurativa sottoscritta da AIG Europe S.A., con un premio, una franchigia per ogni sinistro e un numero massimo di richieste. Capito questo, la domanda “conviene?” smette di essere una questione di fiducia nel marchio e diventa un conto che si può fare con una calcolatrice.
AppleCare+ è una polizza assicurativa emessa da AIG, non una garanzia del produttore, e dura 24 mesi. Copre i danni che causi tu, non i difetti di fabbricazione, che sono già coperti gratis dalla garanzia legale per gli stessi due anni. Le richieste per danni accidentali sono al massimo due nell’intero periodo. Ogni intervento ha una franchigia: 29 euro per lo schermo, 99 per gli altri danni, 129 per furto e smarrimento nella versione che li include. Pagare a rate mensili costa circa 60 euro in più sui due anni rispetto al pagamento unico.
Indice
- Cos’è davvero: una polizza, non una garanzia
- Quanto costa, modello per modello
- Le franchigie: quanto paghi comunque
- La sovrapposizione con la garanzia legale
- I conti veri: quando ha senso
- Alternative e cose da sapere prima di firmare
- Domande frequenti
Cos’è davvero: una polizza, non una garanzia
Il riepilogo di polizza pubblicato da Apple lo dice in apertura: l’assicuratore è AIG Europe S.A., che in Italia opera attraverso la filiale di Milano. Apple distribuisce il prodotto, ma il rischio è di una compagnia assicurativa, e questo cambia parecchie cose nella pratica quotidiana.
La prima è il vocabolario: non si parla di riparazioni ma di richieste di risarcimento, non di guasti ma di sinistri, e ogni sinistro ha una franchigia a carico dell’assicurato. La seconda è che, come in ogni polizza, il numero di eventi coperti è limitato: nel periodo di copertura si possono presentare al massimo due richieste per danni accidentali. Non è una copertura illimitata, ed è un punto su cui la comunicazione commerciale è spesso più generosa del contratto.
La terza conseguenza è fiscale, e si vede nel prezzo. L’appendice tariffaria italiana precisa che gli importi includono una tassa sui premi assicurativi del 21,25 per cento più un contributo dell’1 per cento destinato al fondo di solidarietà per le vittime di estorsione. Su una polizza da 299 euro significa che circa 54 euro non vanno né ad Apple né ad AIG: sono imposte. Il premio netto è intorno ai 245 euro.
La copertura dura 24 mesi dalla data di acquisto della polizza. Esiste un diritto di ripensamento: entro trenta giorni si ottiene il rimborso integrale del premio, dopo si ha diritto al rimborso della parte non goduta, in proporzione al periodo residuo.
Quanto costa, modello per modello
I prezzi cambiano per fascia di modello e sono pubblicati da Apple in un’appendice separata dal contratto. Quelli qui sotto sono relativi alla versione con copertura per furto e smarrimento, la più completa e la più cara; la versione base, senza furto, costa meno.
| Modello | Pagamento unico (24 mesi) | Rata mensile |
|---|---|---|
| iPhone SE | 149 € | 7,49 € |
| iPhone 16e | 199 € | 9,99 € |
| iPhone 8, 7 | 209 € | 10,49 € |
| iPhone 17, 16, 15, 14, 13, 12, 11, XR e mini | 229 € | 11,99 € |
| iPhone 16 Plus, 15 Plus, 14 Plus | 269 € | 13,49 € |
| iPhone Air | 299 € | 14,99 € |
| Tutti i modelli Pro e Pro Max, XS, XS Max, X | 299 € | 14,99 € |
Qui c’è il primo conto che quasi nessuno fa, e vale sessanta euro. La rata mensile da 14,99 euro moltiplicata per i ventiquattro mesi di copertura fa 359,76 euro, contro i 299 euro del pagamento unico per lo stesso identico periodo. Sono 60,76 euro in più, cioè un sovrapprezzo del 20 per cento per il comodo di spalmare la spesa. Non è un finanziamento con un tasso dichiarato, è semplicemente un listino diverso, ma l’effetto sul portafoglio è quello. Sulle fasce più basse la proporzione è simile: 11,99 al mese per due anni fanno 287,76 euro contro i 229 del pagamento unico.
È lo stesso meccanismo che abbiamo raccontato parlando di quanto costa davvero un iPhone comprato a rate: la rata piccola nasconde il totale, e il totale è l’unico numero che conta quando si confrontano due modi di pagare la stessa cosa.
Le franchigie: quanto paghi comunque
La franchigia è la parte del danno che resta a carico dell’assicurato, e in AppleCare+ non è simbolica. Gli importi per iPhone, secondo l’appendice italiana, sono questi.
| Tipo di danno | Franchigia |
|---|---|
| Danno accidentale al solo schermo | 29 € |
| Danno accidentale al solo vetro posteriore (dal 12 in poi e Air) | 29 € |
| Altri danni accidentali | 99 € |
| Furto e smarrimento | 129 € |
La distinzione tra “solo schermo” e “altri danni” è la voce su cui si gioca quasi tutto. Se il telefono cade e si rompe soltanto il vetro anteriore si pagano 29 euro; se nella stessa caduta si piega la scocca o si danneggia una fotocamera, si passa alla categoria degli altri danni e la franchigia diventa 99. Non è una scelta dell’assicurato: la classificazione la fa il centro assistenza quando apre il dispositivo.
C’è poi una copertura che non ha franchigia ed è quella che più spesso viene dimenticata: la batteria. Se la capacità scende sotto l’80 per cento durante il periodo di copertura, la sostituzione è a carico della polizza. Su un telefono usato molto è una voce che da sola può valere una parte consistente del premio.
La sovrapposizione con la garanzia legale
Questo è il punto che rende la decisione meno ovvia di come viene presentata al momento dell’acquisto. Per gli stessi ventiquattro mesi in cui vale AppleCare+, in Italia vale anche la garanzia legale di conformità, che è gratuita, la deve il venditore e copre i difetti del prodotto. Un telefono che si spegne da solo, un altoparlante che smette di funzionare, uno schermo che sviluppa una linea verde senza essere mai caduto: sono difetti di conformità, e si fanno riparare gratis dal venditore senza tirare fuori un euro di franchigia.
AppleCare+ non serve a quello. Serve per i danni che provoca l’utente — la caduta, il liquido, lo schiacciamento — che la garanzia legale non copre per definizione, perché non sono difetti del prodotto ma eventi accidentali. Le due cose non si sommano nel senso di raddoppiare la protezione: coprono insiemi diversi di problemi nello stesso arco di tempo.
Da qui discende la regola pratica: nei primi due anni AppleCare+ ha senso solo per la propria goffaggine, non per l’affidabilità del telefono. Chi lo compra pensando di proteggersi dai guasti sta pagando per qualcosa che ha già gratis. Abbiamo spiegato come funziona la garanzia legale su uno smartphone, e chi deve risponderne, nell’articolo dedicato alla garanzia dell’iPhone e ai diritti sul reso.
I conti veri: quando ha senso
Mettendo insieme premio e franchigia si ottiene il costo effettivo di ciascuno scenario. Su un modello Pro con polizza da 299 euro, farsi riparare uno schermo rotto costa in tutto 328 euro (299 di premio più 29 di franchigia). Un danno più serio ne costa 398. Un telefono rubato e sostituito ne costa 428, contro un dispositivo che a listino ne vale oltre 1.300.
La lettura corretta è questa: sui danni gravi e sul furto la polizza sposta molti soldi a favore dell’assicurato, mentre sullo schermo rotto il vantaggio è molto più sottile, perché si è già speso il premio a prescindere. Chi in dieci anni non ha mai rotto un telefono sta comprando una copertura che statisticamente non userà; chi ne ha rotti due sta comprando qualcosa che con ogni probabilità userà almeno una volta.
Un secondo criterio, meno intuitivo, riguarda il valore del telefono. Su un modello da 1.339 euro il premio pesa il 22 per cento del prezzo; su un iPhone SE la polizza da 149 euro può arrivare a pesare più di un terzo del valore del dispositivo. In proporzione la copertura conviene molto di più sui modelli costosi, che sono anche quelli su cui una riparazione fuori garanzia fa più male.
Terzo criterio: la versione con furto e smarrimento richiede di rispettare le condizioni previste dal contratto al momento del sinistro, e chi la sceglie deve accertarsi che Dov’è sia attivo e configurato. È lo stesso strumento che serve nell’ora immediatamente successiva a un furto, e ne abbiamo descritto l’uso corretto nella guida su cosa fare se l’iPhone viene rubato o smarrito.
Alternative e cose da sapere prima di firmare
La prima alternativa è non assicurare nulla e accantonare la cifra. Mettere da parte i 299 euro del premio significa avere in mano il denaro se serve una riparazione, e tenerselo se non serve. È la scelta razionale per chi ha una storia personale di zero incidenti, e la scelta sbagliata per chi il telefono lo usa in cantiere o in bicicletta.
La seconda sono le polizze di terzi, comprese quelle proposte dagli operatori telefonici insieme all’offerta e quelle abbinate ad alcune carte di credito, che a volte coprono già i danni accidentali sui beni acquistati con la carta. Prima di sottoscrivere una copertura nuova vale la pena controllare cosa si ha già: capita di pagare due volte lo stesso rischio.
Una precisazione per chi ha la partita IVA: il premio di una polizza sul telefono segue le stesse regole di deducibilità limitata degli altri costi legati al dispositivo, quindi non è una spesa che si “scarica” per intero. Abbiamo messo i conti in fila nell’articolo su quanto si deduce e si detrae davvero comprando l’iPhone in partita IVA.
La terza cosa da verificare è il momento dell’acquisto. AppleCare+ si può aggiungere entro una finestra limitata dopo l’acquisto del telefono, non in qualsiasi momento, e in genere richiede una verifica delle condizioni del dispositivo. Chi ci pensa dopo sei mesi spesso scopre che non è più possibile.
Infine, un consiglio che vale per qualsiasi prodotto assicurativo venduto in cassa insieme a un altro acquisto: il momento in cui si sta già spendendo mille euro è il peggiore per valutare lucidamente se spenderne altri trecento. Il diritto di ripensamento di trenta giorni con rimborso integrale esiste proprio per questo, ed è lo spazio per rifare il conto a mente fredda.
Domande frequenti
AppleCare+ sostituisce la garanzia di due anni?
No, si affianca. La garanzia legale di conformità copre i difetti del prodotto per ventiquattro mesi ed è dovuta dal venditore senza costi. AppleCare+ copre invece i danni accidentali causati dall’utente, che la garanzia legale non copre.
Quante riparazioni sono incluse?
Nel riepilogo di polizza sono previste al massimo due richieste per danni accidentali nell’intero periodo di copertura. Non è una copertura illimitata.
Conviene pagare a rate o in un’unica soluzione?
In un’unica soluzione, se se ne ha la possibilità. Sul modello Pro la rata mensile porta il totale a 359,76 euro sui due anni contro i 299 del pagamento unico: circa 60 euro di differenza per la stessa copertura.
La batteria è coperta?
Sì, se la capacità scende sotto l’80 per cento durante il periodo di copertura la sostituzione rientra nella polizza. È una delle voci senza franchigia e su un uso intenso può valere una parte importante del premio.
Posso disdire se cambio idea?
Entro trenta giorni dall’acquisto si ottiene il rimborso integrale del premio. Dopo, si ha diritto al rimborso proporzionale alla parte di copertura non ancora goduta.
La copertura vale anche all’estero?
La polizza è emessa per l’Italia e le condizioni territoriali sono definite nel contratto: prima di partire per un soggiorno lungo fuori dall’Unione europea conviene leggere quella clausola specifica, perché la disponibilità del servizio di sostituzione non è uguale ovunque.

