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iOS 27: quali iPhone lo ricevono e quali restano fuori

iOS 27 non lascia indietro nessuno: la lista dei modelli compatibili è identica a quella dell’anno scorso e parte ancora dall’iPhone 11, uscito nel 2019. È la seconda volta di fila che Apple non taglia nessun dispositivo, il che significa che chi ha comprato quel telefono sette anni fa riceverà il settimo aggiornamento maggiore. La sorpresa vera, semmai, è un’altra: aggiornare non vuol dire ottenere le funzioni di cui si legge in giro.

📌 Articolo in breve
Sono compatibili con iOS 27 tutti gli iPhone dall’11 in avanti, comprese le famiglie 12, 13, 14, 15, 16 e 17, l’iPhone Air e gli iPhone SE di seconda e terza generazione. Restano esclusi iPhone XS, XS Max, XR e i modelli precedenti. Le funzioni di intelligenza artificiale seguono però una seconda linea di compatibilità, molto più alta: servono almeno un iPhone 15 Pro o un modello delle generazioni successive. Chi resta fuori dall’aggiornamento non ha un telefono inutilizzabile da domani, ma entra nella finestra in cui conviene programmare la sostituzione.

Indice

  1. Tutti gli iPhone compatibili con iOS 27
  2. Quali restano fuori
  3. Le due liste: aggiornamento e funzioni AI
  4. Sette anni di aggiornamenti: cosa significa davvero
  5. La regola europea sui cinque anni non è quella che vi hanno raccontato
  6. Cosa fare se il tuo iPhone è escluso
  7. Tre cose da fare prima di aggiornare
  8. Domande frequenti

Tutti gli iPhone compatibili con iOS 27

La soglia resta fissata all’iPhone 11, esattamente come per la versione precedente del sistema. Sotto, l’elenco completo diviso per generazione, così com’è ricostruito dalle liste di compatibilità circolate dopo la presentazione del sistema. La conferma definitiva, modello per modello, resta quella pubblicata da Apple sulla pagina ufficiale di iOS al momento del rilascio.

Generazione Modelli compatibili
iPhone 17 17e, 17, 17 Pro, 17 Pro Max, iPhone Air
iPhone 16 16e, 16, 16 Plus, 16 Pro, 16 Pro Max
iPhone 15 15, 15 Plus, 15 Pro, 15 Pro Max
iPhone 14 14, 14 Plus, 14 Pro, 14 Pro Max
iPhone 13 Tutta la serie, mini compreso
iPhone 12 12 mini, 12, 12 Pro, 12 Pro Max
iPhone 11 11, 11 Pro, 11 Pro Max
iPhone SE Seconda e terza generazione

L’aggiornamento arriva a ridosso della presentazione autunnale, come ogni anno, e viene distribuito gradualmente. Non compare nello stesso momento su tutti i telefoni: se nelle impostazioni non si vede ancora, di solito è questione di ore o giorni, non un segnale di incompatibilità.

Quali restano fuori

Escono dalla lista iPhone XS, iPhone XS Max e iPhone XR, insieme a tutti i modelli più vecchi: iPhone X, 8, 8 Plus, 7 e precedenti erano già fermi da tempo. Chi ha uno di questi telefoni resta all’ultima versione di sistema che ha potuto installare.

Vale la pena precisare cosa succede in concreto, perché la narrazione corrente oscilla tra il catastrofismo e l’indifferenza e la realtà sta nel mezzo. Il telefono continua a funzionare esattamente come prima: chiamate, messaggi, app installate, tutto resta al suo posto. Per un periodo di transizione Apple continua a distribuire correzioni di sicurezza anche sulle versioni precedenti, quando emergono vulnerabilità gravi.

Il problema arriva più tardi e per una via laterale: le app smettono progressivamente di supportare le versioni vecchie del sistema. Prima l’app della banca, poi quella del trasporto pubblico, poi il browser che non riceve più le patch. È il percorso che abbiamo descritto parlando degli smartphone che non ricevono più aggiornamenti, e vale allo stesso modo per chi resta fermo a una versione superata.

Le due liste: aggiornamento e funzioni AI

Qui sta l’equivoco più diffuso, e conviene metterlo nero su bianco: ricevere iOS 27 e poter usare le funzioni di intelligenza artificiale sono due cose diverse, regolate da due elenchi diversi.

Le funzioni di Apple Intelligence richiedono almeno un iPhone 15 Pro o 15 Pro Max, oppure un qualsiasi modello delle famiglie 16 e 17, iPhone Air compreso. Tutto il resto della lista di compatibilità — quindi anche un iPhone 14 Pro Max comprato a più di mille euro, o un iPhone 15 non Pro — riceve il sistema operativo ma non quelle funzioni. Il motivo dichiarato è la quantità di memoria richiesta dall’elaborazione sul dispositivo.

La differenza non è cosmetica, perché è proprio su quelle funzioni che si concentra la comunicazione delle novità. Chi installa l’aggiornamento su un modello più vecchio si trova una versione del sistema priva della metà di ciò che ha visto pubblicizzato, e pensa di aver sbagliato qualcosa. Ne avevamo già scritto quando emersero i limiti delle funzioni AI sui modelli non recenti.

Sette anni di aggiornamenti: cosa significa davvero

Un iPhone 11 uscito nel 2019 che riceve iOS 27 è un dispositivo supportato per sette cicli. È un dato che vale la pena tenere presente quando si valuta il costo reale di un telefono: spalmato su sette anni, anche un prezzo di listino alto dà un costo annuo inferiore a quello di un modello economico sostituito ogni tre.

C’è però un contrappeso onesto da segnalare. Ricevere l’aggiornamento non equivale a riceverlo per intero: sui modelli più vecchi della lista alcune funzioni non compaiono per limiti di componenti, e le prestazioni dopo sei o sette anni sono quelle di un telefono di sei o sette anni fa, con una batteria che nel frattempo ha perso capacità. Il supporto lungo è una garanzia sulla sicurezza, non una promessa di eterna giovinezza.

Chi sta facendo il conto se cambiare adesso o aspettare trova gli elementi nell’articolo su cosa presenta Apple in questa finestra e perché il modello base slitta al 2027.

La regola europea sui cinque anni non è quella che vi hanno raccontato

Da quando è diventato applicabile il regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile di smartphone e tablet, il 20 giugno 2025, circola una versione semplificata secondo cui in Europa i produttori sarebbero obbligati per legge a rilasciare cinque anni di aggiornamenti. Non è così, ed è utile sapere come stanno davvero le cose prima di scegliere un telefono contando su quella tutela.

Il regolamento (UE) 2023/1670 non impone di produrre aggiornamenti per un numero minimo di anni. Impone due cose diverse: che gli aggiornamenti effettivamente rilasciati restino disponibili per un certo periodo, e che il produttore dichiari sull’etichetta una durata minima garantita, scegliendo tra cinque, sei o sette anni. È un obbligo di trasparenza, non di rilascio, e la differenza conta quando si prova a farlo valere.

Lo stesso regolamento introduce però requisiti tecnici che si vedono eccome, e su cui l’Europa è andata più avanti del marketing: resistenza a cadute accidentali, polvere e acqua, e soprattutto batterie che devono reggere almeno 800 cicli di carica e scarica mantenendo almeno l’80% della capacità iniziale. Su un telefono ricaricato ogni giorno significa oltre due anni prima di poter parlare di degrado fisiologico.

Il paradosso è che sul fronte degli aggiornamenti Apple offre già oggi, di fatto, più di quanto quella norma richieda, mentre l’effetto vero della regola europea si è visto sul mondo Android, dove le politiche di supporto erano molto più corte e disomogenee.

Cosa fare se il tuo iPhone è escluso

La prima cosa è non farsi prendere dalla fretta. Un telefono escluso dall’aggiornamento non diventa pericoloso il giorno dopo, e nei mesi successivi continuerà a ricevere correzioni per le falle più gravi. La sostituzione va programmata, non improvvisata.

La seconda è approfittare del momento giusto. Le settimane successive a un lancio sono quelle in cui la generazione precedente costa meno, e sono anche quelle in cui le valutazioni dell’usato si muovono: il vecchio telefono, anche se non aggiornabile, ha ancora un valore residuo, come spieghiamo nell’articolo su quanto vale un iPhone in permuta.

La terza è ridurre l’esposizione nel frattempo. Su un telefono fermo a una versione vecchia conviene limitare le operazioni sensibili, in particolare quelle bancarie, tenere le app aggiornate finché il negozio digitale lo consente e diffidare in modo particolare dei link ricevuti via messaggio, perché un browser non aggiornato è esattamente il bersaglio che cercano le campagne di phishing.

Tre cose da fare prima di aggiornare

Prima operazione, il backup. Gli aggiornamenti di sistema riescono quasi sempre senza incidenti, ma “quasi sempre” non è “sempre”, e una copia recente è l’unica assicurazione contro l’interruzione a metà installazione. La procedura completa è nella guida al backup del telefono.

Seconda, lo spazio. Un aggiornamento maggiore ha bisogno di diversi gigabyte liberi per scaricarsi e installarsi, e su un telefono pieno il processo si blocca prima di partire. Se la memoria è al limite, conviene liberarla con metodo invece di cancellare foto a caso: i passaggi utili sono nella guida su come liberare spazio su iPhone.

Terza, la batteria e la pazienza. L’installazione va fatta con il telefono collegato alla corrente e su una rete stabile, e nelle prime ore dopo l’aggiornamento il dispositivo consuma di più perché reindicizza foto e archivi. Se dopo due giorni l’autonomia resta pessima, allora vale la pena indagare; prima, no.

Domande frequenti

Il mio iPhone riceverà iOS 27?

Sì se è un iPhone 11 o successivo, oppure un iPhone SE di seconda o terza generazione. No se è un iPhone XS, XS Max, XR o un modello più vecchio.

Perché non vedo le funzioni AI dopo l’aggiornamento?

Perché seguono una compatibilità diversa e più alta: servono almeno un iPhone 15 Pro o Pro Max, o un modello delle famiglie 16 e 17. Sui modelli precedenti il sistema si installa ma quelle funzioni non compaiono.

Il mio iPhone XR è diventato pericoloso?

No, non da un giorno all’altro. Continuerà a funzionare e per un certo periodo riceverà ancora correzioni di sicurezza. Il rischio cresce con il tempo, man mano che le app e il browser smettono di essere aggiornati.

Conviene aggiornare subito o aspettare?

Chi usa il telefono per lavoro può aspettare qualche settimana, il tempo che emergano gli eventuali problemi della prima versione. Per tutti gli altri l’aggiornamento porta anche correzioni di sicurezza, quindi rimandarlo per mesi non è una buona idea.

L’aggiornamento rallenta i telefoni più vecchi?

Su un dispositivo al limite della lista di compatibilità qualche rallentamento è possibile, soprattutto nei primi giorni mentre il sistema reindicizza i dati. Se il telefono resta lento dopo una settimana, il sospetto si sposta sullo stato della batteria.

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