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Bonus anziani 850 euro 2026: Prestazione Universale, requisiti e domanda INPS

Il bonus anziani 2026 è il nome con cui la stampa ha ribattezzato la Prestazione Universale, un contributo INPS da 850 euro al mese pensato per chi ha superato gli 80 anni e ha bisogno di assistenza continua. Non è un aiuto per tutti gli anziani: i requisiti sono stretti, e vale la pena capire subito se conviene fare domanda oppure no, perché nel frattempo esiste anche un’agevolazione diversa e più larga per gli over 75, legata al Canone RAI.

📌 Articolo in breve
La Prestazione Universale aggiunge 850 euro al mese all’indennità di accompagnamento per chi ha almeno 80 anni, un bisogno assistenziale gravissimo accertato dall’INPS e un ISEE sociosanitario sotto i 6.000 euro. La somma è vincolata: serve a pagare una badante regolare o servizi di assistenza professionale, non è liquidità libera. Parallelamente, dal 2026 gli over 75 con reddito familiare sotto gli 8.000 euro hanno diritto all’esenzione totale dal Canone RAI.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o previdenziale. Le normative su prestazioni assistenziali e importi INPS possono cambiare: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’INPS o rivolgiti a un patronato.

Indice

  1. Cos’è la Prestazione Universale (bonus anziani 850 euro)
  2. Chi ha diritto: requisiti anagrafici, sanitari ed economici
  3. Quanto vale davvero: 850 euro più l’accompagnamento
  4. Come si può spendere la somma vincolata
  5. Come fare domanda all’INPS
  6. L’altra agevolazione: esenzione Canone RAI per gli over 75
  7. Domande frequenti

Cos’è la Prestazione Universale (bonus anziani 850 euro)

La Prestazione Universale nasce dalla riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti prevista dalla Legge delega 33/2023 e diventa pienamente operativa nel 2026. L’idea di fondo è semplice: chi è molto anziano e ha bisogno di aiuto tutti i giorni riceve, oltre all’indennità di accompagnamento che già conosce, una quota aggiuntiva pensata specificamente per pagare un aiuto professionale in casa.

Non sostituisce l’accompagnamento, lo integra. Chi oggi percepisce 552,27 euro di indennità (importo 2026 per gli invalidi totali) e ottiene anche la Prestazione Universale arriva a superare i 1.400 euro mensili complessivi, tra le due voci.

Chi ha diritto: requisiti anagrafici, sanitari ed economici

I paletti sono tre e servono tutti insieme, non uno in alternativa all’altro. Il primo è l’età: bisogna avere compiuto 80 anni. Non basta essere over 75 o over 70, soglie che invece contano per altre agevolazioni (vedi più sotto per il Canone RAI).

Il secondo requisito è sanitario: serve un bisogno assistenziale gravissimo, accertato dalle commissioni medico-legali dell’INPS attraverso una valutazione multidimensionale. Non è sufficiente avere già l’indennità di accompagnamento per rientrare automaticamente: la commissione valuta il livello di gravità con criteri più stringenti rispetto alla sola invalidità civile.

Il terzo è economico: l’ISEE sociosanitario del richiedente non deve superare i 6.000 euro annui. È un ISEE calcolato con regole specifiche per le prestazioni sociosanitarie, diverso dall’ISEE ordinario usato per altri bonus, quindi conviene farlo predisporre da un CAF specificando che serve per la Prestazione Universale.

Requisito Soglia 2026
Età minima 80 anni compiuti
ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 €
Condizione sanitaria bisogno assistenziale gravissimo accertato INPS
Importo aggiuntivo 850 € al mese, vincolati

Quanto vale davvero: 850 euro più l’accompagnamento

Facciamo un esempio concreto. Maria ha 83 anni, percepisce già l’indennità di accompagnamento di 552,27 euro al mese e ha un ISEE sociosanitario di 4.200 euro. Se la commissione INPS le riconosce il bisogno assistenziale gravissimo, Maria riceverà in aggiunta gli 850 euro della Prestazione Universale: il totale mensile sale così a 1.402,27 euro.

Secondo esempio: Giovanni ha 79 anni. Anche se il suo bisogno assistenziale fosse valutato gravissimo, non può accedere alla Prestazione Universale perché non ha ancora compiuto 80 anni — resta con la sola indennità di accompagnamento fino al compimento dell’età richiesta.

Terzo caso: Anna ha 85 anni e un bisogno assistenziale grave ma non gravissimo secondo la valutazione della commissione. Anche in questo caso resta esclusa dalla quota aggiuntiva, pur avendo l’età giusta, perché il criterio sanitario non è soddisfatto.

Come si può spendere la somma vincolata

Qui sta la differenza più importante rispetto ad altri bonus INPS: gli 850 euro non arrivano come contanti liberi da usare come si preferisce. Sono vincolati a due utilizzi specifici. Il primo è pagare il lavoro di un assistente familiare (la badante, per usare il termine comune) regolarmente assunto con un contratto di almeno 15 ore settimanali. Il secondo è acquistare servizi di cura professionali forniti da imprese qualificate del settore socio-assistenziale.

Questo significa in pratica che la famiglia deve conservare le prove della spesa — buste paga della badante o fatture dell’impresa di assistenza — perché l’INPS può richiedere la rendicontazione dell’uso della somma. Chi già paga una badante in nero, quindi, non può accedere al beneficio senza prima regolarizzare il rapporto di lavoro.

Come fare domanda all’INPS

La domanda va presentata esclusivamente in modalità telematica, tramite il portale INPS dedicato alla Prestazione Universale con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi a un patronato che la invia per conto del richiedente (opzione consigliata data la complessità della documentazione sanitaria da allegare). Serve prima ottenere il riconoscimento del bisogno assistenziale gravissimo dalla commissione medico-legale INPS, quindi conviene muoversi con largo anticipo: i tempi di valutazione sanitaria non sono immediati.

L’altra agevolazione: esenzione Canone RAI per gli over 75

Attenzione a non confondere due misure diverse. La Prestazione Universale riguarda gli over 80 con gravi problemi di autosufficienza. Ma dal 2026 esiste anche un’esenzione totale dal Canone RAI per chi ha più di 75 anni, con requisiti molto meno stringenti: basta avere un reddito familiare inferiore a 8.000 euro annui, oppure vivere in una casa di riposo senza possedere un televisore personale nella propria abitazione.

Questa esenzione vale 90 euro l’anno risparmiati sulla bolletta elettrica (il Canone RAI viene addebitato lì) e non richiede alcuna valutazione sanitaria: è una misura reddituale, molto più semplice da ottenere per chi rientra nella soglia ISEE. Trovi tutti i requisiti nella nostra guida completa al Canone RAI 2026.

Domande frequenti

Posso avere sia l’indennità di accompagnamento che la Prestazione Universale?

Sì, sono cumulabili: la Prestazione Universale si aggiunge all’indennità di accompagnamento già percepita, non la sostituisce.

Cosa succede se non ho ancora una badante regolare?

Serve regolarizzare il rapporto di lavoro prima di poter utilizzare la somma per quello scopo, con un contratto di almeno 15 ore settimanali. In alternativa si può destinare l’importo a servizi di assistenza professionale forniti da imprese qualificate.

L’ISEE sociosanitario è lo stesso che uso per altri bonus?

No, va calcolato appositamente con le regole per le prestazioni sociosanitarie: chiedi al CAF un ISEE specifico per la Prestazione Universale, non riciclare l’ISEE ordinario.

Gli over 75 senza i requisiti della Prestazione Universale possono avere comunque un aiuto?

Sì, verifica l’esenzione dal Canone RAI se il reddito familiare è sotto gli 8.000 euro: è una misura separata, più semplice da ottenere e senza valutazione sanitaria.

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