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Come compilare il modello 730 online nel 2026: guida passo passo

Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi per lavoratori dipendenti e pensionati, e dal 2026 compilarlo online è diventato più semplice che mai. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una versione precompilata con i dati già inseriti — spese sanitarie, interessi sul mutuo, premi assicurativi — che nella maggior parte dei casi basta controllare, eventualmente correggere, e inviare con pochi clic. Niente fila al CAF, niente commercialista, niente carta. Questa guida ti accompagna passo per passo.

⚠️ Nota importante: Questo articolo ha finalità puramente informative e divulgative. Non costituisce consulenza fiscale o legale. Per la tua situazione specifica, rivolgiti a un CAF, a un commercialista o a un professionista abilitato.
📌 Articolo in breve
Il 730 precompilato 2026 è disponibile dal 30 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Puoi inviarlo autonomamente online fino al 30 settembre 2026, oppure affidarti a un CAF o commercialista. Per accedere serve SPID, CIE o CNS. Se i dati precompilati sono corretti, non devi allegare nulla.

Indice

  1. Chi deve presentare il 730 e chi può farlo online
  2. Le scadenze del 730/2026
  3. Come accedere al 730 precompilato
  4. Come compilare il modello passo per passo
  5. Cosa controllare prima di inviare
  6. Quando conviene rivolgersi al CAF o al commercialista
  7. Quando arriva il rimborso (o quando si paga)
  8. Domande frequenti

Chi deve presentare il 730 e chi può farlo online

Il modello 730 è riservato a lavoratori dipendenti, pensionati e alcune categorie assimilate — collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori con contratti a progetto, soci di cooperative. Non può usarlo chi ha solo redditi da lavoro autonomo con partita IVA, chi ha redditi da impresa o chi deve presentare il modello Redditi PF.

La versione precompilata online è accessibile a chiunque abbia un codice fiscale e un’identità digitale. Non serve essere esperti di fisco: la piattaforma guida l’utente con un’interfaccia chiara, e in molti casi il modello è già corretto così com’è. La novità degli ultimi anni è che l’Agenzia delle Entrate riceve automaticamente molti più dati rispetto al passato — dalle farmacie, dagli ospedali, dalle banche, dai notai — e li inserisce direttamente nel modello. Il risultato è che per una persona con una situazione fiscale standard, il 730 precompilato richiede davvero pochi minuti.

Le scadenze del 730/2026

Le date da tenere a mente per il 730/2026 sono tre. Il precompilato è stato reso disponibile in modalità consultazione dal 30 aprile 2026: da quella data puoi vederlo, ma non ancora modificarlo né inviarlo. La finestra di invio si è aperta il 14 maggio 2026, data da cui puoi accettare il modello così com’è oppure modificarlo e inviarlo. La scadenza ultima per presentare il 730 è il 30 settembre 2026.

Conviene non aspettare l’ultimo momento per un motivo pratico: se dall’elaborazione risulta un rimborso, prima invii il 730 prima ricevi i soldi. Chi invia a maggio riceve il rimborso già in luglio-agosto sulla busta paga o sulla pensione. Chi aspetta settembre riceve il rimborso molto più tardi, talvolta a novembre o dicembre.

Come accedere al 730 precompilato

Per accedere al 730 precompilato online serve un’identità digitale. Le opzioni disponibili sono tre: SPID (il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che puoi attivare con qualsiasi provider come Poste Italiane, Aruba o TIM), la CIE (Carta d’Identità Elettronica con il relativo PIN, da usare con l’app CieID sullo smartphone) oppure la CNS (Carta Nazionale dei Servizi, meno diffusa).

Una volta ottenuto uno di questi strumenti, vai su agenziaentrate.gov.it, clicca su “Dichiarazione precompilata” nella sezione Servizi, e accedi con le tue credenziali. Il sito è ottimizzato sia per desktop sia per mobile, quindi puoi farlo anche dal telefono, anche se per comodità di lettura e compilazione un computer rimane preferibile. Se non hai ancora lo SPID e non sai come richiederlo, la nostra guida su come funziona lo SPID spiega tutto il procedimento.

Come compilare il modello passo per passo

Una volta entrato nella tua area riservata, trovi il 730 precompilato con tutti i dati che l’Agenzia ha già inserito. La prima cosa da fare è leggere il riepilogo delle voci principali: reddito da lavoro dipendente (preso dal CUD/Certificazione Unica che il tuo datore di lavoro ha trasmesso), spese sanitarie, interessi sul mutuo, premi assicurativi, spese scolastiche.

Se tutti i dati ti sembrano corretti e completi, puoi procedere direttamente all’invio: clicca “Accetta” e poi “Invia”. Il sistema genera automaticamente la ricevuta di presentazione che puoi scaricare e conservare. Se invece hai dati da aggiungere o correggere — per esempio hai sostenuto spese che non compaiono nel precompilato, o noti un importo errato — clicca su “Modifica” e procedi alle correzioni manualmente.

Le situazioni che richiedono quasi sempre una modifica manuale sono: spese veterinarie, bonus per ristrutturazione o risparmio energetico, erogazioni liberali a enti del terzo settore, canoni di locazione o cedolare secca, redditi da immobili non censiti in automatico, e spese sostenute all’estero. Per ognuna di queste voci il sistema ti guida con spiegazioni contestuali.

Alla fine della compilazione, prima di inviare, il sistema mostra il calcolo finale: se risulta un credito (rimborso) o un debito (imposta da pagare). Se devi pagare, puoi farlo direttamente tramite il servizio di addebito sul conto corrente o tramite F24 online. Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), il rimborso o il pagamento vengono gestiti automaticamente attraverso la busta paga o la pensione.

Cosa controllare prima di inviare

Anche se il precompilato è comodo, non è infallibile. Ci sono alcune voci che conviene sempre verificare prima di cliccare “Invia”. Le spese sanitarie sono spesso incomplete: il sistema raccoglie solo quelle pagate con tracciabilità (carta, bonifico, app) e quelle trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria. Scontrini parlanti in contanti o ricevute di professionisti sanitari privati potrebbero non comparire — in quel caso devi inserirle manualmente.

Controlla sempre che il reddito da lavoro dipendente corrisponda a quello indicato nella tua Certificazione Unica, che dovresti aver ricevuto dal datore di lavoro entro fine marzo. Se cambi lavoro nel corso dell’anno e hai più Certificazioni Uniche, verifica che siano tutte presenti. Controlla anche il codice fiscale del coniuge e dei familiari a carico, se li hai indicato, perché un errore qui può compromettere le detrazioni. Per capire meglio come funziona il calcolo delle imposte, la guida su come funziona l’IRPEF ti dà il quadro completo.

Quando conviene rivolgersi al CAF o al commercialista

Non tutte le situazioni fiscali si prestano all’autogestione online. Ci sono casi in cui l’aiuto di un professionista vale i pochi euro (o la fila) che richiede. Vale la pena rivolgersi a un CAF o a un commercialista se hai redditi di più tipologie nello stesso anno (dipendente + affitti + plusvalenze), se hai effettuato vendite immobiliari, se hai avuto redditi dall’estero, se gestisci terreni o immobili con situazioni catastali complesse, o se sei in una situazione familiare con separazione o divorzio che impatta la dichiarazione.

Il CAF è gratuito per chi rientra in determinate soglie di reddito — praticamente la maggior parte dei lavoratori dipendenti e pensionati. Il commercialista è a pagamento ma offre una consulenza personalizzata più approfondita. In entrambi i casi, portati dietro la Certificazione Unica, le ricevute delle spese che vuoi detrarre, e il codice fiscale di tutti i familiari a carico.

Quando arriva il rimborso (o quando si paga)

Se dalla dichiarazione risulta un credito IRPEF, il rimborso arriva attraverso il sostituto d’imposta nelle buste paga di luglio (per chi presenta entro giugno) o nelle mensilità successive. I pensionati lo ricevono sull’assegno pensionistico. Chi non ha un sostituto d’imposta (per esempio chi ha presentato attraverso il CAF senza datore di lavoro attuale) riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico, con tempistiche un po’ più lunghe.

Se risulta un debito, il pagamento viene detratto direttamente dalla busta paga o dalla pensione in rate mensili a partire da luglio, con una piccola maggiorazione per le rate successive alla prima. In alternativa, puoi pagare in un’unica soluzione tramite F24. Gli importi sotto i 100 euro vengono di solito gestiti interamente sulla prima rata utile.

Domande frequenti

Posso presentare il 730 anche se sono al primo lavoro?

Sì. Se hai lavorato almeno una parte dell’anno come dipendente e hai ricevuto la Certificazione Unica, puoi presentare il 730. Se hai lavorato solo pochi mesi e il reddito è sotto la soglia di imponibilità, potrebbe non esserci nulla da dichiarare o potrebbe risultare un rimborso. In ogni caso, accedere al precompilato non fa male: se il sistema non rileva nulla da dichiarare, te lo comunica.

Cosa succede se non presento il 730?

Se sei obbligato a presentare la dichiarazione e non lo fai entro il 30 settembre 2026, puoi incorrere in sanzioni. Tuttavia, se dalla tua situazione non emerge nessuna imposta da pagare (per esempio perché il sostituto d’imposta ha già trattenuto tutto il dovuto), l’omissione è generalmente meno grave. In ogni caso, se hai diritto a un rimborso, non presentando la dichiarazione lo perdi.

Il 730 precompilato è uguale al 730 ordinario?

Sì, il risultato fiscale è identico. La differenza è solo nel percorso: il precompilato parte già con i dati inseriti dall’Agenzia, il 730 ordinario va compilato da zero. Il precompilato online non richiede né carta né firma fisica — tutto avviene digitalmente con valore legale pieno.

Posso modificare il 730 dopo averlo inviato?

Sì, ma con alcune limitazioni. Puoi presentare una dichiarazione integrativa entro il 25 ottobre 2026 per correggere errori a tuo sfavore (cioè per chiedere un rimborso maggiore o ridurre un debito). Per correggere errori che comportano un maggiore debito, puoi farlo entro i termini ordinari con una dichiarazione integrativa, pagando le differenze e le eventuali sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.

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