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Truffa PayPal su Subito, Vinted e Marketplace: amici e familiari, finte email di pagamento e come proteggerti

La truffa PayPal più diffusa nelle compravendite tra privati non passa da un conto violato ma da una scelta che fai tu: il venditore ti chiede di pagare con “Amici e familiari”, oppure, se vendi, ti arriva un’email che annuncia un pagamento che sul conto non c’è. Nel primo caso, secondo le regole di PayPal, perdi la Protezione acquisti; nel secondo spedisci un oggetto che nessuno ha pagato. Ecco gli schemi più frequenti su Subito, Vinted e Marketplace, come riconoscerli e cosa fare se ci sei cascato.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonti: pagine PayPal su truffe e messaggi falsi, programmi Protezione acquisti (28 maggio 2024) e Protezione vendite (17 luglio 2025), Condizioni d’uso e tariffari del 4 novembre 2026.

📌 Articolo in breve
Quando compri da uno sconosciuto con PayPal devi scegliere “Beni e servizi”: per chi compra è gratis, ed è l’unico modo per avere la Protezione acquisti, che esclude espressamente i pagamenti “Amici e familiari”. Se vendi, un pagamento esiste solo quando lo vedi nel conto aprendo tu l’app o il sito, mai perché lo dice un’email o un messaggio. Per avere la Protezione vendite devi spedire all’indirizzo riportato nei “Dettagli transazioni” e conservare la prova di consegna del corriere; il pacco reindirizzato altrove o il corriere organizzato dall’acquirente ti fanno perdere la copertura. Nessun operatore PayPal ti chiede password, codici di verifica o un “pagamento di prova”.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. Amici e familiari o Beni e servizi: perché conta
  2. Le truffe a chi compra
  3. Le truffe a chi vende
  4. Il finto servizio clienti
  5. Come riconoscere un’email PayPal falsa
  6. Situazioni, segnali e cosa fare
  7. Tre esempi con i numeri
  8. Se sei già stato truffato
  9. Domande frequenti

Amici e familiari o Beni e servizi: perché conta

Quando invii denaro a una persona, PayPal ti fa scegliere tra due tipi di pagamento. “Invio di denaro a un amico” (la scheda Amici e familiari) serve per rimborsare la cena a un collega o mandare soldi a un figlio: tra conti italiani in euro non costa nulla a nessuno dei due, secondo il tariffario PayPal per i consumatori aggiornato al 4 novembre 2026. “Pagamento di beni e servizi” serve invece per comprare qualcosa: chi paga non spende nulla in più, mentre chi riceve paga una commissione, che per le vendite nazionali è del 3,40% più 0,35 euro fissi, secondo il tariffario per i venditori della stessa data. Il calcolo completo è nella guida alle commissioni PayPal per i privati.

Quella commissione è il pretesto di quasi ogni truffatore: “pagami come amici e familiari, così risparmiamo”. La ragione vera è un’altra. La pagina ufficiale del programma Protezione acquisti esclude in modo esplicito i “pagamenti personali, inclusi i pagamenti inviati tramite la funzionalità amici e familiari”. Lo stesso vale per la Protezione vendite. Tradotto: se paghi un oggetto con Amici e familiari e l’oggetto non arriva, non puoi aprire una contestazione per “oggetto non ricevuto” e chiedere a PayPal di rimborsarti.

C’è un secondo dettaglio che pochi conoscono. Secondo la guida di PayPal all’invio di denaro, un pagamento già partito non si può annullare né stornare: se hai scelto il tipo sbagliato, l’unica strada è chiedere al destinatario di restituirti i soldi. Nella sua pagina sulle truffe più comuni PayPal usa proprio questo esempio: paghi un laptop a un venditore con Amici e familiari e il laptop non arriva mai. E aggiunge che, se il venditore cerca di convincerti a usare quel tipo di pagamento, è un campanello d’allarme.

Le truffe a chi compra

Lo schema base: un annuncio con un prezzo un po’ più basso del normale, un venditore gentile ma con fretta, e la richiesta di pagare “come amico”. Le scuse cambiano (“ho il conto business”, “PayPal mi blocca i soldi”), l’effetto è sempre uno: toglierti la tutela.

Poi ci sono i negozi falsi pubblicizzati sui social: secondo PayPal vendono articoli richiesti a prezzi molto bassi, spediscono un falso o niente e spariscono. Per i controlli da fare prima di pagare c’è la nostra guida su come riconoscere un sito truffa.

C’è poi un punto che riguarda chi compra di persona, cosa frequente su Marketplace o Subito. La Protezione acquisti non copre i reclami per oggetto non ricevuto quando l’articolo lo ritiri tu di persona, o qualcuno lo ritira per te, a meno che il pagamento sia stato fatto sul posto con un codice QR PayPal per beni e servizi. Se ti vedi con il venditore, quindi, la tutela vera è guardare l’oggetto prima di pagare, non dopo.

Le truffe a chi vende

Chi vende l’usato è il bersaglio della finta email di pagamento ricevuto. L'”acquirente” non tratta sul prezzo, chiede l’indirizzo email collegato a PayPal e poco dopo ti arriva un messaggio con grafica simile a quella di PayPal. Dice che il pagamento è stato ricevuto ma è “in attesa”, e che verrà sbloccato solo quando invierai il numero di spedizione. Nel conto, però, non c’è nulla.

La regola è una sola: un pagamento è arrivato solo se lo vedi nel saldo o nell’elenco delle attività dopo aver aperto tu l’app di PayPal, o il sito digitando l’indirizzo a mano. Non usare il link dell’email per controllare.

Il secondo trucco riguarda la spedizione. Il programma Protezione vendite è molto preciso: per essere coperto devi spedire all’indirizzo riportato nella pagina “Dettagli transazioni” del tuo conto PayPal, e devi avere una prova di spedizione o di consegna del corriere con un indirizzo che corrisponda. Se il pacco parte verso l’indirizzo giusto ma poi viene reindirizzato altrove, la protezione si perde. PayPal consiglia anche di non usare un servizio di spedizione organizzato dall’acquirente, perché poi non avresti una prova valida. Se qualcuno chiede di spedire “a mio cugino” o con il “suo” corriere, la risposta è no.

Attenzione anche alla consegna a mano: il programma esclude i beni consegnati di persona, salvo il caso in cui l’acquirente paghi sul posto con il codice QR PayPal per beni e servizi. Dalla Protezione vendite restano fuori anche i veicoli (non le biciclette) e i reclami per oggetto “notevolmente non conforme alla descrizione”.

Il terzo schema è il pagamento eccessivo. PayPal lo descrive così: qualcuno paga più del dovuto, spesso con un assegno o una carta di credito, e poi chiede indietro la differenza; l’assegno viene respinto o la carta era rubata. Nelle compravendite online la versione tipica è un acquirente che “per errore” manda 50 euro in più e ti chiede di rimandarli subito con Amici e familiari. Se il pagamento originale viene poi annullato, tu hai perso l’oggetto e i 50 euro.

Infine c’è la falsa richiesta di pagamento: credi di incassare, invece stai pagando tu. Lo abbiamo spiegato nella guida sulla truffa della richiesta di pagamento. Una regola pratica: per ricevere soldi non devi mai approvare nulla né inserire codici.

Il finto servizio clienti

Spesso, quando c’è un problema (un pacco non arrivato, un pagamento “bloccato”), entra in scena un finto operatore che chiama, scrive su WhatsApp o lascia un numero da richiamare. PayPal è netta su questo: chi si presenta come assistenza clienti e ti chiede la password, il codice di autenticazione a due fattori (quello che arriva via SMS o nell’app), di inviare denaro come transazione “di prova” o di scaricare un programma, non è mai legittimo.

Secondo la guida di PayPal ai messaggi falsi, l’identificativo del chiamante si può falsificare facilmente: la scritta “PayPal” sul display non prova niente. I truffatori possono usare PayPal stesso per mandarti una fattura o una richiesta di pagamento che sembra vera, con dentro un numero di telefono. L’indicazione ufficiale è ignorarla, non chiamare quel numero e contattare l’assistenza solo dalla pagina dei contatti del sito. Lo stesso schema, con un altro marchio, lo abbiamo raccontato nella guida alla truffa Postepay su WhatsApp.

Come riconoscere un’email PayPal falsa

PayPal scrive che i suoi messaggi riportano sempre il nome e il cognome indicati sul conto: “Gentile utente” o “Ciao, membro di PayPal” sono sospetti. Gli altri segnali sono quelli classici del phishing: fretta (“il tuo conto verrà limitato entro 24 ore”), allegati, indirizzi web strani o scritti male, richieste di dati della carta o del conto, errori di ortografia.

Due convinzioni diffuse, invece, non aiutano. Il lucchetto nella barra degli indirizzi e la “s” di “https” non dimostrano che un sito sia autentico: anche i siti falsi li hanno. In molte caselle di posta (PayPal cita Apple, Gmail e Yahoo) le email autentiche mostrano il logo e una spunta accanto al mittente: è un indizio, ma la verifica che conta resta entrare nel conto da soli.

Se ricevi un messaggio sospetto, PayPal chiede di non cliccare, non chiamare e non aprire allegati, e di inoltrare l’intera email a phishing@paypal.it, l’indirizzo indicato nella pagina ufficiale su come segnalare email e SMS sospetti. Un’email falsa molto comune annuncia un conto “limitato”: se ti arriva, controlla nel Centro risoluzioni del conto se la limitazione c’è davvero, come spieghiamo nella guida su cosa fare se il conto PayPal è limitato.

📝 Nota della redazione
Leggendo i due programmi di protezione abbiamo notato un punto che i consigli in circolazione trascurano: anche pagando con “Beni e servizi”, la consegna a mano resta fuori sia dalla Protezione acquisti (per l’oggetto non ricevuto) sia dalla Protezione vendite. L’unica eccezione prevista è il pagamento fatto sul posto con il codice QR PayPal per beni e servizi. Chi si incontra di persona e paga con un normale invio di denaro, insomma, è meno tutelato di quanto crede.

Situazioni, segnali e cosa fare

Situazione Segnale Cosa fare
Compri da uno sconosciuto Chiede “Amici e familiari” Paga solo con Beni e servizi
Vendi un oggetto Email “pagamento in attesa” Controlla il saldo nell’app
Spedisci Altro indirizzo o suo corriere Usa l’indirizzo dei Dettagli transazioni
Hai ricevuto troppo Chiede indietro la differenza Non rimandare nulla, annulla la vendita
Telefonata “PayPal” Chiede codici o password Riattacca, contatta PayPal dal sito
Fattura inattesa Numero da richiamare Non chiamare, inoltra a phishing@paypal.it
Ritiro di persona Paghi prima di vedere Controlla l’oggetto, poi paga

Tre esempi con i numeri

Primo caso: l’iPhone su Marketplace. Trovi un iPhone usato a 450 euro. Il venditore ti chiede di pagare con Amici e familiari “per evitare le commissioni”. Con il tariffario del 4 novembre 2026, con Beni e servizi la commissione la paga lui ed è 450 × 3,40% = 15,30 euro, più 0,35 euro fissi, cioè 15,65 euro. Per te il prezzo resta 450 euro in entrambi i casi. Con Amici e familiari il venditore risparmia 15,65 euro; tu, se il telefono non arriva, perdi 450 euro senza poter aprire una contestazione per oggetto non ricevuto.

Secondo caso: la console venduta su Subito. Metti in vendita una console a 300 euro. Un acquirente accetta subito, ti chiede l’email e dopo dieci minuti ricevi un messaggio: “Hai ricevuto 300,00 EUR. I fondi saranno disponibili dopo l’invio del numero di tracciamento”. Apri l’app di PayPal: nel saldo e nelle attività non c’è nessun movimento. L’email è falsa. Inoltra il messaggio a phishing@paypal.it e chiudi la conversazione.

Terzo caso: il pagamento in eccesso. Vendi una bicicletta a 300 euro e nel conto compare davvero un pagamento di 350 euro. L’acquirente si scusa e ti chiede di rimandargli subito i 50 euro “come amico”. Se quei 350 euro arrivano da una carta rubata o da un conto violato, il pagamento può essere contestato e stornato, e tu resteresti senza 350 euro, senza i 50 che hai rimandato e magari senza la bici. La soluzione più prudente è non fare un nuovo invio separato: rimborsa l’intero pagamento ricevuto e chiedi all’acquirente di pagare di nuovo l’importo giusto. Se insiste per avere solo la differenza, e subito, hai la conferma che qualcosa non va.

Se sei già stato truffato

Se hai pagato con Beni e servizi e l’oggetto non è arrivato, puoi aprire una contestazione nel Centro risoluzioni entro 180 giorni dal pagamento; se tu e il venditore non vi accordate, va trasformata in reclamo entro 20 giorni dall’apertura, altrimenti PayPal la chiude. I passaggi sono spiegati nella nostra guida alla Protezione acquisti PayPal e alla contestazione.

Se hai pagato con Amici e familiari, la Protezione acquisti non c’è. Le strade che restano sono chiedere il rimborso al destinatario, segnalare il conto a PayPal e presentare denuncia alla Polizia Postale, anche online tramite il Commissariato di PS online, conservando screenshot dell’annuncio, delle chat e del pagamento. Se il pagamento era finanziato con una carta di credito o di debito, vale la pena chiedere alla banca che l’ha emessa se è possibile una contestazione: PayPal ricorda che i diritti legati alla carta possono offrire una copertura più ampia della sua, ma l’esito dipende dall’emittente e non è garantito.

Diverso è il caso in cui qualcuno sia entrato nel tuo conto e abbia pagato al posto tuo: questa per PayPal è una frode, non una truffa. Va segnalata subito. Le Condizioni d’uso aggiornate al 4 novembre 2026 prevedono che, per una transazione non autorizzata, PayPal riporti il conto allo stato precedente al più presto e comunque entro la fine del giorno lavorativo successivo alla segnalazione. Il rimborso non è dovuto se la segnalazione arriva dopo oltre 13 mesi dal pagamento, o se PayPal dimostra che hai trascurato la sicurezza del conto con negligenza grave, per esempio comunicando a qualcuno la password o il PIN. Poi cambia la password e controlla i pagamenti automatici attivi, con la guida per disattivare i pagamenti automatici PayPal.

Domande frequenti

Il venditore vuole essere pagato con Amici e familiari: è una truffa?

Non sempre, ma è il segnale d’allarme più chiaro, ed è PayPal stessa a definirlo così. Con quel tipo di pagamento perdi la Protezione acquisti. Se il venditore rifiuta Beni e servizi, anche offrendoti di coprire tu la commissione, è meglio rinunciare.

Ho pagato con Amici e familiari e il pacco non arriva: cosa posso fare?

La contestazione PayPal per oggetto non ricevuto non è disponibile. Chiedi il rimborso al venditore, segnala il conto a PayPal, fai denuncia alla Polizia Postale e, se hai pagato con una carta, chiedi alla banca se puoi contestare l’addebito: dipende dall’emittente.

Come capisco se un’email PayPal è vera?

Le email autentiche usano nome e cognome e non chiedono mai password o codici. La prova vera però è aprire tu l’app, o il sito digitando l’indirizzo, e controllare nel conto: se il pagamento o l’avviso non ci sono, l’email è falsa.

L’acquirente vuole che spedisca a un altro indirizzo: posso farlo?

Puoi, ma perdi la Protezione vendite. Il programma copre solo le spedizioni all’indirizzo riportato in “Dettagli transazioni”, con una prova di consegna del corriere che corrisponda. Anche il pacco reindirizzato dopo la partenza o ritirato da un corriere scelto dall’acquirente ti lascia scoperto.

Mi ha chiamato il “servizio clienti PayPal”: cosa faccio?

Riattacca senza dare codici, password o dati della carta e senza installare programmi. Il nome sul display può essere falsificato. Se vuoi verificare, contatta PayPal dalla pagina dei contatti del sito o dall’app, non dal numero che ti hanno dato.

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