Per pagare a rate in un negozio che non offre le rate oggi in Italia ci sono quattro strade: la nuova carta virtuale “Paga a rate” di PayPal, che si crea nell’app e si usa avvicinando il telefono al POS (il lettore di carte della cassa); la carta Klarna; il codice a barre di Scalapay, che però funziona solo nei negozi convenzionati; e la rateizzazione della propria carta di credito. Sono tutte forme di finanziamento: costano poco o nulla se si paga puntuali, ma un ritardo può finire nelle banche dati del credito. Ecco come funzionano, cosa costano e a cosa fare attenzione.
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Abbiamo letto il centro assistenza PayPal Italia (articoli sulla carta Paga a rate, su Paga in 3 rate e su Paga in 6, 12 o 24 rate), i Termini e condizioni di Paga in 3 rate (versione dell’8 ottobre 2025), le condizioni del Wallet digitale PayPal (22 gennaio 2026), la pagina della Carta Klarna e il centro assistenza Scalapay, oltre al decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 212.
Nell’app PayPal italiana si può chiedere una carta virtuale “Paga a rate”, valida per un solo acquisto entro 48 ore, da usare in cassa avvicinando il telefono ovunque si accetti Mastercard. La carta funziona solo dentro l’app PayPal: per ora non si aggiunge a Google Pay, Apple Pay o Samsung Pay. Nella nostra prova del 6 novembre l’app proponeva solo il piano in 3 rate a interessi zero: in cassa si paga l’intera cifra e poi la si restituisce in tre quote mensili. Prima di confermare, controlla comunque il riepilogo del piano. In alternativa ci sono la Carta Klarna (la modalità “paga dopo” richiede un abbonamento), Scalapay nei soli negozi convenzionati e la rateizzazione della carta di credito della banca.
Indice
- Perché in molti negozi non si può pagare a rate
- La carta virtuale Paga a rate di PayPal
- Quanto costa e come si rimborsa
- Le alternative: Klarna, Scalapay e la carta di credito
- Il confronto in una tabella
- Tre esempi con i numeri
- Ritardi, banche dati e nuove regole dal 20 novembre
- Domande frequenti
Perché in molti negozi non si può pagare a rate
Il finanziamento in negozio lo decide il commerciante: serve un accordo con una società finanziaria. Le grandi catene lo offrono, il negozio di quartiere quasi mai. Le novità degli ultimi mesi ribaltano lo schema: è il cliente che si porta il finanziamento in tasca, con una carta virtuale già approvata che alla cassa sembra una normale carta contactless. Il negozio incassa l’intero importo e il debito resta tra il cliente e chi ha emesso la carta.
La carta virtuale Paga a rate di PayPal
Nell’app PayPal italiana è comparsa la possibilità di creare una carta virtuale per pagare a rate. Al 6 novembre PayPal non ha pubblicato una pagina di presentazione in italiano né un comunicato: le regole si leggono nel centro assistenza PayPal Italia, dove il prodotto si chiama carta Paga a rate. Un servizio simile esiste da più tempo in Germania.
Prima di andare in cassa si fa la richiesta nell’app, indicando quanto si vuole spendere. La valutazione è automatica e, se va a buon fine, PayPal crea una carta di pagamento virtuale e la aggiunge al proprio wallet contactless, cioè la sezione dell’app che permette di pagare avvicinando il telefono al POS. Secondo PayPal la carta si può usare “nella maggior parte dei negozi in cui è accettata Mastercard”. Serve quindi un telefono con NFC, la tecnologia dei pagamenti contactless.
Funziona solo dall’app PayPal. Il centro assistenza è esplicito: “Altri wallet digitali, come Apple, Google e Samsung, non sono supportati in questo momento”. Alla cassa si apre l’app PayPal. PayPal non indica in italiano quali telefoni siano compatibili: meglio provare con un piccolo acquisto prima di contarci per una spesa importante.
Un solo acquisto, entro 48 ore. La carta vale per un singolo pagamento presso un solo commerciante e va usata entro 48 ore dall’approvazione. Dopo il primo utilizzo si disattiva da sola, anche se si è speso meno dell’importo approvato. Per un secondo acquisto bisogna fare una nuova richiesta.
Non si può sforare. Se in cassa il totale supera l’importo approvato, il pagamento viene rifiutato. Si restituisce però solo quanto effettivamente speso: PayPal ricalcola il piano sull’importo reale.
Alcuni acquisti sono esclusi. Anche nei negozi fisici la carta può essere rifiutata per prenotazioni di viaggi, carburante, gioco d’azzardo, prelievi di contanti e trasferimenti di denaro, acquisto di titoli, cauzioni e pagamenti a organizzazioni non profit.
Se nella richiesta si sceglie l’acquisto online, la carta mostra numero, scadenza e codice da copiare nella pagina di pagamento di un sito; non funziona invece con il pulsante PayPal.
Chi concede il credito? Le carte PayPal sono emesse da PayPal (Europe) S.à r.l. et Cie, S.C.A., come indicano le condizioni del Wallet digitale: è una banca con sede in Lussemburgo, vigilata dall’autorità lussemburghese. È la stessa società che eroga Paga in 3 rate, secondo i Termini e condizioni del servizio.
Sui requisiti per la carta non c’è una pagina dedicata. Per gli altri prestiti Paga a rate PayPal chiede di essere maggiorenni, residenti in Italia e titolari di un conto personale, con codice fiscale e numero di telefono. La decisione è automatica, può includere una verifica presso un’agenzia di informazione creditizia e non tutte le richieste vengono approvate.
Quanto costa e come si rimborsa
Nella prova fatta dalla nostra redazione il 6 novembre, l’app proponeva per la carta un solo piano: 3 rate a interessi zero. Si genera la carta, la si aggiunge al wallet dell’app e alla cassa si paga normalmente l’intera cifra; nell’app PayPal quella spesa viene poi divisa in tre rate mensili. È lo stesso schema di “Paga in 3 rate” sui siti di e-commerce, che secondo la pagina ufficiale Acquista ora e paga più tardi vale per acquisti da 20 a 3.000 euro, con TAEG (il costo totale del credito in percentuale annua) dello 0% e nessuna penale di ritardo.
C’è però una cautela. Le pagine del centro assistenza sulla carta sono scritte in termini generali e parlano di “importo effettivamente speso presso il commerciante più gli interessi” (sezione Rimborsi carta Paga a rate): PayPal non ha ancora pubblicato una pagina di presentazione che fissi le condizioni della carta per l’Italia, e le offerte possono cambiare da cliente a cliente o nel tempo. Prima di confermare, guarda il riepilogo: numero di rate, TAEG e totale da restituire. Se compare un tasso diverso da zero, è un prestito con interessi.
Le regole di rimborso sono chiare. La prima rata viene addebitata un mese dopo il pagamento al negozio, le altre ogni mese fino alla fine. Si può restituire tutto o una parte in anticipo senza costi, dalla sezione “Paga a rate” dell’app. Per i rimborsi valgono conto bancario, carta di debito o saldo PayPal: la carta di credito non è accettata. Una volta firmato, il piano non si può sospendere, allungare né spostare di data.
Un dettaglio che molti scoprono troppo tardi riguarda i resi. Se il negozio rimborsa sulla carta, PayPal accredita la somma sul saldo PayPal o direttamente sul piano. Nel primo caso le rate restano dovute finché non si usa quel saldo per estinguere il prestito. Se invece il negozio restituisce i soldi con un buono, una gift card o in contanti, il prestito resta tutto da pagare.
Sulla Protezione acquisti PayPal le pagine italiane della carta tacciono; per il servizio tedesco PayPal la esclude espressamente. Per un prodotto difettoso ci si rivolge al venditore, come con una normale carta.
Le alternative: Klarna, Scalapay e la carta di credito
Carta Klarna. È il prodotto più simile. Secondo la pagina ufficiale, è una carta di debito Visa (fisica o virtuale) che si aggiunge ad Apple Pay o Google Pay e si usa ovunque sia accettato Visa. Prima dell’acquisto si tocca “Pianifica un acquisto” nell’app e si sceglie il piano. Il limite: Klarna scrive che “per utilizzare paga dopo è necessario un abbonamento a pagamento”. Il piano più economico che include il “paga dopo ovunque”, Everywhere, costa 4,99 euro al mese, con il primo mese a 0,99 euro. Per requisiti e funzionamento generale abbiamo una guida completa a Klarna.
Scalapay in negozio. Funziona con un codice a barre generato nell’app, nella sezione “In negozio”: si sceglie il negozio, si inserisce l’importo, si conferma il piano e si mostra il codice alla cassa. Il codice vale 10 minuti, spiega il centro assistenza Scalapay. Il punto debole è che il negozio va scelto da un elenco: serve un esercente convenzionato. Costi, posticipi e ritardi li abbiamo spiegati nella guida a Scalapay.
La carta di credito della banca. Si paga normalmente in negozio, anche con Google Pay o Apple Pay, e poi, se la banca lo prevede, si trasforma la spesa in rate dall’app o dall’area clienti. Le condizioni cambiano da banca a banca e si leggono nel foglio informativo della carta. Attenzione alle carte revolving, con rata fissa e tassi in genere tra i più alti del credito al consumo. Le differenze le trovi nella guida su come funziona la carta di credito.
Il confronto in una tabella
| Strumento | Dove si usa | Costo |
|---|---|---|
| Carta Paga a rate PayPal | Negozi che accettano Mastercard contactless, solo dall’app PayPal | 3 rate a interessi zero (piano proposto nella nostra prova) |
| Carta Klarna | Ovunque si accetti Visa, anche con Google Pay e Apple Pay | Abbonamento da 4,99 €/mese per il “paga dopo” |
| Scalapay | Solo negozi convenzionati, con codice a barre | 3 o 4 rate senza interessi, posticipi a pagamento |
| Carta di credito | Ovunque, rateizzando dopo l’acquisto | Dipende dalla banca: leggere il foglio informativo |
Tre esempi con i numeri
Una lavatrice da 600 euro in 3 rate. Con il piano a interessi zero proposto dall’app, alla cassa si pagano 600 euro con la carta virtuale e poi si restituiscono tre rate da 200 euro, la prima un mese dopo l’acquisto: in tutto 600 euro, senza costi aggiuntivi. Se però il riepilogo mostrasse un tasso, il numero da guardare è il totale da restituire.
Un regalo da 300 euro con la Carta Klarna. Se il piano scelto non prevede interessi, il costo reale è l’abbonamento. Chi lo attiva solo per quell’acquisto e lo tiene tre mesi spende 0,99 euro il primo mese e 4,99 euro per ciascuno dei due successivi: 10,97 euro in tutto, calcolo nostro sui prezzi pubblicati da Klarna. È come pagare circa il 3,7% in più del prezzo.
Un televisore da 450 euro restituito. Si compra con la carta PayPal, poi il televisore ha un difetto e il negozio, invece di riaccreditare sulla carta, dà un buono da 450 euro. Secondo il centro assistenza PayPal, in questo caso le rate restano tutte da pagare: il buono resta spendibile solo lì, il prestito va estinto con soldi propri. Prima di pagare a rate, chiedi al negozio come gestisce i resi.
Molte persone danno per scontato che una carta virtuale nuova finisca subito in Google Pay o Apple Pay. Per la carta Paga a rate non è così: il centro assistenza PayPal Italia scrive che “la carta può essere usata esclusivamente nell’app PayPal” e che gli altri wallet “non sono supportati in questo momento”. Alla stessa data, l’articolo dello stesso centro assistenza intitolato “Che cos’è la carta Paga a rate?” risulta non pubblicato: segno che la documentazione italiana è ancora in costruzione e che le condizioni da considerare sono quelle che l’app mostra al momento della richiesta.
Ritardi, banche dati e nuove regole dal 20 novembre
Resta comunque un debito. Per la carta PayPal le conseguenze di una rata saltata sono scritte nel centro assistenza: il prestito risulta insoluto, arrivano promemoria via email, il mancato pagamento “può essere registrato presso un’agenzia di informazione creditizia” e può rendere più difficile ottenere credito in futuro, anche da PayPal stesso. Per l’Italia l’elenco ufficiale delle agenzie usate da PayPal indica CRIF. Quanto dura una segnalazione e come si esce lo abbiamo spiegato nella guida sulla segnalazione CRIF da cattivo pagatore.
Anche le richieste contano: una sola non è un dramma, dieci piccoli finanziamenti in pochi mesi possono pesare quando si chiede un mutuo.
Il quadro normativo sta cambiando. Oggi i Termini di Paga in 3 rate di PayPal dicono che al servizio “non si applica il quadro normativo relativo al credito ai consumatori”, grazie alle esclusioni dell’articolo 122 del Testo unico bancario per i finanziamenti brevi e senza interessi. Il decreto legislativo 212/2025, che recepisce la direttiva europea sul credito ai consumatori, porta anche queste dilazioni dentro le regole del credito al consumo, con verifica del merito creditizio e informazioni precontrattuali (più snelle per i crediti piccoli o a costo zero). Banche e finanziarie devono adeguarsi entro il 20 novembre 2026, oppure entro 90 giorni dalle istruzioni della Banca d’Italia se arrivano dopo. Tutti i dettagli sono nel nostro articolo sulle nuove regole del paga a rate e dei prestiti.
Per i prestiti con interessi, come il “paga dopo” Klarna quando prevede un costo o una carta a rate che mostra un tasso nel riepilogo, vale già oggi una regola semplice: confrontare il TAEG con quello di un prestito personale e controllare che resti sotto i tassi soglia antiusura del trimestre.
Domande frequenti
Posso aggiungere la carta Paga a rate di PayPal a Google Pay o Apple Pay?
No, al 6 novembre. Il centro assistenza PayPal Italia dice che la carta si usa solo nell’app PayPal e che Apple, Google e Samsung non sono supportati “in questo momento”. In cassa si paga aprendo l’app PayPal e avvicinando il telefono al POS.
La carta PayPal per i negozi è senza interessi come Paga in 3 rate online?
Nella nostra prova sì: l’app proponeva solo 3 rate a interessi zero, come Paga in 3 rate online (da 20 a 3.000 euro, TAEG 0%). Le pagine di assistenza sulla carta però parlano in generale di “spesa più interessi”, quindi prima di confermare controlla sempre nel riepilogo TAEG e totale da restituire.
Quanto tempo ho per usare la carta dopo l’approvazione?
48 ore. Dopo la carta scade e serve una nuova richiesta. Vale per un solo acquisto in un solo negozio: dopo il primo pagamento si disattiva, anche se hai speso meno dell’importo approvato.
Cosa succede se salto una rata?
Con la carta PayPal il prestito risulta insoluto, ricevi promemoria e il ritardo può essere comunicato a un’agenzia di informazione creditizia, con effetti sulle future richieste di credito. Le rate non si possono sospendere né spostare: in difficoltà conviene contattare subito l’assistenza.
Posso usare Scalapay in qualsiasi negozio?
No. Il codice a barre di Scalapay si genera scegliendo il negozio da un elenco di esercenti convenzionati.
Chiedere la carta Paga a rate influisce sul mio merito creditizio?
PayPal spiega che la decisione è automatica e può includere un controllo presso un’agenzia di informazione creditizia. Una singola richiesta pesa poco, ma molte richieste ravvicinate e soprattutto i ritardi possono rendere più difficile ottenere altri prestiti.

