Il PUN in fascia F1 sta mostrando in questi giorni di luglio 2026 un comportamento che sorprende molti utenti attenti alla bolletta: in alcune ore la fascia F1, tradizionalmente la più cara perché copre gli orari di punta, risulta più economica della fascia F3, quella notturna e festiva normalmente più conveniente. Un ribaltamento che ha una spiegazione precisa e che, se capito bene, si può anche sfruttare per risparmiare.
Nelle giornate estive più soleggiate, la produzione fotovoltaica italiana raggiunge il picco proprio nelle ore centrali della fascia F1 (8-19 nei giorni feriali), facendo crollare il prezzo dell’energia sul mercato all’ingrosso in quelle ore. Il risultato è che il PUN medio di F1 può scendere sotto quello di F3, invertendo la gerarchia di prezzo a cui siamo abituati.
Indice
- Cosa sta succedendo davvero
- Perché il fotovoltaico abbassa i prezzi proprio a mezzogiorno
- Chi ha un contratto a fasce orarie e chi no
- Come approfittarne in pratica
- La differenza per chi è ancora nel mercato tutelato
- Quanto durerà questa situazione
- Domande frequenti
Cosa sta succedendo davvero
Il PUN, Prezzo Unico Nazionale, è il prezzo di riferimento dell’energia elettrica scambiata sul mercato all’ingrosso italiano, e viene calcolato ora per ora in base all’incontro tra domanda e offerta. Le fasce F1, F2 e F3 raggruppano queste ore in tre fasce orarie usate dai fornitori per applicare tariffe differenziate ai clienti con contratti bi-orari o multiorari: F1 copre gli orari di punta nei giorni feriali (generalmente dalle 8 alle 19), F2 la fascia intermedia, e F3 le ore notturne, i weekend e i festivi, tradizionalmente le più economiche.
Negli ultimi giorni, però, diverse rilevazioni mostrano che il valore medio del PUN in fascia F1 è risultato inferiore a quello della fascia F3, un fenomeno che fino a pochi anni fa sarebbe stato quasi impensabile e che si sta invece ripetendo con una certa frequenza nei mesi più soleggiati.
Perché il fotovoltaico abbassa i prezzi proprio a mezzogiorno
La spiegazione principale è legata alla crescita impressionante della produzione fotovoltaica italiana negli ultimi anni. Nelle giornate di sole pieno, tra le 11 e le 16, gli impianti fotovoltaici distribuiti su tutto il territorio nazionale immettono in rete una quantità enorme di energia a costo marginale quasi nullo, perché una volta installato l’impianto non ci sono costi di combustibile da sostenere. Questa abbondanza di offerta a basso costo, proprio nelle ore centrali della giornata che rientrano nella fascia F1, spinge verso il basso il prezzo di equilibrio del mercato, in alcuni casi facendolo scendere sotto i valori medi registrati nelle ore notturne di F3, quando invece la produzione dipende ancora in buona parte da centrali a gas più costose da far funzionare.
È un fenomeno che gli analisti del settore energetico chiamano “cannibalizzazione del prezzo” da parte delle rinnovabili, ed è già ben documentato in altri Paesi europei con una forte penetrazione di energia solare, come la Spagna e la Germania, dove capita spesso di osservare prezzi bassissimi o addirittura negativi proprio nelle ore centrali delle giornate più soleggiate.
Chi ha un contratto a fasce orarie e chi no
Questo fenomeno riguarda direttamente solo chi ha un contratto di fornitura elettrica sul mercato libero con tariffa bi-oraria o multioraria, cioè quei contratti in cui il prezzo dell’energia cambia effettivamente in base alla fascia oraria in cui viene consumata. Chi ha invece un contratto monorario, con un prezzo fisso indipendente dall’ora del giorno, non vede alcun impatto diretto da questa dinamica, perché il proprio fornitore applica comunque un prezzo medio uguale in ogni momento della giornata.
Come approfittarne in pratica
Per chi ha un contratto a fasce orarie, la conseguenza pratica di questo fenomeno è che, nelle giornate di sole intenso, usare elettrodomestici energivori come lavatrice, lavastoviglie o anche il condizionatore proprio nelle ore centrali della fascia F1, tra le 11 e le 16, può in alcuni casi risultare più conveniente che rimandarli alla sera o alla notte, ribaltando l’abitudine consolidata di “aspettare le ore serali per risparmiare”. Va detto che questo vale solo per i contratti che seguono realmente l’andamento del PUN orario, come le tariffe indicizzate; chi ha un contratto a fasce con prezzo fisso per fascia stabilito dal fornitore, indipendentemente dall’andamento del mercato all’ingrosso, non beneficia direttamente di questa oscillazione.
Chi ha anche un impianto fotovoltaico domestico, inoltre, si trova nella posizione ideale per sfruttare al meglio questo scenario: proprio nelle ore in cui il prezzo di mercato scende, l’impianto di casa produce il massimo, permettendo di autoconsumare energia praticamente gratuita invece di acquistarla dalla rete, indipendentemente da come si muove il PUN.
La differenza per chi è ancora nel mercato tutelato
Chi si trova ancora nel servizio a tutele graduali, gestito secondo le regole fissate da ARERA, ha un meccanismo di calcolo della bolletta diverso, basato su un prezzo medio trimestrale definito dall’Autorità e non sull’andamento orario del PUN in tempo reale. Per questi utenti, quindi, l’inversione tra F1 e F3 non si traduce in un beneficio immediato e diretto, anche se nel medio periodo un PUN medio più basso può comunque contribuire a mantenere più contenuto il prezzo trimestrale fissato dall’Autorità.
Quanto durerà questa situazione
Il fenomeno è strettamente legato all’irraggiamento solare e quindi è tipicamente stagionale: si osserva con maggiore frequenza nei mesi centrali dell’estate, quando le giornate sono più lunghe e soleggiate, e tende ad attenuarsi con l’arrivo dell’autunno, quando la produzione fotovoltaica cala e i consumi serali per riscaldamento e illuminazione tornano a spingere verso l’alto i prezzi delle fasce più utilizzate. Con la crescita continua della capacità fotovoltaica installata in Italia, gli analisti si aspettano che episodi di questo tipo diventino sempre più frequenti nelle prossime estati.
Domande frequenti
Conviene passare a un contratto a fasce orarie per questo motivo?
Dipende dalle proprie abitudini di consumo. Chi può spostare i consumi energivori nelle ore centrali della giornata può trarne vantaggio con un contratto indicizzato al PUN, ma va valutato caso per caso confrontando le offerte disponibili.
Il fenomeno riguarda tutta Italia allo stesso modo?
Il PUN è un prezzo unico nazionale, quindi l’effetto si osserva su tutto il territorio, anche se l’intensità della produzione fotovoltaica e quindi l’ampiezza del calo di prezzo può variare in base alle condizioni meteo locali del giorno specifico.
Chi ha il fotovoltaico in casa deve preoccuparsi di questo fenomeno?
No, anzi: chi autoconsuma l’energia prodotta dal proprio impianto proprio nelle ore centrali della giornata beneficia comunque della produzione gratuita, indipendentemente da come si muove il prezzo di mercato in quelle stesse ore.
Per approfondire il mondo dell’energia domestica, leggi anche la nostra guida sulle fasce orarie F1 F2 F3 e su come funziona un impianto fotovoltaico.

