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WhatsApp lascia i vecchi Android da settembre 2026: quali telefoni e cosa fare

WhatsApp smette di funzionare sui vecchi Android a partire da settembre 2026: il requisito minimo sale ad Android 6.0 Marshmallow e chi ha un telefono fermo ad Android 5.0 o 5.1 Lollipop si ritrova senza app. Gli iPhone non sono toccati, e il criterio non è il modello del telefono ma la versione di sistema installata.

📌 Articolo in breve
Dall’8 settembre 2026 WhatsApp richiede almeno Android 6.0: i dispositivi con Android 5.0 e 5.1 perdono l’accesso all’app, sia nella versione normale sia in quella Business. Su iPhone non cambia nulla, il minimo resta iOS 15.1. Prima che l’app si blocchi conviene fare il backup delle chat su Google Drive, perché dopo non sarà più possibile crearlo. Per controllare la propria versione: Impostazioni, Informazioni sul telefono, Versione di Android.
🗓️ Ultimo aggiornamento: settembre 2026. Le informazioni sui requisiti minimi si riferiscono a quanto comunicato da WhatsApp nel proprio centro assistenza e alle notifiche mostrate agli utenti nelle settimane precedenti al cambio.

Indice

  1. Cosa cambia esattamente
  2. Come capire in trenta secondi se sei coinvolto
  3. Quali telefoni si fermano (e perché le liste di modelli ingannano)
  4. Il backup va fatto prima, non dopo
  5. Le opzioni se il telefono non si aggiorna
  6. Perché WhatsApp alza l’asticella
  7. Il problema vero non è WhatsApp
  8. Domande frequenti

Cosa cambia esattamente

WhatsApp ha fissato all’8 settembre 2026 il passaggio del requisito minimo da Android 5.0 ad Android 6.0. Da quel momento i dispositivi con Lollipop, cioè le versioni 5.0 e 5.1 rilasciate tra il 2014 e il 2015, non possono più utilizzare l’applicazione: non si tratta di funzioni ridotte o di aggiornamenti mancati, ma della perdita completa dell’accesso.

La regola vale in modo identico per WhatsApp Messenger e per WhatsApp Business, che condividono la stessa base di codice e gli stessi requisiti di sistema. Chi usa il secondo per gestire un’attività, e magari lo tiene su un telefono di scorta rimasto indietro con gli aggiornamenti, farebbe bene a controllare prima di trovarsi senza il canale con cui riceve gli ordini.

Su iPhone e iPad non cambia niente: la soglia resta iOS 15.1, la stessa fissata da tempo. Un iPhone 6s del 2015, per dire, continua a funzionare senza problemi perché ha ricevuto aggiornamenti di sistema fino a iOS 15. È una differenza che dice molto sui due ecosistemi, e che spiega perché i tagli di WhatsApp facciano notizia quasi sempre sul versante Android.

Come capire in trenta secondi se sei coinvolto

Il controllo si fa dalle impostazioni del telefono. Il percorso, con qualche variazione a seconda della marca, è Impostazioni, poi Informazioni sul telefono o Sistema, quindi la voce Versione di Android. Se il numero che compare inizia con 6, 7, 8 o superiore non devi fare nulla. Se inizia con 5, o addirittura con 4, il telefono è coinvolto.

Un secondo indizio arriva dall’app stessa: nelle settimane precedenti al cambio WhatsApp mostra un avviso all’interno della schermata delle chat ai dispositivi non più compatibili. È facile ignorarlo scambiandolo per una delle solite notifiche promozionali, ma se compare significa che il telefono è nella lista.

C’è anche un terzo segnale, indiretto ma affidabile: se da tempo il Play Store non installa più gli aggiornamenti di WhatsApp e la tua versione dell’app è ferma a mesi fa, il dispositivo è già fuori dal ciclo di supporto e il blocco è solo questione di tempo.

Quali telefoni si fermano (e perché le liste di modelli ingannano)

In queste settimane girano elenchi di smartphone “che perderanno WhatsApp”, con nomi come Galaxy S4, Galaxy Note 3, Moto G di seconda generazione, Nexus 4, Xperia Z1, LG G3, HTC One M7. Sono modelli del 2013-2014, e in linea di massima l’indicazione è corretta, ma prenderla alla lettera è un errore.

Il motivo è che lo stesso modello, negli anni, ha ricevuto aggiornamenti diversi a seconda della variante, del mercato e dell’operatore telefonico. Alcune versioni del Galaxy S5 hanno ricevuto Android 6.0, altre no. Diversi LG e Sony si sono fermati a 5.1 in Europa mentre altrove hanno avuto Marshmallow. Un elenco di nomi commerciali non può tenere conto di queste differenze, ed è per questo che l’unico criterio affidabile è quello che abbiamo indicato sopra: guardare la versione installata sul proprio telefono, non cercare il proprio modello in una tabella.

In pratica, la platea coinvolta è quella dei dispositivi acquistati fino al 2015 circa e mai sostituiti, più una parte di telefoni economici usciti negli anni successivi con versioni di Android già vecchie al momento della vendita. In Italia il numero non è enorme, ma riguarda soprattutto persone anziane con telefoni ereditati o di seconda mano, che spesso non hanno idea di quale versione di sistema stiano usando.

Il backup va fatto prima, non dopo

Questo è il punto operativo più importante di tutto l’articolo. Il backup delle conversazioni su Google Drive si crea dall’interno di WhatsApp, quindi richiede che l’app funzioni. Una volta che l’accesso viene bloccato, non c’è modo di recuperare le chat da quel dispositivo con gli strumenti ordinari.

La procedura da fare adesso, se il telefono è coinvolto, è aprire WhatsApp, andare in Impostazioni, poi Chat, poi Backup delle chat, e avviare un backup manuale su Google Drive verificando che il salvataggio arrivi al termine. Conviene anche attivare il salvataggio dei video se contengono qualcosa a cui si tiene, tenendo presente che occupano molto spazio sull’account Google.

Per singole conversazioni particolarmente importanti esiste una seconda strada, indipendente dal backup: la funzione Esporta chat, che genera un file di testo con l’intera conversazione e, volendo, gli allegati. Si invia per email a sé stessi e resta leggibile su qualsiasi dispositivo, anche senza WhatsApp. È il modo più semplice per mettere al sicuro una chat di lavoro o un gruppo di famiglia. Se stai anche cambiando telefono, il metodo completo è nella nostra guida su come fare il backup del telefono.

Le opzioni se il telefono non si aggiorna

La prima cosa da verificare è se esiste un aggiornamento disponibile: da Impostazioni, Aggiornamento software. Per i dispositivi di dieci anni fa la risposta è quasi sempre negativa, perché il produttore ha chiuso il supporto da tempo, ma il controllo costa trenta secondi e in qualche caso l’aggiornamento c’è ed è semplicemente non stato mai installato.

Se il telefono è davvero fermo, restano tre strade. La prima è passare a un altro dispositivo, anche di fascia bassa: qualsiasi smartphone nuovo oggi in commercio parte da versioni di Android ampiamente superiori al minimo richiesto, e anche l’usato ricondizionato di qualche anno fa risolve il problema con una spesa contenuta. Il trasferimento delle chat, però, va fatto quando l’app è ancora funzionante su entrambi i telefoni, quindi prima della scadenza.

La seconda strada è usare WhatsApp Web da un computer, che però non è una soluzione autonoma: il collegamento di un dispositivo richiede comunque un account attivo, e la modalità multi-dispositivo consente di usare WhatsApp sul PC anche con il telefono spento, ma serve un telefono compatibile per l’accesso iniziale. Chi ha già collegato il computer può guadagnare tempo, non risolvere.

La terza è cambiare applicazione. Telegram e Signal hanno storicamente requisiti di sistema più bassi e continuano a supportare versioni di Android che WhatsApp ha abbandonato. È una soluzione realistica solo se anche le persone con cui si comunica sono disposte a spostarsi, il che nella pratica italiana è raro, ma per un secondo canale può funzionare.

Perché WhatsApp alza l’asticella

La ragione tecnica è che le funzioni introdotte negli ultimi anni si appoggiano a componenti di sistema che nelle versioni vecchie di Android non esistono o funzionano in modo diverso: dalle notifiche avanzate alla gestione della crittografia, dai permessi granulari alle nuove modalità di visualizzazione delle conversazioni. Mantenere la compatibilità significa scrivere e testare codice separato per una platea sempre più piccola.

C’è poi una ragione di sicurezza, che è quella che dovrebbe interessare di più agli utenti. Android 5 non riceve patch di sicurezza da anni, quindi ospita vulnerabilità note e mai corrette. Un’app di messaggistica che gestisce comunicazioni cifrate su un sistema operativo bucato è una contraddizione: la crittografia protegge il messaggio in transito, non serve a nulla se il dispositivo su cui viene letto è compromesso.

Questo tipo di potatura avviene con regolarità, di solito una volta ogni due o tre anni. Chi vuole tenersi aggiornato può consultare la pagina ufficiale sui sistemi operativi supportati nel centro assistenza di WhatsApp, dove i requisiti minimi vengono aggiornati prima di ogni cambio.

Il problema vero non è WhatsApp

Chiudiamo con un’osservazione che vale più dell’elenco dei modelli. Se il tuo telefono è fermo ad Android 5, il fatto che WhatsApp smetta di funzionare è il sintomo, non la malattia. Quel dispositivo non riceve correzioni di sicurezza da circa sette anni: il browser è vulnerabile, le app bancarie in molti casi si rifiutano già di partire, e i certificati usati per verificare l’identità dei siti web sono in parte scaduti.

In altre parole, la scadenza di settembre è l’occasione per una verifica che andava fatta comunque, soprattutto se il telefono viene usato per operazioni delicate come home banking, SPID o gestione della posta elettronica. Un dispositivo non aggiornato è esattamente il terreno su cui funzionano meglio le truffe più diffuse, dai messaggi che imitano la banca ai tentativi di prendere il controllo dell’account di messaggistica: abbiamo raccontato come agiscono nell’articolo sullo smishing via SMS e in quello sulla truffa che ruba l’account WhatsApp senza password.

Per chi invece ha un telefono compatibile e vuole solo sfruttare meglio l’app, il quadro delle funzioni introdotte quest’anno è nella nostra panoramica sulle novità di WhatsApp del 2026.

Domande frequenti

Da quando WhatsApp non funziona più sui vecchi Android?

Dall’8 settembre 2026 il requisito minimo diventa Android 6.0. I dispositivi con Android 5.0 e 5.1 perdono l’accesso all’applicazione.

Come faccio a sapere che versione di Android ho?

Vai in Impostazioni, poi Informazioni sul telefono o Sistema, e cerca la voce Versione di Android. Se il numero inizia con 5 o con 4, il telefono è coinvolto.

Riguarda anche gli iPhone?

No. Su iOS il requisito minimo resta iOS 15.1 e non cambia nulla con questo aggiornamento.

Perdo le conversazioni?

Restano sul telefono ma diventano inaccessibili quando l’app si blocca. Per questo il backup su Google Drive va creato adesso, mentre WhatsApp funziona ancora.

Vale anche per WhatsApp Business?

Sì. Le due applicazioni condividono gli stessi requisiti di sistema, quindi il blocco scatta nello stesso momento.

Posso continuare a usare WhatsApp Web dal computer?

Solo se l’account è già attivo e collegato. Per l’accesso iniziale e per il collegamento di nuovi dispositivi serve comunque un telefono compatibile.

Esiste un’alternativa senza cambiare telefono?

Telegram e Signal supportano ancora versioni di Android più vecchie e possono funzionare come canale alternativo. Restano però utili solo se anche i tuoi contatti li usano.

Il mio modello è in una lista di telefoni “esclusi”: è sicuro?

Non necessariamente. Lo stesso modello può aver ricevuto aggiornamenti diversi a seconda della variante e dell’operatore. L’unico criterio affidabile è la versione di Android installata sul tuo dispositivo.

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