Nuova Sabatini 2026 è l’incentivo statale che abbassa il costo degli interessi su un finanziamento bancario o in leasing per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuove da parte di piccole e medie imprese. La Legge di Bilancio 2026 l’ha rifinanziata con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027, confermandola come una delle poche agevolazioni a sportello sempre aperto (fino a esaurimento fondi) senza click day né graduatorie a punteggio.
Le PMI possono ottenere un contributo statale che abbatte gli interessi su finanziamenti da 20.000 euro a 4 milioni per acquistare beni strumentali nuovi. Il tasso convenzionale di riferimento è del 2,75% per gli investimenti ordinari, sale al 3,575% per i beni “Industria 4.0” e green, e arriva al 5% per le operazioni di capitalizzazione. La domanda si presenta online sulla piattaforma del MIMIT tramite la banca o l’intermediario finanziario che eroga il prestito.
Indice
- Cos’è la Nuova Sabatini e come funziona il contributo
- Chi può richiederla: requisiti per le PMI
- I tre tassi convenzionali: ordinario, 4.0/green, capitalizzazione
- Due esempi numerici di calcolo del contributo
- Come fare domanda passo per passo
- Errori comuni che rallentano o bloccano la pratica
- Domande frequenti
Cos’è la Nuova Sabatini e come funziona il contributo
Il meccanismo, in sostanza, funziona così: l’impresa chiede un finanziamento bancario o un leasing a un istituto convenzionato con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per acquistare macchinari, impianti, attrezzature, hardware e software tecnologico nuovi di fabbrica. Lo Stato, tramite il ministero, riconosce poi un contributo in conto interessi calcolato non sul tasso reale pagato in banca, ma su un tasso convenzionale fissato per legge — che nella pratica è quasi sempre più basso del tasso di mercato applicato dalla banca stessa.
Il contributo viene erogato in un’unica soluzione se l’importo del finanziamento non supera i 200.000 euro, altrimenti in quote annuali costanti per tutta la durata del piano di ammortamento (fino a un massimo di cinque anni). A differenza di molti bandi regionali, non c’è un click day con ordine cronologico al secondo: le domande vengono istruite in ordine di arrivo dalla banca, e lo sportello resta aperto finché non si esauriscono i fondi stanziati per l’anno.
Chi può richiederla: requisiti per le PMI
Possono accedere le micro, piccole e medie imprese di qualsiasi settore (con esclusione di alcuni comparti specifici come pesca e agricoltura primaria, che hanno canali di finanziamento dedicati) regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, in regola con i contributi previdenziali e non in stato di difficoltà finanziaria secondo i parametri UE. Non serve avere un certo numero di anni di attività: anche le imprese appena costituite possono accedervi, a condizione di soddisfare gli altri requisiti formali.
Il finanziamento richiesto deve essere compreso tra 20.000 e 4 milioni di euro e interamente destinato all’acquisto di beni strumentali nuovi: macchine utensili, impianti di produzione, attrezzature, ma anche hardware, software e tecnologie digitali collegate a un investimento produttivo. Non rientrano beni usati, immobili o autoveicoli non strumentali all’attività.
I tre tassi convenzionali: ordinario, 4.0/green, capitalizzazione
Il tasso convenzionale usato per calcolare il contributo cambia in base al tipo di investimento. Per gli investimenti “ordinari” — un macchinario standard che sostituisce uno vecchio, senza requisiti tecnologici particolari — il tasso di riferimento è il 2,75% annuo. Per i beni che rientrano nel Piano Transizione 4.0 (macchinari interconnessi, capaci di scambiare dati con i sistemi gestionali aziendali) o negli investimenti a finalità green (efficientamento energetico, economia circolare), il tasso sale al 3,575%, che si traduce in un contributo più generoso a parità di importo finanziato.
Esiste poi una terza fascia, più recente e meno conosciuta, riservata alle operazioni di capitalizzazione delle PMI (in sostanza, finanziamenti collegati a un rafforzamento patrimoniale dell’impresa), con tasso convenzionale al 5%. È la fascia che genera il contributo più alto in assoluto, ma anche quella con i requisiti di accesso più stringenti, da verificare caso per caso con la propria banca.
Due esempi numerici di calcolo del contributo
Esempio 1 — Macchinario ordinario per un’officina meccanica. Un’impresa artigiana finanzia l’acquisto di un tornio a controllo numerico da 150.000 euro con un finanziamento bancario a 5 anni. Il contributo si calcola applicando il tasso convenzionale del 2,75% al piano di ammortamento teorico dell’intero importo: il risultato, attualizzato, è un contributo complessivo di circa 10.500 euro, erogato in un’unica soluzione perché il finanziamento resta sotto i 200.000 euro.
Esempio 2 — Linea di produzione 4.0 interconnessa. Una PMI manifatturiera finanzia con leasing una linea di confezionamento automatizzata e interconnessa da 800.000 euro, qualificabile come bene Industria 4.0. Applicando il tasso convenzionale del 3,575% sull’intero piano di ammortamento a 5 anni, il contributo complessivo si aggira sui 65.000-70.000 euro, erogato in cinque rate annuali costanti perché l’importo supera i 200.000 euro. Su questo stesso investimento, se qualificato correttamente, l’impresa può inoltre cumulare il credito d’imposta Transizione 4.0, che è una misura fiscale distinta e cumulabile con la Nuova Sabatini entro i limiti previsti dalla normativa.
Come fare domanda passo per passo
Il primo passo è scegliere una banca o un intermediario finanziario convenzionato con il MIMIT — la maggior parte dei principali istituti italiani lo è, ma vale la pena chiederlo esplicitamente al proprio referente. Bisogna poi presentare la richiesta di finanziamento come si farebbe per qualsiasi prestito aziendale, allegando il piano di investimento con la descrizione dettagliata dei beni da acquistare.
Una volta ottenuta la delibera di finanziamento dalla banca, è la banca stessa (non l’impresa direttamente) a trasmettere la domanda di accesso al contributo sulla piattaforma telematica benistrumentali.dgiai.gov.it, dove viene generato un numero di protocollo. Da quel momento il MIMIT verifica la disponibilità di fondi e la regolarità formale della domanda, e comunica l’esito. Dopo la delibera positiva, l’impresa deve completare l’investimento entro i termini previsti (generalmente 12 mesi, con possibilità di proroga) e trasmettere la documentazione di ultimazione spesa per ricevere l’erogazione del contributo.
Errori comuni che rallentano o bloccano la pratica
L’errore più frequente è pensare che il contributo arrivi automaticamente insieme al finanziamento: in realtà è un procedimento amministrativo separato, con propri tempi tecnici, e va seguito attivamente insieme alla banca. Il secondo errore è acquistare beni prima ancora di aver ottenuto la delibera di finanziamento: le fatture devono essere successive alla data della delibera, altrimenti il bene non è ammissibile all’agevolazione.
Il terzo errore riguarda la rendicontazione finale: molte imprese sottovalutano i tempi per raccogliere fatture, bonifici tracciati e collaudi, arrivando a ridosso della scadenza per l’ultimazione dell’investimento. Conviene organizzare la documentazione già dal momento dell’ordine dei macchinari, non aspettare la consegna per iniziare a raccoglierla.
Domande frequenti
La Nuova Sabatini è cumulabile con altri incentivi come il credito d’imposta 4.0?
Sì, in linea generale è cumulabile con altre agevolazioni sullo stesso investimento, incluso il credito d’imposta Transizione 4.0, ma entro i limiti di cumulo previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. Va sempre verificato con il proprio commercialista il tetto massimo complessivo applicabile al caso specifico.
Cosa succede se i fondi stanziati per il 2026 si esauriscono prima della mia domanda?
Le domande vengono istruite in ordine cronologico di arrivo tramite la banca. Se i fondi disponibili per l’anno si esauriscono, la domanda resta in attesa di un eventuale nuovo stanziamento o rifinanziamento, che storicamente è arrivato quasi ogni anno con la legge di bilancio successiva.
Posso usare la Nuova Sabatini per acquistare un’auto aziendale?
No, salvo casi molto specifici legati a veicoli strettamente strumentali all’attività produttiva (ad esempio mezzi da cantiere per un’impresa edile). Le autovetture per uso promiscuo o commerciale generico non rientrano tra i beni ammissibili.
Serve un commercialista per presentare la domanda?
Non è obbligatorio per legge, perché la trasmissione della domanda spetta alla banca, ma è comunque consigliabile farsi affiancare da un commercialista o consulente per la corretta classificazione del bene (ordinario, 4.0 o green) e per la rendicontazione finale, dove gli errori formali sono la causa più comune di ritardo nell’erogazione.
Per chi gestisce l’attività come SRL, può essere utile anche capire come funziona una SRL nel dettaglio, oppure valutare quale conto corrente business gestisce meglio i flussi di un finanziamento agevolato. Per chi opera in forma individuale, anche i contributi INPS per artigiani e commercianti vanno tenuti in conto nel piano finanziario complessivo dell’investimento.
Fonte ufficiale: pagina Nuova Sabatini sul sito del MIMIT.

