L’iPhone pieghevole non è più un’indiscrezione: si chiama iPhone Duo, è stato presentato a settembre 2026 e in Italia parte da 2.369 euro. È il telefono più costoso mai messo a listino da Apple, il primo con un display che si apre a libro, ed è in vendita dal 23 ottobre, anche se chi lo ordina ora sull’Apple Store online lo vede spedito a fine gennaio 2027. Dopo un anno di ricostruzioni approssimative — sul nome, sul prezzo e perfino sul numero di fotocamere — conviene rimettere in fila quello che c’è davvero, partendo dai numeri ufficiali.
iPhone Duo ha un display interno pieghevole da 7,6″ e uno esterno da 5,4″, chip A20 Pro, due fotocamere da 48MP, sblocco con Touch ID sul tasto laterale e supporto solo eSIM. Prezzi italiani: 2.369 € per 256 GB, 2.619 € per 512 GB, 3.119 € per 1 TB e 3.869 € per 2 TB. In vendita dal 23 ottobre, dopo i preordini aperti il 16, in due colori: bianco stellare e cielo notturno. Per i nuovi ordini l’Apple Store online indica la spedizione al 22 gennaio 2027.
Indice
- Prezzi ufficiali e data di uscita in Italia
- La scheda tecnica, voce per voce
- Le tre cose che sul Duo non ci sono
- La piega centrale e la cerniera
- Cosa avevano sbagliato le anticipazioni
- Il confronto con i pieghevoli Samsung
- Conviene comprarlo o aspettare la seconda generazione
- Domande frequenti
Prezzi ufficiali e data di uscita in Italia
Partiamo dai numeri, perché sono l’unica cosa che nelle indiscrezioni non si era mai vista con precisione. Questi sono i listini Apple Italia, IVA inclusa.
| Taglio di memoria | Prezzo | Rata a tasso zero, 24 mesi (promo Apple dal 1/10/2026 al 12/1/2027) |
|---|---|---|
| 256 GB | 2.369 € | 98,71 €/mese |
| 512 GB | 2.619 € | 109,13 €/mese |
| 1 TB | 3.119 € | 129,96 €/mese |
| 2 TB | 3.869 € | 161,21 €/mese |
I preordini sono partiti alle 14 del 16 ottobre e il Duo è in vendita dal 23 ottobre. I colori sono due: bianco stellare e cielo notturno. Rispetto agli altri iPhone della stessa generazione c’è oltre un mese di distanza — iPhone 18 Pro e Pro Max sono nei negozi dal 18 settembre — quindi chi ha bisogno di un telefono adesso il Duo non può materialmente prenderlo.
iPhone Duo è in vendita dal 23 ottobre, ma chi lo ordina adesso non lo riceve a breve. Nel giorno dell’uscita l’Apple Store online italiano indicava «spedizione 22/01» per tutte e otto le configurazioni, cioè i quattro tagli di memoria nei due colori, con consegna standard gratuita entro 2-6 giorni lavorativi dalla spedizione: nessun modello è più in ritardo degli altri, si arriva a fine gennaio 2027 qualunque versione si scelga. Anche il ritiro in negozio non era prenotabile: negli Apple Store di Milano, Roma e Napoli che abbiamo controllato in mattinata, per ogni configurazione compariva l’avviso «Torna a trovarci il 24/10 per sapere quando sarà disponibile». Apple non ha pubblicato comunicati sulle scorte. Lo stesso slittamento si era visto negli Stati Uniti subito dopo l’apertura dei preordini: secondo MacRumors e Mobile World Live, poche ore dopo lo store americano indicava spedizioni a fine gennaio 2027 per tutti i colori e tutti i tagli, e Bloomberg ha riferito che si sono esaurite quasi subito anche le scorte dei negozi destinate ai preordini. La frase attribuita ad Apple su una domanda «straordinaria», ripresa da alcune testate italiane, non compare nei canali ufficiali dell’azienda.
Se il Duo lo vuoi comunque, conviene muoversi così. Prima di pagare guarda la data che il carrello mostra per il tuo indirizzo: è l’unico dato che vale per il tuo ordine, e può cambiare da un giorno all’altro. Ricontrolla anche l’opzione di ritiro all’Apple Store, che Apple prevede per il Duo: nel giorno dell’uscita non era prenotabile nei negozi che abbiamo verificato, ma la disponibilità per il ritiro cambia da negozio a negozio e di giorno in giorno. Vale poi la pena controllare rivenditori autorizzati e operatori telefonici, che hanno forniture proprie e possono avere tempi diversi dallo store online. Da evitare, invece, chi rivende un preordine confermato o promette consegne immediate a prezzi lontani dal listino di 2.369 euro: è lo schema tipico delle truffe di lancio. Chi ha bisogno di un telefono adesso può valutare iPhone 18 Pro, in vendita dal 18 settembre.
Sulle rate va aggiunta una precisazione che vale parecchi soldi. Le rate della tabella sono quelle che Apple mostra nella pagina di acquisto con il finanziamento a tasso zero tramite Findomestic, 24 mesi con TAN fisso 0%. Fino a settembre c’era un problema di calendario: l’esempio rappresentativo indicava la promozione valida dal 27 maggio al 30 settembre 2026, cioè prima che il Duo fosse acquistabile, e lo avevamo segnalato qui. Con il cambio di mese Apple ha pubblicato una nuova finestra, dal 1° ottobre 2026 al 12 gennaio 2027, che copre sia i preordini del 16 ottobre sia l’uscita del 23. Fuori dalla promozione si applicano le condizioni della linea di credito Smart Line, che Apple indica come massime in TAN fisso 14,88% e TAEG 15,93%, precisando che in base all’importo Findomestic può proporre tassi inferiori in fase di richiesta. Al momento dell’ordine conviene comunque controllare quale tasso compare accanto alla rata. Su un importo del genere la differenza non è marginale: abbiamo fatto i conti scenario per scenario nell’articolo su quanto costa davvero un iPhone comprato a rate.
La scheda tecnica, voce per voce
Il display interno è un Super Retina XDR pieghevole da 7,6 pollici, che Apple dichiara più ampio del 50 per cento rispetto a quello di iPhone 18 Pro Max. Quello esterno, utilizzabile a telefono chiuso, misura 5,4 pollici e offre una superficie di visualizzazione pari a oltre il 90 per cento di quella di un iPhone 18 Pro: chiuso, insomma, si usa come un telefono normale. Entrambi arrivano a 3.000 nit di picco con ProMotion fino a 120 Hz.
Lo schermo interno è realizzato in dieci strati ultrasottili e porta una nanotexture che riduce i riflessi, la stessa idea vista sui display Apple di fascia alta. La videocamera FaceTime è posizionata dietro il display e resta invisibile finché non serve, così la superficie di visione è continua. Sul fronte materiali, la copertura della cerniera e il profilo sono in titanio di grado 5 — riciclato all’85 per cento, secondo il report ambientale di Apple — la parte frontale e quella posteriore sono in Ceramic Shield quando il dispositivo è chiuso, e la certificazione contro acqua e polvere è IP68.
Dentro c’è il chip A20 Pro con GPU a 7 core, lo stesso montato su iPhone 18 Pro, affiancato dal modem C2. L’autonomia dichiarata è di 31 ore di riproduzione video sul display interno e 44 ore su quello esterno, grazie a un sistema a doppia batteria pensato proprio per il formato pieghevole. Vale la pena notare la differenza tra i due numeri: usato aperto, come un piccolo tablet, il Duo dura meno di un iPhone 18 Pro Max, che dichiara 43 ore.
iOS 27 è stato riadattato per il formato: Split View per due app affiancate, la modalità a laptop appoggiando il telefono su un tavolo, quella a tenda per usarlo come sveglia o cornice digitale con StandBy. Apple ha dichiarato anche la compatibilità con Apple Pencil (USB-C), ma non al lancio: è indicata come in arrivo entro la fine dell’anno.
Le tre cose che sul Duo non ci sono
Su un prodotto da 2.369 euro le assenze contano quanto le presenze, e qui ce ne sono tre che nelle presentazioni non finiscono mai in prima pagina.
La prima è il teleobiettivo. Il Duo monta due fotocamere posteriori da 48MP, principale e ultra-grandangolo, e basta. iPhone 18 Pro, che costa 880 euro in meno, ne ha tre e arriva a uno zoom di qualità ottica fino a 8x, oltre ad avere l’apertura variabile sulla principale. Chi fotografa a distanza, sul modello più caro della gamma, zooma peggio. Anche la fotocamera frontale è diversa: Center Stage da 12MP sul Duo contro 18MP sul Pro.
La seconda è Face ID. Sul Duo si sblocca con Touch ID integrato nel tasto laterale, e la spiegazione di Apple ha una sua coerenza — funziona allo stesso modo con il telefono aperto e chiuso, senza duplicare il sistema di riconoscimento del volto su due schermi. Nella pratica quotidiana significa però tornare all’impronta per Apple Pay e per tutte le app bancarie che oggi si aprono guardandole.
La terza è il carrellino della SIM: il Duo accetta solo eSIM, perché lo spazio fisico è servito per il sistema a doppia batteria. Gli operatori italiani la supportano tutti da anni, ma cambia una cosa concreta: se il telefono smette di funzionare, la linea non si sposta in trenta secondi su un vecchio apparecchio di scorta. La procedura, con i costi di attivazione e migrazione operatore per operatore, è nella guida al passaggio dalla SIM fisica alla eSIM.
La piega centrale e la cerniera
Era il punto su cui si erano concentrate quasi tutte le anticipazioni, perché è il difetto storico dei pieghevoli. Apple sostiene che il display interno risulti “meravigliosamente piatto e liscio” da aperto e attribuisce il merito alla nanotexture, che limitando riflessi e bagliori rende la superficie uniforme alla vista. È una formulazione che parla di percezione ottica, non di assenza fisica della piega, e la differenza non è da poco.
Sul piano meccanico i materiali dichiarati sono quelli giusti — titanio di grado 5 sulla struttura, rivestimento antigraffio sul pannello interno — ma resta il punto che vale per qualunque prodotto di prima generazione con una parte in movimento: l’affidabilità di una cerniera si misura dopo migliaia di aperture, cioè dopo mesi di uso reale, non il giorno della presentazione. Chi ha seguito i primi pieghevoli Android ricorda quante revisioni sono servite prima che il problema fosse considerato risolto.
Cosa avevano sbagliato le anticipazioni
Il confronto tra quello che si diceva e quello che è uscito è istruttivo, perché aiuta a calibrare quanto fidarsi delle ricostruzioni di filiera la prossima volta. Il nome dato per quasi certo era iPhone Ultra, e invece è iPhone Duo. Le misure degli schermi circolavano come 7,8 e 5,5 pollici: sono 7,6 e 5,4. Si parlava di quattro fotocamere, ne sono arrivate due. Il prezzo veniva stimato intorno ai 2.000 dollari e poi “fino a 2.500”: negli Stati Uniti è partito da 1.999 dollari, in Italia da 2.369 euro, dove la differenza si spiega con IVA al 22 per cento e contributi di legge inclusi nel listino.
Ci avevano preso, invece, sulla data di presentazione e sul formato a libro. La lezione pratica è semplice: sul quando e sul tipo di prodotto le fonti di filiera sono affidabili, perché vedono la produzione; su nome commerciale, prezzi finali e configurazione delle fotocamere, molto meno.
Il confronto con i pieghevoli Samsung
Apple arriva su questo terreno con anni di ritardo rispetto a Samsung, che con la linea Galaxy Z Fold è alla sua ottava generazione — ne abbiamo parlato quando è stato presentato il Galaxy Z Fold8. Il vantaggio del ritardo è che Apple ha potuto osservare per anni quali compromessi il pubblico accettava e quali no, e la configurazione scelta lo riflette: schermo esterno grande e utilizzabile davvero, materiali di pregio, autonomia dichiarata alta.
Il compromesso che Apple ha scelto di accettare, rispetto ai concorrenti maturi, è quello fotografico: due sensori invece del corredo completo. È una decisione difendibile in termini di spazio interno, ma va saputa prima di spendere.
Conviene comprarlo o aspettare la seconda generazione
Il Duo ha senso per chi passa ore sul telefono a leggere, lavorare su documenti, guardare video o tenere due app affiancate, e soprattutto per chi oggi si porta dietro sia un telefono sia un tablet piccolo. In quel caso il formato non è un vezzo: sostituisce un secondo dispositivo, e il conto va fatto contro il prezzo di un iPad, non contro quello di un telefono.
Per tutti gli altri, e in particolare per chi fotografa, iPhone 18 Pro resta il prodotto più equilibrato e costa quasi novecento euro in meno: il confronto completo, voce per voce, è nell’articolo su cosa cambia davvero tra iPhone Duo e iPhone 18 Pro. Se invece il dubbio è più generale su cosa sia uscito quest’anno e cosa no, il quadro completo della gamma è nel pezzo su iPhone 18, i Pro e il modello base rinviato al 2027.
Un’ultima nota pratica, che su un oggetto con una parte meccanica in movimento pesa più del solito: vale la pena rifare i conti sulla copertura per danni accidentali prima dell’acquisto, non dopo, e capire cosa copre la garanzia legale e cosa no. Ne parliamo nella guida su quando AppleCare+ conviene davvero.
Domande frequenti
Come si chiama l’iPhone pieghevole?
iPhone Duo. Il nome iPhone Ultra, dato per certo da molte anticipazioni fino a pochi giorni prima della presentazione, non è mai stato usato da Apple.
Quanto costa l’iPhone Duo in Italia?
Si parte da 2.369 euro per il taglio da 256 GB, poi 2.619 euro per il 512 GB, 3.119 euro per l’1 TB e 3.869 euro per il 2 TB. È il telefono più caro mai messo a listino da Apple in Italia.
Quando esce l’iPhone Duo?
È uscito il 23 ottobre 2026, dopo i preordini aperti alle 14 del 16 ottobre, con oltre un mese di ritardo rispetto a iPhone 18 Pro e Pro Max. Chi lo ordina adesso, però, non lo riceve subito: nel giorno dell’uscita l’Apple Store online italiano indicava la spedizione al 22 gennaio 2027 per tutti i tagli e i colori, con consegna entro 2-6 giorni lavorativi dalla spedizione, e il ritiro in negozio non era prenotabile. La data valida per il tuo ordine è quella che l’Apple Store mostra nel carrello prima del pagamento.
L’iPhone Duo ha Face ID?
No, usa Touch ID integrato nel tasto laterale. Apple ha scelto questa strada per avere lo stesso sistema di sblocco a telefono aperto e chiuso.
Si vede la piega sullo schermo?
Apple dichiara un display “piatto e liscio” da aperto e attribuisce il risultato alla nanotexture che riduce riflessi e bagliori. È una dichiarazione sulla percezione visiva più che sull’assenza fisica della piega: su questo, come sulla tenuta della cerniera nel tempo, la verifica seria arriva dall’uso prolungato.
Posso usare una SIM fisica sull’iPhone Duo?
No, il Duo supporta solo eSIM. La migrazione va organizzata prima e ha un costo che varia da pochi centesimi a una quindicina di euro a seconda dell’operatore.
Fonte: pagina prodotto ufficiale iPhone Duo e listino dell’Apple Store italiano.

