I rincari telefonia 2026 sono ormai una realtà per la maggior parte degli abbonati italiani: diversi operatori hanno aumentato le tariffe fisse e mobili, con incrementi che, nelle comunicazioni ufficiali riportate più sotto, vanno da 0,50 a 4 euro al mese, cioè all’incirca da 6 a 48 euro l’anno per singola offerta. Quello che in pochi sanno è che questi aumenti, se comunicati con le modalità previste dalla legge, aprono automaticamente un diritto di recesso gratuito: puoi lasciare l’operatore senza pagare penali, entro una finestra di tempo precisa.
In base all’art. 98-septies decies del Codice delle comunicazioni elettroniche (l’ex art. 70) e alle regole AGCOM, l’operatore deve avvisarti almeno 30 giorni prima di un aumento tariffario o di una modifica unilaterale del contratto. Da quel momento hai 60 giorni per recedere gratuitamente o passare a un altro operatore in portabilità, senza costi di disattivazione. Se hai un contratto indicizzato e l’adeguamento supera il 5% del canone mensile, puoi anche chiedere di passare a un’offerta equivalente senza il meccanismo di indicizzazione, restando con lo stesso operatore.
Alle rimodulazioni di settembre e ottobre se ne aggiungono tre sulla rete fissa che partono a novembre: TIM, un nuovo giro di Fastweb e Vodafone. Abbiamo aggiornato la tabella con quelle pubblicate dagli operatori nelle pagine ufficiali dedicate alle modifiche contrattuali, tolto la riga WindTre con il termine già scaduto ad agosto e aggiunto più sotto il calendario delle scadenze per recedere gratis.
| Operatore | Cosa aumenta | Da quando | Recesso gratuito entro |
|---|---|---|---|
| TIM fisso | alcune offerte di linea fissa, +2,99 euro al mese IVA inclusa; le promozioni in corso restano invariate | 1° novembre 2026 | 30 novembre 2026 |
| Fastweb fisso | alcune offerte fisse, da 0,98 a 3,52 euro al mese a seconda dell’offerta; gli sconti già riconosciuti restano | novembre 2026 | 1° gennaio 2027 |
| Vodafone fisso | alcune offerte di rete fissa, da 0,95 a 3,99 euro al mese a seconda dell’offerta | 30 novembre 2026 | 18 dicembre 2026 |
| WindTre fisso | alcune offerte fisse, da 2 a 3 euro al mese | 1° novembre 2026 | 31 ottobre 2026 |
| Fastweb mobile | alcune offerte mobili, da 1 a 2 euro al mese | ottobre 2026 | 1° dicembre 2026 |
| Fastweb fisso | alcune offerte fisse, da 3 a 4 euro al mese | settembre 2026 | 1° novembre 2026 |
| TIM, TIMVISION su linea fissa | alcune offerte TIMVISION, da 0,50 a 4 euro al mese (TIMVISION Intrattenimento con TIM WiFi Casa sale di 1 euro, a 13 euro) | 1° ottobre 2026 | 31 ottobre 2026 |
| TIM, TIMVISION su mobile | alcune offerte TIMVISION, da 0,50 a 4 euro al mese | primo addebito dopo il 26 settembre 2026 | 25 ottobre 2026 |
TIM fisso, cosa sapere. La comunicazione TIM riguarda «alcune offerte di linea fissa»: i clienti interessati sono stati avvisati con un messaggio nella fattura di linea fissa arrivata a settembre; le condizioni applicate oggi si controllano nella sezione «Dettaglio dei Costi» della bolletta, in MyTIM o al 187. Chi non accetta può recedere o passare a un altro operatore senza penali né costi di disattivazione entro il 30 novembre 2026: chiamando il 187, da MyTIM, in un negozio TIM, per posta a TIM – Servizio Clienti – Casella Postale 111 – 00054 Fiumicino (Roma) o via PEC a disattivazioni_clientiprivati@pec.telecomitalia.it. Per posta e PEC servono la copia del documento del titolare e l’oggetto «Modifica delle condizioni contrattuali»; TIM chiede la stessa comunicazione anche a chi passa a un altro operatore. Se la tua offerta ha un vincolo di permanenza, i costi di uscita anticipata non vengono addebitati; un modem a rate comprato con l’offerta si può restituire entro 30 giorni dal recesso senza pagare le rate residue. C’è poi un caso particolare, i clienti con «upgrade tecnologico»: in alternativa al recesso, entro il 30 ottobre 2026 possono chiamare il 187 e, se la linea è coperta, passare a un collegamento FTTH o FWA senza costi aggiuntivi, tenendo il numero e pagando 1 euro al mese in meno rispetto al canone attuale. Se stai valutando questa strada, qui spieghiamo la differenza tra FTTC e FTTH.
Fastweb fisso di novembre, cosa sapere. L’aumento cambia a seconda dell’offerta: nell’elenco pubblicato da Fastweb, per esempio, FASTWEB Base sale di 1,54 euro, FastwebCasa e Internet arrivano fino a 3,52 euro, Jet parte da 0,98. Chi non accetta può recedere o cambiare operatore senza penali entro il 1° gennaio 2027: con raccomandata A/R a Fastweb S.p.A., Casella Postale 126, 20092 Cinisello Balsamo (MI), via PEC a fwgestionedisattivazioni@pec.fastweb.it con copia del documento, in negozio, dal servizio clienti o da MyFastweb, indicando sempre la causale «Modifica delle condizioni contrattuali». Per tenere il numero si chiede la portabilità al nuovo operatore e si comunica per iscritto a Fastweb, con A/R o PEC, che il passaggio è dovuto alla modifica contrattuale. Per il rincaro mobile di ottobre le modalità sono quasi le stesse, ma senza raccomandata: si recede via PEC a fwgestionedisattivazioni@pec.fastweb.it con copia del documento, in negozio, dal servizio clienti o da MyFastweb, sempre con la causale «Modifica delle condizioni contrattuali», e per tenere il numero si chiede la portabilità al nuovo operatore comunicando a Fastweb che il passaggio dipende dalla modifica contrattuale (gli SMS sono partiti ad agosto sulle SIM interessate, la differenza si vede in MyFastweb alla voce «Gestisci Offerta»).
Vodafone fisso, cosa sapere. Dal 30 novembre 2026 il canone mensile di alcune offerte di rete fissa Vodafone sale di un importo compreso tra 0,95 e 3,99 euro al mese. Per sapere se la propria offerta è coinvolta fa fede la fattura: l’avviso arriva lì, con le comunicazioni partite a ottobre, e ogni cliente vi trova la data precisa entro cui recedere. Il termine indicato nella pagina ufficiale è il 18 dicembre 2026: si può recedere o passare ad altro operatore senza penali né costi di disattivazione da voda.it/disdettalineafissa, in un negozio Vodafone, con raccomandata A/R a Servizio Clienti Vodafone, Casella Postale 190, 10015 Ivrea (TO), via PEC a servizioclienti@vodafone.pec.it o chiamando il 190, indicando come causale, anche se cambi operatore, «Modifica delle condizioni contrattuali». Attenzione a un dettaglio: chi recede dopo il 30 novembre paga il periodo fino alla chiusura del contratto già al nuovo prezzo. Le rate residue di attivazione o dei dispositivi continuano come prima, oppure si possono saldare in un’unica soluzione chiedendolo nella richiesta di recesso.
WindTre fisso, cosa sapere. I clienti interessati hanno ricevuto la comunicazione nel conto telefonico di agosto. Il termine per recedere o passare ad altro operatore senza penali è il 31 ottobre 2026, con causale «Modifica delle condizioni contrattuali»: al 159, nei negozi WINDTRE, con il modulo sul sito, via PEC a servizioclienti159@pec.windtre.it o per raccomandata a Wind Tre S.p.A., Servizio Disdette, CD Milano Recapito Baggio, Casella Postale 159, 20152 Milano. Chi vuole tenere il numero deve chiedere il passaggio al nuovo operatore entro la stessa data.
Cosa fare entro quando
| Entro il | Chi | Cosa puoi fare |
|---|---|---|
| 25 ottobre 2026 | TIMVISION su mobile | recedere gratis dall’offerta TIMVISION |
| 30 ottobre 2026 | TIM fisso, clienti con «upgrade tecnologico» | chiamare il 187 per passare a FTTH o FWA senza costi, con 1 euro al mese in meno |
| 31 ottobre 2026 | WindTre fisso | recedere o cambiare operatore senza penali, chiedendo anche la portabilità entro questa data |
| 31 ottobre 2026 | TIMVISION su linea fissa | recedere gratis dall’offerta TIMVISION (solo chi ha TIMVISION Intrattenimento con TIM WiFi Casa può recedere anche dall’intero contratto di rete fissa) |
| 1° novembre 2026 | Fastweb fisso, rincaro di settembre | recedere o cambiare operatore senza penali |
| 30 novembre 2026 | TIM fisso, +2,99 euro | recedere o cambiare operatore senza penali né costi di disattivazione |
| 1° dicembre 2026 | Fastweb mobile | recedere o cambiare operatore senza penali |
| 18 dicembre 2026 | Vodafone fisso, da 0,95 a 3,99 euro | recedere o cambiare operatore senza penali né costi di disattivazione (fa fede la data indicata nella tua fattura) |
| 1° gennaio 2027 | Fastweb fisso, rincaro di novembre | recedere o cambiare operatore senza penali |
Il consiglio pratico è non aspettare l’ultimo giorno: una portabilità chiesta all’ultimo può slittare, e la data che conta è quella in cui l’operatore riceve la tua comunicazione. Se cambi gestore, confronta prima le offerte fibra aggiornate. Fonti: TIM, linea fissa dal 1° novembre, TIM, clienti con upgrade tecnologico, Fastweb Informa e elenco offerte Fastweb fisso di novembre (PDF), TIM, TIMVISION su fisso, TIM, TIMVISION su mobile, WINDTRE Informa, Vodafone, rete fissa dal 30 novembre. Valgono le regole descritte qui sotto: la comunicazione di modifica unilaterale apre il diritto di recesso gratuito, senza penali né costi di disattivazione.
Indice
- Perché le tariffe telefoniche aumentano nel 2026
- Il diritto di recesso gratuito: come funziona
- Le tempistiche esatte: 30 e 60 giorni
- Contratti indicizzati: la soglia del 5%
- Come esercitare il recesso in pratica
- Domande frequenti
Perché le tariffe telefoniche aumentano nel 2026
Gli aumenti applicati nel corso del 2026 dai principali operatori italiani, sia su rete fissa che mobile, vengono motivati dagli stessi operatori così: TIM parla di sostenibilità degli investimenti legati alla crescita del traffico dati e, per TIMVISION, di mutate condizioni di mercato; Fastweb e Vodafone della necessità di garantire la qualità della rete; WindTre di un riposizionamento dell’offerta. Nelle comunicazioni ufficiali citate sopra gli incrementi vanno da 0,50 a 4 euro al mese, cioè all’incirca da 6 a 48 euro l’anno per singola offerta, a seconda dell’operatore e del piano tariffario sottoscritto.
Non tutti gli aumenti sono uguali dal punto di vista dei tuoi diritti: c’è una differenza sostanziale tra un rincaro “una tantum” deciso unilateralmente dall’operatore e un aumento previsto da una clausola di indicizzazione già presente nel contratto che hai firmato. Nel primo caso il diritto di recesso gratuito è pieno; nel secondo, come vedremo, dipende dall’entità dell’aumento.
Il diritto di recesso gratuito: come funziona
L’articolo 98-septies decies del Codice delle comunicazioni elettroniche, cioè il vecchio articolo 70 rinumerato dalla riforma del 2021 (decreto legislativo 207/2021), impone agli operatori di telefonia e internet un limite preciso quando vogliono modificare unilateralmente le condizioni contrattuali, aumento del prezzo compreso: devono darne comunicazione con un preavviso minimo di 30 giorni, tramite SMS, email o in bolletta, e informare esplicitamente il cliente del diritto di recedere senza penali se non accetta la modifica.
La parte spesso trascurata è che questo diritto vale a prescindere dal fatto che tu sia ancora vincolato da una promozione o da un periodo minimo contrattuale: normalmente disdire in anticipo comporterebbe penali, ma quando la disdetta è motivata da un aumento tariffario comunicato dall’operatore, la legge esclude qualunque costo di disattivazione o penale, e lo stesso vale se decidi di migrare a un altro operatore mantenendo il tuo numero (portabilità).
Le tempistiche esatte: 30 e 60 giorni
Per orientarti tra le due finestre temporali, conviene tenerle ben distinte: i 30 giorni sono il preavviso minimo che l’operatore deve garantirti prima che l’aumento entri effettivamente in vigore sulla tua bolletta. I 60 giorni, invece, sono il periodo di cui disponi tu come cliente, a partire dal momento in cui ricevi la comunicazione, per decidere se recedere gratuitamente o restare con il nuovo prezzo. Superata questa finestra senza aver comunicato nulla, il nuovo prezzo si considera tacitamente accettato e il recesso torna a seguire le regole ordinarie del tuo contratto (con eventuali penali se sei ancora vincolato).
Un esempio concreto: se ricevi l’SMS di comunicazione aumento il 1° settembre, hai fino a circa fine ottobre per notificare la disdetta gratuita o avviare la portabilità verso un altro gestore, anche se l’aumento sulla bolletta comparirà già a inizio ottobre (rispettando i 30 giorni di preavviso minimo).
Contratti indicizzati: la soglia del 5%
Negli ultimi anni sono diventati più comuni i contratti con clausola di indicizzazione esplicita, cioè che prevedono fin dalla firma un adeguamento periodico del canone all’inflazione o a un altro indice. In questo caso l’aumento non è propriamente “unilaterale” nel senso classico, perché era già previsto contrattualmente, ma la tutela per il cliente resta: se l’adeguamento supera il 5% del canone mensile, hai comunque diritto a chiedere all’operatore di passare a un’offerta con caratteristiche equivalenti ma senza il meccanismo di indicizzazione, restando cliente dello stesso gestore. È un diritto diverso dal recesso puro, ma altrettanto utile se vuoi restare con lo stesso operatore senza subire aumenti automatici futuri.
Come esercitare il recesso in pratica
Il modo più semplice per esercitare il recesso gratuito è, nella maggior parte dei casi, chiamare il servizio clienti citando esplicitamente “recesso per giusta causa a seguito di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, ai sensi dell’art. 98-septies decies del Codice delle comunicazioni elettroniche”: questa formula richiama direttamente la norma che esclude le penali. In alternativa, se vuoi cambiare gestore mantenendo il numero, basta attivare la nuova SIM o il nuovo contratto presso il gestore di destinazione indicando la portabilità: sarà quest’ultimo a gestire la chiusura del vecchio contratto, spesso con condizioni di recesso ancora più semplici da far valere proprio perché motivate da un aumento tariffario.
Conviene sempre conservare una copia della comunicazione di aumento ricevuta (SMS, email o screenshot della bolletta) come prova della data e del motivo del recesso, nel caso venisse addebitata per errore una penale.
Domande frequenti
Il diritto di recesso gratuito vale anche per i contratti business/partita IVA?
Le tutele più forti dell’art. 98-septies decies sono pensate soprattutto per i consumatori privati; per le utenze business le condizioni possono variare in base al contratto sottoscritto, quindi conviene verificare le clausole specifiche o rivolgersi direttamente all’operatore.
Cosa succede se non faccio nulla entro i 60 giorni?
Il nuovo prezzo si considera accettato tacitamente e il contratto prosegue con la tariffa aggiornata; da quel momento un eventuale recesso torna a seguire le regole ordinarie previste dal tuo piano, comprese eventuali penali residue.
Posso recedere gratuitamente anche se l’aumento riguarda solo una promozione scaduta, non un rincaro vero e proprio?
No: la fine di una promozione temporanea con ritorno al prezzo di listino originario, se era chiaramente indicata fin dall’attivazione, non è considerata una modifica unilaterale e non attiva automaticamente questo diritto di recesso gratuito.
Devo pagare qualcosa per la portabilità del numero verso un altro operatore?
La portabilità del numero in sé è gratuita per legge; eventuali costi possono riguardare solo la nuova SIM o l’attivazione presso il gestore di destinazione, non il trasferimento del numero.
Se stai valutando un cambio operatore, dai un’occhiata anche al nostro confronto delle migliori offerte di telefonia mobile per orientarti tra TIM, Vodafone, WindTre e Iliad prima di scegliere dove migrare. Per i dettagli ufficiali sul diritto di recesso puoi consultare la pagina dedicata di AGCOM.

