Calcolatore IVA trimestrale 2026: inserisci i tuoi ricavi imponibili e l’aliquota applicata, e ottieni in pochi secondi l’IVA da versare per il trimestre. Se hai IVA a credito da detrarre, il calcolatore la scala automaticamente e aggiunge la maggiorazione dell’1% dovuta da chi è trimestrale per opzione (non dai trimestrali “speciali”, che sono esclusi). Scegli il trimestre e ti indica anche il codice tributo e la scadenza dell’F24. Utile per artigiani, commercianti, liberi professionisti e chiunque abbia una partita IVA con liquidazione trimestrale.
I contribuenti IVA trimestrali versano l’imposta entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre; chi ha scelto la trimestrale per opzione aggiunge una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, i trimestrali speciali (autotrasportatori, distributori di carburante e gli altri dell’art. 74, comma 4) no. Le scadenze sono 18 maggio 2026 (1° trimestre, il 16 era sabato), 20 agosto 2026 (2° trimestre, proroga di Ferragosto) e 16 novembre 2026 (3° trimestre). Il 4° trimestre si versa a saldo con la dichiarazione annuale entro il 16 marzo 2027, oppure entro il 16 febbraio 2027 per i trimestrali speciali. Il calcolatore qui sotto gestisce tutte le aliquote ordinarie italiane (4%, 5%, 10%, 22%) e applica la maggiorazione solo quando è dovuta.
Indice
- Calcolatore IVA trimestrale
- Come funziona la liquidazione IVA trimestrale
- Le aliquote IVA in Italia nel 2026
- Scadenze versamento IVA 2026
- La maggiorazione dell’1%: quando si paga
- IVA a credito: come si detrae
- Domande frequenti
Calcolatore IVA trimestrale 2026
🧮 Calcola l’IVA da versare
Come funziona la liquidazione IVA trimestrale
Chi ha la partita IVA può liquidare l’imposta sul valore aggiunto in due modi: ogni mese o ogni trimestre. I contribuenti con volume d’affari fino a 500.000 euro per le prestazioni di servizi (o 800.000 euro per le altre attività) possono optare per la liquidazione trimestrale, che semplifica gli adempimenti concentrando i versamenti in quattro appuntamenti l’anno invece di dodici.
Il meccanismo è lo stesso in entrambi i casi. Si calcola l’IVA incassata sulle vendite (IVA a debito), si sottrae l’IVA pagata sugli acquisti (IVA a credito), e si versa la differenza all’Erario. La peculiarità di chi sceglie la trimestrale per opzione è la maggiorazione dell’1% — un interesse forfettario che compensa il ritardo nel versamento rispetto ai mensili, dovuto su qualunque importo. Se però l’IVA di uno dei primi tre trimestri non supera i 100 euro, interessi compresi, non si versa subito: si somma a quella del trimestre successivo e va pagata comunque entro il 16 novembre.
Esiste poi una seconda famiglia di trimestrali, quelli “speciali” previsti dall’art. 74, comma 4, del DPR 633/1972: esercenti impianti di distribuzione di carburante, autotrasportatori di cose per conto terzi iscritti all’albo e le altre categorie autorizzate con decreto ministeriale (ad esempio alcuni enti che erogano servizi al pubblico con addebito periodico). Loro liquidano a trimestre qualunque sia il volume d’affari e non pagano la maggiorazione dell’1%.
Se l’IVA a credito supera quella a debito, il trimestre si chiude in credito e non si versa nulla. Il credito si riporta al trimestre successivo oppure, se supera determinate soglie, può essere chiesto a rimborso o usato in compensazione con altri tributi tramite F24.
Le aliquote IVA in Italia nel 2026
L’Italia applica quattro aliquote IVA, rimaste invariate nel 2026 rispetto all’anno precedente. L’aliquota ordinaria al 22% si applica alla maggior parte dei beni e servizi — è la percentuale che vedi quasi sempre sulle fatture di servizi professionali, elettronica, abbigliamento e beni non alimentari. L’aliquota ridotta al 10% copre i prodotti alimentari non di prima necessità, le prestazioni alberghiere, alcune opere di ristrutturazione edilizia e diversi servizi turistici.
L’aliquota super-ridotta al 5% si applica a servizi di assistenza domiciliare, cooperative sociali e alcune forniture di gas. L’aliquota minima al 4% riguarda i beni di prima necessità — pane, pasta, latte, libri di testo, prodotti per la prima infanzia — e alcune apparecchiature mediche. Se la tua attività fattura con più aliquote nello stesso trimestre, dovrai fare una liquidazione separata per ciascuna e sommare i risultati.
Scadenze versamento IVA 2026
Le scadenze per i contribuenti trimestrali nel 2026 seguono un calendario fisso, con qualche slittamento per i weekend e le festività. Il primo trimestre (gennaio-marzo) si versava entro il 16 maggio, che quest’anno cadeva di sabato: la scadenza è slittata al 18 maggio 2026. Il secondo trimestre (aprile-giugno) andava versato entro il 20 agosto 2026, perché i versamenti in scadenza dal 1° al 20 agosto si possono fare entro il 20 senza maggiorazioni. Il terzo trimestre (luglio-settembre) scade il 16 novembre 2026, un lunedì.
Il quarto trimestre (ottobre-dicembre) segue regole diverse. Chi è trimestrale per opzione non fa un versamento a parte: l’IVA dell’ultimo trimestre confluisce nel saldo della dichiarazione annuale, da versare entro il 16 marzo 2027 con la maggiorazione dell’1%, al netto dell’acconto pagato a dicembre (per calcolarlo c’è la nostra guida all’acconto IVA di dicembre e ai metodi di calcolo). I trimestrali speciali dell’art. 74, invece, versano il quarto trimestre entro il 16 febbraio 2027, senza maggiorazione.
I codici tributo da usare nel modello F24 sono il 6031 per il primo trimestre, il 6032 per il secondo e il 6033 per il terzo. Per il quarto trimestre i trimestrali speciali usano il 6034, mentre chi è trimestrale per opzione versa il saldo annuale con il 6099. L’acconto di dicembre ha un codice suo, il 6035. L’anno di riferimento da inserire è sempre l’anno del trimestre che si sta liquidando, non l’anno del versamento.
La maggiorazione dell’1%: quando si paga
La maggiorazione dell’1% è obbligatoria per chi ha scelto la liquidazione trimestrale per opzione (art. 7 del DPR 542/1999) — non è una sanzione, ma un interesse compensativo previsto dalla legge. Si calcola sull’importo dell’IVA da versare (al netto del credito) e si aggiunge al totale da pagare con F24. Il calcolatore qui sopra la include già nel risultato finale, quindi non devi fare nulla di aggiuntivo. L’1% si paga anche sul saldo di marzo, cioè sull’IVA del quarto trimestre che si versa con la dichiarazione annuale.
Non devono pagarla, invece, i trimestrali “speciali” dell’art. 74, comma 4, del DPR 633/1972 (distributori di carburante, autotrasportatori iscritti all’albo e le altre categorie autorizzate per decreto): per loro gli interessi non si applicano, come ricorda anche lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate. Lo stesso vale per le associazioni sportive dilettantistiche e gli enti che applicano il regime della legge 398/1991, che versano a trimestre senza l’1%. Se rientri in uno di questi casi, nel calcolatore scegli “trimestrale speciale”.
IVA a credito: come si detrae
L’IVA a credito è quella che hai pagato sui tuoi acquisti di beni e servizi usati nell’attività. Se compri un computer, paghi un fornitore o acquisti materiali di consumo, l’IVA che hai versato si “accumula” come credito e puoi detrarlo dall’IVA che devi ai tuoi clienti. Il saldo finale — IVA a debito meno IVA a credito — è l’importo che devi effettivamente versare.
Se il credito supera il debito, hai un’eccedenza di credito IVA. Puoi riportarla al trimestre successivo, usarla in compensazione con altri tributi nel modello F24 (se supera i 5.000 euro annui, serve il visto di conformità del commercialista), oppure chiederne il rimborso — ma il rimborso diretto è un percorso più lungo e soggetto a requisiti specifici. Per la maggior parte dei professionisti con attività regolare, il riporto al trimestre successivo è la strada più semplice.
Per approfondire la gestione fiscale della partita IVA, leggi la nostra guida completa su come aprire la partita IVA nel 2026. Se stai valutando il regime forfettario come alternativa, il calcolatore del regime forfettario ti permette di confrontare i due scenari.
Domande frequenti
Chi può optare per la liquidazione IVA trimestrale?
I contribuenti con volume d’affari non superiore a 500.000 euro (prestazioni di servizi) o 800.000 euro (altre attività) nell’anno precedente. L’opzione si esercita nella dichiarazione IVA annuale.
Se dimentico di versare l’IVA entro la scadenza, cosa succede?
Puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando l’imposta dovuta più una sanzione ridotta (per i versamenti scaduti dal 1° settembre 2024, dallo 0,083% al giorno nei primi 14 giorni, poi percentuali crescenti) e gli interessi legali. Prima paghi, meno costi. Leggi la nostra guida sul ravvedimento operoso 2026.
Abbiamo aggiornato la sanzione da ravvedimento nei primi giorni: lo 0,1% al giorno valeva prima della riforma del 2024, per le violazioni dal 1° settembre 2024 è lo 0,083%. Abbiamo poi corretto i codici tributo (6031, 6032 e 6033 per i primi tre trimestri; 6099 o 6034 per il quarto), la scadenza del secondo trimestre, che era il 20 agosto, e la maggiorazione dell’1%, che i trimestrali speciali non pagano. Il calcolatore ora indica anche codice e scadenza.
Il calcolatore include l’IVA di più aliquote insieme?
No, il calcolatore lavora su una sola aliquota alla volta. Se fatturi con più aliquote (es. 22% e 10%), calcola separatamente per ciascuna e somma i risultati.
Posso usare il credito IVA per pagare altri tributi?
Sì, con la compensazione nel modello F24. Se il credito supera 5.000 euro annui, serve il visto di conformità di un commercialista abilitato prima di usarlo in compensazione orizzontale.

