Per aprire una contestazione PayPal hai 180 giorni dal pagamento se il pacco non è mai arrivato, ma solo 30 giorni dalla consegna se l’oggetto è arrivato ed è diverso da quello descritto. È la regola che si perde più spesso: chi riceve un telefono sbagliato a marzo e aspetta l’estate è già fuori tempo. Qui trovi termini, passaggi, cosa viene rimborsato, i pagamenti esclusi e un calcolatore dell’ultimo giorno utile.
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Abbiamo letto la pagina ufficiale del programma Protezione acquisti PayPal (ultimo aggiornamento 28 maggio 2024) e le Condizioni d’uso PayPal aggiornate al 4 novembre 2026, sezioni “Programma Protezione acquisti PayPal”, “Risoluzione dei problemi” e “Reclami”.
La Protezione acquisti PayPal copre due casi: l’oggetto che non arriva, da contestare entro 180 giorni dal pagamento, e l’articolo notevolmente diverso dalla descrizione, da contestare entro 30 giorni dalla consegna (e comunque non oltre i 180 dal pagamento). Se il venditore non risolve, la contestazione va trasformata in reclamo entro 20 giorni dall’apertura, altrimenti PayPal la chiude da sola. Il rimborso comprende il prezzo e la spedizione iniziale, mentre le spese per rispedire indietro l’oggetto restano a tuo carico. I pagamenti “amici e familiari” non sono coperti.
Indice
- Cosa copre la Protezione acquisti
- Entro quanti giorni aprire la contestazione
- Calcolatore: l’ultimo giorno utile
- Come aprire la contestazione, passo per passo
- Cosa ti rimborsano: tre esempi
- I pagamenti che non sono protetti
- Contestazione PayPal o chargeback sulla carta
- Se PayPal ti dà torto
- Domande frequenti
Cosa copre la Protezione acquisti
La Protezione acquisti è il programma con cui PayPal rimborsa chi ha pagato e non ha ottenuto quello che aveva comprato. Secondo le condizioni del programma interviene in due casi: l’oggetto non ricevuto, cioè il pacco mai arrivato, e l’articolo notevolmente non conforme alla descrizione, cioè arrivato ma diverso da quello ordinato.
Quando la richiesta viene accolta, PayPal rimborsa l’intero prezzo dell’articolo e le spese di spedizione iniziali. Le spese per rimandare indietro l’oggetto, se ti viene chiesto di farlo, non sono comprese: lo dice la pagina ufficiale del programma in un riquadro marcato “importante”.
Cosa conta come “non conforme”? La pagina fa esempi concreti: l’articolo completamente diverso, l’usato venduto come nuovo, il falso spacciato per originale, l’oggetto a cui mancano parti o funzioni importanti non dichiarate, quello danneggiato in spedizione, l’ordine arrivato solo in parte e l’oggetto che non funziona, senza che il venditore lo avesse detto.
Non rientrano invece i casi in cui il difetto era scritto nella descrizione, l’articolo descritto bene che semplicemente non ti piace o delude le aspettative, e il classico oggetto “leggermente graffiato” venduto come usato. La Protezione acquisti non è un diritto di ripensamento: per quello c’è il recesso di 14 giorni verso il venditore, spiegato nella guida al diritto di recesso e alla garanzia sugli acquisti online.
Sull’oggetto non ricevuto c’è un dettaglio che fa perdere molte pratiche: se il venditore prova che la merce è stata consegnata al tuo indirizzo, PayPal può decidere a suo favore anche se tu dici di non averla ricevuta. Se il tracciamento dice “consegnato” e il pacco non c’è, chiedi subito la prova di consegna al corriere e, in caso di furto, sporgi denuncia: è uno dei documenti che PayPal può chiedere.
Entro quanti giorni aprire la contestazione
I termini sono nella tabella “Apertura di contestazioni: Tempi” della pagina ufficiale. Per l’oggetto non ricevuto: entro 180 giorni dalla data in cui hai inviato il pagamento. Per l’articolo non conforme: entro 30 giorni dalla consegna (o dall’evasione dell’ordine) oppure entro 180 giorni dal pagamento, quale scadenza arriva prima. In pratica vince quasi sempre la prima.
Gli addebiti che non hai autorizzato tu non passano dalla Protezione acquisti: seguono la sezione “Risoluzione dei problemi” delle Condizioni d’uso, che chiede di segnalarli il prima possibile ed esclude il rimborso oltre 13 mesi dal pagamento.
| Problema | Entro quando | Cosa rimborsa |
|---|---|---|
| Oggetto non ricevuto | 180 giorni dal pagamento | Prezzo e spedizione |
| Non conforme alla descrizione | 30 giorni dalla consegna (massimo 180 dal pagamento) | Prezzo e spedizione, reso a tuo carico |
| Pagamento non autorizzato | Subito; escluso oltre 13 mesi | Ripristino del conto |
Due esempi con calcolo nostro sui termini ufficiali. Paghi il 1° marzo e il pacco non arriva: puoi contestare fino al 28 agosto. Paghi il 1° marzo e il 10 marzo ricevi un telefono diverso: l’ultimo giorno è il 9 aprile, non agosto. E chi paga il 27 novembre 2026, in pieno Black Friday, ha tempo fino al 26 maggio 2027 per un pacco mai arrivato.
Calcolatore: l’ultimo giorno utile
Inserisci il tipo di problema e le date: il calcolatore applica i termini della pagina ufficiale e, se hai già aperto la contestazione, ti dice anche entro quando convertirla in reclamo.
Scadenza contestazione PayPal
Come aprire la contestazione, passo per passo
Prima di tutto va contattato il venditore: tra i requisiti c’è proprio l’aver tentato di risolvere con lui. Servono inoltre un conto PayPal in regola, il pagamento fatto dal proprio conto, risposte nei tempi alle richieste di documenti e nessun rimborso già ottenuto altrove, per esempio dal marketplace.
Se il venditore non risponde o non risolve, la procedura descritta da PayPal ha cinque passaggi.
1. Apri la contestazione nel Centro risoluzioni, entrando dal tuo conto e scegliendo la transazione. Da quel momento PayPal blocca sul conto del venditore il denaro di quel pagamento, finché la contestazione non viene risolta o chiusa. In questa fase tu e il venditore vi scrivete attraverso la piattaforma: spesso basta questo per ottenere un rimborso o una nuova spedizione.
2. Converti la contestazione in reclamo se non trovate un accordo, entro 20 giorni dall’apertura: altrimenti PayPal la chiude in automatico. Possono farlo anche il venditore o PayPal. Per l’oggetto non ricevuto PayPal può chiederti di aspettare almeno 7 giorni dall’apertura, il tempo lasciato a un pacco in ritardo. Il reclamo si può aprire anche per telefono, con un operatore.
3. Manda i documenti richiesti. PayPal può chiedere ricevute, valutazioni di terzi (una perizia su un falso, per esempio), denunce alle forze dell’ordine o altri documenti. Conviene preparare fin dall’inizio foto dell’oggetto e dell’imballo, schermate dell’annuncio e dei messaggi con il venditore.
4. Rispedisci l’articolo se te lo chiedono. Solo per i casi di non conformità, PayPal può chiederti di mandare l’oggetto al venditore, a PayPal o a un’altra parte indicata, a tue spese e con una prova di consegna. Usa quindi una spedizione tracciata e conserva la ricevuta.
5. Aspetta la decisione. PayPal decide a propria discrezione sulla base dei requisiti e delle informazioni raccolte. La pagina ufficiale non indica un tempo massimo per la decisione.
Il termine di 20 giorni per trasformare la contestazione in reclamo è quello che fa perdere più rimborsi, perché arriva mentre si sta ancora trattando con il venditore. Chi apre una contestazione il 5 maggio deve convertirla entro il 25 maggio, anche se il venditore continua a rispondere “sto verificando con il corriere”. Se a quella data non hai un rimborso o un codice di tracciamento che si muove davvero, conviene convertirla: il dialogo con il venditore può continuare anche dopo.
Cosa ti rimborsano: tre esempi
Esempi nostri sulle regole ufficiali, con importi di fantasia.
Il pacco che non arriva. Compri un paio di scarpe a 74,90 euro più 5,90 di spedizione. Il tracciamento è fermo da settimane e il venditore non risponde. Apri la contestazione, la converti in reclamo dopo i 7 giorni eventualmente richiesti e, se il venditore non dimostra la consegna, il rimborso è di 80,80 euro: prezzo più spedizione iniziale.
La giacca sbagliata. Ordini una giacca da 89 euro più 6,90 di spedizione e ricevi un modello diverso: il rimborso possibile è di 95,90 euro. Se PayPal ti chiede di rimandarla indietro e la spedizione tracciata costa 9 euro, quei 9 euro restano a te: su 104,90 euro spesi in tutto ne recuperi 95,90.
L’oggetto che non piace. Compri una lampada da 39 euro descritta correttamente, ma dal vivo il colore non ti convince. Qui la Protezione acquisti non si applica: l’articolo corrisponde alla descrizione. Resta la strada del recesso entro 14 giorni con il venditore, se si tratta di un negozio online professionale.
| Caso | Rimborso PayPal | Resta a te |
|---|---|---|
| Scarpe mai arrivate | 80,80 € | 0 € |
| Giacca diversa, reso 9 € | 95,90 € | 9 € di reso |
| Lampada che non piace | Non coperta | Recesso col venditore |
I pagamenti che non sono protetti
La pagina ufficiale elenca acquisti e transazioni esclusi. Il più importante per chi compra tra privati: i pagamenti personali, compresi quelli “amici e familiari”, non sono coperti. Il venditore che chiede “mandami i soldi come amico, così niente commissioni” ti sta chiedendo di rinunciare alla protezione. Lo schema è alla base di molte truffe PayPal su Subito, Vinted e Marketplace; i costi del pagamento per beni e servizi sono nella guida alle commissioni PayPal per privati.
Gli altri esclusi sono immobili; veicoli (tranne quelli leggeri per uso ricreativo come biciclette e hoverboard); acquisto di aziende e macchinari industriali; buoni regalo, carte prepagate e altri equivalenti del contante; oro, fisico o finanziario; prodotti finanziari e investimenti; NFT; scommesse e giochi a premi; donazioni, crowdfunding e crowdlending; pagamenti a enti statali; pagamenti con addebito automatico; pagamenti cumulativi; articoli destinati alla rivendita; tutto ciò che è vietato dalle regole PayPal e i pagamenti non inviati dal proprio conto.
Due esclusioni dipendono dal tipo di reclamo: gli articoli personalizzati non sono coperti come “non conformi”, e gli oggetti ritirati di persona, anche in negozio, non sono coperti come “non ricevuti”, salvo che tu abbia pagato con un codice QR PayPal per beni e servizi.
Anche gli addebiti automatici sono esclusi: per un abbonamento che non ricordi la strada è revocare l’autorizzazione, come spiega la guida ai pagamenti automatici PayPal.
Contestazione PayPal o chargeback sulla carta
Se hai pagato con una carta di debito o di credito collegata a PayPal, hai due strade: la contestazione su PayPal oppure la contestazione presso la banca o la società che ha emesso la carta, il cosiddetto chargeback (lo storno dell’addebito chiesto all’emittente). Le condizioni sono chiare: devi scegliere, non puoi usarle insieme. Se apri entrambe per la stessa transazione, PayPal chiude la sua; e se parti dalla banca, dopo non potrai più rivolgerti a PayPal per quell’acquisto.
L’ordine inverso invece funziona: se PayPal decide contro di te, puoi poi rivolgerti all’emittente della carta. E se PayPal non decide entro la scadenza per contestare con la carta e per questo recuperi meno di quanto avresti avuto dalla banca, la pagina ufficiale prevede che PayPal ti rimborsi la differenza.
La stessa pagina riconosce che il chargeback può avere una copertura più ampia, per esempio su un articolo che non soddisfa ma non rientra nei “non conformi” di PayPal. Le sue regole e i suoi termini però li fissa l’emittente: leggi il foglio informativo della tua carta (come funziona in generale lo trovi in questa guida).
Non confondere il chargeback per un acquisto andato male con un pagamento che non hai fatto tu: lì valgono le regole sui pagamenti non autorizzati, spiegate nella guida su carta clonata e rimborso dalla banca. Per un addebito non autorizzato verso un altro conto PayPal, le Condizioni d’uso prevedono il ripristino del conto entro la fine del giorno lavorativo successivo alla segnalazione, salvo le esclusioni elencate (come la negligenza grave nel custodire la password).
Se PayPal ti dà torto
Secondo le Condizioni d’uso la decisione iniziale di PayPal è definitiva, ma puoi fare ricorso se hai elementi nuovi e fondati non disponibili al momento della decisione, oppure se ritieni che ci sia stato un errore nel processo. Ripetere gli stessi argomenti serve a poco; una perizia, una dichiarazione del corriere o una denuncia arrivate dopo hanno più peso.
Se il problema è con PayPal stesso, puoi presentare un reclamo formale: per i servizi di pagamento le Condizioni d’uso indicano una risposta entro 15 giorni lavorativi, fino a 35 per motivi fuori dal controllo di PayPal. Poi restano la rete dei Centri europei dei consumatori (ECC-Net), un esposto alla Banca d’Italia e la CSSF, l’autorità finanziaria del Lussemburgo, dove PayPal ha sede come banca.
Restano sempre i diritti verso il venditore: le Condizioni d’uso precisano che la Protezione acquisti non sostituisce la garanzia legale di conformità, che vale comunque finisca la contestazione. Se il sito a cui hai pagato è sparito, rileggi i segnali di un sito truffa.
Chi ha comprato a rate con la carta virtuale PayPal, spiegata nella guida su come pagare a rate in un negozio che non offre le rate, controlli nelle condizioni del proprio piano cosa succede alle rate mentre la pratica è aperta.
Domande frequenti
Quanto tempo ho per aprire una contestazione PayPal?
Per un oggetto mai arrivato hai 180 giorni dalla data del pagamento. Per un articolo diverso dalla descrizione hai 30 giorni dalla consegna, e comunque non oltre i 180 giorni dal pagamento. Dopo l’apertura, hai 20 giorni per trasformarla in reclamo se non trovi un accordo con il venditore.
Il venditore non risponde: cosa succede?
Il silenzio del venditore non blocca nulla. Dopo aver tentato di contattarlo, apri la contestazione: il denaro della transazione resta bloccato sul suo conto. Se non risponde nemmeno lì, convertila in reclamo entro 20 giorni (per un oggetto non ricevuto PayPal può chiederti di aspettarne almeno 7) e sarà PayPal a decidere.
Ho pagato con “amici e familiari”: posso aprire una contestazione?
Puoi segnalare il problema, ma la Protezione acquisti non si applica: i pagamenti personali, compresi quelli “amici e familiari”, sono esclusi dal programma. Per questo per comprare da uno sconosciuto conviene sempre il pagamento per beni e servizi.
Meglio contestare su PayPal o chiedere il chargeback alla banca?
Non puoi fare entrambe le cose insieme. Se parti da PayPal e ti dà torto, puoi ancora rivolgerti all’emittente della carta; se parti dalla banca, PayPal è fuori gioco. Il chargeback può coprire più casi, ma ha regole e termini fissati dalla tua banca: controllali prima di scegliere.
Chi paga la spedizione del reso?
Tu. Se per un articolo non conforme PayPal ti chiede di rispedirlo, lo fai a tue spese e con prova di consegna. Il rimborso copre prezzo e spedizione iniziale, non il reso.
PayPal ha dato ragione al venditore: posso fare ricorso?
Sì, ma solo se hai elementi nuovi e fondati che prima non avevi, oppure se ritieni che ci sia stato un errore nel processo. In alternativa, se avevi pagato con una carta, puoi provare la contestazione con l’emittente.

