Capire cosa fare dopo la morte di un familiare è più semplice di quanto sembri: nei primi giorni serve solo la dichiarazione di morte al Comune, che di solito sbriga l’impresa funebre e che avvisa da sola l’INPS. Il resto si fa con calma: banca, pensione, voltura delle bollette, successione entro 12 mesi se serve e, l’anno dopo, detrazione del funerale.
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Fonti: schede dell’Agenzia delle Entrate sulla successione e guida 730/2025 “Altre detrazioni”, schede INPS su ratei agli eredi e certificati di decesso, Atlante del consumatore ARERA.
Il decesso arriva all’INPS direttamente dal Comune e dal medico: i familiari non devono mandare il certificato. Le somme di pensione maturate e non riscosse spettano agli eredi, prima al coniuge e poi ai figli, e si chiedono online all’INPS. La voltura dell’acqua per decesso è gratuita, quella della luce costa 23 euro nei servizi di tutela. La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi, salvo l’esonero per eredità sotto i 100.000 euro, senza immobili, lasciate a coniuge e figli.
Indice
- Le pratiche in ordine, con le scadenze
- I primi giorni: Comune e INPS
- La pensione del defunto: ratei e reversibilità
- Il conto in banca o alla Posta
- Luce, gas e acqua: voltura e bollette arretrate
- La dichiarazione di successione
- Le spese del funerale nel 730
- Se il defunto aveva debiti
- Domande frequenti
Le pratiche in ordine, con le scadenze
Ecco la mappa delle pratiche principali, in ordine di tempo.
| Cosa fare | Entro quando | Dove |
|---|---|---|
| Dichiarazione di morte | Subito | Comune (di solito l’impresa funebre) |
| Avvisare banca o Posta | Prime settimane | Filiale o ufficio postale |
| Ratei di pensione e reversibilità | Domanda online | INPS o patronato |
| Voltura luce, gas, acqua | Appena possibile | Venditore e gestore dell’acqua |
| Successione e volture catastali | 12 mesi dal decesso | Agenzia delle Entrate |
| Spese funebri | Dichiarazione dell’anno dopo | 730 o modello Redditi |
Le scadenze fissate dalla legge sono due: la dichiarazione di morte nei primi giorni e la successione entro un anno. Il resto è più elastico, ma conviene non rimandare: le bollette continuano ad arrivare e il conto resta bloccato.
I primi giorni: Comune e INPS
La morte va dichiarata all’ufficiale dello stato civile del Comune dove è avvenuta. Quasi sempre se ne occupa l’impresa funebre, insieme ai permessi di sepoltura. Conviene farsi dare qualche copia del certificato di morte: serve per banca, assicurazioni e gestori delle utenze.
Bisogna andare all’INPS a comunicare la morte? No. Come spiega la scheda INPS sulla trasmissione online dei certificati di decesso, la legge 289/2002 obbliga le anagrafi comunali a inviare la comunicazione per via telematica, “eliminando la necessità per i privati cittadini di consegnare il certificato di morte in formato cartaceo”. Dal 2015 anche il medico necroscopo deve trasmettere all’INPS il certificato entro 48 ore, e l’INPS sospende subito la pensione in attesa della conferma del Comune.
La pensione del defunto: ratei e reversibilità
Quando un pensionato muore, possono restare somme che gli spettavano e che non ha fatto in tempo a incassare. L’INPS le chiama ratei, o quote di pensione maturate e non riscosse. Secondo la scheda INPS sulla liquidazione di quote di pensione agli eredi, comprendono per esempio la quota di tredicesima maturata e “la quota parte dell’ultimo mese di pensione spettante”. Queste somme entrano nell’eredità e vengono pagate in quest’ordine:
- al coniuge superstite;
- se non c’è il coniuge, ai figli viventi al momento della morte;
- se non ci sono né coniuge né figli, agli altri eredi, per legge o per testamento.
La domanda si presenta online sul sito dell’INPS (servizio “Ratei e quote pensione agli eredi”), oppure al contact center (803 164 gratuito da rete fissa, 06 164164 da cellulare) o tramite un patronato, che la fa gratuitamente.
C’è un caso in cui la domanda non serve. Se a chiedere la pensione di reversibilità è il solo coniuge superstite, oppure un figlio minorenne, l’INPS paga d’ufficio a lui tutti i ratei non riscossi, senza dividerli tra gli eredi. Se però un altro erede presenta prima la sua domanda di ratei, il pagamento d’ufficio si blocca e le somme vengono divise tra chi le ha chieste. E se la reversibilità la chiedono più persone insieme, il pagamento d’ufficio non scatta.
Poi ci sono le rate pagate dopo la morte: capita che la pensione del mese successivo arrivi comunque sul conto. Quelle somme non spettano e la banca o Poste le stornano su richiesta dell’INPS. L’errore da non fare è prelevarle con il bancomat del defunto: l’INPS le recupera poi dagli eredi.
Un pensionato con 1.300 euro netti al mese muore a metà mese. È vedovo e ha due figli. Se arriva comunque la pensione del mese successivo, l’INPS la riprende tramite la banca. Le somme che gli spettavano e non aveva incassato, come la parte di tredicesima maturata, le chiedono i due figli con la domanda di ratei: senza coniuge toccano a loro, in parti uguali. L’importo esatto lo calcola l’INPS.
Il conto in banca o alla Posta
Quando la banca viene a sapere della morte del cliente, il conto intestato solo a lui viene bloccato: non si possono più fare prelievi né pagamenti. È la legge a imporlo. L’articolo 48 del testo unico sulle successioni (decreto legislativo 346/1990) vieta a chi detiene somme del defunto di consegnarle agli eredi senza la prova che la dichiarazione di successione sia stata presentata, oppure senza la dichiarazione scritta che non c’era l’obbligo di presentarla.
Per sbloccare il conto la banca chiede di solito il certificato di morte, una dichiarazione su chi sono gli eredi e la copia della successione o la dichiarazione di esonero. L’Agenzia delle Entrate ricorda che con la dichiarazione online si può chiedere una copia conforme, “utile, ad esempio, per svincolare conti correnti oppure titoli”.
Per il conto cointestato le regole dipendono dal tipo di firma e dalla banca: ne abbiamo parlato nella guida al conto cointestato.
Avvisate la banca presto, anche senza tutti i documenti: si fermano gli addebiti automatici inutili e si evita di spendere per errore la pensione accreditata dopo la morte.
Luce, gas e acqua: voltura e bollette arretrate
Se in casa continua a vivere qualcuno, per esempio il coniuge, o se gli eredi vogliono tenere le forniture attive, bisogna fare la voltura, cioè cambiare l’intestatario del contratto senza interrompere il servizio. Si chiede al venditore di luce e gas e al gestore dell’acqua, indicando i dati del defunto e il codice della fornitura (POD per la luce, PDR per il gas) che trovate in bolletta.
Quanto costa? Le regole dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) sono diverse per ogni servizio:
- acqua: per la pagina ARERA sui costi di voltura nel servizio idrico, in caso di morte dell’intestatario la voltura è gratuita per l’erede o per chi risiede nell’abitazione; il deposito cauzionale già versato passa al nuovo contratto, ma il gestore può chiedere il saldo dell’ultima bolletta precedente;
- luce: secondo la pagina ARERA sui costi di voltura per l’elettricità, chi è servito in maggior tutela o nelle tutele graduali paga al venditore un contributo di 23 euro, mentre al distributore non è dovuto nulla; nel mercato libero il costo dipende dal contratto;
- gas e mercato libero: vale il contratto, più eventuale bollo e deposito cauzionale.
Poi ci sono le bollette arretrate. In linea generale il venditore non può addebitare a chi subentra i debiti del vecchio intestatario. Ma l’ARERA, nella risposta sulla morosità del precedente intestatario, precisa l’eccezione che riguarda proprio questi casi: la regola non vale se chi fa la voltura “non è estraneo al debito”, per esempio perché è erede del defunto o conviveva con lui nell’abitazione. Il venditore può chiedere un’autocertificazione di estraneità al debito, che l’erede o il convivente non può firmare.
Una signora resta nella casa del marito, intestatario delle utenze. Fa la voltura dell’acqua, che per decesso è gratuita, e quella della luce, servita nelle tutele graduali: paga 23 euro di contributo al venditore. C’era una bolletta della luce non pagata da 180 euro: essendo erede e convivente, il venditore gliela può chiedere.
Se nessuno vivrà più nella casa, si può chiedere la disdetta. Ricordatevi anche di telefono, internet e abbonamenti digitali: per questi ultimi c’è la nostra guida sull’eredità digitale.
La dichiarazione di successione
La dichiarazione di successione serve a comunicare al fisco cosa lasciava il defunto e a chi va. Secondo la scheda dell’Agenzia delle Entrate su come presentarla, va inviata entro 12 mesi dall’apertura della successione, che di regola coincide con il giorno del decesso. Si presenta online dall’area riservata dell’Agenzia (con SPID o Carta d’identità elettronica) oppure tramite un CAF o un professionista. Se gli obbligati sono più d’uno, ne basta una sola. La stessa dichiarazione vale anche come domanda di voltura catastale degli immobili, che quindi passano agli eredi senza un’altra pratica.
Non sempre però è obbligatoria. La scheda dell’Agenzia su chi deve presentarla spiega che, in base all’articolo 28 del decreto legislativo 346/1990, non c’è obbligo se valgono tutte e tre queste condizioni insieme: l’eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori), vale non più di 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali su immobili, come l’usufrutto o una quota di casa. Anche in questo caso, però, gli eredi devono presentare a banche, Poste e intermediari una dichiarazione di esonero, che l’intermediario trasmette all’Agenzia entro quindici giorni.
Una madre vedova lascia ai due figli un conto da 60.000 euro e nessuna casa. Le tre condizioni ci sono: i figli consegnano in banca la dichiarazione di esonero e chiedono lo svincolo, senza successione. Se però la madre avesse avuto anche un quarto di un appartamento, la dichiarazione diventerebbe obbligatoria entro 12 mesi, anche con un valore totale sotto i 100.000 euro.
E le tasse? Per coniuge e figli l’imposta di successione si paga solo sulla parte che supera 1 milione di euro per ciascun erede, mentre con immobili si pagano le imposte ipotecaria e catastale. Per fare i conti c’è il nostro calcolatore dell’imposta di successione e la guida alla dichiarazione di successione spiega la compilazione. Se il familiare aveva lasciato un testamento, va prima pubblicato dal notaio: ne parliamo nella guida su come fare testamento.
La scheda dell’Agenzia delle Entrate aggiornata il 29 maggio 2026 riporta le regole dopo la riforma delle successioni (decreto legislativo 139/2024). Un dettaglio che sfugge spesso: le condizioni per l’esonero “possono venire a mancare per effetto di sopravvenienze ereditarie”, per esempio se dopo mesi salta fuori un buono postale o una quota di terreno. In quel caso la dichiarazione torna obbligatoria.
Le spese del funerale nel 730
Le spese funebri danno diritto a una detrazione del 19% nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui sono state pagate. La guida dell’Agenzia delle Entrate “Altre detrazioni e deduzioni” del modello 730/2025 fissa questi punti, sulla base dell’articolo 15, comma 1, lettera d), del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR):
La detrazione spetta “da chiunque sostenute”, senza bisogno di parentela con il defunto: può detrarre il funerale anche il nipote, il genero o l’amico che lo ha pagato. Il tetto di spesa è di 1.550 euro e vale per ciascun decesso, non per anno: se nello stesso anno muoiono due persone, i tetti sono due. Dal 2020 il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta, bancomat, PagoPA): i contanti fanno perdere la detrazione. Rientrano impresa funebre, trasporto, sepoltura, diritti cimiteriali, fiori fatturati a parte e annunci; non il loculo comprato in vita. Chi ha un reddito complessivo sopra 120.000 euro ha una detrazione ridotta, che si azzera a 240.000 euro.
Se a pagare sono più fratelli ma la fattura è intestata a uno solo, serve sul documento una dichiarazione di ripartizione firmata anche dall’intestatario. Il tetto di 1.550 euro resta uno per decesso.
| Caso | Spesa che conta | Sconto |
|---|---|---|
| Funerale da 4.200 €, paga un figlio | 1.550 € | 294,50 € |
| Stesso funerale, due fratelli a metà | 775 € a testa | 147,25 € a testa |
| Funerale da 1.200 € di uno zio, paga il nipote | 1.200 € | 228,00 € |
Calcoli nostri: pagamento tracciabile, reddito sotto i 120.000 euro e IRPEF sufficiente. Le altre spese al 19% sono riepilogate nella guida alle detrazioni fiscali nel 730.
Se il defunto aveva debiti
Con l’eredità arrivano anche i debiti, e chi la accetta in modo puro e semplice ne risponde anche con i propri soldi. Il Codice civile offre due alternative. La rinuncia all’eredità (articolo 519), davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale, toglie debiti e beni insieme. L’accettazione con beneficio d’inventario (articolo 484) tiene separati i patrimoni: i debiti si pagano solo fino al valore di ciò che si eredita.
Attenzione: alcuni comportamenti valgono come accettazione, per esempio usare i soldi del defunto per spese proprie o vendere i suoi beni, e chi possiede i beni ereditari ha termini più stretti per l’inventario. Se sospettate debiti importanti, sentite un notaio prima di toccare qualsiasi cosa.
Domande frequenti
Il conto del defunto viene bloccato? Posso prelevare?
Sì, il conto intestato solo al defunto viene bloccato appena la banca sa della morte. Per legge le somme si liberano solo con la successione o la dichiarazione di esonero.
La pensione del mese della morte va restituita?
Vanno restituite le rate accreditate per il periodo successivo alla morte: le recupera l’INPS tramite la banca o Poste. La quota che spettava al pensionato, compresa la parte dell’ultimo mese che gli era dovuta, entra invece tra i ratei che gli eredi possono chiedere.
Devo fare la successione se c’è solo il conto in banca?
Non sempre. Se l’eredità va a coniuge e figli (o altri parenti in linea retta), vale fino a 100.000 euro e non ci sono immobili, la dichiarazione non è obbligatoria. Basta consegnare a banca o Poste la dichiarazione di esonero. Se manca una sola condizione, la dichiarazione va presentata entro 12 mesi.
Chi paga le bollette arretrate del defunto?
Gli eredi, se accettano l’eredità, perché i debiti del defunto passano a loro. Secondo l’ARERA, il venditore non può addebitare gli arretrati a chi subentra se è estraneo al debito, ma l’erede o il convivente del defunto non lo sono.
La voltura della luce per decesso si paga?
Nei servizi di maggior tutela e nelle tutele graduali c’è un contributo di 23 euro da pagare al venditore; al distributore non si paga nulla. Nel mercato libero dipende dal contratto. La voltura dell’acqua per decesso, invece, è gratuita per l’erede o per chi vive nell’abitazione.
Posso detrarre il funerale di mio zio o di un amico?
Sì. La detrazione del 19% spetta a chiunque abbia pagato le spese funebri, senza bisogno di parentela, fino a 1.550 euro di spesa per ciascun decesso. Il pagamento deve essere tracciabile.
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