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Bonus condizionatore 2026: esiste davvero e quali detrazioni puoi usare

Bonus condizionatore 2026: la domanda che si fa quasi ogni estate. La risposta breve è che non esiste un bonus dedicato esclusivamente ai condizionatori, ma esistono diverse detrazioni fiscali che permettono di recuperare dal 36% al 50% della spesa, a seconda del tipo di intervento. Questa guida spiega quali agevolazioni si applicano, a chi spettano e come richiederle senza sbagliare.

📌 Articolo in breve
Nel 2026 non esiste un “bonus condizionatore” specifico, ma chi installa un condizionatore inverter ad alta efficienza può accedere a tre agevolazioni: l’Ecobonus al 36% per sostituzione di impianti di riscaldamento/raffrescamento con pompe di calore, il Bonus Ristrutturazione al 36% per interventi su immobili residenziali, e il Conto Termico 2.0 gestito dal GSE per famiglie a basso reddito. Le percentuali sono state ridotte rispetto agli anni precedenti con la legge di bilancio 2025.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. Cosa esiste davvero nel 2026
  2. Ecobonus 36%: per pompe di calore e climatizzatori efficienti
  3. Bonus Ristrutturazione 36%: per interventi su abitazioni
  4. Conto Termico 2.0: per redditi bassi
  5. Quali condizionatori danno diritto alle detrazioni
  6. Come richiedere le detrazioni
  7. Documenti necessari
  8. Domande frequenti

Cosa esiste davvero nel 2026

Ogni estate rimbalza sui social la notizia di un fantomatico “bonus condizionatore” da 1.000 o 2.000 euro. Non esiste. Non è mai esistito come misura autonoma. Quello che esiste sono detrazioni fiscali — cioè sconti sull’IRPEF — che si applicano a una serie di interventi edilizi e di efficientamento energetico, tra cui l’installazione di certi tipi di climatizzatori. La differenza è sostanziale: una detrazione ti restituisce una percentuale della spesa nell’arco di dieci anni sotto forma di minor tasse da pagare, non come un assegno immediato.

Con la legge di bilancio 2025 le percentuali di detrazione per la maggior parte degli interventi sono scese rispetto agli anni precedenti. L’Ecobonus, che era al 65% per alcune tipologie, è tornato al 36% per la prima casa e al 36% per le seconde case (era 36% prima del Superbonus, poi era salito, ora è tornato ai valori storici). Il Bonus Ristrutturazione è sceso al 36% per quasi tutti i casi (era 50% fino al 2024).

Ecobonus 36%: per pompe di calore e climatizzatori efficienti

L’Ecobonus si applica agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Per i condizionatori, riguarda in modo specifico la sostituzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento con pompe di calore ad alta efficienza. Il punto chiave è “sostituzione”: se stai installando un condizionatore ex novo in una stanza che non ne ha mai avuto uno, non rientri nell’Ecobonus. Se invece stai sostituendo un vecchio impianto (anche solo di riscaldamento) con una pompa di calore inverter, puoi accedere alla detrazione.

La detrazione è del 36% della spesa sostenuta, su un massimale di 30.000 euro per unità immobiliare (quindi fino a 10.800 euro di detrazione), da recuperare in 10 anni in quote annuali uguali. Per un condizionatore dual split da 5.000 euro installazione inclusa, la detrazione sarebbe di 1.800 euro recuperati in 10 anni, cioè 180 euro all’anno in meno di IRPEF. Non è l’eldorado, ma è meglio di niente.

Condizione fondamentale: il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante — un bonifico bancario con la causale specifica che riporta la norma di riferimento (art. 1 L. 296/2006), il codice fiscale del beneficiario e il codice fiscale o P.IVA dell’impresa che effettua i lavori. La banca trattiene una ritenuta d’acconto sull’importo, e senza il bonifico parlante la detrazione decade.

Bonus Ristrutturazione 36%: per interventi su abitazioni

Il Bonus Ristrutturazione (tecnicamente: detrazione IRPEF per interventi di recupero del patrimonio edilizio) è più flessibile dell’Ecobonus. Si applica a una gamma più ampia di interventi, inclusa l’installazione di impianti di climatizzazione anche senza che ci sia una sostituzione di un impianto precedente — purché l’intervento sia parte di una ristrutturazione più ampia o sia documentato come manutenzione straordinaria.

La percentuale nel 2026 è del 36% (era 50% fino al 2024 per la prima casa, poi ridotta). Il massimale di spesa è 48.000 euro per unità immobiliare, quindi una detrazione massima di 17.280 euro. Anche qui si recupera in 10 anni. Il pagamento deve avvenire con bonifico parlante specifico per le ristrutturazioni (con la causale che cita il D.P.R. 917/86, art. 16-bis).

A differenza dell’Ecobonus, il Bonus Ristrutturazione si applica solo agli immobili residenziali (abitazioni e relative pertinenze), non a negozi, uffici o capannoni. Non serve l’asseverazione energetica — basta la fattura e il bonifico corretto.

Conto Termico 2.0: per redditi bassi

Il Conto Termico 2.0 è un incentivo diverso dalle detrazioni IRPEF: non è uno sconto sulle tasse, ma un contributo in conto capitale erogato direttamente dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). È riservato alle famiglie con ISEE basso (sotto determinate soglie), ai piccoli Comuni e ad alcuni enti pubblici.

Per le abitazioni private, il Conto Termico copre la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore. Il contributo arriva direttamente sul conto corrente, di solito entro 60 giorni dall’accettazione della domanda, e copre una percentuale della spesa che varia in base al tipo di intervento e alla zona climatica. Non è cumulabile con l’Ecobonus sullo stesso intervento.

La domanda si presenta online sul portale del GSE dopo aver completato i lavori. Serve la documentazione tecnica dell’installazione, la fattura e il contratto con l’installatore. Il GSE verifica i documenti e, se tutto è in ordine, eroga il contributo. Il processo è gratuito e non richiede intermediari abilitati.

Quali condizionatori danno diritto alle detrazioni

Non tutti i condizionatori danno accesso alle detrazioni. Per l’Ecobonus, le pompe di calore devono avere prestazioni certificate secondo normative europee (COP e EER elevati) e devono essere installate da professionisti abilitati con rilascio di attestazione energetica. I condizionatori solo freddo — cioè che non riscaldano — non rientrano nell’Ecobonus perché non sostituiscono un impianto di riscaldamento.

Per il Bonus Ristrutturazione le regole sono più permissive: anche un condizionatore dual split (caldo e freddo) installato come parte di lavori di manutenzione straordinaria può rientrare, a patto che sia installato da un’impresa con P.IVA e che il pagamento avvenga con bonifico parlante. L’installazione “a nero” da parte di un privato non dà diritto a nulla.

In pratica, se stai valutando un acquisto, scegli un climatizzatore inverter di classe A++ o superiore, con funzione pompa di calore (quindi sia riscaldamento che raffrescamento). Questa tipologia massimizza le chance di rientrare in almeno una delle agevolazioni disponibili e ha anche consumi energetici molto più bassi rispetto ai vecchi modelli.

Come richiedere le detrazioni

Le detrazioni Ecobonus e Bonus Ristrutturazione non si “richiedono” in senso stretto — si usufruisce di esse nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Dopo aver sostenuto la spesa e pagato con bonifico parlante, conservi tutta la documentazione e la inserisci nel 730 dell’anno successivo. Il commercialista o il CAF ti guideranno nella compilazione dei quadri dedicati alle detrazioni edilizie.

Una cosa importante: dal 2024 non è più possibile cedere il credito o richiedere lo sconto in fattura per la maggior parte di questi interventi (eccezione per il Superbonus, che però non riguarda i condizionatori standard). Quindi la detrazione va necessariamente usata in dichiarazione dei redditi. Se non hai abbastanza IRPEF da detrarre in un anno, la parte non utilizzata si perde — non è rimborsabile.

Documenti necessari

Per poter usufruire delle detrazioni, conserva sempre: la fattura dell’impresa installatrice con descrizione dettagliata dei lavori e materiali, la ricevuta del bonifico parlante (con la causale corretta), la scheda tecnica del condizionatore installato (con classe energetica e caratteristiche tecniche), e per l’Ecobonus anche l’asseverazione del tecnico e la scheda informativa da inviare all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.

L’invio all’ENEA per l’Ecobonus è obbligatorio: si fa online sul sito enea.it nella sezione dedicata ai lavori di risparmio energetico. Se dimentichi di inviare la scheda ENEA nei tempi previsti, perdi il diritto all’Ecobonus. Per il Bonus Ristrutturazione l’invio all’ENEA non è sempre obbligatorio (dipende dal tipo di intervento), ma conserva comunque tutta la documentazione per almeno 10 anni.

Domande frequenti

Posso avere la detrazione per un condizionatore portatile?

No. I condizionatori portatili non rientrano in nessuna delle detrazioni disponibili perché non sono impianti fissi e non richiedono installazione professionale. Le detrazioni si applicano solo a impianti fissi installati da imprese con P.IVA.

Vale la pena chiedere le detrazioni per un condizionatore che costa 800 euro?

Dipende dalla tua situazione fiscale. Il 36% di 800 euro sono 288 euro, spalmati in 10 anni: 28,80 euro all’anno in meno di IRPEF. Se paghi già poche tasse o sei in regime forfettario, la detrazione potrebbe non avere impatto pratico. Per importi bassi, spesso non vale la complessità burocratica. Conviene di più su installazioni da 3.000 euro in su.

Posso usare il Bonus Ristrutturazione per il condizionatore se sono in affitto?

Sì, ma solo se sei titolare del contratto di affitto e con il consenso del proprietario. La detrazione spetta a chi sostiene la spesa, non necessariamente al proprietario dell’immobile. Devi però avere la fattura intestata a te e pagare con il tuo bonifico parlante.

Il condizionatore installato in un negozio ha diritto a detrazioni?

Non al Bonus Ristrutturazione (riservato agli immobili residenziali). Per gli immobili strumentali d’impresa, l’installazione di impianti di climatizzazione è comunque deducibile come costo d’esercizio — ma non come detrazione IRPEF. Rivolgiti a un commercialista per la corretta contabilizzazione.

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