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Truffa SEND: come riconoscere le false multe via SMS ed email

Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026

Un SMS o un’email che ti chiede di pagare subito una multa “a nome di SEND”, con un link e una scadenza di poche ore, è quasi certamente una truffa. SEND, il Servizio Notifiche Digitali gestito da PagoPA, ti scrive via SMS o email solo se sei stato tu a indicare quei recapiti sulla piattaforma, e anche in quel caso il messaggio serve solo ad avvisarti che c’è una notifica: per leggerla devi entrare su SEND con SPID o CIE, oppure aprirla dall’app IO. PagoPA lo scrive chiaro nella pagina sulla sicurezza: non ti invia mai richieste di pagamento dirette via email o SMS.

La verifica richiede due minuti. Non toccare il link, apri il browser, scrivi tu notifichedigitali.it, entra con SPID o CIE e guarda se c’è davvero una notifica a tuo nome. Se non c’è niente, il messaggio era falso. Se c’è, la paghi da lì o dall’app IO con l’avviso pagoPA allegato all’atto. Qui sotto trovi come arrivano le notifiche vere, come riconoscere quelle false e cosa fare se hai già inserito i dati della carta.

📌 Articolo in breve
Le false multe sono il tema di phishing più usato in Italia: nella settimana 17-23 ottobre 2026 il CERT-AgID ne ha contate 62 campagne, 53 con grafica e logo di SEND. Una notifica SEND vera arriva via PEC (domicilio digitale), sull’app IO con il messaggio “Hai una comunicazione a valore legale da SEND” o per raccomandata cartacea. Email e SMS sono solo avvisi di cortesia, e arrivano solo se li hai attivati tu. Le email ufficiali partono da noreply@mail.notifichedigitali.it. Per verificare: entra su notifichedigitali.it con SPID o CIE. Per segnalare: truffe@pagopa.it. Se hai dato la carta: chiama la banca e poi denuncia.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza legale. Per un caso specifico rivolgiti a un avvocato o alle autorità competenti.

Indice

  1. Quante sono le false multe a nome di SEND
  2. Come arriva davvero una notifica SEND
  3. Come riconoscere il messaggio falso
  4. Notifica vera e truffa a confronto
  5. Come verificare se hai davvero una multa
  6. Come si paga una multa vera notificata con SEND
  7. Hai cliccato o pagato: cosa fare adesso
  8. Dove segnalare il messaggio
  9. Domande frequenti

Quante sono le false multe a nome di SEND

Il CERT-AgID, la struttura dell’Agenzia per l’Italia Digitale che tiene il conto delle campagne malevole rivolte all’Italia, pubblica ogni venerdì un riepilogo. In quello della settimana 17-23 ottobre 2026 le multe sono il primo tema in assoluto: 62 campagne di phishing italiane, veicolate via email o SMS, che si fingono comunicazioni di sanzioni non saldate. In 53 casi usano grafiche e loghi di SEND, in 8 quelli di PagoPA, in uno quelli della Polizia di Stato. Fra i 34 marchi sfruttati nelle campagne di phishing della settimana, il CERT-AgID cita SEND per primo, prima di Ministero della Salute, Agenzia delle Entrate e Fineco.

Nella settimana precedente, 10-16 ottobre, le campagne a tema multe erano 55, con i marchi di SEND, PagoPA, Polizia di Stato e ACI. Il 16 ottobre il CERT-AgID ha descritto questo SMS:

Multa GRA Saldo ridotto 17,00 € scade oggi. evita sanzione 291€ e perdita punti. Procedi: hxxps://poliziadistato[.]info/it

Il link (qui reso non cliccabile) portava a un dominio che contiene la parola “poliziadistato” ma non è quello vero, che è poliziadistato.it. L’esca è costruita bene: una strada nota, un importo piccolo, la scadenza in giornata e la minaccia di 291 euro e punti persi. Lo scopo, scrive il CERT-AgID, è farti inserire dati personali e della carta su una pagina che imita un servizio istituzionale. Le varianti con il logo SEND seguono lo stesso copione.

Come arriva davvero una notifica SEND

SEND è la piattaforma con cui le amministrazioni mandano le comunicazioni a valore legale: multe, accertamenti dei tributi, esiti di pratiche, rimborsi. L’adesione è una scelta dell’ente, e alcuni continuano a spedire le raccomandate tradizionali.

Quando un ente ti manda una notifica, SEND segue un ordine preciso, spiegato nel suo Centro assistenza. Prima controlla se hai inserito dei recapiti di cortesia nella sezione “I tuoi recapiti” (email, numero di cellulare) o se hai attivato il servizio “SEND – Notifiche digitali” nell’app IO: se sì, ti manda lì un messaggio per avvisarti. Poi cerca una PEC intestata a te, prima fra quelle indicate su SEND, poi fra quelle fornite dall’ente, infine nei registri pubblici come INAD e INI-PEC. Se la trova, ti spedisce lì l’avviso di avvenuta ricezione. Se non riesce a raggiungerti in digitale, parte la raccomandata cartacea all’indirizzo che ha l’ente.

L’avviso di avvenuta ricezione, quello con valore legale, contiene quattro cose: l’ente che ti ha mandato la notifica, il codice IUN che identifica in modo univoco quella notifica, l’oggetto e le istruzioni per vedere i documenti. Gli atti veri e propri (il verbale, la foto dell’autovelox, il bollettino di pagamento) stanno sulla piattaforma, e li vedi solo dopo aver fatto l’accesso.

Su IO il primo messaggio si intitola “Hai una comunicazione a valore legale da SEND”; premendo Attiva ricevi un secondo messaggio con la notifica, che porta l’etichetta “notifica a valore legale” e la dicitura “Notifica inviata tramite SEND, la piattaforma disciplinata dall’art. 26 del D.L. 76/2020”.

Email e SMS, invece, sono solo avvisi di cortesia. Secondo il Centro assistenza, se ricevi un SMS o un’email da SEND significa che un ente ti ha inviato una notifica, e quello che devi fare è accedere a SEND con SPID o CIE, leggere i documenti e pagare eventuali spese lì. Le email ufficiali partono da un solo indirizzo, noreply@mail.notifichedigitali.it. C’è un dettaglio che conta: l’avviso di cortesia vero può contenere un link verso SEND, perché la piattaforma prevede l’accesso “dall’apposito link”. Proprio per questo PagoPA consiglia di non cliccare i link delle email che sembrano sospette e di controllare direttamente dal sito di SEND o dall’app IO. Il link ufficiale porta a una pagina di accesso con SPID o CIE. Non porta mai a un modulo che ti chiede targa, codice fiscale e numero della carta.

Come riconoscere il messaggio falso

La prima domanda da farti è semplice: hai mai inserito quel numero di telefono o quell’email su SEND? Se non hai mai fatto l’accesso alla piattaforma per indicare dei recapiti di cortesia, SEND non ha modo di scriverti via SMS. PagoPA lo dice così: se non li hai attivati e ricevi messaggi con richieste urgenti di pagamento, è probabile che si tratti di una truffa.

Se invece i recapiti li hai inseriti, guarda il contenuto. La pagina “Sicurezza online” di SEND elenca i segnali tipici del falso, e quasi tutti compaiono anche nell’SMS del GRA:

  • la richiesta di pagare dal messaggio: PagoPA non ti manda richieste di pagamento dirette via email o SMS, e gli avvisi di pagamento veri stanno allegati agli atti sulla piattaforma;
  • la fretta: “scade oggi”, “entro poche ore”, “per evitare aumenti della somma”;
  • la richiesta di dati: PagoPA non chiede mai via email o SMS dati anagrafici, password, numeri di carta o di conto;
  • il mittente o il dominio storpiato: lettere cambiate, estensioni diverse (.info, .click, .com al posto di .it), nomi che contengono la parola giusta ma non sono il sito giusto;
  • errori di scrittura grossolani, che nei messaggi ufficiali non ci sono.

Un ultimo indizio: il messaggio falso ti trova un debito che non conoscevi. Inserisci targa e codice fiscale in un modulo libero e compare una “violazione in attesa di pagamento”. Il percorso vero va al contrario: prima l’accesso con l’identità digitale, poi le notifiche. E su pagoPA sei tu a inserire il codice avviso e il codice fiscale dell’ente creditore dell’avviso che hai già in mano.

Notifica vera e truffa a confronto

Elemento Notifica SEND vera Messaggio truffa
Canale PEC, app IO, raccomandata; email e SMS solo se li hai indicati tu su SEND SMS o email a numeri e indirizzi mai registrati
Mittente email noreply@mail.notifichedigitali.it Indirizzi simili, con lettere o domini diversi
Dove porta Accesso a SEND con SPID o CIE, oppure messaggio nell’app IO Modulo che chiede targa, codice fiscale e carta senza login
Pagamento Avviso pagoPA o F24 allegato all’atto, pagabile da SEND, IO o canali pagoPA Pagamento diretto dal link del messaggio
Tono Avviso neutro che c’è una notifica per te “Scade oggi”, sanzioni maggiorate, perdita punti
Riferimenti Ente mittente, codice IUN, oggetto, verbale consultabile Numero di “pratica” inventato, ente generico

Come verificare se hai davvero una multa

Apri il browser e scrivi a mano notifichedigitali.it, poi premi “Accedi a SEND” in alto a destra, scegli se entrare come cittadino, professionista, ditta individuale o impresa, e fai l’accesso con SPID o CIE. Le notifiche a tuo nome compaiono nell’elenco, ciascuna con il suo codice IUN, l’ente mittente e lo stato. Se l’elenco è vuoto, il messaggio che hai ricevuto non corrisponde a nessuna notifica SEND.

In alternativa usi l’app IO, dove le notifiche arrivano come messaggi se hai attivato il servizio “SEND – Notifiche digitali”. Con un avviso cartaceo in mano puoi anche inquadrare con IO il codice QR stampato sopra.

Non tutte le multe passano da SEND: molti enti usano ancora la raccomandata tradizionale. Se il messaggio cita un Comune o una polizia locale, cerca tu il sito o il numero di quell’ente, come consiglia il CERT-AgID, senza usare il collegamento ricevuto.

Come si paga una multa vera notificata con SEND

Una notifica con un importo da pagare porta allegati uno o più avvisi pagoPA, un modello F24 o altre istruzioni dell’ente. Sul sito di SEND apri la notifica, selezioni l’avviso e premi Paga; ti viene chiesta un’email per la ricevuta, scegli il metodo (carta, app di pagamento, conto) e autorizzi l’operazione, per esempio dall’app della tua banca. Nell’app IO il pulsante si chiama Vai al pagamento e si trova in fondo al messaggio della notifica.

Se preferisci, scarichi l’avviso e lo paghi altrove: sul sito checkout.pagopa.it inserendo codice avviso e codice fiscale dell’ente creditore, dall’home banking (funzione pagoPA o CBILL), in banca, all’ufficio postale, in tabaccheria o nei supermercati convenzionati. L’F24 si paga con i canali tradizionali. Se gli avvisi sono più d’uno, controlla quali pagare: il Centro assistenza mette in guardia dal saldare sia la rata unica sia la prima rata.

Nella cifra finale c’è anche il costo della notifica. Secondo le FAQ di SEND, la notifica digitale costa 2 euro; se non la apri in tempo e parte la raccomandata, si aggiungono stampa e spedizione. Per evitarle, apri la notifica su IO o da SEND entro 5 giorni (120 ore) dalla ricezione: in quel caso risulta recapitata e la raccomandata non parte. Se hai una PEC valida, la carta non arriva comunque.

Le scadenze della multa partono dal perfezionamento della notifica, cioè dal momento in cui ha valore legale per te. Se la apri su IO o su SEND, si perfeziona in quel momento. Se non la apri, scatta da sola: 7 giorni dopo la consegna in PEC, 10 giorni dopo la ricezione della raccomandata, 20 giorni dopo l’avviso di giacenza se non la ritiri. Da quella data conti i termini dell’articolo 202 del Codice della strada: entro 5 giorni paghi il minimo ridotto del 30% (lo sconto non vale per le violazioni che prevedono la confisca del veicolo o la sospensione della patente), entro 60 giorni il minimo pieno. Da lì partono anche i termini per il ricorso.

Hai cliccato o pagato: cosa fare adesso

Se hai solo aperto il link e chiuso la pagina senza scrivere nulla, il CERT-AgID consiglia di non interagire oltre e di non scaricare eventuali file proposti. Se hai inserito il numero della carta, anche per “soli” 17 euro, il problema è un altro: chi ha quei dati può riusarli per spese molto più alte. PagoPA indica la sequenza: chiama subito la tua banca per bloccare la carta e le transazioni, usando il numero sul retro della carta o sul sito ufficiale, poi fai denuncia alle forze dell’ordine. Con la banca chiedi anche di disconoscere gli addebiti che non hai autorizzato: la copia della denuncia è il documento che di solito ti verrà chiesto.

Se sulla pagina falsa hai digitato credenziali SPID o password, cambiale entrando dai siti ufficiali. Conserva screenshot dell’SMS, mittente e indirizzo della pagina: servono alla banca e alla Polizia Postale.

Dove segnalare il messaggio

Le strade sono tre. PagoPA raccoglie le segnalazioni all’indirizzo truffe@pagopa.it: puoi inoltrare l’email sospetta oppure descrivere il tentativo, allegando per esempio lo screenshot dell’SMS o il numero che ti ha chiamato. Il CERT-AgID accetta i messaggi originali all’indirizzo malware@cert-agid.gov.it, meglio se con il testo completo e il link ricevuto. Infine la Polizia Postale, sul portale del Commissariato di PS online, dove puoi inviare una segnalazione anche se non hai perso niente.

Se hai subito un danno, la segnalazione non basta: serve una denuncia vera, da presentare a un ufficio della Polizia Postale, a un commissariato o ai Carabinieri, con estratti conto e screenshot.

Domande frequenti

SEND manda le multe via SMS?

No, via SMS arriva al massimo un avviso di cortesia, e solo se hai inserito il tuo numero nella sezione “I tuoi recapiti” di SEND. La multa vera, con verbale e avviso di pagamento, la leggi solo dopo l’accesso alla piattaforma con SPID o CIE o dall’app IO.

Cos’è il codice IUN?

È il codice identificativo univoco di ogni notifica SEND. Lo trovi nell’avviso di avvenuta ricezione che arriva via PEC o raccomandata, insieme all’ente mittente e all’oggetto, e nel dettaglio della notifica sulla piattaforma.

Ho ricevuto un SMS ma non ho mai usato SEND: devo preoccuparmi di una multa vera?

Il messaggio è con ogni probabilità falso, perché senza recapiti registrati SEND non ti scrive via SMS. Se però un ente ti ha davvero mandato una notifica, ti raggiunge comunque via PEC (se ne hai una nei registri pubblici) o per raccomandata. Per toglierti il dubbio, entra su notifichedigitali.it con SPID o CIE.

Se ignoro una notifica SEND vera cosa succede?

Gli effetti giuridici si producono lo stesso: la notifica si perfeziona per decorrenza dei termini anche se non la apri, e da quel momento corrono le scadenze per pagare e per fare ricorso.

Ho pagato una multa falsa: posso riavere i soldi?

Dipende dalla banca e da come è avvenuto il pagamento. Chiama subito la banca per bloccare la carta e disconoscere l’addebito, poi presenta denuncia e consegnane una copia: senza quella la richiesta di rimborso parte in salita.

Se ti interessano gli altri raggiri dello stesso periodo, abbiamo raccontato la truffa del finto bollo ACI e delle false multe pagoPA, spiegato cos’è lo smishing e come riconoscerlo e come difenderti dagli inviti spam nel calendario. Se invece la multa è vera e la ritieni ingiusta, parti dalla guida al ricorso contro una multa autovelox. Le informazioni di questo articolo vengono dalle fonti ufficiali: SEND, Per i cittadini, Come evitare le truffe online a nome di SEND, FAQ, Perfezionamento e il Centro assistenza; CERT-AgID, sintesi della settimana 17-23 ottobre 2026, sintesi della settimana 10-16 ottobre 2026 e avviso sullo smishing a tema multe del 16 ottobre 2026; Polizia di Stato, Commissariato di PS online.

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