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Gomme invernali 2026/2027: le date, dove l’obbligo vale davvero e quanto si rischia

Le gomme invernali tornano d’attualità ogni anno intorno a metà ottobre, quando comincia la finestra in cui si possono già montare, per diventare obbligatorie dal 15 novembre. Solo che quella parola, obbligatorie, va presa con le pinze: in Italia non esiste nessuna legge nazionale che imponga gli pneumatici invernali su tutte le strade. L’obbligo nasce dalle ordinanze dei singoli enti che gestiscono le strade, e vale esattamente dove quelle ordinanze arrivano — non un metro più in là.

📌 Articolo in breve
Dal 15 ottobre 2026 si possono montare le gomme invernali in anticipo, dal 15 novembre scatta l’obbligo sulle tratte coperte da ordinanza, fino al 15 aprile 2027. Chi viene fermato senza rischia da 42 a 344 euro a seconda di dove si trova, più il fermo del veicolo. In Italia bastano ancora le marcature M+S, ma in Germania e in Francia non è più così: chi valica il confine con quattro stagioni non certificate 3PMSF può trovarsi fuori legge.

Indice

  1. Le date della stagione 2026/2027
  2. Dove l’obbligo vale davvero
  3. M+S e 3PMSF: due sigle, due cose diverse
  4. La trappola per chi guida all’estero
  5. Il codice di velocità e la targhetta dimenticata
  6. Invernali, quattro stagioni o catene: i costi a confronto
  7. Quanto si rischia
  8. Domande frequenti

Le date della stagione 2026/2027

Il calendario è stabilito dalla direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2013, integrata dalla circolare n. 1049 del 17 gennaio 2014. Le ordinanze possono imporre l’obbligo dal 15 novembre al 15 aprile, e nel mese che precede e in quello che segue è consentito circolare con gli pneumatici invernali anche se non c’è nessun obbligo in vigore.

Periodo Cosa succede
Dal 15 ottobre 2026 Si possono montare gli invernali in anticipo, senza sanzioni, anche con codice di velocità inferiore
Dal 15 novembre 2026 Scatta l’obbligo sulle tratte coperte da ordinanza
Fino al 15 aprile 2027 L’obbligo resta in vigore
Fino al 15 maggio 2027 Si può ancora circolare con gli invernali montati, poi vanno tolti se hanno indice di velocità inferiore

Queste sono le finestre massime. I singoli enti possono restringerle o allargarle in base al clima locale: in alcune zone alpine l’obbligo parte prima e finisce dopo, in altre aree del Sud non viene emanata nessuna ordinanza. A inizio settembre, quando si comincia a cercare informazioni sulla stagione in arrivo, le ordinanze del nuovo anno di norma non sono ancora state pubblicate: ANAS, Regioni e concessionarie autostradali le diffondono di solito tra ottobre e i primi giorni di novembre. Chi trova online un elenco di tratte “aggiornato” già a settembre sta quasi sempre leggendo quello dell’anno prima: le tratte effettivamente interessate vanno verificate sul sito di ANAS o su quello della concessionaria autostradale di riferimento.

Dove l’obbligo vale davvero

Il riferimento normativo è l’articolo 6, comma 4, lettera e) del Codice della Strada per le strade fuori dai centri abitati, e l’articolo 7 per quelle urbane. In entrambi i casi la norma non impone nulla di per sé: dà all’ente proprietario della strada il potere di prescrivere, con un’ordinanza, l’obbligo di pneumatici invernali o di mezzi antisdrucciolevoli a bordo.

Gli enti in questione sono tanti e ognuno decide per sé. ANAS per le statali, le Regioni e le Province per la viabilità di competenza, i Comuni per le strade urbane, le società concessionarie per le autostrade. Il risultato è un mosaico: la stessa provincia può avere una statale con obbligo e una provinciale parallela senza, e capita che due tratte contigue della stessa autostrada abbiano regimi diversi.

Il criterio pratico per capire dove ci si trova è la segnaletica. Un’ordinanza produce sempre un cartello all’inizio del tratto interessato, e senza cartello non c’è obbligo da rispettare. Vale la pena tenerlo a mente perché smonta la convinzione più diffusa, cioè che dal 15 novembre serva per forza il treno invernale ovunque in Italia: chi vive e circola solo in pianura, in una zona dove nessuno ha emanato ordinanze, non è tenuto a niente. Discorso opposto per chi si sposta verso i valichi o le località sciistiche, dove l’obbligo è ormai la regola per tutta la stagione, indipendentemente dal fatto che ci sia neve quel giorno.

Un secondo equivoco riguarda le catene. L’ordinanza tipo impone “pneumatici invernali oppure catene da neve a bordo”: le due soluzioni sono alternative e legalmente equivalenti. Tenere un paio di catene nel bagagliaio è sufficiente a essere in regola, anche viaggiando con gomme estive. Sono ammesse anche le calze da neve omologate, che si montano molto più facilmente.

M+S e 3PMSF: due sigle, due cose diverse

Sul fianco di uno pneumatico invernale possono comparire due marcature, e la differenza tra le due è più sostanziale di quanto sembri.

M+S sta per Mud and Snow, fango e neve. È una sigla che il produttore si assegna da solo: non esiste nessun test da superare né alcuna certificazione di un ente terzo. Basta che il battistrada sia un po’ più profondo e più aperto di quello di una gomma estiva perché il costruttore possa stamparla. Tradotto: la marcatura M+S dice che quel pneumatico è stato pensato anche per l’inverno, non che sulla neve funzioni.

3PMSF è il simbolo con la montagna a tre picchi e il fiocco di neve, chiamato anche marchio alpino. Per ottenerlo lo pneumatico deve superare una prova di trazione su neve compatta, con prestazioni superiori di almeno il 25% rispetto a un pneumatico di riferimento. Tutti i 3PMSF riportano anche la sigla M+S, mentre il contrario non vale.

Per la legge italiana, oggi, la marcatura M+S è ancora sufficiente a soddisfare l’obbligo. Il che significa che si può essere perfettamente in regola con quattro stagioni che sulla neve non tengono granché. È un punto che i produttori conoscono bene, tanto che Michelin, nella sua guida alle marcature, raccomanda esplicitamente il 3PMSF invece del solo M+S per la guida invernale: una raccomandazione commerciale, certo, ma tecnicamente fondata.

La trappola per chi guida all’estero

Qui sta la parte che le guide italiane raccontano poco, e che riguarda chiunque salga verso i valichi alpini nel fine settimana o vada in vacanza sulla neve fuori confine. Diversi Paesi europei hanno smesso di accettare il solo M+S, e un automobilista in regola in Italia può diventare irregolare dopo pochi chilometri.

Paese Cosa accetta Note
Italia M+S oppure 3PMSF Battistrada minimo 1,6 mm, obbligo solo dove c’è ordinanza
Germania Solo 3PMSF, dal 2024 Obbligo legato alle condizioni: se c’è neve, ghiaccio o brina, ovunque
Francia 3PMSF standard dal 1° novembre 2024 M+S tollerati solo con catene a bordo
Austria M+S ammessi Ma con battistrada minimo 4 mm, dal 1° novembre al 15 aprile
Svezia 3PMSF o chiodati Dal 1° dicembre al 31 marzo

La riga austriaca merita attenzione perché il tranello non è la sigla ma il millimetraggio. In Italia il limite legale di usura è 1,6 mm e vale per qualsiasi pneumatico; l’Austria ne chiede 4 sugli invernali. Un treno arrivato a fine vita, che qui passerebbe qualsiasi controllo, oltre il Brennero fa scattare la multa. E vale la pena ricordare che a 1,6 mm una gomma invernale ha comunque perso gran parte della sua capacità di scaricare neve e acqua: il valore che i tecnici indicano come soglia di reale efficacia è proprio intorno ai 4 mm.

Il codice di velocità e la targhetta dimenticata

Sul libretto di circolazione è indicato l’indice di velocità degli pneumatici omologati per quel veicolo. Per gli invernali la normativa concede una deroga: si può montare un indice inferiore a quello di libretto, purché non si scenda sotto la lettera Q, che corrisponde a 160 km/h. È una possibilità che fa risparmiare, perché le gomme con indice più basso costano meno.

C’è però una condizione che quasi nessuno rispetta: quando si usa un indice inferiore a quello omologato, va esposta all’interno dell’abitacolo, ben visibile al guidatore, una targhetta che indica la velocità massima consentita da quelle gomme. Costa pochi euro e i gommisti la forniscono su richiesta, ma nella pratica finisce in un cassetto o non viene nemmeno consegnata. In caso di controllo l’assenza è contestabile, e in caso di sinistro può diventare un argomento nelle mani della compagnia assicurativa. Chi vuole capire come si muovono le compagnie su questi appigli trova un quadro più ampio nella nostra guida su multe e novità del Codice della Strada.

Invernali, quattro stagioni o catene: i costi a confronto

La scelta dipende quasi solo da quanti chilometri si fanno d’inverno e da dove. Mettere insieme i prezzi correnti aiuta a capire quale delle tre strade conviene davvero, tenendo presente che un treno di gomme invernali si consuma solo nei mesi in cui è montato e quindi dura in genere tre o quattro stagioni.

Soluzione Spesa indicativa Per chi ha senso
Treno di invernali di fascia media 240-400 € per quattro gomme, più 40-100 € di montaggio e 50-80 € di deposito estivo Chi vive in zona di montagna o affronta neve regolarmente
Quattro stagioni M+S Costo di un treno normale, zero cambi stagionali e zero deposito Chi sta in pianura e vede la neve due volte l’anno
Catene o calze da neve 30-80 € una tantum Chi passa su tratte con obbligo solo occasionalmente

Due considerazioni che spostano il conto più di quanto si creda. La prima è che il cambio stagionale costa molto meno se le invernali sono montate su un secondo set di cerchi: si passa da 80-100 euro per smontare e rimontare le gomme dai cerchioni a 40-50 euro per la semplice sostituzione delle ruote complete. Il secondo treno di cerchi si ammortizza in tre o quattro stagioni.

La seconda è che le quattro stagioni sono un compromesso reale, non una scorciatoia: rendono meno delle invernali sulla neve e meno delle estive sull’asfalto caldo. Per un pendolare urbano il compromesso conviene; per chi sale ai 1.500 metri ogni sabato è una scelta discutibile. Chi sta ragionando anche sui costi complessivi del proprio veicolo può confrontarli con quelli riportati nella guida su scadenze e costi della revisione auto.

Quanto si rischia

Le sanzioni cambiano a seconda del tipo di strada su cui avviene il controllo, perché cambiano gli articoli del Codice applicabili.

Dove Norma Importo
Fuori dai centri abitati (statali, provinciali, autostrade) Art. 6 comma 14 CdS da 87 a 344 €
Dentro i centri abitati Art. 7 comma 14 CdS da 42 a 173 €

Alla multa si aggiunge una conseguenza che pesa di più del denaro: gli agenti possono imporre il fermo del veicolo finché non viene messo in regola. Su un valico, di sabato mattina, con la famiglia in macchina e la coda dietro, significa restare fermi ad aspettare un carro attrezzi o qualcuno che porti le catene. Non è un’ipotesi teorica, è la ragione per cui conviene tenere un paio di catene nel bagagliaio anche montando gomme quattro stagioni: costano meno di una multa e risolvono il problema sul posto.

Domande frequenti

Da quando si possono montare le gomme invernali nel 2026?

Dal 15 ottobre 2026. È la finestra di tolleranza che precede l’obbligo: si può circolare con gli invernali senza aspettare il 15 novembre, anche se hanno un indice di velocità inferiore a quello di libretto.

Le gomme quattro stagioni bastano per l’obbligo italiano?

Sì, se riportano la marcatura M+S o il simbolo 3PMSF sul fianco. La legge italiana non distingue tra invernali pure e all season.

L’obbligo vale su tutte le strade italiane?

No. Vale solo dove l’ente proprietario ha emanato un’ordinanza, segnalata con un cartello all’inizio del tratto. Non esiste un obbligo generalizzato valido su tutto il territorio nazionale.

Posso tenere solo le catene invece di cambiare le gomme?

Sì. Le ordinanze prevedono in alternativa gli pneumatici invernali oppure mezzi antisdrucciolevoli a bordo, cioè catene o calze da neve omologate. Le due opzioni sono equivalenti.

Cosa rischio se vado in Germania con le M+S?

Di essere fuori legge. Dal 2024 la Germania accetta solo pneumatici con marcatura 3PMSF quando le condizioni sono invernali, e l’obbligo non è legato al calendario ma alla presenza di neve, ghiaccio o brina.

Fino a quando posso lasciarle montate in primavera?

Fino al 15 maggio 2027. Dopo quella data, se l’indice di velocità è inferiore a quello indicato sul libretto, vanno sostituite.

Quanto deve essere alto il battistrada?

Il minimo legale in Italia è 1,6 mm come per tutti gli pneumatici, ma sotto i 4 mm una gomma invernale perde buona parte della sua efficacia sulla neve. L’Austria, non a caso, i 4 mm li impone per legge.

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