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Detrazioni e deduzioni IRPEF 2026: differenza e come usarle per pagare meno tasse

Detrazioni e deduzioni IRPEF: due parole che tornano ogni anno a giugno con la dichiarazione dei redditi, e che molti contribuenti usano come sinonimi. Non lo sono — e la differenza tra le due vale soldi concreti in bolletta fiscale. Questa guida spiega la distinzione in modo chiaro, elenca le principali voci aggiornate al 2026 e mostra come usarle per pagare meno tasse legalmente.

📌 In breve
Le deduzioni si sottraggono dal reddito imponibile (riducono la base su cui si calcolano le tasse). Le detrazioni si sottraggono dall’IRPEF lorda già calcolata (riducono le tasse direttamente). Le deduzioni convengono di più a chi ha redditi alti (aliquota marginale alta); le detrazioni hanno lo stesso valore percentuale per tutti. Le principali voci 2026 includono spese mediche, interessi mutuo, bonus edilizi e contributi previdenziali.
🔄 Aggiornamento ottobre 2026: questo articolo riportava ancora il vecchio limite di deducibilità dei fondi pensione (5.164,57 euro, salito a 5.300 euro dal 2026), aliquote IRPEF non più in vigore (38% e 41%) e la seconda aliquota al 35%, che dal 2026 è del 33%. Le cifre e l’esempio di calcolo sono stati corretti. Al 26 ottobre abbiamo corretto anche le aliquote dei bonus edilizi, le addizionali, la scadenza del modello Redditi e aggiunto i limiti alle detrazioni per i redditi sopra i 75.000 euro.

Indice

  1. Differenza tra detrazione e deduzione: come funzionano
  2. Le principali deduzioni IRPEF 2026
  3. Le principali detrazioni IRPEF 2026
  4. Aliquote IRPEF 2026: le scaglioni aggiornati
  5. Come calcolare il risparmio fiscale
  6. Domande frequenti

Differenza tra detrazione e deduzione: come funzionano

La distinzione è fondamentale e conviene chiarirla subito con un esempio pratico.

Immagina un contribuente con 30.000 euro di reddito imponibile. Deve pagare l’IRPEF su quella cifra. Se ha una deduzione di 1.000 euro, il reddito imponibile scende a 29.000 euro: le tasse si calcolano su 29.000, non su 30.000. Il risparmio effettivo dipende dall’aliquota marginale del contribuente: se è al 27%, risparmia 270 euro (27% × 1.000).

Se invece ha una detrazione di 1.000 euro, l’imposta si calcola prima sui 30.000 euro interi, poi si sottrae direttamente 1.000 euro dall’IRPEF lorda risultante. Il risparmio è fisso: 1.000 euro (o la parte spettante secondo la percentuale di detrazione prevista dalla legge).

In sintesi: le deduzioni abbassano il reddito su cui si calcolano le tasse. Le detrazioni abbassano le tasse già calcolate. Le deduzioni sono più convenienti per chi ha redditi alti (e quindi aliquota marginale alta); le detrazioni hanno lo stesso valore percentuale per tutti, con l’eccezione dei redditi più alti, per i quali la legge fissa dei tetti (li trovi in fondo al paragrafo sulle detrazioni).

Le principali deduzioni IRPEF 2026

Contributi previdenziali obbligatori e volontari — I contributi versati all’INPS (pensionistici, malattia, ecc.) sono deducibili integralmente. Anche i contributi versati per collaboratori domestici (colf, badanti) sono deducibili fino a 1.549,37 euro.

Contributi per fondi pensione — I versamenti a fondi pensione complementari sono deducibili fino a 5.300 euro annui dal periodo d’imposta 2026 (prima il limite era 5.164,57 euro); nel tetto contano i contributi del lavoratore e del datore, non il TFR. Questa è una delle deduzioni più potenti: per chi è nello scaglione al 43%, versare 5.300 euro in un fondo pensione significa risparmiare 2.279 euro di IRPEF. Il calcolo per ogni reddito è nella guida sulla deducibilità del fondo pensione.

Assegno di mantenimento al coniuge separato — L’importo versato come assegno di mantenimento all’ex coniuge (non quello per i figli) è deducibile integralmente.

Erogazioni liberali a enti del Terzo settore (regime speciale) — Le donazioni a ODV, APS e ONLUS che aderiscono al regime agevolato sono deducibili fino al 10% del reddito complessivo.

Contributi per assistenza sanitaria integrativa — I contributi versati a fondi sanitari riconosciuti dal Ministero della Salute sono deducibili fino a 3.615,20 euro.

Le principali detrazioni IRPEF 2026

Spese mediche e sanitarie — Detrazione del 19% sulle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro. Rientrano visite specialistiche, esami diagnostici, farmaci con ricetta, occhiali e lenti a contatto, dispositivi medici marcati CE. Dal 2020 il pagamento con carta o bonifico è obbligatorio per la maggior parte delle spese: in contanti si possono pagare solo farmaci e dispositivi medici e le prestazioni delle strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Interessi passivi sul mutuo prima casa — Detrazione del 19% sugli interessi passivi pagati per il mutuo sull’abitazione principale, fino a un importo massimo di 4.000 euro (risparmio massimo: 760 euro).

Spese per l’istruzione — Detrazione del 19% su rette universitarie (limitate da tetti ministeriali), frequenza di scuole private parificate e corsi di formazione professionale.

Detrazione per carichi di famiglia — Dal 2022 le detrazioni per figli a carico under 21 sono state sostituite dall’Assegno Unico. Restano le detrazioni per coniuge a carico (800 euro massimo) e altri familiari a carico.

Bonus edilizi — Per le spese sostenute nel 2026 la legge di bilancio (legge 199 del 2025) ha confermato le aliquote del 2025. La detrazione per le ristrutturazioni è del 50% se i lavori riguardano l’abitazione principale di chi ne è proprietario o titolare di un diritto reale, del 36% negli altri casi, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare e con recupero in 10 anni. Le stesse due aliquote, 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, valgono anche per ecobonus e sismabonus: le vecchie percentuali del 65%, del 70% e dell’85% non si applicano più alle nuove spese. Per le spese del 2027 la legge prevede già un’ulteriore riduzione, al 36% e al 30%.

Spese veterinarie — Detrazione del 19% sulle spese per animali da compagnia fino a 550 euro (franchigia 129,11 euro).

Donazioni a partiti politici — Detrazione del 26% su importi tra 30 e 30.000 euro.

Limiti per i redditi alti — Sopra i 75.000 euro di reddito complessivo le detrazioni hanno un tetto. Dal 2025 l’articolo 16-ter del TUIR, introdotto dalla legge di bilancio 2025, limita l’ammontare complessivo di oneri e spese detraibili: si parte da un importo base di 14.000 euro per chi ha un reddito fino a 100.000 euro e di 8.000 euro oltre quella soglia, e lo si moltiplica per un coefficiente legato ai figli a carico, che va da 0,5 senza figli a 1 con tre o più figli o con un figlio disabile. Dal conteggio restano fuori le spese sanitarie, gli interessi dei mutui stipulati fino al 31 dicembre 2024 e le rate dei bonus edilizi per spese sostenute fino a quella data. Sopra i 120.000 euro, inoltre, gran parte delle detrazioni al 19% (comprese le spese veterinarie, ma non le spese sanitarie né gli interessi del mutuo) si riduce gradualmente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. La legge di bilancio 2026 ha aggiunto un ulteriore taglio di 440 euro, per chi supera i 200.000 euro, sulle detrazioni al 19% diverse dalle spese sanitarie, sulle donazioni ai partiti e sui premi delle polizze contro le calamità.

Aliquote IRPEF 2026: gli scaglioni aggiornati

Dal 2024 gli scaglioni IRPEF sono stati ridotti da 4 a 3. Nel 2026 la struttura è la seguente:

23% — sul reddito fino a 28.000 euro

33% — sul reddito da 28.001 a 50.000 euro (era il 35% fino al 2025)

43% — sul reddito oltre 50.000 euro

Oltre all’IRPEF si pagano le addizionali. Quella regionale parte da un’aliquota base dell’1,23% che ogni Regione può aumentare fino a 2,1 punti, quindi fino al 3,33%. Quella comunale la decide il singolo Comune, che può anche non applicarla, e di regola non supera lo 0,8%.

Come calcolare il risparmio fiscale

Per capire quanto risparmi concretamente con una deduzione o detrazione, ecco il metodo rapido.

Per una deduzione: moltiplica l’importo deducibile per la tua aliquota marginale. Se sei nello scaglione al 33% e hai 5.000 euro di contributi fondo pensione deducibili che ricadono tutti in quello scaglione, il risparmio è 5.000 × 33% = 1.650 euro.

Per una detrazione: moltiplica la spesa per la percentuale di detrazione prevista (di solito 19%). Se hai 2.000 euro di spese mediche sopra la franchigia, la detrazione è 2.000 × 19% = 380 euro. Questo importo si sottrae direttamente dall’IRPEF da pagare, senza dipendere dal tuo scaglione (salvo i tetti previsti sopra i 75.000 euro di reddito).

Attenzione: le detrazioni non possono eccedere l’IRPEF lorda. Se la tua IRPEF è 300 euro e hai detrazioni per 400 euro, il rimborso massimo è 300 euro — gli altri 100 euro vanno persi (a meno che non siano detrazioni rimborsabili, come alcune legate a bonus edilizi in forma di sconto in fattura o cessione del credito).

Domande frequenti

Cosa conviene di più tra detrazione e deduzione?

Dipende dal tuo reddito. Se sei nello scaglione al 43%, una deduzione di 1.000 euro vale 430 euro di risparmio; una detrazione del 19% su 1.000 euro vale 190 euro. Se sei nello scaglione al 23%, la deduzione vale solo 230 euro — quasi uguale alla detrazione al 19%. In sintesi: più alto è il reddito, più convengono le deduzioni.

Le spese mediche devono essere pagate con carta?

Sì, per la maggior parte delle spese mediche il pagamento deve essere tracciabile (carta, bonifico, app di pagamento). L’eccezione sono i farmaci acquistati in farmacia, che si possono pagare in contanti e sono comunque detraibili con lo scontrino parlante.

Posso detrarre le spese mediche dei familiari a carico?

Sì. Le spese mediche sostenute per familiari fiscalmente a carico (figli, coniuge, genitori) si detraggono nella dichiarazione del contribuente che le ha pagate, anche se la ricetta o la fattura è intestata al familiare.

Qual è la scadenza per la dichiarazione dei redditi 2026?

Il modello 730/2026 (per lavoratori dipendenti e pensionati) va presentato entro il 30 settembre 2026. Il modello Redditi PF (ex Unico) va trasmesso entro il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre cade di sabato.

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