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Pacchi Temu e Shein: 3 euro per articolo da luglio e 2 euro in più da dicembre 2026

Tassa pacchi Temu Shein luglio 2026 — dal 1° luglio 2026 chi compra su Temu, Shein o AliExpress paga di più, anche senza accorgersene subito. L’Unione Europea ha abolito la franchigia doganale sui piccoli pacchi e introdotto un dazio forfettario da 3 euro per ogni articolo (merci con la stessa classificazione doganale) contenuto nelle spedizioni extra-UE fino a 150 euro. Dal 1° dicembre 2026, dopo tre rinvii, si aggiunge il contributo italiano da 2 euro per spedizione: un ordine con un solo tipo di prodotto passerà da 3 a 5 euro di prelievi, e il conto sale se il pacco contiene prodotti di tipo diverso.

📌 Articolo in breve
Dal 1° luglio 2026 ogni pacco extra-UE fino a 150 euro, compresi quelli di Temu, Shein e AliExpress, paga il dazio UE da 3 euro per articolo: un pacco con abiti, calzature e accessori diversi lo paga più volte. Il contributo italiano da 2 euro per spedizione è stato invece rinviato per la terza volta e scatta dal 1° dicembre 2026 (art. 4 del DL 162/2026). Su un ordine misto da 17 euro con tre articoli diversi i prelievi sono 9 euro fino a settembre e 11 euro da ottobre.
✅ Aggiornamento del 21 settembre 2026 — terzo rinvio
Il contributo nazionale da 2 euro non parte nemmeno a ottobre: l’articolo 4 del decreto legge 162 del 17 settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno, ne ha differito la decorrenza al 1° dicembre 2026. È il terzo rinvio in nove mesi: il contributo doveva partire il 1° gennaio 2026, era stato spostato al 1° luglio dall’articolo 5 del decreto legge 38 del 2026, poi al 1° ottobre dall’articolo 15 del decreto legge 107 del 2026 (convertito dalla legge 152 del 7 agosto 2026) e ora slitta a dicembre. Lo stesso decreto valuta in 40,8 milioni di euro il gettito a cui lo Stato rinuncia per questi due mesi, un numero che dà la misura di quanti piccoli pacchi extra-UE entrano davvero in Italia. Da dicembre il contributo si applicherà alle importazioni definitive di spedizioni da Paesi terzi con valore dichiarato non superiore a 150 euro, riscosso dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli al momento dell’importazione. Il dazio forfettario europeo da 3 euro resta invece disciplinato dalle regole UE descritte più avanti: fino al 30 novembre, quindi, sui piccoli pacchi extra-UE grava un solo prelievo e non due. Date, esempi di calcolo e novità europee sono nella nostra guida al contributo da 2 euro sui pacchi extra UE.

Indice

  1. Il dazio europeo da 3 euro: perché arriva adesso
  2. L’extra italiano: i 2 euro aggiuntivi
  3. Come funziona il calcolo per categoria merceologica
  4. Quanto costerà davvero un ordine concreto
  5. Chi non è coinvolto
  6. Cosa faranno Temu, Shein e AliExpress
  7. Domande frequenti

Il dazio europeo da 3 euro: perché arriva adesso

Fino al 30 giugno 2026 i pacchi con valore fino a 150 euro entravano nell’UE senza dazi doganali. È la cosiddetta franchigia de minimis, nata decenni fa quando le spedizioni internazionali erano poca cosa. Poi è arrivato l’e-commerce cinese — Temu, Shein, AliExpress — e quella franchigia è diventata un vantaggio competitivo enorme rispetto ai negozi europei, che pagano IVA e dazi su tutto quello che vendono.

La risposta dell’UE è arrivata: dal 1° luglio 2026 è scattato un dazio forfettario transitorio di 3 euro per articolo nelle spedizioni extra-UE vendute a distanza di valore fino a 150 euro (incluso). “Transitorio” perché resta in vigore fino al 1° luglio 2028, quando entrerà in funzione il Data Hub doganale UE previsto dalla riforma. Per ora, 3 euro fissi — ma non sempre solo 3, come vedremo.

L’extra italiano: i 2 euro aggiuntivi

L’Italia non si è fermata al dazio europeo. Con la Legge di Bilancio 2026 il governo ha introdotto un contributo nazionale da 2 euro su ogni spedizione da Paesi extra-UE con valore dichiarato fino a 150 euro, in vigore dal 1° dicembre 2026 dopo tre rinvii. Non riguarda solo le piattaforme: secondo la circolare ADM 37/2025 vale per tutte le spedizioni, compresi i pacchi tra privati. La motivazione ufficiale è proteggere il commercio al dettaglio italiano e finanziare i controlli doganali.

Dal 1° dicembre 2026 il risultato pratico sarà una doppia tassa: 3 euro europei per articolo più 2 euro italiani per spedizione, cioè 5 euro nella migliore delle ipotesi. Considerando che un ordine medio su Temu oscilla tra i 15 e i 30 euro, stiamo parlando di un aggravio del 15-33% sul valore dell’acquisto, ancora prima di considerare eventuali moltiplicatori per le categorie merceologiche.

Come funziona il calcolo per categoria merceologica

Qui sta la parte più insidiosa. Il dazio UE da 3 euro non si applica al pacco come unità, ma a ogni categoria merceologica distinta contenuta nella spedizione. La classificazione segue le voci tariffarie doganali, che dividono i prodotti in gruppi: abbigliamento, calzature, accessori, elettronica, casalinghi e così via.

Nella pratica significa questo: se ordini due magliette uguali, paghi il dazio una sola volta perché appartengono alla stessa categoria. Ma se ordini una maglia, un paio di calzini e una cintura, potresti pagarlo tre volte — una per ogni voce tariffaria diversa. Il contributo italiano da 2 euro, invece, si applica una volta sola per spedizione, indipendentemente da quante categorie contiene.

Quanto costerà davvero un ordine concreto

Due scenari reali per capire l’impatto dal 1° dicembre 2026, quando al dazio UE si somma il contributo italiano. Fino al 30 novembre si paga solo il dazio: 3 euro nel primo caso, 9 nel secondo.

Ordine semplice — una maglietta da 12 euro su Temu: 3 euro di dazio UE (una categoria) + 2 euro contributo italiano = 5 euro extra. Costo finale 17 euro anziché 12. L’aggravio è del 42%.

Ordine misto — una maglia (8€) + un paio di orecchini (4€) + un porta-telefono (5€), totale 17 euro: dazio UE 3 euro × 3 categorie = 9 euro + 2 euro contributo italiano = 11 euro extra. Costo finale 28 euro anziché 17, con un aggravio che supera il 60%.

Sono stime basate sulla classificazione standard. La cifra esatta dipende dai codici doganali che i venditori dichiarano, ma l’ordine di grandezza è questo. Su ordini misti e di piccolo importo, il peso delle tasse può diventare più alto del valore dei prodotti stessi.

Chi non è coinvolto

Le nuove regole riguardano solo i pacchi da paesi extra-UE con valore dichiarato fino a 150 euro. Chi compra su Amazon.it, Zalando o altri marketplace europei non è toccato se la merce parte da un magazzino UE — in quel caso lo sdoganamento, se necessario, è già avvenuto a monte. Lo stesso vale per chi acquista prodotti sopra i 150 euro: quelle spedizioni erano già soggette a dazi prima del 1° luglio e il meccanismo non cambia.

I pacchi tra privati non pagano il dazio forfettario da 3 euro, che riguarda solo le vendite a distanza, ma dal 1° dicembre 2026 pagano il contributo italiano da 2 euro: la circolare ADM 37/2025 lo applica anche alle spedizioni da privato a privato. Per gli acquisti di importo elevato su siti cinesi, conviene comunque sempre verificare il valore dichiarato sulla bolla doganale.

Cosa faranno Temu, Shein e AliExpress

Non è ancora chiaro quanta parte del costo le piattaforme assorbiranno e quanta trasferiranno ai clienti. In ogni caso, le opzioni che hanno davanti sono due: alzare i prezzi di listino prima del checkout, oppure aggiungere una voce separata al momento dell’ordine.

Per chi compra, però, la variabile che conta è una sola: quanto apparirà nel totale alla cassa.

Se stai cercando alternative europee già pronte, Amazon Haul — la sezione low-cost di Amazon che spedisce dall’Europa — è una delle opzioni che non subisce le nuove tasse. Per capire come muoversi meglio tra spese e risparmi, può essere utile anche tenere sotto controllo i consigli pratici per risparmiare nel quotidiano.

Per approfondimenti ufficiali sulla normativa doganale: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Domande frequenti

Dal 1° luglio 2026 i pacchi da Temu costano di più per tutti?

Sì, per tutti i residenti in Italia che ordinano su piattaforme extra-UE con pacchi fino a 150 euro: dal 1° luglio 2026 si applica il dazio UE da 3 euro per articolo, e il contributo italiano da 2 euro si aggiunge dal 1° dicembre 2026. I prelievi si applicano al momento dello sdoganamento — può comparire come voce separata alla consegna o essere già inclusa nel prezzo mostrato dalla piattaforma, dipende da come ogni sito si organizza.

Quanto paga esattamente un ordine su Temu o Shein?

Fino al 30 novembre 2026: 3 euro di dazio UE per ogni articolo doganale contenuto nel pacco, quindi 3 euro per un solo tipo di prodotto e 9 euro per tre articoli diversi. Dal 1° dicembre 2026 si aggiungono 2 euro di contributo italiano per spedizione: gli stessi ordini pagano 5 e 11 euro. Se l’ordine arriva in più pacchi, i 2 euro si pagano per ogni pacco.

La tassa si applica anche ad AliExpress e a Wish?

Sì. La norma riguarda tutte le spedizioni provenienti da paesi extra-UE con valore fino a 150 euro, indipendentemente dalla piattaforma. Colpisce Temu, Shein, AliExpress, Wish e qualsiasi altro sito che spedisce direttamente da fuori Europa.

Se compro su Amazon cambia qualcosa?

Dipende dal venditore. Se acquisti da venditori con magazzino in Europa (la grande maggioranza su Amazon.it) non cambia nulla. Se invece acquisti da venditori cinesi che spediscono direttamente dalla Cina, anche attraverso Amazon, il dazio si applica ugualmente.

Si può evitare la nuova tassa?

No, non c’è modo legale per evitarla. L’unica alternativa concreta è acquistare da negozi europei o da piattaforme che già dichiarano e pagano l’IVA in Europa. Oppure consolidare gli ordini in un unico pacco con una sola categoria di prodotti, per limitare il moltiplicatore del dazio UE.

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