Top 5 This Week

Articoli simili

Wallbox vs presa domestica: come ricaricare l’auto elettrica a casa

Wallbox o presa domestica è la scelta che si trovano ad affrontare tutti i nuovi proprietari di un’auto elettrica al momento di organizzare la ricarica a casa. Sembra una decisione secondaria rispetto all’acquisto dell’auto stessa, ma influisce parecchio sui tempi di ricarica quotidiani e, in alcuni casi, anche sulla sicurezza dell’impianto elettrico domestico.

📌 Articolo in breve
Una presa domestica standard ricarica a circa 2,3 kW, impiegando 10-15 ore per una ricarica completa. Una wallbox dedicata arriva fino a 22 kW, riducendo i tempi a 2-4 ore per la maggior parte delle auto elettriche. La wallbox richiede un investimento iniziale maggiore ma offre sicurezza, velocità e funzioni di gestione della potenza assenti nella presa domestica.

Indice

  1. Come funziona la ricarica con presa domestica
  2. Come funziona la ricarica con wallbox
  3. Tempi di ricarica a confronto
  4. La questione sicurezza
  5. Costi a confronto
  6. Quale scegliere in base alle proprie esigenze
  7. Domande frequenti

Come funziona la ricarica con presa domestica

La ricarica tramite presa domestica standard, utilizzando il cavo in dotazione con la maggior parte delle auto elettriche, sfrutta la normale presa elettrica di casa, generalmente limitata a una potenza di circa 2,3 kW per non sovraccaricare l’impianto. È la soluzione più semplice e immediata, che non richiede alcuna installazione dedicata, ma comporta tempi di ricarica molto lunghi, adatti principalmente a chi percorre pochi chilometri al giorno e può lasciare l’auto collegata per molte ore consecutive, tipicamente durante la notte.

Come funziona la ricarica con wallbox

La wallbox è un dispositivo dedicato installato a parete, collegato direttamente al quadro elettrico di casa tramite un cavo dimensionato per potenze più elevate rispetto a una presa standard. Le wallbox domestiche più diffuse offrono potenze comprese tra 3,7 e 22 kW, anche se quest’ultimo valore richiede una fornitura elettrica trifase raramente presente nelle abitazioni residenziali italiane, dove la potenza disponibile più comune resta quella monofase, che limita la ricarica pratica a un massimo di 7,4 kW circa.

Tempi di ricarica a confronto

Per un’auto elettrica con batteria da 50 kWh, una capacità comune per molti modelli di fascia media, la ricarica completa tramite presa domestica standard da 2,3 kW richiede generalmente tra le 20 e le 22 ore, un tempo che nella pratica corrisponde quasi a una ricarica continua giorno e notte. La stessa ricarica tramite wallbox da 7,4 kW si riduce invece a circa 7 ore, un tempo perfettamente compatibile con una singola notte di ricarica, permettendo di trovare l’auto sempre pronta al mattino anche partendo da una batteria quasi scarica.

La questione sicurezza

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la sicurezza: le prese domestiche standard non sono progettate per erogare corrente in modo continuativo per molte ore consecutive, come richiesto dalla ricarica di un’auto elettrica. Un utilizzo prolungato e ripetuto nel tempo può causare surriscaldamento della presa e dell’impianto elettrico circostante, con un rischio di guasti o, in casi estremi, di incendio. Le wallbox, al contrario, sono progettate specificamente per la ricarica dei veicoli elettrici, con protezioni dedicate contro sovracorrenti, dispersioni verso terra e surriscaldamento, offrendo un livello di sicurezza sensibilmente superiore per un utilizzo quotidiano e prolungato.

Costi a confronto

Utilizzare la presa domestica esistente non comporta, nell’immediato, alcun costo di installazione aggiuntivo, un vantaggio evidente per chi vuole verificare l’esperienza di guida elettrica prima di investire in un’infrastruttura dedicata. L’installazione di una wallbox comporta invece un investimento iniziale che, tra dispositivo e manodopera, si colloca generalmente tra gli 800 e i 1.600 euro, un costo che può essere in parte recuperato tramite il bonus colonnine domestiche dove ancora applicabile, oppure tramite le detrazioni fiscali ordinarie per la ristrutturazione dell’impianto elettrico domestico.

Quale scegliere in base alle proprie esigenze

Per chi percorre pochi chilometri al giorno, ha un’auto ibrida plug-in con batteria di piccola capacità, o usa l’auto elettrica solo occasionalmente, la presa domestica può rappresentare una soluzione temporanea accettabile, purché si eviti un utilizzo troppo intensivo e prolungato nel tempo. Per chi invece usa l’auto elettrica quotidianamente, percorre chilometraggi medio-alti, o ha una batteria di grande capacità che richiederebbe tempi eccessivamente lunghi con la sola presa domestica, la wallbox rappresenta un investimento che si ripaga rapidamente in termini di comodità, sicurezza e tempi di ricarica.

Domande frequenti

Posso danneggiare l’impianto elettrico di casa usando solo la presa domestica?

Un utilizzo occasionale e limitato nel tempo comporta rischi contenuti, ma un uso quotidiano e prolungato può sovraccaricare la presa e l’impianto circostante, aumentando il rischio di guasti o surriscaldamento.

Serve un elettricista per installare una wallbox?

Sì, l’installazione di una wallbox va sempre affidata a un elettricista qualificato, che verifica anche la compatibilità e la sicurezza dell’impianto elettrico esistente prima del collegamento.

La wallbox funziona con qualsiasi auto elettrica?

La maggior parte delle wallbox in commercio è compatibile con lo standard di ricarica utilizzato dalla generalità delle auto elettriche vendute in Europa, ma è comunque consigliabile verificare la compatibilità specifica del proprio modello prima dell’acquisto.

Per approfondire, leggi anche la nostra guida sulla colonnina di ricarica domestica e sull’auto elettrica vs benzina.

Più popolari