La colonnina di ricarica domestica è diventata quasi un accessorio indispensabile per chi possiede un’auto elettrica o ibrida plug-in, perché ricaricare comodamente a casa, magari di notte quando l’energia costa meno, evita le code alle colonnine pubbliche e riduce sensibilmente il costo per chilometro percorso. Installarla comporta però alcune scelte tecniche e, in alcuni casi, la possibilità di recuperare parte della spesa grazie a contributi ancora attivi.
Il bonus colonnine domestiche eroga un contributo a fondo perduto dell’80% delle spese, fino a un massimo di 1.500 euro per privati e 8.000 euro per interventi condominiali. Lo sportello per le nuove domande è chiuso dal maggio 2025, ma il contributo è retroattivo su spese già sostenute. Una wallbox domestica costa mediamente tra 500 e 1.500 euro, installazione inclusa.
Indice
- Perché conviene installarla
- I tipi di colonnina domestica
- Quanto costa installarla
- Il bonus colonnine domestiche
- Serve adeguare l’impianto elettrico di casa?
- Installarla in condominio
- Domande frequenti
Perché conviene installarla
Ricaricare l’auto elettrica a casa tramite una colonnina domestica, invece di affidarsi esclusivamente alle colonnine pubbliche, offre due vantaggi concreti: un costo per kWh generalmente più basso, perché si paga la tariffa della propria utenza domestica invece delle tariffe più alte applicate dagli operatori di ricarica pubblica, e la comodità di trovare l’auto sempre carica al mattino, senza dover pianificare soste dedicate alla ricarica durante la giornata. Chi ha anche un impianto fotovoltaico può inoltre programmare la ricarica nelle ore di massima produzione solare, riducendo ulteriormente il costo per chilometro percorso.
I tipi di colonnina domestica
La soluzione più semplice ed economica è la presa domestica potenziata, che permette una ricarica lenta, generalmente non superiore ai 2,3 kW di potenza, adatta a chi percorre pochi chilometri al giorno e può lasciare l’auto in carica per molte ore, tipicamente durante la notte. La wallbox, la vera colonnina domestica dedicata, offre invece potenze di ricarica superiori, generalmente comprese tra 3,7 e 22 kW, riducendo sensibilmente i tempi di ricarica e risultando la scelta più diffusa per chi usa l’auto elettrica quotidianamente e ha bisogno di ricaricare in tempi più rapidi.
Quanto costa installarla
Una wallbox domestica di fascia media, con potenza intorno ai 7,4 kW adatta alla maggior parte delle utenze domestiche italiane, costa generalmente tra i 500 e i 900 euro per il solo dispositivo. A questo va aggiunto il costo di installazione, che comprende il collegamento all’impianto elettrico e l’eventuale posa di un nuovo cavo dedicato dal quadro elettrico al punto di ricarica, con un costo complessivo che si aggira tipicamente tra i 300 e i 700 euro aggiuntivi, a seconda della distanza e della complessità dell’intervento. Il costo totale, dispositivo più installazione, si colloca quindi generalmente tra gli 800 e i 1.600 euro per un’installazione domestica standard.
Il bonus colonnine domestiche
Il bonus colonnine domestiche, prorogato fino al 2030 con un decreto dedicato alla filiera automotive, prevede un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione dell’infrastruttura di ricarica. Il tetto massimo del contributo è fissato a 1.500 euro per le persone fisiche e sale a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali. A differenza di altre agevolazioni fiscali che si recuperano in dieci anni tramite detrazione IRPEF, questo bonus funziona come un vero e proprio rimborso diretto: si sostiene per intero la spesa e successivamente si riceve il bonifico del rimborso spettante.
Va segnalato che lo sportello per la presentazione delle nuove domande si è chiuso il 27 maggio 2025, ma il meccanismo resta comunque retroattivo sulle spese sostenute in una determinata finestra temporale: chi installa oggi una colonnina domestica non perde automaticamente il diritto al rimborso, ma è opportuno verificare con attenzione i requisiti temporali aggiornati direttamente sul portale del MIMIT prima di procedere.
Serve adeguare l’impianto elettrico di casa?
Nella maggior parte delle abitazioni italiane con un contatore da 3 kW, l’installazione di una wallbox ad alta potenza richiede una valutazione preventiva della potenza disponibile: caricare l’auto insieme all’uso contemporaneo di altri elettrodomestici energivori, come forno o lavatrice, può far scattare il distacco automatico del contatore se non gestito correttamente. Molte wallbox moderne integrano un sistema di gestione della potenza, chiamato load management, che riduce automaticamente la potenza di ricarica quando altri elettrodomestici sono in funzione, evitando il superamento della soglia contrattuale senza dover necessariamente richiedere un aumento di potenza al proprio fornitore di energia.
Installarla in condominio
Chi vive in condominio e vuole installare una colonnina di ricarica nel proprio posto auto ha diritto, secondo la normativa vigente, a farlo a proprie spese anche senza l’autorizzazione unanime dell’assemblea condominiale, salvo motivate ragioni tecniche che rendano l’intervento impossibile o pregiudizievole per la sicurezza dell’edificio. È comunque necessario comunicare formalmente l’intervento all’amministratore prima di procedere, e per gli interventi sulle parti comuni, come il potenziamento del contatore condominiale per più punti di ricarica, il bonus colonnine domestiche prevede il contributo maggiorato fino a 8.000 euro descritto in precedenza.
Domande frequenti
Posso ricaricare l’auto elettrica con una presa normale di casa?
È tecnicamente possibile con un cavo adatto, ma la ricarica risulta molto lenta e non è consigliabile per un uso quotidiano prolungato, sia per i tempi molto lunghi sia per motivi di sicurezza legati al carico continuativo su una presa non progettata per quello scopo.
Il bonus colonnine domestiche è ancora richiedibile oggi?
Lo sportello per le nuove domande si è chiuso il 27 maggio 2025, ma il contributo mantiene un meccanismo retroattivo su spese sostenute in determinati periodi. Verifica sempre lo stato aggiornato sul portale del MIMIT prima di installare.
Quanto tempo serve per ricaricare completamente l’auto con una wallbox?
Dipende dalla potenza della wallbox e dalla capacità della batteria dell’auto, ma con una wallbox da 7,4 kW una ricarica completa richiede generalmente tra le 6 e le 10 ore per la maggior parte delle auto elettriche in commercio.
Per approfondire, leggi anche la nostra guida sulla wallbox vs presa domestica e sull’auto elettrica vs benzina.

